di Walter Catalano
AA.VV. Geometrie del terrore, Lo spazio architettonico nella letteratura weird, A cura di Agostino De Rosa, Giulia Lazzaretto e Giulia Piccinin, Anteferma Edizioni, pp. 315, euro 28,00 stampa.
Che relazione intercorre tra lo spazio architettonico di una casa e la possibilità della sua infestazione? I fantasmi abitano di preferenza particolari geometrie? Qual è il rapporto tra spazio letterario e spazio fisico, tra plot narrativo e Genius loci, tra atmosfera haunté, paesaggio ed organizzazione dello spazio abitato? E’possibile planimetrare le principali hounted houses della narrativa weird e horror? A queste e ad altre inquietanti domande sul rapporto tra spazialità e spettralità, risponde l’iconografico e piacevolissimo volume Geometrie del terrore, edito da Anteferma, preziosa casa editrice trevigiana specializzata in architettura, scaturito da un geniale corso universitario triennale tenuto presso la laurea magistrale in Architettura dell’Università Iuav di Venezia dal prof. Agostino De Rosa e dalle sue collaboratrici Giulia Lazzaretto e Giulia Piccinin. Come spiega De Rosa, “è stato chiesto agli studenti del corso di adottare […] una ghost story […] e di ricostruire in proiezioni ortogonali, prospettiche e assonometriche quelle dimore avite, adottando un linguaggio formale e un layout grafico condivisi, per descrivere spazi, apparizioni, cambiamenti percettivi e ambientali, connessi alle presenze spettrali e/o ultraterrene”. Il libro raccoglie quindi nella prima parte i saggi scientifici dei curatori del corso e degli invitati che hanno tenuto presso l’Università un seguitissimo ciclo di conferenze sul tema, e nella seconda parte le tavole grafiche (con relative, dettagliate schede testuali) inerenti a dieci casi studio ispirati ai maggiori classici del genere, esplorando graficamente e retoricamente lo spazio liminale tra il fantastico e il quotidiano.
Fra i nomi degli autori dei saggi della prima parte oltre a quelli di vari specialisti nell’ambiente accademico, tutti meritevoli di menzione, ricordiamo per brevità solo quelli più noti fra i lettori e gli appassionati di horror e weird: Andrea Vaccaro – l’artefice di Hypnos, piccola ma attivissima casa editrice specializzata nel genere; Lucio Besana, scrittore e sceneggiatore cinematografico; Francesco Corigliano, scrittore e saggista; Fabio Camilletti, saggista, docente universitario e ghostbuster. I temi affrontati – tutti interessanti – spaziano tra l’altro, dal fantasmatico ambiguo di Henry James e Shirley Jackson, ai fantasmi e al Genius loci nell’antica Roma, dall’analisi di un vecchio classico televisivo inglese dell’infestazione – The Stone Tape, scritto da Nigel Kneale, l’inventore di Quatermass – alla disamina di The Tomb di H.P. Lovecraft o a quella dei non-luoghi evocati dagli strange tales di Robert Aickman. Le letture esemplari della seconda parte invece percorrono – fornendo per ogni scheda un’approfondita descrizione del testo, le notizie biografiche sull’autore e la legenda con didascalie di spiegazione all’affascinante apparato visuale e grafico, probabilmente la parte più originale e accattivante del volume – tutti i principali testi in argomento: La casa dei suoni di M.P. Shiel; Il giro di vite di Henry James; La casa sull’abisso di William Hope Hodgson; La casa stregata di H.P. Lovecraft (si intende The Shunned House, meglio tradotto come La casa sfuggita, e non come si potrebbe pensare, il più tardo The Dreams in the Witch-House, racconto che ci avrebbe intrigato molto di più vedere rappresentato graficamente, dati gli spazi non euclidei descritti nella storia); L’incubo di Hill House di Shirley Jackson; La stanza interna e Ravissante di Robert Aickman; The Shining di Stephen King; Casa di foglie di Mark Danielewski; Coraline di Neil Gaiman; L’altra casa di Simona Vinci.
Un volume che affronta un tema talvolta abusato (soprattutto nel cinema: la casa infestata, se banalizzata, rischia di non fare più paura) in modo del tutto nuovo, inusitato e intrigante: bello da sfogliare e da guardare – a cominciare dalla più che perturbante immagine di copertina, il quadro di Dino Valls, Dedalo – ricco più di sfumati frissons che di febbrili jump-scare nel suo apparato visuale, di molteplici e multiformi riflessioni e descrizioni, stimolanti e avvincenti in quello teorico e retorico. Sicuramente unico e indispensabile nella biblioteca dell’appassionato ma anche assolutamente utile per chi invece sia un neofita o cerchi una guida per avvicinarsi ad un argomento che interessa e riguarda un po’ tutti, fantasmi compresi.



