di Alessandra Daniele

CyberChurch.jpgPiù famoso di Gesù

Il talent-scout lo squadrò
– Sì, sei fotogenico, ma soprattutto hai il fisico, e sei perfetto per il technicolor. Gli anni ’50 saranno il boom del technicolor — Gli puntò il sigaro contro — Io posso portarti dritto a Hollywood. Per prima cosa dobbiamo cambiare il nome. Cazzo, è impronunciabile, ma da dove vieni?!
– Dalla Polonia.
– Ehi! Non sarai mica un fottuto rosso?
– Indiano?
– Comunista!
Il ragazzone biondo trasalì, come orripilato.
– Assolutamente no! Sono contro, proprio per questo ho lasciato la Polonia. Avevo anche pensato di farmi prete…
– E perché hai lasciato perdere?
– Mi sono dovuto sposare — grugnì il polacco. Il talent-scout sghignazzò.
– Allora hai pure un marmocchio da mantenere.
– No, loro sono rimasti in Polonia.
– Meglio. Fanculo i pesi morti. E poi le fans preferiscono gli scapoli — gli strizzò l’occhio, masticando il sigaro – Tu come hai fatto a scappare?
Il biondo accennò un sorriso.
– Dopo la guerra, la mia compagnia teatrale è andata in tournée nella Germania Est…
Il talent-scout riprese a sghignazzare.
– E tu sei saltato all’Ovest! Bene, questa faccenda dell’anticomunismo farà un figurone nella tua biografia! Adesso pensiamo al nome. John, come Wayne, gli somigli anche.
Il polacco sospirò.
– Dobbiamo proprio cambiarlo tutto, il nome? E’ l’ultimo legame con la mia terra..
– Ma ci tieni così tanto, a ‘sto cazzo di Polonia? — Rise il talent-scout – Ok John Poland. Aspetta, mi piace, John Pol… John Paul… ci manca qualcosa… un numero! Sa di tradizione, valori familiari, padri pellegrini, e tutte quelle stronzate là. Sapresti imparare l’accento del New England?
– Sono portato per le lingue
– Benissimo John Paul II  — il talent-scout sfoderò un sorriso da squalo – Ti piace il tuo nuovo nome? Diventerà famoso!

* * *

– Cazzo, abbiamo persino cambiato la costituzione per poterlo eleggere, quel bastardo!
Il senatore Jameson si tormentava compulsivamente il cravattino dello smoking davanti allo specchio — Quello stronzo polacco invasato. Cazzo, un attore presidente degli Stati Uniti. Un pessimo attore di merdosi B-movie fascistoidi alla Casa Bianca. Come ci siamo arrivati?
– Be’, c’era già stato Reagan governatore della California — disse la moglie, sfilandogli di mano il cravattino ormai ridotto a un grumo di stoffa informe.
– Reagan?! In confronto a John Paul II, Reagan è un intellettuale liberal. In confronto a lui Nixon è un intellettuale liberal! — Il senatore crollò a sedere sul bordo del letto — Frida, se non riusciamo a risolvere questa maledetta crisi che Paul ha provocato con i russi, capisci cosa potrebbe succedere? Questo maggio 1981 potrebbe essere l’ultimo della razza umana.
– Ma Paul non dice sempre di volere la pace?
– L’albero si riconosce dai frutti, non dai discorsi — disse Jameson, cupo — Posso farla anch’io una citazione evangelica, o sono monopolio del polacco?
Frida si agganciò i vistosi orecchini.
– E’ la sua aria profetica che gli ha portato tanti voti.
– E l’odio paranoico per i comunisti.
– Beh, posso capirlo, con quello che hanno fatto alla sua prima moglie…
Il senatore si alzò di scatto.
– Stronzate! E’ stato lui a farla togliere di mezzo, raccontando che era morta in Polonia, per poter sposare una Vanderbilt, e farsi pagare la campagna elettorale.
Frida sogghignò.
– Però non credo che JP scatenerà la fine del mondo, gli piace troppo girarselo a spese nostre.
Un bodyguard irruppe trafelato nella camera d’albergo.
– Senatore, un attentato al presidente!
Jameson trasalì, la moglie mandò un gridolino strozzato.
– E’ stato colpito all’addome, è in coma!
Frida si precipitò ad accendere la tv. Tutti i canali avevano interrotto la normale programmazione per trasmettere le breaking news.
– L’hanno preso! — Disse la Jameson al marito, che s’era rimesso seduto con aria stordita.
– Chi?
– Il tizio che ha sparato al presidente. E’un turco, pare che farnetichi di provenire da un altro mondo, un altro universo… oh mio dio!
– Cosa c’è?
Frida si sedette sul letto accanto al senatore.
– L’FBI ha appena dichiarato d’avere un fascicolo su questo tizio. Pare sia legato al KGB
– Quindi hanno già identificato il mandante?… Ma che bravi. Veramente bravi.
Jameson si sdraiò, e chiuse gli occhi.
– E’ la fine — mormorò — Hai detto che J.P non avrebbe mai davvero cominciato la guerra? Be’, lo farà quel fottuto crucco nazista del suo vicepresidente.

Rituali

– Torno adesso dal pianeta Zrak, ho assistito alla Pioggia del Grande Nummo – disse lo sferoide, fluttuando attraverso l’elegante spazioporto di Alpha Draconis Primo.
– Oh, e com’è?- Chiese il lafadiano, sfregando le 16 antenne in segno di saluto.
– Una cerimonia davvero suggestiva! Su Zrak, chi ricopre la carica di Grande Nummo è considerato il tramite fra le acque del cielo e quelle della terra. Così, quando muore, il suo enorme corpo polpiforme viene bollito per tre rivoluzioni planetarie, e tutto il vapore che ne risulta viene condensato, e sparato nell’atmosfera. La prima pioggia successiva è perciò ritenuta sacra, e tutti accorrono a infradiciarsi sentendosi benedetti.
– Affascinante! – Il lafadiano sgranò gli occhi prismatici. Poi aggiunse – Sai, anch’io ho assistito a qualcosa del genere, su Terra. Un Ricambio Vaticano.
– Davvero? E’morto un altro di quei loro faraoni bianchi… come lo chiamano? Il Pupo?
– Il Papa. Sì, è morto, e milioni di loro si sono precipitati attorno alla sua salma.
– Per mangiarla?
– No, per fotografarla. Anche a costo di aspettare trenta ore pigiati tra la folla, evacuando i liquidi nelle stesse bottiglie da cui li avevano bevuti, e sempre continuando a fotografarsi anche a vicenda.
Il glabide sferoide oscillò pensoso.
– Gli occhi sono molto importanti per i terrestri. E dire che ne hanno solo due.
Il lafadiano annuì curvando le antenne, e riprese:
– Poi c’è stato il funerale. Ho usato l’antigravità per seguirlo dall’alto. Hai presente quella loro piazza circondata dal colonnato a forma di tenaglia?
– Quella che sembra una pista d’atterraggio per i Dischi Xorg?
– Già. Era strapiena di terrestri, tutti rigidamente divisi per caste ben riconoscibili anche dal colore delle livree. Ed anche lì tutti si fotografavano a vicenda.
– E il Klatvin?
Il lafadiano ronzò ironico.
– Ma no, il Klatvin è l’evirazione rituale dei principi di Wrana.. intendevi il Conclave? Beh, era l’unico posto dove non si poteva fotografare. Infatti ci sono rimasti pochissimo. Nella scelta della successione papale si sono limitati a seguire la linea dinastica: hanno nominato la vedova, Ra’hazt-qualcosa, che s’è subito precipitata alla finestra per farsi fotografare.
Il glabide ondeggiò perplesso – Ma questi loro Pupi non dovrebbero essere tutti maschi?
Il lafadiano si strinse nel diafano esoscheletro – Questo non mi è tanto chiaro… comunque non ci si può sbagliare di molto, i terrestri hanno solo due sessi.
– Ciascuno?
– A volte.
Passata l’ora di punta, lo spazioporto s’andava svuotando. Accompagnato dal lafadiano dalle otto propaggini cariche di bagagli, il glabide fluttuava pigramente verso l’uscita riflettendo ancora sui terrestri.
– E i loro rituali d’autodistruzione come procedono?
Il lafadiano sospirò, con uno schiocco della laringe chitinosa.
— La vedova s’è subito unita agli altri principali Necrofori del pianeta, ma credo che il suo influsso sui terrestri sia inferiore a quello del marito suo predecessore.
– E perché? – Chiese il glabide fermandosi davanti all’uscita.
– Non è fotogenica.- rispose il lafadiano, mentre usciva nel tramonto rossastro di Alpha Draconis.

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