a cura di Calusca City Lights
Il 29 maggio Visconte, il dottore, ci ha lasciato. Era nato a Cutro, in Calabria, vicino a Crotone il 2 aprile 1944. Nel 1962 va a Roma iscritto alla facoltà di medicina. Scoppia il ‘68 che lo coglie all’ultimo anno di università. Qui incontra gli m- l di diverse organizzazioni per approdare all’Unione dei comunisti italiani, quelli di Servire il Popolo, il giornale uscì nel novembre 1968. Alla facoltà di Lettere incontra Scalzone, Russo e Mordenti, leaders del movimento delle occupazioni ma soprattutto Luca Meldolesi che aveva creato un gruppo maoista l’UCI, Unione comunisti italiani.
Ritorna a Crotone nell’estate del ‘68 e insieme a Brandirali, Migale, contadino del PCdI-Linea rossa, Lo Giudice e altri organizzano e fanno propaganda tra i contadini del Crotonese. Fino al 1975 a Milano ricopre incarichi dirigenziali nel partito, si avvicina alla fronda costituita dalla Fiorani e Leonetti che spinge Brandirali alle dimissioni. La minima base operaia si avvicina a “Rosso” e all’Autonomia Operaia di Negri ma la maggior parte non ci sta e fonda “Operai contro”.
Partecipa con il partito al movimento del ‘77 con l’area autonoma e dopo il Convegno di Bologna diventa chiaro che i gruppi armati propongono di partecipare alla lotta armata o stare a casa. Nel 1979 si produce lo scioglimento ufficiale del Pc – ml e del giornale “La voce operaia”. Sempre a Milano nel 1978 incontra alcuni compagni di “Collegamenti” durante l’occupazione della Unidal (Motta – Alemagna).
Per alcuni anni, dal 1979, torna nel privato a fare il medico ma tra l’84 e ‘85 ritrova i compagni di “Collegamenti” e frequenta le riunioni di via Scaldasole. Nonostante la rivista sia di area anarchica e ben poco avesse a che fare con i percorsi e le esperienze precedenti di Visconte la redazione è classista, sensibile e aperta ad accettare i suoi contributi che lo porteranno a interessarsi ai comunisti dei Consigli e all’autogestione.
Tra la fine degli anni ‘80 e l’inizio degli anni ‘90 il gruppo milanese si sfalda e le tensioni portano la redazione da Milano a Torino e Visconte resta, continuando a lavorare per la testata, l’unico riferimento milanese.
Dal 1994 “Collegamenti” cambia formato e periodicità e si qualifica per affrontare sempre più questioni teoriche, le riunioni si svolgono a Torino con il solo “milanese” Visconte che incontra e frequenta Giussani spingendolo a scrivere un articolo sul post-fordismo che verrà pubblicato sulla rivista e darà luogo a un convegno sul tema.
Negli ultimi anni diversi suoi articoli appaiono su “Umanità Nova”, significativi i contributi sulla polarizzazione sociale inerenti l’impoverimento delle mezze classi e le riflessioni sul sistema sanitario italiano.
“Collegamenti” è stata per più di venti anni e fino all’ultimo la sua identità preferita.
La morte della figlia ha reso più amari e difficili gli ultimi anni della sua vita.
Ci mancherà la sua presenza e la sua capacità di ascoltare e dialogare sulle questioni trattate sino a produrre i suoi contributi. A Milano sono diversi i luoghi dove durante delle riunioniguardandosi in giro lo cercheremo.
N.B. Il testo è stato realizzato usando prevalentemente l’articolo di “Collegamenti/Wobbly”: Per ricordare Visconte Grisi.



