introvigne2.jpgintrovigne1.jpgDella fantascienza, del thriller, della spystory non ci si occupa: ci si preoccupa. C’è da proccuparsi, anzitutto, della radice reazionaria che vira la naturale vocazione metafisica di questi generi in una sorta di catastrofismo a 360°. Non è soltanto questione di emissioni catodiche, come nel caso di X-Files, mélange che determina, col suo stratosferico successo, la fine dell’intreccio tra fiction, politica storica e politica fantascientifica. Prendete, per esempio, quel che successe il 7 giugno 1999 a Fredericksburg, in Virginia. Cosa successe? Successe che l’FBI (sezione Critical Incident Response Group) decise di saperne di più sulle sette e sul millenarismo. A tal fine, invitò dieci studiosi di chiara fama internazionale, per tenere un autentico seminario su questi temi. C’era un italiano, tra quei dieci: si trattava di Massimo Introvigne, esperto mondiale di nuove religioni (è il bizzarro tipo a sinistra e dirige il CESNUR. Oltre che bizzarro, Massimo Introvigne è anche contestatissimo e, per quanto ci riguarda, lo è a ragione: chi desiderasse saperne di più, visiti il sito di Miguel Martinez, caro amico di Carmilla, che sul CESNUR e il suo fondatore ne sa parecchio). Che fece Introvigne? parlò di bestseller. Davvero: di thriller e spystory. Precisamente di Left Behind: un serial lanciato dal New York Times che ha venduto finora sei milioni di copie. Ecco la traduzione dell’intervento di Introvigne (a voi distinguere le luci dalle ombre), tenuto di fronte ai caporioni dell’FBI due anni prima che, il bestseller spionistico, lo vivessero dal vero a New York e al Pentagono…

“L’anno prossimo a Gerusalemme”: Gerusalemme nel millenarismo catastrofico
di Massimo Introvigne

Il millenarismo catastrofico (Wessinger 1997), un tempo chiamato premillenarismo, è la visione della fine del mondo attualmente predominante sia nel protestantesimo evangelico sia in una varietà di movimenti religiosi non generalmente considerati parte del mondo evangelico. Al contrario del millenarismo progressista, o postmillenarismo, il millenarismo catastrofico è una visione del mondo pessimistica. Esso presuppone che le cose andranno di male in peggio fino a che Gesù Cristo ritorni nella gloria inaugurando un Millennio di pace. In questa breve relazione, illustrerò gli eventi che portano al Millennio e il ruolo di Gerusalemme in questi, così come li presenta la visione del mondo prevalente nel millenarismo catastrofico. Sebbene ci siano molte varietà di questa visione del mondo, i principali contorni di una cronologia della fine sono comuni. Li esporrò a partire da due fonti in particolare: la letteratura teologica di baluardi del premillenarismo come il Dallas Theological Seminary e il Moody Bible Institute, di Chicago, e la narrativa evangelica contemporanea. La letteratura cristiana sulla fine del tempo ha una tradizione di lunga data, che risale almeno al romanzo di Forrest Loman Oilar Be Thou Prepared, for Jesus is coming, del 1937. Gli autori premillenaristi più famosi, come Salem Kirban (1970, 1997), Pat Robertson (1995) e Hal Lindsey (1996), hanno tutti offerto anche versioni romanzate della fine del mondo. Terrò maggiormente conto, tuttavia, dei cinque volumi delle serie Left Behind pubblicati fino a oggi da Tim LaHaye e Jerry Jenkins (1995, 1996, 1997, 1998, 1999). Questi libri hanno venduto più di cinque milioni di copie solo negli Stati Uniti d’America, hanno generato una piccola industria di versioni per ragazzi, T-shirt e altri effetti personali, e sia il primo volume (Left Behind) che il più recente (Apollyon) sono apparsi nella lista dei best seller del New York Times.

Il moderno millenarismo catastrofico è fortemente influenzato da una dottrina teologica conosciuta come dispensazionalismo, il padre della quale, John Nelson Darby (1800-1882), è anche all’origine del moderno fondamentalismo. Questa dottrina afferma che Dio usa “dispensazioni” per dirigere la storia del mondo. Ci sono differenti dispensazioni, sia per i diversi tempi storici (sette, secondo la maggior parte dei dispensazionalisti) sia per differenti popoli (Ebrei e Gentili). A partire dal riferimento a settanta settimane di Daniele 9, 25, il dispensazionalismo sostiene che le prime sessantanove settimane di Daniele si riferiscono al tempo degli Ebrei. Con il rifiuto di Gesù Cristo da parte di Israele e con la Pentecoste, il tempo degli Ebrei è finito, e le promesse di Dio a Israele rimangono incompiute anche se ancora valide per una futura dispensazione. Si apre così il tempo dei Gentili, il tempo in cui i non Ebrei hanno cominciato a governare il mondo, causando fatalmente la persecuzione degli Ebrei come popolo. Gli Ebrei non saranno distrutti del tutto, comunque, perché le promesse di Dio che li riguardano non potranno restare inesaudite per sempre. Durante il tempo dei Gentili, la Chiesa lentamente raccoglie in sé credenti da tutte le nazioni. Il tempo della Chiesa è una parentesi tra la sessantanovesima e la settantesima settimana di Daniele 9, 25. Com’è interpretato dai premillenaristi, questo brano implica che, quando il Vangelo sarà stato predicato a tutte le nazioni (un avvenimento che si sta avvicinando), due eventi annunceranno l’inizio della settantesima settimana, quando Dio concederà una nuova dispensazione e volgerà la sua attenzione ancora una volta al suo popolo eletto, gli Ebrei. Il primo evento si svilupperà molto lentamente, e vedrà gli Ebrei ristabilirsi nella loro storica patria in Israele, dove essi fioriranno come una potente e ricca nazione, anche se saranno ancora minacciati da nemici esterni e da guerre e minacce di guerre. Comprensibilmente, il movimento sionista (per quanto nella sua realtà storica piuttosto laicista) e il moderno Stato d’Istraele sono stati visti dai millenaristi come l’adempimento di queste profezie. Ci sono alcuni, comunque, che credono che Israele per adempiere le profezie dovrebbe mostrare nei prossimi anni un più spettacolare aumento di prosperità. Left Behind introduce la figura di un certo dottor Chaim Rosenzweig, uno scienziato israeliano che ha inventato e brevettato una formula miracolosa che garantisce eccezionali raccolti anche nel deserto.

Il secondo evento dovrebbe invece accadere nell’ordine di secondi, ed è chiamato il “Rapimento” (Rapture) della Chiesa. I cristiani ovunque nel mondo improvvisamente e soprannaturalmente scompariranno per incontrare Gesù Cristo in paradiso. I cristiani che sono morti dopo la Pentecoste e sono già con il Signore riceveranno subito i loro corpi risorti e glorificati. Left Behind si apre con una scena a tinte forti a bordo di un volo intercontinentale. Mentre il capitano Rayford Steele sta flirtando con l’aiutante di volo Hattie Durham (destinata più tardi a diventare l’amante dell’Anticristo), molti passeggeri improvvisamente scompaiono, con grande stupore del famoso giornalista Cameron “Buck” Williams, anch’egli passeggero del volo. Quando atterra col suo aereo, il capitano Steele (l’eroe della saga) scopre che sua moglie e suo figlio sono anch’essi scomparsi (mentre la sua agnostica figlia Chloe è stata “lasciata indietro”, proprio come lui). Milioni di persone sono scomparse, infatti, compreso (in un inaspettato gesto di benevolenza da parte degli autori evangelici verso i loro lettori cattolici) il Santo Padre a Roma. Lentamente ma con sicurezza, persone come Steele e Williams (che finirà per sposare Chloe) capiscono che questo è in effetti il Rapimento di cui gli evangelici avevano parlato così a lungo, e si convertono. In Israele, anche il migliore amico del dottor Rosenzweig nonché più insigne studioso biblico della nazione, il rabbino Tsion Ben-Judah, annuncia alla televisione la sua conversione al protestantesimo evangelico.

Quando esattamente il Rapimento accadrà insieme ad altri eventi apocalittici, è un argomento di discussione considerevole tra i millenaristi catastrofici. Tutti concordano, comunque, sul fatto che a un certo punto dopo il Rapimento comincerà una nuova dispensazione (la settantesima settimana). Essa sarà chiamata la “Grande Tribolazione” e durerà per sette anni. Comincerà con la firma di un trattato tra un potente leader gentile e Israele, che prometterà alla nazione ebraica sette anni di pace. Questo leader occidentale, sebbene si atteggi a politico mite e amante della pace, è in effetti l’Anticristo, un uomo reso potente con eccezionali abilità da Satana. In Left Behind l’Anticristo è Nicolae Carpathia, un politico rumeno che improvvisamente emerge sotto i riflettori mondiali e assume la direzione delle Nazioni Unite convertendole in un governo mondiale, la Comunità Globale, che ha il suo quartier generale in una città chiamata Nuova Babilonia, vicino a Baghdad. Nicolae baratta la protezione di Israele con la formula miracolosa del dottor Rosenzweig. La Romania è tradizionalmente associata a figure sinistre, dal conte Dracula al compagno Ceausescu: quando Nicolae emerge come un apostolo della globalizzazione non c’è bisogno di essere un teologo del Dallas Theological Seminary per comprendere immediatamente che deve trattarsi di un poco di buono. L’Anticristo è stato, comunque, identificato nella letteratura millenarista divulgativa con una varietà di altre figure (Fuller 1995), tra cui Saddam Hussein, re Juan Carlos di Spagna, e Bill Gates.

Ciò che accadrà durante la Tribolazione può essere diviso in due parti: la prima fase, della durata di tre anni e mezzo, è il periodo per la durata del quale l’Anticristo manterrà fede al suo patto con Israele; mentre la seconda fase farà seguito al tradimento di tale patto. Nella prima fase, l’azione si svolgerà principalmente a Roma, in Israele e nel quartier generale dell’Anticristo (che secondo la maggior parte dei teologi millenaristi si troverà in Occidente, sebbene Left Behind lo situi vicino a Baghdad). A Roma, troveremo una nuova Chiesa apostata, o una falsa religione (presentata in Left Behind con il nome di Enigma Babylon One World Faith, e posta sotto l’autorità di un cardinale americano liberale divenuto il nuova papa, Pietro II). Essa radunerà la maggior parte delle religioni del mondo in un’organizzazione o federazione, sebbene alcune inevitabilmente resisteranno. Dal suo quartier generale, l’Anticristo sarà occupato a governare il mondo, mentre distruzione e morte considerevoli saranno causate dai giudizi di Dio elencati in Apocalisse 6, 2-17 come i primi sei dei sette sigilli. Essi comprendono una guerra mondiale (in Left Behind un tentativo anglo-statunitense, alla fine condannato all’insuccesso, di resistere a Nicolae), carestie, pestilenze, un grande terremoto e la persecuzione dei credenti. (Secondo molti commentatori, molti nuovi credenti si convertiranno dopo il Rapimento, e questo, in effetti è l’intero fondamento logico di Left Behind). A Gerusalemme accadranno tre eventi chiave. Innanzitutto, il Tempio verrà ricostruito e verranno ripresi i sacrifici levitici nello stile del Vecchio Testamento. Quando e come il Tempio sarà ricostruito, come il teologo premillenarista Paul N. Benware scrive in un influente manuale (1995, 225), non è chiaro: “Le Scritture semplicemente c’informano che a metà della Tribolazione il Tempio esiste e il sistema sacrificale levitico è in funzione”. In Left Behind siamo informati che la moderna tecnologia ha permesso lo spostamento pacifico della Moschea di Omar a Nuova Babilonia. Nei romanzi, i sacrifici del Tempio sono compiuti da Ebrei ortodossi e sono ampiamente irrilevanti: questi Ebrei sono venuti a compromesso con la nuova religione globale Enigma Babylon One World Faith e sono lasciati in pace perché in realtà non contano (LaHaye and Jenkins 1999, 119). In secondo luogo, molti Ebrei (la maggior parte non ortodossi) si convertono al cristianesimo. Secondo i teologi millenaristi, i 144.000 menzionati in Apocalisse 7 e 14, che daranno testimonianza a Dio e saranno soprannaturalmente protetti dai giudizi divini non saranno tutti israeliani, ma certamente tutti apparterranno al popolo ebraico. In Left Behind, essi si incontrano nello stadio principale di Gerusalemme per sfidare l’Anticristo, che assiste anch’egli all’incontro. In terzo luogo, due misteriosi Testimoni appaiono a Gerusalemme (Ap. 11). Vestiti di sacco, essi prendono residenza vicino al Tempio, proclamano la parola di Dio e compiono miracoli sorprendenti. Sia i seguaci dell’Anticristo che gli Ebrei ortodossi cercano di ucciderli (in Left Behind con ogni tipo di arma moderna), ma sono colpiti a morte dal potere di Dio. Solo quando il loro periodo di predicazione di 1260 giorni è concluso, i Due Testimoni possono essere uccisi dall’Anticristo; Dio, comunque, li risuscita dai morti e li porta in paradiso. Sebbene molti interpreti insistano che noi non conosciamo l’identità dei Due Testimoni e che essi probabilmente svolgeranno il loro ministero nella seconda metà della Tribolazione, Left Behind li identifica con Mosé ed Elia e li pone nella prima metà.

La seconda metà della Tribolazione inizia quando l’Anticristo rompe il suo accordo con Israele. Entra nel Tempio in Gerusalemme, proibisce da questo momento in poi i sacrifici levitici, e installa un idolo di se stesso nel santuario. Ha persuaso molti che egli era morto ed è stato risuscitato (in effetti da Satana, a meno che non si tratti di un semplice inganno), e ora si proclama Dio. Non c’è più bisogno d’ora in poi di una Chiesa apostata mondiale, ed essa viene distrutta insieme con tutti i suoi leader. Tutte le religioni sono perseguitate. Nel frattempo, Gesù ha rotto il settimo sigillo e sette trombe sono suonate, ciascuna portando un nuovo castigo, compresa una crisi agricola mondiale e un’invasione di cavallette che tormentano la gente per cinque mesi senza tuttavia che nessuno muoia a causa del loro morso. La cronologia, qui, è aperta a un più ampio dibattito. L’ultima puntata di Left Behind pubblicata fino a oggi, sotto il titolo di Apollyon, finisce con l’invasione delle cavallette mentre l’Anticristo non è ancora entrato nel Tempio né ha distrutto la Chiesa apostata Enigma Babylon. I fedeli, comunque, si stanno preparando per l’ultima fase della Tribolazione – quando solo a coloro che recano il marchio della Bestia sarà permesso comprare e vendere – sviluppando un’economia di sopravvivenza alternativa e collegamenti segreti via Internet tra i credenti.

Le cavallette corrispondo in Apocalisse 8 alla quinta tromba, mentre la sesta tromba annuncia un esercito di duecento milioni di uomini “dall’Est” che devono distruggere un terzo dell’umanità. Mentre da qui in avanti — aspettando il prossimo romanzo della saga — perdiamo la guida di Left Behind, la letteratura premillenarista spiega che l’invasione dell’esercito orientale è realmente l’inizio della battaglia di Armageddon, che peraltro è meno una “battaglia” che una guerra. Il nome “Armageddon” è tradizionalmente associato con la pianura di Megiddo, in Israele, ma Apocalisse 14 menziona un’area creduta essere all’incirca 180 miglia in lunghezza. Molti interpreti credono che la battaglia si terrà, in effetti, o in Gerusalemme stessa o da qualche parte nella valle di Giosafat, a est di Gerusalemme. Ci sono almeno sette differenti teorie principali su come gli eserciti si muoveranno, e come la guerra di Armageddon si svilupperà (Pentecost 1964, 342-358). Esse provano a interpretare il versamento di sette coppe che segna il castigo della settima e ultima tromba del settimo sigillo. Di particolare interesse è la sesta coppa, nella quale il fiume Eufrate si prosciuga e un esercito dall’Est si dirige verso Armageddon. Molti comprendono questa allusione nel senso che l’Anticristo avrà spostato il suo quartier generale a Gerusalemme e che certe potenze orientali sfideranno la sua autorità. È chiaro, a ogni modo, che i cristiani della Tribolazione non avranno parte nella guerra, combattuta tra due schieramenti di guerrieri ugualmente demoniaci. Infatti, quando Gesù Cristo apparirà ad Armageddon, i due schieramenti si uniranno e si volgeranno contro di lui. Ovviamente, essi saranno distrutti: Armageddon diventerà il grande “torchio per vino della collera di Dio” (Ap. 14, 19-20) dove il sangue scorrerà fino all’altezza delle briglie dei cavalli. Infine, lo stesso Anticristo e il suo misterioso alleato, il Falso Profeta, saranno gettati nel lago di fuoco, e comincerà un’ulteriore dispensazione.

Questa è il Millennio, il Regno gloriosamente inaugurato da Gesù sul Monte degli Ulivi, dopo la distruzione di tutti i suoi nemici. Sarà un glorioso tempo di prosperità spirituale e sociale che durerà per mille anni. Gli Ebrei, ora tutti convertiti, saranno tutti restituiti alla loro terra ormai cristiana, e le promesse a loro fatte nel Vecchio Testamento saranno mantenute. Le opinioni sul Millennio variano, ma molti credono che i santi rapiti prima della Tribolazione, insieme con quelli morti durante la Tribolazione, torneranno tutti sulla terra per condividere il regno glorioso di Gesù. Alla fine del Millennio, Satana (imprigionato durante i mille anni) sarà liberato, e persuaderà altri a unirsi a lui in un’ultima ribellione. Questi ribelli e Satana stesso saranno rapidamente gettati nel lago di fuoco e condannati all’ultima dannazione, insieme con i malvagi morti precedentemente (e risorti solo per udire le loro sentenze finali). Tutti i santi regneranno per sempre in una Nuova Gerusalemme, in un “nuovo cielo e una nuova terra” con fattezze che difficilmente possiamo immaginare — si tratterà, forse, più di uno stato metafisico che di un luogo.

Sebbene esistano variazioni senza fine, questa è la trama di base (ampiamente concentrata su Gerusalemme) di come secondo il millenarismo catastrofico cristiano questo mondo finirà. Non si tratta affatto di una visione escatologica propria solo di “culti” di frangia o di “sette”: si è sostenuto che almeno un terzo degli americani contemporanei condivida qualche tipo di credenza millenarista (Wills 1990; Boyer 1992). Cosa faranno costoro nei prossimi mesi, mentre la storia entra nel terzo millennio? Per la maggior parte di essi la risposta è semplice: niente, o almeno niente di speciale. Il premillenarismo — con o, più spesso senza, date stabilite per la fine — è stato prevalente tra i protestanti evangelici americani per quasi due secoli (Froom 1978-1982). L’ampia maggioranza di questi credenti si è preparata per la Seconda Venuta badando ai suoi affari, sforzandosi semmai di essere cittadini migliori, buoni lavoratori e buoni sposi, nel timore di essere “lasciati indietro” quando arriverà il Rapimento. Gruppi di frangia e singoli psicopatici che si vedono letteralmente come i Due Testimoni, o come gli ultimi combattenti per la libertà contro l’Anticristo, sono sempre esistiti. Sebbene abbiano occasionalmente causato tragedie, essi sono sempre rimasti minoritari e marginali, e non hanno trovato appoggio presso la più ampia comunità millenarista. Le emozioni possono correre veloci tra i gruppi di frangia e i singoli mentre ci muoviamo verso l’anno 2000, ed episodi di violenza di importanza locale possono certamente esplodere. D’altra parte, non c’è alcuna prova che l’avvicinarsi del terzo millennio stia causando qualche tipo di comportamento deviante tra una anche remotamente significativa percentuale dei milioni di credenti premillenaristi.

Il successo fenomenale della letteratura e della narrativa millenariste può certamente contribuire a una crescita della paura nei confronti della globalizzazione, incarnata presso i teorici del complotto di varie provenienze nel governo degli Stati Uniti in quanto sola superpotenza sopravvivente, nell’ONU, nella NATO o nell’Unione Europea. La paura della globalizzazione può, in casi rari, causare violenza sia da parte di movimenti religiosi minoritari sia contro alcuni movimenti religiosi (denunciati un un certo tipo di letteratura, particolarmente nell’Europa occidentale e orientale, e in America Latina, come agenti degli Stati Uniti — cioè agenti della globalizzazione e nemici delle identità nazionali). Comunque, la paura della globalizzazione è diffusa, e alimentata da molte fonti del tutto diverse dai manuali teologici e dai romanzi millenaristi. Speriamo, senza essere ingenui, che il prossimo anno a Gerusalemme saremo testimoni solamente di celebrazioni pacifiche, o almeno di un livello di conflitto e controversia religiosa non maggiori del consueto.