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di Marilù Oliva A un anno dalla pubblicazione di Cien años de soledad e dei suoi trionfi di vendita e...

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di Valerio Evangelisti [Questo articolo è apparso nel n. 6 della rivista Loop, uscito in edicola e in libreria il...

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di Marilù Oliva Forse qualcuno storcerà il naso a sentir parlare ancora di principi e festival. Il biasimo sarà per...

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di Valerio Cuccaroni Geraldina Colotti, La guardia è stanca, Ed. Cattedrale, Ancona, 2010, pp. 109, € 13,50 A cinque anni...

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di L. Piantini
matteuccimini.jpg... Condotta per quasi trecento pagine con scanzonata baldanza la storia tocca vertici di autentico, a volte irresistibile, divertimento. Che culmina nelle pagine dedicate alla vita quotidiana della famiglia posta al centro del racconto...

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di Tommaso De Lorenzis (da L'Unità del 21 febbraio 2010) Walter Tevis, Il colore dei soldi, Minimum Fax, 2010, pp....

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Antifascisti veronesi All'alba del 17 novembre 2009, la Digos ha arrestato due antifascisti a Verona. L'accusa è d'aver aggredito con...

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degli Amici di Manolo Morlacchi e Costantino Virgili (Nessuna foto disponibile per gli sciacalli). [Pubblico volentieri un comunicato che chiede...

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Redazione Pubblichiamo l'Appello in favore di Checchino Antonini, giornalista di Liberazione condannato a otto mesi di carcere per un articolo...

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di Gilda Policastro [Questa intervista a uno dei massimi poeti italiani del nostro tempo (e della seconda metà del Novecento)...

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di C. Trivulzio di Belgiojoso
giulemani.png Un gridi di allarme da Milano: dopo oltre 100 anni, le Scuole Civiche rischiano di chiudere. Non per caso.

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di Marilù Oliva Grazia Verasani ha appena pubblicato per Kowalski Di tutti e di nessuno (1), quello che lei stessa...

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di Sandro Moiso Qui le puntate precedenti. A cavallo tra gli anni cinquanta e sessanta la Barriera era ricca di...

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di Sandro Moiso Qui le parti precedenti. FELICITA', FEBBRE E FURORE Prologo I nostri eroi non sono mai andati in...

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di Sandro Moiso Qui le puntate precedenti. Quell’area di servizio era unica Quell’area di servizio era unica. In realtà quella...

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di Valerio Evangelisti [Questa breve tesimonianza di vita vissuta, già apparsa su A Rivista anarchica, è tratta dal volumetto La...

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di Marilù Oliva L’uomo pelato si mise una mano sulla pancia e si sporse in avanti. Sembrava un inchino, ma...

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di Clelia Bettini Doveva essere un giorno di sole. La polvere che solitamente le incrostava le narici si era come...

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di Filippo Casaccia Il sole. Cielo terso e aria frizzante. Miracolo a Milano. Prendo la digitale ed esco a fare...

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Lettera aperta dall'Italia a Sonia Gandhi, presidente dell'Indian National Congress Party, in difesa della poetessa e scrittrice Taslima Nasreen. A promuoverla, di Lello Voce, Wu Ming, Valerio Evangelisti, Tiziano Scarpa, Nanni Balestrini e molti altri scrittori e intellettuali italiani. Firmate l'appello sulle pagine di "Micromega".

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a cura di S. Quadruppani e I. Bussonni
L'"affaire de Tarnac": il giovane Julien Coupat in carcere da sette mesi per un libro. L'oscena dimostrazione di forza di un regime totalitario e biopolitico a estensione globale.

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La mente è tornata a questo romanzo poche ore fa, dopo le notizie dall'Afghanistan. Che poderoso libro, che cupa eppure risplendente fotografia della condizione attuale. Odiato e incompreso dai fans più conservatori del Camilleri montalbanesco, La presa di Macallè (2003) è una delle opere migliori dello scrittore di Porto Empedocle. Il brano che riportiamo (dal capitolo 3) dice tutto quel che c'è da dire, non una necessaria parola di meno, non un'inutile parola in più. Buona lettura. Red.

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di Giuseppe Genna Amico personale di Meucci, Morse e Bell. Confidente di Ramsete III. Grande estimatore del brodo primordiale (la...

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di G. De Michelecampoarbe.jpg
Fucilazioni di massa, esecuzioni sommarie, rappresaglie, morti per fame e malattia nei campi di concentramento: l'occupazione italiana dell'ex-Jugoslavia nel 1941-43.

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di Fiorenzo Albani Faccio seguito al pezzo di Valerio Evangelisti Una "sovversiva" che non muore: Mamma Jones per scusarmi pubblicamente...

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di Alberto Prunetti Luciano Bianciardi polemizzava ferocemente contro il provincialismo erudito degli studiosi locali, che lui chiamava in senso spregiativo...

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a cura della Redazione Dopo due anni di femo ritorna agli inizi di febbraio in edicola il magazine dei libri...

   GLI ARTICOLI PIU' RECENTI

di Marilù Oliva

Pinochet.jpgA un anno dalla pubblicazione di Cien años de soledad e dei suoi trionfi di vendita e di consensi, Márquez salpò l’oceano per trasferirsi da Città del Messico alla Barcellona del regime franchista ed è qui che diede vita al romanzo che lo tormentava. Mai un libro fu atteso, in America Latina, con tanta ansietà come El otoño del patriarca (L’autunno del patriarca), più volte anticipato prima che acquisisse concretezza, quando era solo un’immagine sullo sfondo delle nebulose artistiche dello scrittore. Come Márquez affermò in una conversazione pubblica tenutasi a Lima nel 1967 con Mario Vargas Llosa, stava già allora «preparando la historia de un dictator imaginario, es decir, la historia de un dictator que se supone es latinoamericano… tiene 128 años de edad, que tiene tanto tempo de estar en el poder que ya no recuerda cuándo llegó… está completamente solo en un enorme palacio, por cuyos salones se pasean las vacas.»


di Valerio Evangelisti

LaRivoluzione.jpgAnarchici.jpg[Questa breve tesimonianza di vita vissuta, già apparsa su A Rivista anarchica, è tratta dal volumetto La rivoluzione è una suora che si spoglia, BSF Edizioni, Pisa, 2009, pp.122, € 12,00; raccolta di testimonianze, a cura della pisana Biblioteca Franco Serantini, di undici scrittori (Abbate, Bertante, Cacucci, Cardinale, Colagrande, Evangelisti, Maggiani, Nori, Philopat, Tassinari, Vighi) che nella loro vita hanno incrociato il movimento anarchico, o per adesione o per affinità.) (V.E.)

In ricordo di Gianni Donati

Nel 1968, dopo avere letto il libro L’anarchia di George Woodcock, fondai nel mio liceo, assieme a due compagni di scuola, il circolo anarchico Bandiera Nera. Per metà si trattò di uno scherzo, per metà no. Distribuimmo un volantino in cinque copie, realizzate con la carta carbone, appendemmo una bandiera nera con la A cerchiata a una finestra della scuola, componemmo persino un inno. Ne ricordo un verso solo: “Un vessillo rosso e nero / Pianterem sul mondo intero / Privilegi, tirannia / Faran posto all’anarchia”.


di Danilo Arona

Shining.JPGEcco come Il Re Stephen King definisce lo Shining nel libro omonimo:
“Sembra che di tutte le brutte cose che sono accadute qui in varie occasioni ne sia rimasto in giro qualche frammento, come ritagli di unghie o la lanugine che qualche persona poco scrupolosa si è accontentata di spazzare sotto una sedia”. Tre righe che Kubrick condensò così nel suo celeberrimo film ispirato a Una splendida festa di morte in questo modo: “Sai, è come quando restano nella macchina dei toast delle tracce bruciacchiate”.
Proviamo allora a pensare non a una Casa-Cosa-Albergo in cui lo Shining si raggruma, si regala una forma e fa danni, ma piuttosto a una Casa-Cosa-Pianeta in qualche modo regolata secondo le teorie (Cwaddingtron e Sheldrake) dei campi morfogenetici che, riducendo all'osso, sostengono l'esistenza di una memoria della natura e che i sistemi della medesima siano organizzati non solo dalle leggi conosciute della fisica, ma appunto da sistemi invisibili detti “morfogenetici”.


di Dziga Cacace

MC1101.jpg351 - Il tempo delle mele di Claude Pinoteau, Francia 1980

Lunedì di Pasquetta casalingo e poltrone. Si decide di elevare il tasso intellettuale del week end e tra una puntata e l’altra di Friends ci scappa questo cult della nostra infanzia. La tredicenne Vic (Sophie Marceau, una bambina) sta crescendo e i primi dilemmi d’amore vanno di pari passo con la crisi affettiva dei genitori. Ma tutto si risolverà e l’innocente flirtino per Matthieu – uno sfigato peloso che all’epoca invidiai e odiai visceralmente - troverà coronamento in casti baci, prima che la volubile e zoccoletta Vic non capisca che vuole subito un altro ragazzo, più grande, più bello, più indipendente. (E con la moto, con i soldi e che tornerà a casa quando cazzo vuole etc.: quante volte voi uomini di genere maschile avete dovuto subire la stessa umiliazione?).


Antifascisti veronesi

Antifa.jpgAll'alba del 17 novembre 2009, la Digos ha arrestato due antifascisti a Verona. L'accusa è d'aver aggredito con “premeditazione” un noto fascista di Forza Nuova, che anni prima era stato l'autore del vigliacco accoltellamento dei due antifascisti, aggrediti, con un'altra trentina di “coraggiosi” camerati, a Volto S. Luca, mentre erano in compagnia di tre ragazze. Uno dei due riportò centocinquanta punti di sutura per l'accoltellamento e addirittura una delle ragazze fu pestata brutalmente in dieci contro lei sola. A distanza di anni, dopo un processo farsa, in cui avvocati dell'accusa e della difesa con la compiacenza del P.M., pensavano solo alla spartizione di denaro da spillare agli accusati e ai compagni, l'accoltellatore non fece neppure un'ora di galera. A oggi non ha subito alcun processo e i complici, oltre una trentina, non furono mai identificati dalla Digos e mai fu chiesta l’identificazione dalla procura.


di Fabrizio Lorusso
Campo.jpgQuesto reportage nasce dall’esperienza diretta, dalle fonti documentali e giornalistiche, dalle testimonianze, i video e le interviste che io e l’amico Diego Lucifreddi abbiamo raccolto durante il mese di febbraio 2010, periodo in cui siamo rimasti nel quartiere Delmas di Port au Prince, Haiti, per collaborare con l’Aumohd (Associazione di Unità Motivate da un’Haiti dei Diritti) che è un associazione di avvocati volontari dedicati alla difesa dei diritti umani e civili delle persone più povere e svantaggiate soprattutto in quartieri difficili e tristemente famosi come Cité Soleil e Gran Ravine. Visto l’alto livello di corruzione e ingiustizia sociale e giuridica ad Haiti l’associazione si occupa dall’anno della sua nascita (2002) di aiutare i cittadini imprigionati ingiustamente (circa il 90% della popolazione carceraria di Porto Principe), ma nei momenti di crisi come questo, in una metropoli sconvolta da quei 36 secondi di terremoto che ne hanno cambiato la storia, l’Aumohd e il suo presidente Evel Fanfan provvedono a fornire servizi di ogni tipo alla popolazione del quartiere, ai sindacati, ai gruppi di base e alla gente in generale nei limiti delle proprie possibilità. Sono inoltre aperti alla creazione di reti internazionali di supporto e scambio d’informazioni oltre ad accogliere persone volenterose e interessate a conoscere la realtà haitiana. Dopo il terremoto si sta promuovendo una raccolta fondi via PayPal che può consultarsi qui: http://prohaiti2010.blogspot.com/


di Alessandra Daniele

Candidato2.JPG- Buonasera, benvenuti alla prima Tribuna Elettorale di questa importante tornata amministrativa - il conduttore accennò un sorriso cortese - Ricordo ai telespettatori che, secondo le nuove norme per la tutela della privacy, solo il simbolo del partito apparirà sulla scheda, mentre i candidati resteranno rigorosamente anonimi, anche in questa sede. Alla mia destra, col cappuccio nero, il candidato del PDL-VFAC, Partito Della Libertà, della Vittoria, della Felicità, dell'Amore, e del Cuore. Alla mia sinistra, con la testa da coniglio di peluche, il candidato del PD, Partito Disponibile. La parola ai giornalisti.


di Marilù Oliva

GattoVolpe.jpgL’uomo pelato si mise una mano sulla pancia e si sporse in avanti. Sembrava un inchino, ma era una risata esplosa col corpo:
«Uahahahah! L’avresti mai detto?? Uahahaha, per colpa di una firma non si possono candidare, che idioti! Aahhua....Uaahhaaaaa!!!! »
L’uomo magro si piegò in due, sbatté la mano sul tavolo a più riprese e rise a crepapelle:
«Ehhhehhh!!! Non sanno neanche presentare il documento di candidatura, ehehehe!!!!!»
Si rialzò per prendere fiato: «E adesso voglio pure scendere in piazza!!! Ehahahaeeehe!»
L’altro fece un gridolino strozzato dal riso «Uhh, che pauraahahahahaha!!!!!»


di Valerio Cuccaroni

GeraldinaCollottiLaGuardiaeStanca.jpgGeraldina Colotti, La guardia è stanca, Ed. Cattedrale, Ancona, 2010, pp. 109, € 13,50

A cinque anni di distanza dal suo ultimo libro, Certificato di esistenza in vita, raccolta di racconti pubblicata da Bompiani, con La guardia è stanca Geraldina Colotti torna a interrogare, in versi stavolta («versi ciechi / di rabbia che consuma»), le coscienze dei lettori, sempre più incupite da «questo grigio tempo bastardo / che teme la vita».
Giornalista de «il manifesto», responsabile dell'edizione italiana del mensile «Le Monde diplomatique», reduce da 27 anni di carcere per la sua militanza nelle Brigate Rosse, Colotti è una di quelle scrittrici italiane di cui è impossibile trascurare la biografia, sebbene questa non oscuri mai l'opera, grazie a quel raro dono della leggerezza che permette all'autrice di evitare accuratamente le paludi dell'autobiografismo.


di Leandro Piantini

Rosa Matteucci, Tutta mio padre, Bompiani, Milano, 2010, pp. 286, euro 17,50.

2893473.jpgRosa Matteucci si impone con il suo ultimo romanzo come una scrittrice matura, in un libro ambizioso in cui si dispiegano le sue genuine qualità letterarie. Un’ampia narrazione familiare che racconta un mondo, una città (Orvieto), e una famiglia che è di quelle che segnano per sempre il carattere e il destino di una persona.
Quanto a stile la Matteucci ha optato per un racconto di genere bizzarro e picaresco. E una lingua barocca e scoppiettante, quasi una performance rutilante di invenzioni e di exploit a getto continuo connota tutta la narrazione - e infatti qualcuno ha parlato di gaddismo.


di Clelia Bettini

mnemosyne.jpgDoveva essere un giorno di sole. La polvere che solitamente le incrostava le narici si era come dissolta, forse per influsso di qualche polline che se ne andava in giro impunemente. Si alzò senza fatica, quella mattina. Si fece il caffè, con poco zucchero e senza pensare girò la manopola della radio: stranamente aveva voglia di sentire cosa succedeva nel mondo. Non ci capì molto, parlavano di morti, sempre di morti, gracchiavano nomi di corvi-ministro e ripetevano messaggi di allerta generale. Girò nuovamente la manopola e zittì quello oggetto che un tempo aveva amato. Indossò lo spolverino grigio e la sciarpa anti-tarlo e si richiuse la porta alle spalle. Il corridoio 57A era uno dei più lunghi e tortuosi, ma proprio per questo uno dei più sicuri, lo aveva stabilito già all’epoca del primo grande scossone.


di Fiorenzo Albani

MammaJones.jpgFaccio seguito al pezzo di Valerio Evangelisti Una "sovversiva" che non muore: Mamma Jones per scusarmi pubblicamente con lui per i ritardi di questo progetto editoriale - e i miei ingiustificati silenzi - e per far sapere a tutti che, alla fine, Mamma Jones è arrivata in libreria.
Ripubblicare l’Autobiografia di Mamma Jones in italiano è, dal punto di vista editoriale, una piccola scommessa, perché il libro parla di temi argomenti oggi poco praticati nel dibattico politico e culturale del nostro: lavoro duro, sfruttamento, lotte operaie. Quando il libro venne pubblicato per la prima volta in Italia, nel 1977, il nostro paese viveva ancora la stagione dei grandi scontri sociali iniziati nel 1967.


di Valerio Evangelisti

Loop6.jpg[Questo articolo è apparso nel n. 6 della rivista Loop, uscito in edicola e in libreria il 29 gennaio e dedicato quasi per intero al centenario della rivoluzione messicana del 1910.]

Nella percezione corrente, quella messicana fu una rivoluzione democratica e non socialista. I nomi dei suoi eroi più noti – Francisco Madero, Pancho Villa, Emiliano Zapata – in effetti non sono riconducibili immediatamente al socialismo, con la parziale eccezione di Zapata, autore di un progetto avanzato di riforma agraria. L’ideologia dominante era detta “liberalismo”, sia pure con accezioni diverse a seconda dei protagonisti (lo stesso Porfirio Díaz si definiva liberale).
Invece un ulteriore “liberale”influenzò gli eventi e, al di là delle definizioni, fu socialista e addirittura anarchico. Alludo a Ricardo Flores Magón, nome ignoto ai più al di fuori del Messico.


di Alessandra Daniele

TG-G.JPGMinzolinea diretta con le notizie - i titoli

Berlusconi ribadisce ''magistrati terroristi Talebani. Non si fanno saltare in aria? Possiamo pensarci noi''.
Elezioni, via al televoto: ogni centomila sms in omaggio una ricarica e un senatore del PDL in bikini.
Happy Mills, la retrodatazione lo scagiona completamente: l'avvocato Mills non è ancora nato.
Terremoto in Cile: Bertolaso offre la sua competenza sull'America Latina.

Passiamo al primo servizio:


di Sandro Moiso

SanteEvasioneImpossibile.jpgQui le puntate precedenti.

A cavallo tra gli anni cinquanta e sessanta la Barriera era ricca di sale cinematografiche

A cavallo tra gli anni cinquanta e sessanta la Barriera era ricca di sale cinematografiche.
Sociale, Palermo, Major, Adua, Lanteri, Zenith, solo per ricordarne alcune.
Oggi non ci sono più, ma nella mia infanzia furono luoghi dove sogni a buon mercato aiutarono intere generazioni a crescere e ad andare avanti.
L’avventura ci educò più della scuola e prima del lavoro.


di Dziga Cacace

Mc1001.jpg333 - Rambo 2 - La vendetta di un genio, USA 1985

Una cava dove dei poveri forzati spaccano le pietre come in Prendi i soldi e scappa: ecco dov’è finito John Rambo dopo il discreto casino combinato nel primo episodio della saga. Ma appare il solito colonnello Trautmann che di Rambo non s’è dimenticato: gli propone una missione suicida nel nord del Vietnam in cambio della libertà e John ci sta dentro di bestia. Ha una sola domanda, battuta che mi convince immantinente a proseguire la visione: “Signore, ci lasceranno vincere, questa volta?”. Questa pellicola si preannuncia celestiale. Sono stanco, non ho energie mentali per un bel film, ho voglia di qualcosa di estremamente divertente, voglio ghignare, voglio dialoghi esilaranti: Rambo 2 fa al caso mio, è decisamente la mia cup of tea.


Di Fabrizio Lorusso

QuartierDelmasSantocho11fevrier080.jpgDopo alcuni giorni di permanenza a Port au Prince decidiamo di esplorare il centro città con una telecamera digitale, una macchina fotografica e la consapevolezza del fatto che lo spettacolo non sarà gradevole dato che il terremoto non è stato benevolo con questa zona della città che è tra le più disastrate. Un po’ tutti abbiamo in mente le immagini televisive del Palazzo nazionale a pezzi, della cattedrale in rovine, del mercato generale e dei ministeri distrutti da quei 36 secondi d’immane violenza tellurica. Montiamo in due su una motocicletta di fabbricazione cinese, inconfondibile con le sue tinte giallastre scolorite, le luci rotte, il clacson improbabile, i suoi tre metri di scotch a sigillare le parti in plastica già rotte dal suo primo giorno di vita: si tratta di una Vague (vaga…) DSM Super Moto 125cc semi automatica e pericolosa. Armati di prudenza partiamo in discesa lungo la gran via Delmas diretti verso il Mar dei Caraibi che s’intravvede oltre la cappa di smog insieme ad alcune portaerei che intorbidiscono ancor di più il panorama di un porto occupato da forze straniere e pieno d’aiuti umanitari “in attesa di destinatari adeguati”.


frecciabn.gif EDITORIALE
intro.gif BERLUSCONI: L'AUTUNNO DEL PATRIARCA
berlusconi_autunnopatriarca.jpgdi V. Evangelisti
La versione italiana del fenomeno mondiale chiamato “nuova destra”, e comprendente aspetti disparati ma coerenti come neoconservatorismo USA, fondamentalismo cristiano, revisionismo storico, in Italia ha un nome e un cognome: Silvio Berlusconi...

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NEW ITALIAN EPIC
Da un saggio di Wu Ming, l'orizzonte di una rinnovata narrativa, che riporta al centro il rapporto con la Repubblica dei Lettori. Contributi e interventi che fanno discutere.
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