di Alessandra Daniele

Flag of european unionÈ ormai quasi un quarto di secolo che il cosiddetto Scontro di Civiltà ha sostituito nella narrazione globale la Guerra Fredda. Proprio mentre si sgretolava la Cortina di Ferro, partiva la prima Guerra del Golfo, con l’operazione Desert Storm.
Dal punto di vista strettamente narrativo, la semplificazione è stata subito evidente: la Guerra Fredda era uno scenario articolato e complesso. Lo Scontro di Civiltà è molto più schematico e bidimensionale perché ogni sfumatura viene brutalmente cancellata dall’immagine.
Non a caso, mentre i combattenti delle prime linee sul terreno  mediatico della Guerra Fredda avevano spesso una doppia identità, quelli dello Scontro di Civiltà sono da entrambe le parti letteralmente senza volto: tagliagole incappucciati e droni bombardieri telecomandati.
Una narrazione binaria ed elementare, che ha per questo bisogno di essere costantemente alimentata da shock: attentati sanguinosi, kamikaze minorenni, decapitazioni collettive, distruzione di monumenti e siti archeologici millenari.
Nonostante tutto questo però, in Europa il pericolo continuava perlopiù ad essere percepito come distante.
Serviva una minaccia che sembrasse realmente incombente sulla vita quotidiana di tutti: gli sbarchi dei migranti, amplificati e moltiplicati dai media, stanno servendo perfettamente allo scopo. Una popolazione che non si senta abbastanza minacciata diventa più difficile da controllare, e le classi dirigenti non possono permetterselo, specialmente durante una crisi strutturale del sistema come quella che stiamo attraversando, e che, nonostante le promesse dei cazzari, potrà soltanto peggiorare.
Se gli europei non hanno abbastanza paura di un attentato dell’ISIS, ne avranno d’una rapina in villa.
L’importante è che continuino a cedere libertà e sovranità ai governi centrali, ad approvare i bombardamenti umanitari, e ad incolpare di tutti i loro problemi lo Straniero.
Questa settimana, la Merkel recita il ruolo del poliziotto buono.
Fra qualche anno, anche lo Scontro di Civiltà avrà esaurito la sua spinta propulsiva, e sarà sostituito da un’altra Contrapposizione Epocale che molto probabilmente comprenderà la Cina fra i due principali contendenti.
La parte della barricata dalla quale si troverà l’Italia dipenderà dal maggiore offerente.
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