di Stefano Rossini
C’è una quinta dimensione oltre a quelle che l’uomo già conosce; è senza limiti come l’infinito e senza tempo come l’eternità; è la regione intermedia tra la luce e l’oscurità, tra la scienza e la superstizione, una regione che potrebbe trovarsi… nelle pagine pubblicitarie delle riviste e dei comix dell’epoca pre Internet!
Occhiali a raggi X per vedere sotto i vestiti, penne con registratore incorporato per rubare informazioni segrete durante le chiacchierate con amici e parenti, macchinari per controllare la mente delle persone, creme muscolari, scimmie di mare e l’immancabile Gigi, l’amico di tutte le donne, un vibratore presentato come un massaggiatore per il viso, perché ovviamente parlare di sex toys era impensabile in quegli anni.
Giusto, ma di quale periodo stiamo stiamo parlando? Trovare l’anno zero, l’inizio di queste pubblicazioni è difficile, vista l’assenza di un vero e proprio archivio di riviste quali: Intrepido, Il Monello, Diabolik, TV Sorrisi e Canzoni e persino Topolino. Nel numero di luglio del 1971 di Intrepido c’è l’annuncio di un kit per il dimagrimento composto da attrezzi, creme e cuscini vibratori che promette la perdita di ben 1 chilo al giorno. L’azienda a cui inviare il cedolino è la L P Universal.
Sempre su Intrepido, luglio del 1972, la pubblicità è quella di Muscol cream, una pomata per ottenere: muscoli d’acciaio + potenza + forza. Anche in questo caso è sufficiente inviare richieste per ricevere il pacco – rigorosamente anonimo al fantomatico Istituto Scientifico Max Magic di Milano. Ma sarà la milanese Same Govj, alias Govj Import, Ditta Same e Same Import a farla da padrone nelle pubblicità delle riviste di quegli anni, tanto da finire citata in un articolo denuncia del Corriere della Sera del 10 aprile del 1978 dal titolo: “È stata sequestrata dalla polizia la prodigiosa superaantenna TV”, che prende di mira uno dei prodotti di punta della Same Govj.
Che fossero mezze truffe era piuttosto chiaro. Nessuno si aspettava davvero di ricevere per 9.900 lire degli occhiali capaci di vedere oltre gli oggetti e i vestiti, o degli incredibili animaletti antropomorfi che avrebbero creato la loro società nella boccia di vetro sulla mensola in formica del mobile del salotto. Ma la cosa davvero buffa di questo mondo di oggetti bizzarri, è che partendo da quelle pagine in bianco e nero, un po’ ridicole, un po’ affascinanti, si rischia di scivolare nei meandri dell’ultranazionalismo razzista bianco degli Stati Uniti d’America.
Se vi sta solleticando il dubbio che con l’acquisto di uno di quegli oggetti potreste aver finanziato il mondo tentacolare dell’ultradestra antisemita e profondamente conservatrice statunitense, beh, non vi state sbagliando di grosso.
Tra gli articoli più gettonati c’erano sicuramente gli occhiali a raggi X, che venivano così descritti: “Guardando attraverso le particolari lenti, l’effetto ottico che ne risulta vi farà intravvedere… visioni insospettate. Guardandovi le mani ne vedrete lo scheletro, osservando una persona ne scoprirete le fattezze sotto gli abiti”.
È probabile che pochi fossero davvero interessati a vedersi lo scheletro delle mani, mentre la maggior parte degli acquirenti puntasse a sbirciare le forme delle altre persone sotto i vestiti.
C’era poi un vasto armamentario di oggettistica di spionaggio, tra cui: il teledominio. La descrizione non lascia spazio a dubbi sul funzionamento di questo oggetto particolarissimo: “Si tratta di un potere fantastico, rilevato all’origine dalle leggi della dominazione mentale. Un potere che vi permette di esercitare un controllo totale sulla mente di qualsiasi persona, dirigendo i suoi pensieri e facendole eseguire tutti gli atti che desiderate… senza che essa si renda conto un solo istante che siete VOI ad ordinarglielo. Il teledominio può procurarvi un potere quasi magico. Tutti vi ameranno e vi rispetteranno. Saprete sempre se chi vi parla mente o dice la verità”. E tutto questo per sole 39.900 lire.
Un discorso a parte meritano le scimmie di mare. La locandina mostra degli essere acquatici dalle fattezze antropomorfe con pelle squamosa ma rosata, alcune pinne sulla schiena, bizzarre antennucole sulla testa e una coda che finisce con una pinna. Si invitava il lettore a scoprire un misterioso e affascinante mondo sottomarino popolato da queste fantastiche creature. Un allevamento facilissimo da realizzare, che avrebbe sorpreso amici e parenti. Si concludeva accennando alla possibilità di ammaestrarle.
Ma cosa arrivava a casa una volta ordinato il kit? All’ignaro compratore veniva recapitata una bustina con dentro una polvere bianca. Le istruzioni dicevano di discioglierla in acqua e aspettare. Dopo pochi giorni, nella boccia piena d’acqua, comparivano piccole creature, minuscoli crostacei lunghi qualche decina di millimetri… vivi!
Gli animaletti recapitati erano esemplari di Artemia salina, un piccolo crostaceo che vive principalmente in laghi e pozze con alta concentrazione salina, come, ad esempio, il Great Salt Lake, nello Utah. Una delle particolarità di questi organismi è che quando il cibo scarseggia o la salinità dell’acqua aumenta oltre al livello tollerato, le femmine, invece di deporre le uova, producono delle cisti, ovvero degli involucri rigidi che contengono al loro interno una larva già quasi completamente sviluppata.
Una sorta di stato di ibernazione, durante il quale le artemie bloccano i loro processi vitali e possono rimanere “sospese” per lungo tempo fino al momento in cui ritrovano le condizioni ottimali.
Ed è in questo stato che le scimmie di mare arrivavano imbustate a casa, pronte a cominciare una nuova vita nell’acquario di tante famiglie italiane. E proprio, dalle scimmie di mare, arriviamo al collegamento con la destra ultranazionalista. Il nostro uomo è Harold von Braunhut.
Harlod von Braunhut, all’anagrafe Harold Nathan Braunhut è stato un inventore e commerciante americano. Tra le sue “invenzioni” più famose ci sono proprio le scimmie di mare e gli occhiali a raggi x. Secondo l’inchiesta del giornalista Evan Hughes , nell’arco della sua carriera Braunhut depositò 195 brevetti, molti dei quali legati a pubblicità ingannevoli. Ovviamente non tutti. Tra le sue creazioni c’è anche un gioco in scatola, Balderdash che altro non è che una variante del gioco del dizionario (un gioco di bluff, in cui bisogna scoprire chi propone una definizione vera e chi quella falsa, un argomento, diciamo così, che il nostro conosceva piuttosto bene).
Vale la pena di citare un suo prodotto davvero iconico, in cui la furbizia per la frode si lega ad un certo tipo di genialità. Parliamo del pesce invisibile. Il kit prevedeva una boccia di vetro, un manuale e del cibo per i pesci. Braunhut garantiva la soddisfazione del cliente al 100%. Il pesce era invisibile e sarebbe rimasto invisibile per tutto il suo ciclo vitale.
Tornando alle scimmie di mare, fu proprio Braunhut che nel 1957, collaborando con il biologo marino Anthony D’Agostino sviluppò un particolare mix di nutrienti che, aggiunti all’acqua insieme alle cisti di Artemia, avrebbe creato un ambiente idoneo allo sviluppo delle nostre piccole scimmie di mare. E fu sempre lui a trovare il nome al prodotto, che in una prima versione si chiamava “Instant Life”. L’origine di questo nome eccentrico era dovuto all’habitat di queste creature, acqua salata, e alla loro coda che in qualche modo richiamava alla mente di Braunhut quella delle scimmie.
Fin qui, potremmo dire, Harold Von Baunhut altro non è che un simpatico buontempone che si è fatto un po’ di soldi giocando sull’ingenuità delle persone. Tra gli anni ‘60 e ‘70 Braunhut dichiarò di aver comprato circa 3.2 milioni di pagine di magazine e fumetti per fare pubblicità alle scimmie di mare. Le illustrazioni che accompagnavano la pubblicità erano del disegnatore Joe Orlando.
Ma c’è un altro aspetto della vita di Braunhut. Nell’aprile del 1988 usciva sul Washington Post un articolo dal titolo: Contrasts of a private persona, a firma di Eugene L. Meyer, da cui emergeva che Braunhut era un supporter molto attivo della Arian Nation, un gruppo di suprematisti bianchi con spiccate tendenze antisemite. Braunhut affermò sempre che le sue attività non erano coinvolte nelle sue scelte politiche private.
Ma le cose non stanno così, perché sempre come riporta l’articolo di Meyer, Irwin Suall, al tempo direttore dell’Anti-Defamation League of B’nai B’rith (oggi, semplicemente Anti-Defamation League), un’organizzazione non governativa internazionale ebraica con sede negli Stati Uniti d’America, condusse un’inchiesta dalla quale si scoprì che Von Braunhut era un generoso contribuente di varie organizzazioni razziste e antisemite degli Stati Uniti d’America.
In particolare durante una raccolta fondi per la Arian Nation, donò 25 dollari per ogni vendita di un prodotto di sua invenzione: il Kiyoga: un piccolo cilindro di metallo che, tramite un meccanismo a scatto, diventava una sorta di manganello per difendersi da malintenzionati.
La locandina, che apre con un titolo a caratteri cubitale “You don’t need a gun”, richiama fortemente l’immaginario del giustiziere della notte, dell’uomo bianco capace di farsi giustizia da solo in un mondo sempre più caotico.
Nel 1979 von Braunhut fu arrestato proprio per il porto di questo singolare congegno, anche se il giudice stabilì poi che l’arma non richiedeva alcuna licenza per essere trasportata, rilasciando l’eclettico inventore. Ma l’incredibile capacità commerciale di Braunhut riuscì a trasformare il caso in una pubblicità. Basandosi sulla decisione del giudice, iniziò a promuovere il Kiyoga definendolo lo strumento ideale se hai bisogno di una pistola, ma non puoi ottenere una licenza.
Fin qui ci siamo solo affacciati alla tana del bianconiglio riparata dietro la dimora delle scimmie di mare. Ora è il momento di gettarsi nella nera voragine che si apre sotto i nostri piedi.
Secondo il lavoro svolto dall’Anti Defamation League, infatti, Von Braunhut non era solo un aderente, ma un vero e proprio decano del movimento suprematista – come lo descrisse un agente dell’FBI, Mike German – una figura capace di collegare tra loro diverse anime razziste e antisemite.
La sua adesione non era superficiale ma profonda e radicata. Sotto lo pseudonimo di Hendrik von Braun, Braunhut gestiva il “National Anti-Zionist Institute” ente che condivideva lo stesso indirizzo nel Maryland con quello utilizzato per la vendita delle Sea-Monkeys. Anche senza occhiali a raggi X nel suo studio privato era possibile ammirare cimeli fascisti e ritratti di Benito Mussolini e poster autografati di Hermann Göring. Un collega dichiarò che von Braunhut era solito affermare che “Hitler non era un cattivo ragazzo, aveva solo ricevuto una cattiva pubblicità”.
Come le sue invenzioni, anche il suo curriculum nazista mette in fila numerose esperienze. All’inizio degli anni ’80, guidò l’organizzazione “Imperial Order of the Black Eagle” e si unì ai Knights of the Ku Klux Klan, arrivando ad acquistare armi da fuoco per una fazione del KKK in Ohio.
Il suo legame più profondo fu però con le Arian Nation e il loro leader Richard Girnt Butler. Anche in questo Von Braunhut non era solo un finanziatore, ma un leader attivo: ricopriva il ruolo di capo delle AN nel Maryland e spesso partecipava alla conferenza annuale del gruppo come oratore d’onore, ricevendo il privilegio di accendere la croce ardente durante i rituali.
Nel 1988 il velo che divideva le due vite di von Braunhut, quella professionale e quella ideologica fu lacerato proprio dall’inchiesta giornalistica del Washington Post da cui emersero non solo i suoi legami con Butler e il finanziamento delle sue attività con la vendita del Kyoga, ma anche un’altra rivelazione, che rende questa storia ancora più assurda.
L’uomo che incitava alla purezza della razza ariana era in realtà nato ebreo col nome di Harold Nathan Braunhut e aveva ricevuto un’educazione religiosa culminata nel Bar Mitzvah. Nonostante il suo tentativo di nascondere la sua provenienza ebraica, eliminando il “Nathan” dal nome e inserendo un più teutonico “von”, alcune voci sulle sue origini circolavano da anni negli ambienti suprematisti. In ogni caso lo scoop del Washington Post non interruppe la militanza di Braunhut. A parte qualche mugugno di alcuni neo-nazisti, le Nazioni Ariane continuarono ad accettarlo come sacerdote ordinato, e i rapporti proseguirono nel migliore dei modi, tanto che continuò imperterrito a partecipare ai congressi mondiali ariani, presiedere funerali del movimento e altri appuntamenti nei quali lodava Gesù per la saggezza con cui aveva reso potente ed emancipata la razza bianca, grazie ai benefici materiali di cui godevano – forse gli stessi benefici economici di cui era portatore nell’associazione e che mettevano in ombra le sue origini.
A seguito dell’inchiesta molti giornalisti tentarono di contattarlo per discutere delle sue origini e delle sue idee, ma Braunhut si rifiutò sempre di rispondere, anche se in alcune occasioni non lesnò giudizi sulle minoranze straniere in America e anche sulle posizioni di Martin Luther King, fino a liquidare il discorso con un laconico: “Sapete da che parte sto. Non ne faccio un mistero”, in un’intervista al Seattle Times del 1988.
Con l’uscita delle notizie sulle affiliazioni e le idee politiche di Von Braunhut arrivarono i primi contraccolpi commerciali. Alla fine degli anni ‘90 sempre il Los Angeles Times rivelò che due importanti distributori avevano cancellato le loro licenze per i Sea-Monkeys, a disagio per le posizioni estremiste di von Braunhut, anche se George C. Artamian, il presidente della divisione Sea-Monkeys della Educational Insights, la società californiana che rilevò i diritti nel 1995, ridimensionò il caso, sostenendo che le precedenti rotture fossero dovute a questioni commerciali, non ultimo il fatto che il vulcanico inventore fosse notoriamente un partner con cui non era affatto facile lavorare.
Secondo Artamian, al momento dell’accordo nel 1995, von Braunhut aveva promesso solennemente di interrompere ogni attività politica pubblica; una promessa che, a detta dei vertici dell’azienda, l’inventore mantenne fino alla fine dei suoi giorni, nel 2003.
Ora forse è più chiaro il cambio del nome da Harold Nathan Braunhut a Harlod von Branhut. Quel Nathan era troppo semitico, mentre il von che lo sostituiva aveva un sapore ben diverso.
Viene naturale pensare, a questo punto, che anche alcuni introiti del pesce invisibile, gli occhiali a raggi X e delle scimmie di mare, negli anni abbiano potuto finanziare attività legate alle sue simpatie politiche. È stato stimato che le vendite delle scimmie di mare gli abbiano portato all’incirca 3,4 milioni di dollari.
E se anche non avete mai comprato una scimmia di mare, sono 195 le licenze depositate dal nostro prolifico inventore amico dei nazisti, tra cui gli occhi delle bambole che si chiudono quando le mettete stese. Ogni bambola che chiude gli occhi oggi, è un passo in più verso la grande nazione ariana di domani.




