di Alessandra Daniele

“Siamo geneticamente diversi. Un’alleanza con la Lega è fantascienza allo stato puro” – Roberto Fico
“Il giorno in cui il Movimento 5 Stelle, ma non succederà mai, si dovesse alleare coi partiti responsabili della distruzione dell’Italia, io lascerei il Movimento 5 Stelle” – Alessandro Di Battista
“Io sono del Sud. La Lega diceva: “Vesuvio, lavali col fuoco”. Io non ho nessuna intenzione di far parte di un movimento che si allea con la Lega” – Luigi Di Maio.
Cazzari.

Condoni e sgravi fiscali per i più ricchi, nessuna concreta modifica al Jobs Act, sfratti per gli occupanti senza casa, reintroduzione dei voucher, espulsioni e lager per i migranti, un CIE in ogni regione, carcere per i minorenni, difesa armata sempre legittima, ruspe per i rom, asili nido riservati ai bambini italiani.
Al netto della fuffa propagandistica, e comprese le cazzate irrealizzabili e incostituzionali, il programma del cosiddetto “Governo del Cambiamento” è in realtà profondamente reazionario, sostanzialmente fascista. Anche le promesse di pensioni e sussidi, condizionati a buona condotta e italianità, sono tipiche della cosiddetta Destra sociale. E la loro attuazione è comunque rimandata al 2020.
L’esecutore materiale di questo contratto sarà un tecnico dell’élite mai eletto da nessuno, alla faccia di tutta la retorica grilloverde contro i tecnici “alla Monti”. Dal Conte Gentiloni a Giuseppe Conte. I conti tornano.
A questo punto, anche il più tonto dei sostenitori grillini di sinistra, o anche solo non di destra, dev’essersi reso conto d’essere stato fregato. D’aver fatto una stronzata epocale.
So che probabilmente dovrei mostrare comprensione per il loro dramma personale e politico, ma francamente oggi non ci riesco.
Non ho neanche voglia di insultarli però.
Un po’ perché sono una sparuta minoranza. Contrariamente alle speranze degli illusi, la maggioranza della base grillina non è affatto di sinistra.
Un po’ perché non saranno certo fra i beneficiari del Grilloverde.
Ad incassare saranno altri.
Innanzitutto le lobby di potere, compresa la Casaleggio, che si spartiranno le centinaia di nomine statali e parastatali che spettano all’esecutivo Grilloverde.
Poi Berlusconi, che tornerà al governo fingendo di stare all’opposizione, ottenendo anche un altro risultato per lui fondamentale: l’occasione per provare a liberarsi di Salvini come aspirante erede. Pur continuando a usarlo come proxy1, sta infatti cercando di espellerlo dal Polipo delle Libertà, e i media del Biscione l’hanno già messo sulla graticola.
Poi Renzi, che è riuscito a convincere il PD a non tagliargli subito la testa come merita, congelando il partito in modalità “Assedio”.
E poi naturalmente l’establishment, che col prossimo Monti sarà chiamato a raccogliere i cocci del Grilloverde, imponendo una nuova esemplare austerity, mentre Di Maio e Salvini si daranno la colpa a vicenda del fallimento.
La temperie sociopolitica brucia i cazzari in carica sempre più in fretta, Di Maio e Salvini potrebbero durare anche meno di Renzi.
Il ciclo Carnevale – Quaresima sta per ripetersi ancora una volta come previsto.
La ruota gira, e il criceto ci rimane sempre chiuso dentro.


  1. Il veto su Di Maio premier viene da Berlusconi. 

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