di Riccardo Festinese

riccub00.jpgC’è, se vai ben oltre l’apparenza, un’impossibile coerenza
Che vorrei tu ricordassi almeno un po’
Daniele Silvestri,
Cohiba

[Riccardo è un blood brother. Prima che lo conoscessi ha vissuto per 3 mesi a l’Avana, nel 1997. Studente italiano indipendente, senza privilegi, senza soldi.
Mi ha raccontato di dignità, gioia di vivere, povertà, orgoglio, frustrazione, giustizia e ingiustizia.
Riso e pollo (poco), Del crepúsculo al amanecer in un cinema in stile barocco coloniale, Plaza de la Revolución semivuota davanti a Fidel che parla per tre ore, l’annuncio della morte di Deng Xiaoping per strada, dagli altoparlanti, come in un Grande Fratello orwelliano.
La solidarietà. I sorrisi. Le domande inespresse.
E andando a prendere l’aereo per tornare a casa, una scritta enorme, ingenua, commovente, allarmante: “Jamás a un gobierno de transición”.
Questo quello che ricordo dei suoi racconti e forse non tutto è vero.
Quello che lui ha visto e ha colto è invece in queste foto.]
(F.C.)


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Cienfuegos

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Santa Clara

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In campagna

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Negozio di Stato

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A scuola

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La Habana, fabbrica di tabacco

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Al mercato

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La Habana, scolaresche in Plaza de la Revolución

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La Habana

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