di Valerio Evangelisti

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Chi non conosce Vittorio Curtoni? Oltre a essere uno dei traduttori più contesi sul mercato editoriale, fu tra coloro che diedero alla fantascienza la dignità culturale che in Italia ancora le mancava, attraverso riviste come Galassia, Robot, Aliens e altre ancora. Senza considerare l’attività di scrittore svolta in proprio, di cui l’antologia Retrofuturo, pubblicata dalle Edizioni Shake nel 1999, costituisce il più rappresentativo florilegio.
Chi ha sempre apprezzato la scrittura di Curtoni, ora pensosa, ora ricca di verve, come è l’uomo stesso, si è dovuto dolere negli anni del fatto che il suo esercizio fosse sempre più limitato alle traduzioni. Solo i concittadini di Piacenza potevano assaporare con la dovuta frequenza gli interventi di Curtoni, divertenti, graffianti, spesso polemici, ospitati dal quotidiano La Libertà.


Ora questo privilegio viene esteso alla generalità dei lettori. Merito della casa editrice Pontegobbo, che ha avuto l’eccellente idea di raccogliere gli editoriali del nostro in un volume che porta il titolo della rubrica in cui appaiono: Trappole in libertà (130 pp, € 10,00, con introduzione di Gaetano Rizzato e illustrazioni di Giuseppe Festino).
Di cosa si tratta? Di notazioni umoristiche, di commenti ironici, di esilaranti raccontini (come quelli che hanno a protagonista il “detective del futuro” Giuseppe Busecca). Amante del paradosso, adoratore di Achille Campanile, Curtoni si diverte a portare alle estreme conseguenze i lati più balordi del presente. Ma non è l’umorismo il suo terreno naturale: è piuttosto l’ironia, lontana dall’acidità del sarcasmo, ma anche aliena dalla battutina blanda e fine a se stessa.
Sono cronache divertite e amare dei tempi che corrono, quelle che Curtoni ci regala, anche quando finge di parlare del futuro. E chi abbia il privilegio di frequentare l’autore, sa che proprio quello è il suo modo di guardare alla vita, già riflesso in tanta parte della sua narrativa.
Esistono, nella biblioteca di ogni persona intelligente, libretti da cui non si separerebbe mai. Qualcuno vi ha immesso antidoti alla stupidità e al conformismo, magari in forma di pillole. Li si tiene come si conserva l’aspirina nell’armadietto dei medicinali: ogni tanto serve averli a portata di mano, quando l’imbecillità tracima. Trappole in libertà appartiene alla categoria. Si è portati a divorarlo, ed è giusto, però poi servirà da rimedio di scorta in momenti di depressione. Che, se l’avvenire che ci attende rifletterà anche solo in parte il presente, non mancheranno di sicuro. Come Curtoni prevede, nella sua sconfinata saggezza.

Ma è bene procedere a un assaggio. Proponiamo, senza le righe che lo introducono, un brevissimo racconto presente nell’antologia. Di stretta attualità, come si potrà vedere – nonché desumere dal dettaglio di una delle belle tavole di Giuseppe Festino che corredano il volume.

NE PARLAVANO I ROMANZI DI FANTASCIENZA…
di Vittorio Curtoni

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Cari italiani, buonasera. Vi parla il vostro cordiale ministro della Sanità. Non fumate perché il fumo fa male. Semmai prendetevi una bella sbronza di superalcolici che nei locali pubblici sono ancora permessi. Noi qui al governo teniamo moltissimo alla vostra salute.
Mi rivolgo ai telespettatori per tranquillizzarli sugli inutili allarmismi che la stampa dell’opposizione va spargendo a proposito di un fantomatico virus DIF Non esiste e mai esisterà un virus fuggito dai laboratori segreti di una nota multinazionale del dentifricio; e se è vero che in alcune località del nostro Paese è stato registrato qualche raro caso di dentiere in fuga, intanto la casistica è davvero minima, e poi la maggioranza delle dentiere corre talmente piano che si possono acchiappare subito, e infine, quale virus? Si tratta di un fenomeno perfettamente naturale del quale parlava già Svetonio nella “Vita dei Cesari” e Machiavelli nella “Mandragola”. State calmi e non fumate. Ah, se qualcuno dovesse ritrovare la dentiera di mia suocera mi farebbe la cortesia di riportarmela? Quella effettivamente potrebbe essere velenosa.

Cari italiani, buon pomeriggio. Vi parla il vostro imperturbabile ministro della Salute. Non fumate spinelli e mantenete il sangue freddo.
Per prima cosa sono lieto di annunciarvi che il governo italiano ha concluso un accordo con un’importante casa di produzione cinematografica americana specializzata in film dell’orrore. Stanno per arrivare nel nostro Paese enormi quantità di enormi canini finti utilizzati nei loro film di vampiri. I canini saranno presto in distribuzione nelle nostre ASL, e i pochi milioni di italiani rimasti senza dentiera potranno ricominciare a masticare qualcosa. Al limite a succhiare, ma insomma accontentatevi.
La seconda notizia buona è che è stato finalmente isolato il virus DIF e presto sarà pronto un antidoto, anche se nessuno capisce bene a cosa servirà adesso che le dentiere sono tutte scappate. Mah. Comunque è sempre una buona notizia. Quella cattiva è che si è scoperto che al virus DIF è associato un ceppo virale mutante di rabbia, e purtroppo è vero che in qualche isolata località del Sud alcune dentiere hanno morso esseri umani infettandoli, ma noi siamo al lavoro e quindi non preoccupatevi. L’opposizione esagera come sempre. In fin dei conti si tratta solo di un fenomeno perfettamente naturale del quale parlava già Collodi nel “Pinocchio”. Non scassateci l’anima.

Cari italiani grrrrr!, vi parla il vostro rabbioso ministro della Salute. Bauuuu! Fumate pure tutto quello che volete, tanto ormai sarete rimasti in tre o quattro milioni a farla larga, e quanto pensate di poter andare avanti? Uuuuuuu!
L’opposizione continua a esagerare e sostiene che se il governo si impegnasse si potrebbe trovare un rimedio all’epidemia di peste mutante. Grrrrrr! Ma quando mai? Se anche il vostro caro ministro della Salute è stato morso uuuuuuu! dalla dentiera di quella zozza di sua suocera? Sbav sbav.
A dire il vero non so nemmeno se questa trasmissione andrà in onda. Uauuauuaul Le reti televisive funzionano ancora? Mah. Adesso mi accendo un bel toscano e ci rifletto su.
Mi consola pensare che si tratta di un fenomeno perfettamente naturale. Ne parlavano già tanti romanzi di fantascienza catastrofica. Grrrr!