di Riccardo Valla

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Riassunto. Parigi, estate 2005. Il Conservatore del Louvre è stato ucciso. La nipote Sophie e lo studioso Londong si recano dall’esperto di religioni Teadrinker a chiedere informazioni.

—Lascia almeno che mi infili una giacca. Non ricevo gli amici in maniche di camicia, mi caccerebbero dal mio club.—
Un minuto più tardi, la porta si aprì per lasciar vedere la faccia tonda e la giacca da camera di Teadrinker, che sorrideva deliziato.
—Robert, non ti aspettavo fino a domani. A che devo questa visita così, ehm, prematura?—
—La signorina è convinta che mi vogliano arrestare per l’uccisione di suo zio, il Conservatore del Louvre; veniamo a chiederti un consulto.—

Mademoiselle Gourmet, suppongo— disse Teadrinker, rivolgendole un inchino. —Suo zio mi parlava spesso di lei.— Rise. —L’ultima volta che l’ho visto aveva un problema, con la statuetta costruita dal suo predecessore. Da quando ne hanno parlato in quel maledetto libro, tutti volevano vederla. Gli ho suggerito di trasformarla in cavaliere spaziale, mettendole uno zaino della Nasa; gliel’ho procurato io in un negozio di modellini…— raccontò, divertito, mentre li accompagnava nello studio.
—Mio zio era un porco— rispose Sophie, guardando con sospetto l’inglese.
—Davvero? Non lo sapevo. Non crederà anche lei a quella storia che circolava, e che alla fine l’ha spinto a cambiare cognome?—
—No, no, io l’ho prorpio visto con questi occhi!— ribatté lei, seccata.
—Che storia?— fece Londong.
—Una storia inventata dai suoi anici italiani: essendo un gourmet, dicevano, doveva essere esperto di culi-in-aria!—
—Questa battuta non mi fa ridere— annunciò Sophie. E guardò con disgusto Teadrinker.
—Sommeiller è stato ucciso, e il responsabile sembra essere un certo Valjean, vecchia conoscenza della polizia. Ma Fouché non conosce il movente. È però convinto che la spiegazione sia nei messaggi da lui lasciati nel telefonino…—
—Bah, come se uno, in punto di morte, pensasse a comporre messaggi!— ironizzò Teadrinker.
—Sì, la cosa mi è parsa un po’ assurda, ma due messaggi inviati alla nipote sembrano abbastanza chiari.—
—E lei, signorina, li ha conservati?— chiese l’inglese, rivolto a Sophie.
—No, avevo troncato i rapporti con quel… cochon. Ma abbiamo le trascrizioni della polizia scientifica. Hanno stampato le memorie del suo telefono.—
—Interessante…— commentò l’inglese. —E le avete qui?—
—Eccole— rispose Robetr, porgendogli i fogli. —Sembra che alla base di tutto, comunque, ci sia il famoso documento del Coccige. Puoi dirci quello che sai? Io so soltanto qualche cosa in generale, sei tu lo specialista. Esiste davvero? Secondo me è un falso, una leggenda.—
—Io non l’ho mai visto, naturalmente, ma l’Ordine del Pus Dei dice di averlo posseduto fino a cent’anni fa.—
—E si sa cosa contiene?— chiese Sophie.
—Una testimonianza che impediva al Priorato di Sion di ricattare la Chiesa.—
—E quando il Pus Dei l’ha perso— continuò per lui Londong —il Priorato ha cominciato far parlare di sé.—
—Ma il Priorato non è uno scherzo del vecchio Conservatore? Un’associazione goliardica?— osservò Sophie. Guardò Robert. —Non te lo spiegava Fouché quando ti ha accompagnato al Louvre?—
—Be’ quale modo migliore per nascondere una società segreta, signorina?— osservò l’inglese. —Confondere le acque, farla sembrare innocua, suggerire la stesura di libri e romanzi…—
E l’americano aggiunse: —Qualcuno, comunque, è convinto che il Priorato esista. E il Pus Dei è uno di quelli. Dicono di averlo costretto a tacere per secoli. Poi qualcuno ha passato al Priorato di Sion il documento compromettente…—
—E Sommelier sembra davvero alludere a quello— confermò Tadrinker, indicando la trascrizione dei messaggi. —A parte la storia del batacchio…— soffocò una risata; Londong finse di non sentire. Sophie si fece ancor più attenta —…parla del “segreto”, dice che lo “rivogliono”… sembra proprio il Coccige. Ma cosa vorrà dire con

Io li ho fregati, lo posso dire lieto
Ma adesso spetta a te scoprire i fatti
”?

La signorina, a cui era indirizzato il messaggio, sarebbe in grado di rintracciare il segreto?—
—O voleva che la signorina arrivasse prima degli altri?— osservò l’americano. —Comunque, il documento, se esiste, è sempre nel posto dove l’ha nascosto Sommelier, e se ha dato istruzioni per rintracciarlo, solo lui sapeva della sua esistenza?—
—Il primo indovinello è chiaro— osservò Teadrinker, che era passato a leggere i fogli seguenti. —Basta guardare l’intestazione. Vezelay. Ma il secondo? Siete riusciti a capire cosa indichi?—
—No— rispose Londong, soffocando uno sbadiglio. —Perché non andiamo tutti a dormire? Magari, domartina, a mente fresca…—
—E con un po’ di esercizio fisico…— propose Sophie, strizzando l’occhio a Robert.
—Giusto— rispose il padrone di casa. —La signorina può dormire nel mio letto, la camera è di sopra, la prima a destra. Noi ci sistemeremo in salotto.—
—Ma c’è un solo divano…— osservò Sophie, guardando Londong.
—Non si preoccupi, cara, noi professori siamo spartani…— le sorrise Teadrinker, mentre prendeva sottobraccio il collega e si avviava con lui in salotto.

(9-CONTINUA)

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