di Francisco Soriano

il ventisettenne ezra pound cominciò il suo vagabondaggio alla ricerca dello spirito dei trovatori medievali arnaut daniel bertran de born e peire vidal in quelle terre assolate del sud della francia trasudanti l’essenza della canzone romanza la stessa che aveva indiscutibilmente influenzato e permeato la vocazione poetica di dante e cavalcanti senza mai più abbandonarli

era la primavera del 1912 quando pound il poeta per eccellenza originario di haley cittadina della profonda provincia americana si precipitava in europa al fine di scoprire l’origine della poesia moderna arrivando a parigi via londra con l’intento di ripercorrere i sentieri dei grandi trovatori con i loro castelli incantati e le magnifiche metamorfosi in versi alla stregua di un messianico profeta che vuole riscoprire se stesso e il prossimo respirando e trasudando da quegli ambienti la genuina quanto originaria voce di un passato mai cancellato affrontato con lo zaino sulle spalle e in mano la cartina del touring club francese fino a percorrere 40 chilometri al giorno e qualche più breve tragitto su rotaie nere e profondissime senza mai arrestarsi nell’intento feroce di forgiarsi in quasi 4 settimane con mille chilometri percorsi senza sosta

e in quella vita fatta di piene e mai vacue quanto errabonde vicissitudini lo stesso pound trasse il senso delle metamorfosi delle innovazioni e dello sperimentalismo più leale e profondo di quanto altri scrittori e gruppi e altro ancora abbiano potuto manifestare seppur nella grandezza degli studi e delle scritture nel corso dei decenni

il destino spesso amaro dei trovatori faceva rima con il giovane ezra che tuttavia anche da vecchio non fu risparmiato dai destini più atroci connotati spesso da un dolore inusitato tanto da pagare nella sua lunga vita un prezzo altissimo per un temperamento irascibile quanto insopportabile perché caratterizzato da un’irriverenza che molto nuoceva alla serenità dei potenti e dei nauseabondi cortigiani di ogni secolo e latitudine seppur egli stesso non fu esente da errori umanissimi

lo stesso pound scrisse sulla figura di bertrand de born poeta trovatore e signore di altaforte di non essere stato certo ricordato per le sue canzoni d’amore ma per la lingua pungente e per lo sprezzo dell’accidia anche perché fu da sempre nemico di quella pace agognata solo per vigliaccheria tipica dei baroni di provenza e cantata nei suoi versi che narrano della gioia della guerra tanto da entrare nel regno dell’universale senza bisogno di note e parafrasi

non è complicato trovare altri elementi dei trovatori in assoluta condivisione con lo spirito indomabile di pound deducibili dallo stesso poeta quando scrive delle sue intemperanze poetiche insieme a un gruppo di amici letterati mentre tentava di declamare la cosiddetta sestina maledetta con tale veemenza che la tavola si muoveva e le posate vibravano all’unisono

egli scrisse al padre di quanto fosse difficile leggere quella sestina ad alta voce e del perché per renderla fedelmente ci sarebbe voluto un torace largo 140 centimetri nonostante egli già possedesse una indiscutibile quanto naturale potenza fonetica

per il poeta americano l’amore era un’arte e una religione già proiezione di quell’amore cavalleresco cantato dai trovatori con un ricco lessico pieno di contenuti misteriosi e di liturgie che solo una spiritualità epidermica e profonda al tempo stesso può creare tale emozione senza subire disarmonia alcuna

infatti più di ogni altra cosa l’amore abita questo mondo con arcani senza soluzioni e senza vie d’uscita come nel caso declamato da pound quando interpreta la glorificazione dantesca di beatrice concepita alla stregua di qualcosa che discende dagli antichi misteri ellenistici passando per i baccanali fino ai riti di iside e dioniso così vivi e presenti nella vita del poeta con il suo prisma di risvolti molteplici tipici nella sua relazione con le donne

il miglior fabbro ezra pound come da dedica nel wasted land di eliot presentò al mondo quest’ultimo come poeta come sublime e cantore delle vicissitudini dell’uomo moderno così come james joyce nella veste del nuovo romanziere quale artefice di una letteratura raffinata e ormai purificata dalle incrostazioni macchinose dell’ottocento appena dissoltosi in una vivida quanto accecante luce che ultimava la propria ellissi in un secolo di conflitti fratricidi e orribili genocidi che ha lasciato tutti gli uomini del domani nell’inguaribile ferita del dolore e dell’invincibile male

da quel viaggio giovanile ezra il giovane scrisse un libretto di appunti brevi oggi ineguagliabile immagine mirabolante e originaria di un muro diroccato con le rose rampicanti

per evitare che quest’ultimo crollasse completamente sul selciato di una polverosa strada di campagna nell’incipit del diario si annunciava maestosamente la presenza di molti cespugli e rampicanti aggrappatisi da tempo immemore proprio sulla facciata antichissima di notre-dame-la-garde con una eleganza così intrigante che mai in nessun luogo aveva potuto assistere a tanto romantico e cristallino splendore 1

già costruita sotto gli occhi del conte guillaume IX presso poitiers città madre della poesia provenzale e patria del primo trovatore morto nel 1127 il poeta americano continua il racconto di quel dove riferito all’aquitania e a limoges in cui si levò il canto che il conte guillaume fissò in versi per l’incanto proprio di questa regione in cui enrico II marito di eleonora d’aquitania e padre di riccardo cuor di leone ebbe il merito di essere il fautore della costruzione della cattedrale di san pietro nel 1162 2

fu così che il nonno e il figlio di enrico cominciarono a trobar da cui il termine trovatori utilizzato per rappresentare quei poeti lirici in lingua d’oc provenzale e più tardi i trovieri della francia del nord in lingua d’oil che trasferirono generi e contenuti della poesia trobadorica del sud

sempre assorto a cogliere ogni bagliore il giovane poeta attraversava colline e paesaggi infiniti dove c’è una certa confidenza delle nuvole quando l’orizzonte sembra più basso dal punto in cui ci si ritrova e si comprende quanto intensamente mutano i nostri termini di riferimento al sottile variare di certe condizioni tanto che camminando per quelle strade si capiva di poter scoprire molta più intensità in certi versi & stanze di quanto si sarebbe aspettato ni gels, ni vens, ni plueva 3

ad arles dice pound la poesia non è davvero una faccenda artistica ma parte della vita stessa quasi come potremmo dire le decorazioni di una casa o piuttosto come le usanze di un matrimonio tribale non appena ci si allontana dalla danza lou soleu me fai cantar 4

questa gente davvero canta e si dedica a trobar immersa nel flusso naturale delle cose esattamente ciò che la danza è per il selvaggio 5

qui nel flusso naturale delle cose e in questa coreografia del passeo come un harem in cui le donne si mostrano tranquillamente senza veli c’è l’impressione di un’allegria irresponsabile e di qualcosa di essenziale tanto che solo qui la canzone è al suo posto da farci capire del perché arles chiarisce tutto e perché la magnifica raccolta delle canzoni provenzali è quel che è 4

dunque se ci si vuole realmente occupare di poesia con una certa dose di consapevolezza e il giusto carico di dolore è necessario che si arrivi al bivio di questa arte di valore inestimabile e sempre più necessaria perchè rimane arma cristallina contro il potere e la civilizzazione di uomini assetati di sangue con i loro anatemi guerreschi ben delineanti i confini e gli spazi con gli infiniti luoghi del dissidio degli uomini

che ezra pound li abbia ricercati con la massima dedizione e caparbietà è cosa certa e la sua promessa di svelarne solo alcuni di quei misteri quasi onirici ci ha consentito di affrontare con una certa dose di tranquillità una miriade di questioni altrimenti irrisolte e senza sbocchi credibili

questa poesia civile dei trovatori contro la volgarità del potere è un valido viatico per una nuova poesia che necessita di quel sangue genuino della pratica del fare che ci fa capire che solo nella tradizione può innestarsi il nuovo in germogli e spine al tempo stesso e che il passato non è mai lontano ma proprio qui di fianco

dice il nostro poeta che un ritorno alle origini rinvigorisce perché è un ritorno alla natura e alla ragione infatti l’uomo che torna alle origini lo fa in quanto desidera comportarsi in quel modo che è eternamente ragionevole cioè in modo naturale e intuitivo conforme alla ragione tanto che egli non desidera fare la cosa giusta nel momento sbagliato cioè coprire un bue di bardature come dice dante anche quando tenta di farci capire che non vuole pedagogia ma armonia consistente in quella cosa che è a tono 5

il messaggio poundiano è proprio questo ed è illimitatamente contro il vecchiume e non deve ingannare l’appello alla tradizione che rimane una bellezza che noi conserviamo e non una serie di catene a cui ci leghiamo tanto da ritenere così semplice da capire che la cosiddetta tradizione non cominciò nell’anno di grazia 1870 né nel 1777 né nel 1632 né nel 1564 e non cominciò nemmeno con caucher infatti le due grandi tradizioni liriche che più ci interessano sono quella dei poeti melici e quella di provenza 6

dalla poesia melica sorse praticamente tutta la poesia del mondo antico mentre dalla seconda tutta la poesia del mondo moderno anche se prima delle suddette esistette una tradizione babilonese e ittita delle quali si è perduta quasi ogni conoscenza

sappiamo tuttavia che gli uomini adorarono mitra con un accordo di puri suoni vocalici e che in tempi successivi si scrissero versi in egitto e in cina supponendo che ne furono scritti altri anche nell’uruk 7

le parole e gli scritti di pound sono oggi davvero illuminanti non solo per la cronaca storica della poesia ma necessariamente anche per capire chi siamo e da dove veniamo

si afferma ragionevolmente che non è intelligente ignorare che sia in grecia che in provenza la poesia raggiunse il suo massimo splendore ritmico e metrico in periodi nei quali le arti della composizione poetica e della composizione musicale erano connesse fra di loro assai intimamente e ogni opera del poeta aveva in se radicata qualche precisa urgenza o necessità musicale infatti questo ci fa capire quanto sia stato importante lo sviluppo parallelo delle due arti gemelle nel mondo moderno

da questa consapevolezza su citata si può notare che la canzon di provenza divenne la canzone d’italia e quando dante e i suoi contemporanei cominciarono a comporre dei trattati filosofici in versi il son o accompagnamento andò a spasso per proprio conto e in musica dette origine alla sonata fin quando non avvenne il divorzio delle due arti e la poesia decadde fino a quando baif e la pléiade cominciarono a introdurre in francia le mode greche e latine e italiane del rinascimento 8

a chiusura di questo breve ricordo degli scritti di pound bisognerà sottolineare la sua velenosa quanto legittima polemica nei confronti degli zelanti sostenitori dell’imbecillità convenzionale invitandoli a consultare a caso le opere di euripide o in particolare i passi come l’ippolito o l’alcesti oppure ognuno dei cori più notevoli delle tragedie greche affinchè ci sia una vaga possibilità che la luce del verso libero diffonda qualche tenue chiarore aurorale sui loro tessuti cerebrali 9

questi ultimi è bene ricordare sono scritti e testi dei primi del novecento stampati come pietre miliari da pound sul percorso lunghissimo e circolare di questa arte meravigliosa e sempreverde che è la poesia alla stregua di un cedro libanese che si staglia sul mediterraneo solare in raggi di luce sempre rigeneranti

Note:

  1. ezra pound rose rampicanti appunti di viaggi nelle terre dei trovatori ocra gialla testi inediti e rari del novecento 43 via del vento edizioni pieve a nievole pistoia 2008 pagina 3
  2. ivi pagina 24
  3. ivi pagina 10
  4. ivi pagina 18
  5. ezra pound saggi letterari edizioni garzanti milano 1973 pagina 121
  6. ivi pagina 119
  7. ivi pagina 119
  8. ivi pagina 120
  9. ivi pagina 121

 

 

 

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