di Alessandra Daniele

“Se non riusciamo a dare il Reddito di Cittadinanza, il Movimento 5 Stelle è morto” – Roberto Fico, luglio 2018

Il presidente della Camera grillino teme i suoi elettori come se fossero esattori della Mafia.
Il ministro dell’Interno leghista sa che i suoi elettori sono gli unici esattori ghiotti di condoni.
I debiti sono in scadenza, e i Grilloverdi come previsto, dopo la Fase uno della loro Exit Strategy, cioè dare la colpa all’Europa, hanno fatto partire la Fase due: darsi la colpa a vicenda.
Mentre Salvini stava in Russia per aggiornarsi il software, Cazzaro Di Maio ha improvvisamente scoperto che nella loro Manovra del Popolo s’annidava un laido Supercondono con tanto di depenalizzazione del riciclaggio, e l’ha denunciato nella sede istituzionale più autorevole che gli è venuta in mente: lo studio di Vespa. La cosiddetta Pace Fiscale s’è quindi trasformata nel casus belli della settimana, mentre la temperatura nella pentola dello spread continuava a salire, lentamente ma inesorabilmente.
Salvini ha risposto minacciando Di Maio di sabotare l’altro condono, quello edilizio delle villette abusive di Ischia infilato di straforo dai grillini nel decreto per Genova.
La sceneggiata s’è conclusa con un ridimensionamento del condono fiscale, che senza davvero renderlo meno iniquo, l’ha reso anche inutile a tappare i buchi di bilancio ai quali era stato destinato.
La manovra finanziaria Grilloverde somiglia sempre di più a una letterina di Natale spedita a Ferragosto.
Come Max Bialystock e Leo Bloom, i producer truffaldini del capolavoro di Mel Brooks Per favore non toccate le vecchiette, in realtà Salvini e Di Maio si augurano che il loro spettacolo non sopravviva alla première, perché sanno che altrimenti si troverebbero costretti a pagare dei dividendi che non guadagneranno mai.
Del loro sgangherato musical neofascista, scritto, diretto e interpretato da cialtroni, hanno venduto il 10.000% delle royalty. La loro unica speranza di farla franca è l’essere costretti dalla Crisi a smontare al più presto la loro messa in scena.
Natale però è lontano.

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