di Alessandra Daniele

– L’Italia è un paese ad altissimo rischio sismico – la conduttrice indica la cartina sul megaschermo – Ormai abbiamo praticamente un terremoto l’anno.
Il suo ospite annuisce.
– Ed è per questo che noi abbiamo trovato il modo di risolvere alla radice il problema dell’abusivismo edilizio.
– Come?
– Abolendo il piano regolatore. Ognuno sarà libero di costruire cosa vuole, dove vuole, e come vuole. Sarà il terremoto annuale a selezionare gli edifici che devono sopravvivere, quelli più adatti all’ambiente. Noi siamo per il darwinismo edilizio.
– Ma… le vittime? – Obietta la conduttrice.
– Dio riconoscerà i suoi, come dice Papa Francesco.
Papa Francesco?
– Mi pare. Comunque noi siamo contrari alle ingerenze della Chiesa, se non ci danno ragione.
– Ma questa deregulation edilizia non produrrà uno scempio del territorio? Che ne sarà dei monumenti, dei siti d’interesse archeologico, storico, artistico?
– Sono sopravvalutati. Non sono ciò che davvero attira i turisti in Italia.
– E cos’è?
– La cucina. Per questo abbiamo intenzione di riconvertire in ristoranti tutti i monumenti danneggiati da terremoti, frane, e alluvioni.
La conduttrice indica di nuovo la cartina.
– Il territorio italiano in effetti è anche minacciato dal dissesto idrogeologico.
– In realtà non c’è da preoccuparsene. Grazie al riscaldamento globale e al conseguente scioglimento dei ghiacciai, entro questo secolo la maggior parte delle zone a rischio idrogeologico saranno sommerse, e diventeranno fondali marini. L’effetto serra, che molti catastrofisti considerano un problema, sarà invece una soluzione. L’Italia diventerà un arcipelago – sorride – le Bahamas d’Europa.
– Ma questo non rischierà d’aumentare l’afflusso di migranti provenienti dall’Africa?
L’ospite scuote la testa.
– A quel punto, sempre grazie al riscaldamento globale, in Africa non ci sarà più nessun sopravvissuto.
Nessun sopravvissuto?…
– Noi siamo per il darwinismo climatico.

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