di Mauro Baldrati

Spett. Comitato permanente interstellare di monitoraggio e analisi dei fatti – Sezione Uman SX 11-11

Da: Unità intermedia ricerca dati e sopralluoghi Uman SX 11-6

Egregio Presidente, egregi colleghi,

com’è noto dopo l’Apocalisse Gamma, che ha causato la distruzione di ogni forma di vita sulla Terra, nonché di quasi tutte le infrastrutture e gli edifici, non esistono più materiali di studio che non siano residui di files sopravvissuti in qualche archivio digitale sotterraneo.

Eppure proprio in uno di questi bunker i nostri rilevatori hanno trovato un quaderno ancora in discrete condizioni. Contiene vari appunti, calcoli, ma così lacunosi che non significano nulla per la nostra ricerca, che ha lo scopo di indagare sulle cause che hanno portato la specie umana a distruggere il pianeta che la ospitava.

Però abbiamo trovato un appunto molto interessante, che proponiamo di mettere agli atti, benché vi compaiano termini a noi ignoti, come fascioleghisti, o Sandinisti, che ipotizziamo essere stati i componenti di un movimento rivoluzionario in un paese chiamato Nicaragua. Forse si sta avvicinando il momento di tirare le somme di questo nostro lungo lavoro di ricerca: da tutto il materiale ritrovato ci pare che emerga una volontà tenace dei terrestri di studiare, di sperimentare, forse nel tentativo di fermare l’ineluttabile. Per questo proponiamo di continuare le nostre ricognizioni, che potrebbero portare a un quadro esaustivo degli errori di una popolazione, anzi, di una specie, che l’hanno portata alla propria autodistruzione.

Di seguito alleghiamo il documento scannerizzato.

* * *

“La domanda è stata posta più volte e da più parti: i fascioleghisti costituiscono una mutazione della specie umana? E l’origine può ascriversi a un fattore genetico?

Infatti molti ricercatori hanno evidenziato come l’esistenza di vasti settori di popolazione i cui componenti risultano privi di qualsiasi residuo morale ponga il problema della creazione di modelli statistici finalizzati al raggiungimento di tesi condivise.

Su questa ipotesi sono nate due scuole di pensiero: nel 1948 Colin Hammet-Newton dell’Università di Harward ha sostenuto, in una disanima supportata da una approfondita ricerca storica, che questa forma di degenerazione (primay degeneration) è parte della stessa specie, in quanto esiste da secoli. La sua ricerca si è concentrata soprattutto sulle classi di potere dai tempi antichi, corrotte e guerrafondaie, che si sono succedute fino alle recenti dittature nazi-fasciste. Questa scuola è stata definita pessimist, in quanto prende atto di una potenzialità negativa e anti-naturale della nostra specie che può portare all’autodistruzione.

La seconda scuola, più recente, ha preso il via da un articolo dell’antropologo polacco Tzipi Woyteck, pubblicato su Historical Anthropologic Magazine nel 1979.

Woyteck sostiene che i comportamenti di questa tipologia sono così codificati e uguali nel tempo, da permettere la definizione di sottospecie. Inoltre la ricerca di Hammet-Newton, secondo l’antropologo, sarebbe troppo generalista. Infatti le classi di potere da lui analizzate non rappresentano il vero potere, che è sempre occulto, ma coordinamenti di esecutori che agiscono per conto dei veri potenti. E questa categoria, perché di questo si tratta secondo Woyteck, così uniforme nella micro-morfologia, come certe famiglie di insetti, non può che essere il risultato di una sottospecie.

Ma come nasce una sottospecie?
Da una mutazione genetica, sembra affermare lo scienziato polacco. E questa tesi, da lui solo abbozzata, oggi sembra essere stata accettata dalla comunità scientifica.

Ma non è tutto. Ultimamente un medico cubano ha rivelato di avere partecipato a uno straordinario esperimento, rimasto segreto fino ai giorni nostri.

Nel 1984 il governo sandinista del Nicaragua, studiando i crimini commessi dal regime di Somoza, decise di iniziare una approfondita ricerca su alcuni prigionieri, che furono agenti della polizia segreta del dittatore. Infatti la crudeltà di quel regime, che richiamava gli orrori nazisti, sfuggiva a ogni spiegazione logica. In natura non esiste nessuna specie vivente che possa raggiungere limiti così estremi di follia omicida.

Poiché il sistema sanitario, dopo la rivoluzione sandinista, era diventato un modello internazionale di efficienza, riconosciuto come tale dall’Unicef e dall’OMS, fu allestito un laboratorio segreto che, con le più moderne tecnologie, iniziò una serie di analisi del dna dei prigionieri. Cosa cercavano? Il quadro non era ancora delineato con precisione, ma iniziarono un ciclo di comparazioni e incroci coi tracciati dei dna di varie specie viventi.

I risultati furono stupefacenti. Tutti i dna dei soggetti presentavano una breve sequenza, quella centrale, che sembrava errata. Alcuni elementi risultavano fuori posto, o recavano codici anomali. La trascrizione del RNA non produceva la fissazione dell’acido nucleico ma si “fermava” in una singola catena polinucleotidica non antiparallela. Lo chiamarono errore M 16. M stava per “mutante”

Ma quale mutazione? E di che natura?

Dalle comparazioni gli scienziati nicaraguensi, con l’ausilio di una equipe cubana, avevano trovato singolari corrispondenze con alcuni dna di piante, per esempio di alcune carnivore, di insetti e di pesci. Ma solo per quel segmento centrale. Per cui ipotizzarono che anche nelle altre specie fosse avvenuta una mutazione M 16 simile a quella umana.

Gli incroci proseguirono, analizzando milioni di dati, e alla fine conclusero che quel segmento errato risaliva alle origini stesse della vita sulla terra, quando, ancora prima dei batteri, esistevano i virus.

Come sappiamo i virus non sono considerati forme di vita. Non hanno cellule, né involucri lipidi protettivi delle stesse. Nella preistoria anti genesi erano brandelli di dna che entrarono nelle prime cellule in formazione, diventandone parassiti. Sono parassiti delle cellule animali, e anche delle piante. Lo sono persino dei batteri.

Gli studi hanno, se non dimostrato al di là di ogni dubbio, quanto meno ipotizzato con una probabilità dell’85%, che quelli che oggi chiamiamo fascioleghisti, discendenti dei nazi-fascisti, i quali lo erano dei monarchi assolutisti, e così via fino ai tempi antichi, siano il risultato di una mutazione derivante dall’azione di un virus.

Il rapporto, tenuto segreto per via della sperimentazione su cavie umane, che avrebbe scatenato un putiferio mondiale, fu archiviato in attesa di approfondimenti.

Ma la caduta del governo, in seguito a un incremento delle azioni dei contras, produsse la distruzione del patrimonio sandinista. Interi archivi furono saccheggiati e bruciati, gli ospedali smantellati e tutto il sistema tornò a uso esclusivo dei ricchi. Quel rapporto, ha rivelato il medico cubano, giace in un archivio segreto della CIA.

Sarebbe oltremodo interessante conoscerlo nei dettagli. Il medico cubano si è detto disponibile a replicarlo, perché afferma di ricordare tutti i passaggi. Ma dove sono le cavie? Non si potrebbero rapire alcuni fascioleghisti e riprendere lo studio del loro dna? Non è escluso, infatti, che si possa risalire al tipo di virus, e quindi studiare una “riparazione” del DNA danneggiato. Ciò potrebbe portare a un ridimensionamento di questa pericolosa sottospecie mutata, fino ad arrivare alla sua completa estinzione.”

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