di Valerio Evangelisti

Nella notte del 29 dicembre 2018 è deceduto Bernardino Formiconi, novantatreenne. Frate francescano, fu inviato negli anni Cinquanta in Nicaragua, dove svolse un’importante attività di educatore. Allo scoppio della rivoluzione sandinista contro il dittatore Anastasio Somoza, si schierò decisamente con i ribelli, a molti dei quali diede riparo nella chiesa di Santa Maria de Los Angeles, a Managua, di cui era responsabile assieme al confratello padre Uriel Molina. La chiesa è stata a lungo un centro nodale della Teologia della liberazione.

Dopo il trionfo della rivoluzione, fu inviato in Italia dal Fronte Sandinista di Liberazione Nazionale e ne rese popolare la causa attraverso un capillare lavoro di controinformazione. Ciò durò fino alla seconda metà degli anni Ottanta, quando si stabilì definitivamente in Italia vivendo di una modesta pensione (l’ordine lo aveva nel frattempo espulso). Non conobbe, causa l’età e lo stato di salute, gli attuali discussi sviluppi della situazione nicaraguense.

Poeta e saggista, scrisse vari volumi, tra i quali il più importante è probabilmente Nicaragua, la speranza nuova. Carmilla ha proposto alcuni capitoli di un lavoro più recente (vedi qui e qui), ma dovette interrompere la pubblicazione per le condizioni dell’autore.

Saluto in Bernardino, assieme alla redazione, un uomo buono, nobile e un rivoluzionario autentico. Lo ricordiamo con un video, risalente al 1982, che ne lascia intuire la personalità.

Hasta siempre, compañero!

 

 

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