di Alessandra Daniele

Italik.JPGHo letto di questi biscotti fatti col grasso derivato dalla liposuzione. Allora stamattina sono andata al discount per vedere se qualche feticista s’era messo a cercarli sognando di dare un morso alle chiappe di Britney Spears. Già che c’ero, ho preso una scatola di cereali, quelli che avevo a casa, appena aperti, sapevano già di vecchio. Ho trovato solo cereali transgenici, del tipo che s’ammazza i parassiti da solo. Spero non consideri un parassita anche me.
Sono già arrivate le action-figures del Presepe, i soliti pastorelli, le solite madonne, più le guest stars di quest’anno: Obama e Sarah Palin, Olindo e Rosa Bazzi. Alla cassa c’era la fila, e ho incontrato il mio vecchio amico Chip. Ci siamo messi ad aspettare che il solito esattore della camorra col telefonino calibro 22 avesse finito di riscuotere il pizzo. Chissà che piano tariffario hanno quei telefonini. Ogni tre morti cento sms gratis e una ricarica di pallottole? Chip aveva l’aria depressa.
– Sono un fallito. Ho trent’anni e non ho ancora combinato niente.
– Anche Gesù Cristo a trent’anni non aveva ancora combinato niente.
– Per la verità ne ho già trentatré. Alla mia età, Gesù Cristo era già stato crocifisso.
– Beh, lo sanno tutti che quel posto gliel’ha trovato il padre.
Accanto a noi, uno scaffale di libri da discount: barzellette vip, revisionismo sul ventennio fascista, piramidi marziane, revisionismo sul ’68, vampiri pornosoft, revisionismo su Tangentopoli, manuali di uncinetto zen, revisionismo sul Medio Oriente, apparizioni & miracoli. Chip ha letto un titolo a voce alta:
– “Ecco come Dio guida la Storia”
– Ubriaco — Ho detto io.
Tornata a casa con Chip, ho aperto il pacco dei cereali. Dentro però ci ho trovato solo un biglietto in corsivo.
Diceva così:
Della regressione vi sarete certamente già accorti. Si recede sempre più velocemente verso una versione plastificata dell’Italietta fascista, razzista, colonialista, e clericale. I gerarchi sono tragiche macchiette. Ogni tentativo di dissenso reale viene ridicolizzato, o criminalizzato. La rozza violenza verbale dei gerarchi diventa poi fisica nelle strade per mano delle squadracce, che polizia ed esercito lasciano indisturbate, dedicandosi a rastrellare poveracci: il capro espiatorio di turno, gli “Stranieri”.
Di pari passo a questa regressione, avanza la disgregazione. Logica, con notizie sempre più assurde e grottesche. Fisica, con strutture che crollano, che franano, si sbriciolano, come vinte da secoli di incuria, di abusi, di logorio incontrollato. Mentre la crisi diventa povertà, e la povertà miseria, e tutto, a cominciare dalle cariatidi incartapecorite della gerontocrazia, nonostante i lifting, sembra invecchiare a vista d’occhio.
Sono le due facce della stessa entropia.
Vi starete chiedendo il motivo di tutto questo. È semplice:
 

SIETE MORTI

Vi credete vivi, ma questa, come l’Italia che vi circonda, è solo un’illusione collettiva indotta dal sonno criogenico nel quale siete immersi, mentre giacete in semivita al Moratorium Fateuro Fratelli. Se tutto sembra regredire, invecchiare e disfarsi attorno a voi, è perché qualcuno dei semivivi da più tempo nel Moratorium ha preso il controllo di questa allucinazione collettiva, e la manovra per assorbire la vostra energia vitale residua. E non vi resta più molto tempo.

Avrei voluto trascrivere e postare queste parole col mio notebook, ma è sparito. Al suo posto ho trovato un vecchio telegrafo, e il ritaglio ingiallito d’un giornale che lo definisce uno strumento del demonio.
Così sto adoperando il portatile di Chip che non è ancora regredito, secondo lui perché ha un OS freeware.
– Credi davvero che siamo tutti morti? — M’ha chiesto
– Se siamo ancora vivi, facciamo meglio a dimostrarlo subito — gli ho risposto.

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