di Alessandra Daniele

Il premier prende la parola davanti al Parlamento.
– Come sapete, ancora una volta il responso delle urne è stato così incerto da rendere necessaria un’ampia coalizione di forze disomogenee per garantire la governabilità. Il mio esecutivo intende tenere fede agli impegni nazionali e internazionali che ci attendono, come illustrerò nel mio programma. Ma adesso, pubblicità.
I parlamentari si guardano attorno con aria perplessa. Un megaschermo cala alle spalle del premier, e si accende.
“Aula sorda e grigia? Elimina il grigio con True Dimension! – Dice garrula la bionda sullo schermo – Senza ammoniaca, senza siliconi, senza parabeni, copre la ricrescita, e garantisce la rielezione!”
La confezione di tintura piroetta in una nuvola di capelli digitalizzati. Poi lo schermo si spegne. Il premier commenta
– Avete assistito a una delle nostre iniziative indirizzate alla riduzione dei costi della politica, e al risanamento del bilancio: la sponsorizzazione delle sedute parlamentari.
Lo schermo si riaccende. Compare una bruna.
“Aula sorda e grigia? Il calo dell’udito è un fenomeno che non dovete sottovalutare – mostra un oggettino di plastica – l’amplificatore Lost è quasi invisibile, perché si nasconde quasi completamente nel vostro condotto uditivo. Non rischierete più di perdervi i mormorii dei vostri avversari. Lost è la soluzione per voi!”
La camera zooma sull’amplificatore. Lo schermo si spegne di nuovo.
I parlamentari rumoreggiano. Il premier riprende la parola.
– Colleghi, vi invito ad aprire la scatola che sta davanti a voi sui vostri banchi.
I parlamentari eseguono incuriositi. Ne estraggono delle magliette ricoperte di marchi.
– La sponsorizzazione degli eletti è la nostra seconda iniziativa. Queste maglie andranno indossate durante tutte le sedute parlamentari, in particolare quelle riprese dalla TV.
L’aula reagisce con un boato. Qualcuno ride, qualcuno protesta ad alta voce. Il presidente scampanella ripetutamente. Il premier continua.
– Questa è la condizione indispensabile al pagamento degli stipendi e dei vitalizi.
Il vocio si spegne. Cala un silenzio imbarazzato, rotto solo da qualche protesta fra i banchi dell’opposizione. Alcuni s’infilano le magliette, altri si limitano ad appoggiarsele sulle spalle.
– Come noterete, le maglie sono tutte dello stesso colore. L’unità del paese in questo frangente deve prevalere sulle divisioni ideologiche. Ma veniamo adesso alla squadra di governo.
Il megaschermo si riaccende. Compaiono in sequenza i nuovi ministri, ognuno con la maglia del proprio sponsor.
– Sono tutti imprenditori – commenta un deputato.
– Non tutti. Il ministro dell’Interno è lo stesso del precedente governo, in ragione degli ottimi risultati ottenuti nella riduzione dei flussi migratori. Inoltre il ministero degli Esteri è stato accorpato a quello degli Interni per una maggiore coordinazione delle politiche antimmigrazione.
Tutti i parlamentari applaudono. Il premier sorride.
– Veniamo adesso al programma di governo. Ma prima, pubblicità.

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