chuck1_small.jpgdi Joshua Jabcuga
[in occasione dell’imminente uscita, per Strade Blu Mondadori, dell’ultimo romanzo di Chuck Palahniuk, Diary (nella foto a destra la cover, pubblichiamo un’intervista al geniale autore di Portland tratta da MoviePoopShot e tradotta da chuckpalahniuk.it]

diary.jpgJJ: Il tuo ultimo libro prima di Diary è una collezione di pezzi non fiction. Ce n’è uno intitolato “You are here” che ho trovato estremamente affascinante. A mio parere avresti potuto dedicare l’intero libro a questo pezzo. Scrivere sulla tua vita, prendendone nota, conservando e esplorando cose sulla pagina, sembrano elementi vitali per la tua esistenza come persona e artista. Ho sentito dire che da ragazzo eri un tipo infernale, finito dentro a un sacco di risse. Trovare quell’illuminazione e quello stato di Zen che sembri possedere, per lo meno per quello che percepisce uno che ti guarda da fuori, è un risultato naturale dovuto al maturare e al diventare adulti o il risultato raggiunto dal nutrire negli anni una filosofia esistenziale attraverso la lettura, lo scrivere, il cercare amore, l’avere a che fare con tragedie personali, la tua stessa combattiva formazione?

CP: Il segreto per la pace è… il denaro. Hah, non veramente, ma aiuta. Per lo più il trucco per raggiungere la pace sembra essere il mettersi a imparare e praticare con devozione un’arte. Per me la vita è una ricerca costante di buone storie e modi efficaci per raccontarle.

Ogni lettura in pubblico è un’opportunità per pizzicare una storia in base alle reazioni degli ascoltatori. A casa, la mia vita è sempre una qualche grande storia sulla quale sto lavorando – poiché ogni cosa che creiamo può essere solo la descrizione della nostra stessa faccia, un concetto che ho ribadito nel mio libro Diary, – ogni storia che mi piace abbastanza da essere scritta, deve riguardare un qualche tema personale.
Anche se non sono conscio di questo, ogni storia risolve una qualche mia paura conosciuta o sconosciuta. Questo porta pace. Questo e il denaro.

JJ: Tu hai dato grande importanza al far crollare le mura e i confini che sembrano esistere nel mondo delle celebrità, mostrando che tu non sei diverso dai tuoi fans e, in sostanza, conferendogli poteri. L’hai fatto fornendogli un esempio che dice “Con uno sforzo sufficiente anche tu puoi essere in grado di raggiungere quello che ho io, e se così non fosse, ciò che è importante è che tu hai dato tutto quello che avevi, e la ricompensa è sapere che ce l’hai messa tutta”. Inoltre hai sempre risposto alle lettere dei fans, spedendo loro pacchetti pieni di cagate giuste che tu stesso hai assemblato e che indubbiamente ti hanno portato via ore. A che punto pensi che un artista perda il contatto con la realtà e diventi una tra virgolette stella lontana, come ha fatto Stephen King? E’ possibile restare con i piedi per terra quando è stato raggiunto un certo livello di notorietà? O è’ come ha detto una volta una persona famosa, “la fama non mi ha cambiato, ma ha cambiato il modo in cui i miei amici mi guardano”.

CP: La verità è che ODIAVO rispondere alla posta. Tutte quelle fottute lettere. Odiavo affondare e passare in mezzo a quel mucchio di carta. Ma era solo perché facevo il minimo indispensabile. Quando scredito un qualsiasi compito, come lavare i piatti o scrivere la corrispondenza, inizio ad amare il “lavoro”. Esagerando con la posta ho trovato modi per renderla divertente. Spedivo grandi scatole di cioccolatini a forma di cuore, perché tutti noi AMIAMO quei bizzarri oggetti feticisti. Trofei…ho trovato questi trofei di bestie, maiali, conigli e vacche, tutti placcati oro. Poi ho dovuto ingaggiare alcuni amici per darmi una mano una volta alla settimana a impacchettare ed etichettare i pacchi. Avremmo bevuto, riso e scelto una collezione di giocattoli e sorprese per ogni persona. Era Natale ogni sabato. Adesso, quando ho iniziato a rispondere alla posta alla fine di quest’anno, ho fatto e spedito collane “Denny” in pietre semi-preziose. E’ quel che mi piace, e fa sentire bene/ male sapere che questi strani oggetti stanno arrivando davanti a porte di case in tutto il mondo. Per farla breve: faccio questo perché è divertente.

JJ: Hai elogiato TOM SPANBAUER e AMY HEMPEL, due dei tuoi autori preferiti e forse anche due dei tuoi eroi. Ti da mai fastidio che loro sembrano avere più riconoscimento di quello che fanno o è il tuo lavoro un tributo costante a loro? Hanno qualcosa a che fare con il libro sulla scrittura che stai pianificando, magari partecipando come co-autori?

CP: Prima di iniziare a scrivere sullo stile Minimalista, ho chiesto a TOM se volesse scrivere insieme il progetto. Rifiutò ma mi diede la sua benedizione. Queste lezioni ( al sito americano, ora tradotte anche su chuckpalahniuk,it) non diverranno un libro, ma sono utili, semplici modi per rendere la scrittura di chiunque più efficace–istantaneamente. E le lezioni lodano TOM e AMY perché essi meritano la stima. In più, il loro lavoro dimostra i concetti che descrivo. Aiuta a variare la voce. Sia TOM che AMY insegnano già, ma chi lo sa? Qualche giorno noi tre potremmo collaborare al libro ideale sullo stile Minimalista.

JJ: Credo d’aver letto che la tua abitudine hard core a scrivere creativamente sia iniziata tra i primi anni e la metà dei tuoi trenta. C’era l’insonnia: “If You Lived Here, You’d Be Home Now”(primo romanzo di Chuck, mai pubblicato) e poi Boom, FIGHT CLUB, SURVIVOR ed è CHUCK MANIA. Pensi che il successo fosse una questione di tempi, tipo che la gente desiderava ardentemente qualcosa di diverso come Narrativa Trasgressiva e che tu avevi la giusta ricetta, o la tua abilità come scrittore era giunta a quel livello in cui tu potevi sentirti a tuo agio nel condividerla con i lettori fuori dai workshop per scrittori, una combinazione di entrambe le cose o qualcos’altro? Ti sarei inoltre grato se tu potessi definire la Narrativa Trasgressiva e spiegare cosa di questa ti attrae.

CP: Innanzitutto il mio giudizio sulla ‘Narrativa Trasgressiva’ è che questa cerchi di trovare una diffusione culturale attraverso la descrizione di atti sgradevoli, illegali e ripugnanti. Lo stesso modo in cui Platone descriveva gente che cercava il miglioramento intellettuale attraverso il sesso con gli animali. O Foucault che parlava di illuminazione attraverso sesso e sado-masochismo . Per molti anni ho provato a scrivere quello che immaginavo il mercato volesse: la riproduzione del modello Stephen King . Solo quando ho smesso quel “logico” sentiero verso il successo, e ho iniziato a scrivere solo per intrattenere me stesso, solo allora un editore mi ha offerto un contratto. Puoi solo provare a sorprendere, disgustare e deliziare te stesso. E se puoi fare quello, tutto il denaro e l’attenzione dalla pubblicazione sono una pacchia, ma non importanti.

JJ: Tu hai procreato un sacco di imitatori dozzinali, così come fece TARANTINO dopo PULP FICTION. Dato che il minimalismo è fondamentalmente uno stile che ti ha trasmesso TOM SPANBAUER, è questo qualcosa che incoraggi o dici mai a te stesso ” Fottuti scribacchini, trovatevi la vostra strada piuttosto”?

CP: Roba da ridere. Imitare qualcuno fa parte del sezionare lo stile di quel qualcuno e imparare a usare le sue tecniche. Un vero scrittore si muoverà oltre quella fase e combinerà i miei trucchi con quelli di TOBIAS WOLFF e quelli di JOY WILLIAMS creando eventualmente una strada totalmente nuova. Il mercato editoriale assorbirà solo qualche nuovo libro “tipo chuck”, nient’altro.

JJ: FIGHT CLUB è stato diviso in mezzi diversi, dal videogioco alla versione teatrale a Broadway in fase di sviluppo. Sono certo che l’occasionale fan di CHUCK PALAHNIUK ti conosce solo per FIGHT CLUB, che ovviamente ha una vita propria che sembra crescere di giorno in giorno. Sono sicuro che i guadagni realizzati con le licenze di FIGHT CLUB ti hanno permesso il lusso di continuare a vivere la vita dello scrittore e continuare confortevolmente a fare ciò che probabilmente intendi fare con la tua vita: creare arte. A questo riguardo nessuno potrà mai dire “Ehi, quel PALAHNIUK è un venduto”, poiché ti sei sempre dato ai fans condividendo con loro il tuo lavoro. Tuttavia, senti che questo ti abbia intrappolato a lavorare nei confini delle aspettative dei fans circa quello che un libro di PALAHNIUK dovrebbe essere? In definitiva la ragione per la quale qualcuno scrive è per se stesso/a, ma poi ancora, a tutti noi piace un pubblico che sia testimone dell’arte per la quale lavoriamo duramente, che senta la storia, che creda che i nostri personaggi siano reali, forse anche modificare in meglio le vite del nostro pubblico con ciò che abbiamo creato. Ti ritrovi mai a evitare certi argomenti o tratti di personaggi solo per la paura che la tua base di fans non li accettino? O hai fiducia che i tuoi lettori ti sosterranno fin tanto che continuerai a crescere come artista, non importa quale storia o quale strada prendi per esplorare un tema?

CP: Hmmm… subito, sto provando a pensare a un qualche argomento che ho evitato, NON il sesso, di QUALSIASI tipo. Violenza, Malattia. Ogni feticismo, incluso il soffocare, la merda, i giocattoli anali…Droga. Crimine. L’unica azione che non ho veramente mai descritto è la morte di un animale. E’ una cosa che mi ferisce troppo. Anche in SURVIVOR, il pesce rosso muore fuori scena. Ora, i libri hanno una piccola porzione di attenzione da parte del pubblico. A differenza dei film, della musica e della televisione, i libri possono fare QUALSIASI COSA. Si ha una relazione privata, uno con uno, con un libro. E’ così intimo. E tu sei d’accordo di leggerlo. Così, nel momento in cui immagino una qualsiasi cosa orribile o triste o umiliante, trovo un qualche modo divertente per descriverla in una storia. E renderla straziante. Questa libertà incredibile non durerà per sempre.

JJ: Avendo visto il tuo documentario, POSTCARDS FROM THE FUTURE, so che tu hai parlato di protesta e, come mezzo per il cambiamento, sia completamente svuotata. In particolare, riferendoti al prezzo alto di benzina e petrolio, tu accenni al fatto che dobbiamo creare le nostre stesse soluzioni scrivendo le nostre storie software e susseguentemente creare le alternative, in modo che queste cose cessino di esistere come dilemmi. Questo mi guida verso questa domanda: BUSH o KERRY? Non un granché come scelta, no? Qualche consiglio su che cazzo dovremmo fare con queste alternative?

CP: Vota per RALPH. Lascia che i Democratici offrano qualche cambiamento reale e una vera visione per il futuro. Non più questo stronzo compromesso e queste leccate da culo a breve termine da figli del baby boom. Questa scelta non mostrerà risultati immediati, ma i risultati a lungo termine saranno migliori. Ma cosa ne so…?

JJ: L’adattamento cinematografico di DAVID FINCHER per FIGHT CLUB è probabilmente il meglio che un autore possa sperare. E’ stato completamente fedele, catturando il tono del romanzo in modo assoluto, aggiungendo addirittura nuove dimensioni al tuo lavoro originale. Ho sentito che INVISIBLE MONSTERS è in lavorazione, con Jessica Biel credo, e anche SURVIVOR, e chissà che altro domani o la prossima settimana. Inevitabilmente, e senza intenzione, qualcuno sta macellando uno dei tuoi libri per trasporlo su film. Immagino che tu sia a tuo agio nell’affidare a qualcun altro i tuoi bambini, visto che comunque i libri continueranno sempre a vivere e che i film vengono unicamente serviti come l’interpretazione di qualcun’altro. Ancora, quali sono quelle poche cose che tu NON tollererai da registi e produttori di un film tratto da un tuo libro?

CP: La mia tendenza è fidarmi che ognuno faccia il proprio lavoro al meglio. Nessuno compra i diritti di un libro e lavora per mesi per farne deliberatamente un film di merda.
(…”questo dovrebbe mostrare quel CHUCK! Ha!Ha!Ha!”…)
Ma mi rifiuterei di guardare o promuovere qualsiasi film nel quale spensieratamente si ferisca o uccida un animale, così per capriccio. Per me, gli animali sono le ultime “vittime” nella nostra cultura, esseri privi del controllo sulle loro vite e il loro destino.

JJ: Hai seguito corsi di sceneggiatura. Ho sentito che hai scritto un adattamento del libro CHEMICAL PINK (di Katie Arnoldi), oltre a uno script originale intitolato Ambition, di cui cui non eri troppo soddisfatto. Fra le altre cose, i tuoi libri hanno sempre avuto dialoghi spiritosi e chiassosi, così immaginavo che tu scrivessi un sacco di sceneggiature. Quali sono alcune delle difficoltà che hai trovato nel tuo sviluppo come sceneggiatore, ed è questa la prossima fase della tua carriera? Ci sono film che ammiri, in particolare gli script, che tu usi come modello, forse dialoghi pesanti alla DAVID MAMET o KEVIN SMITH o sei più per pezzi guidati dalla trama?

CP: Ehi, Mamet lascia che sia la trama a tirare. E’ che il dialogo è così buono che non ti accorgi come sia la trama a tirare. Godo i film che passano da un momento forte al successivo , velocemente e facilmente, con completa autorità. Ancora adesso amo SESSION 9 e MAGNOLIA. Proprio storie veloci come fiammate, come le corse sulle giostre. Le mie capacità come sceneggiatore non sono così buone, ecco la ragione per cui non sto scrivendo film…ancora.

JJ: Il tuo racconto “Guts”, inizialmente pubblicato su Playboy è sicuramente una storia sconvolgente. Nel tuo prossimo romanzo horror stai andando esclusivamente verso un tipo di horror grezzo o è soltanto una delle dimensioni sulle quali stai lavorando? Come punti di riferimento, stai estraendo elementi da lavori come HOUSE OF LEAVES o ROSEMARY’s BABY, o qualcosa in particolare?

CP: “Guts” è un mostro che fa tutto: fa ridere, disgusta, un abbandono straziante. Il libro per il 2005, HAUNTED, è composto da oltre 400 pagine di racconti collegati, con una struttura presa in prestito da I RACCONTI DI CANTERBURY. Alcune storie sono veloci e divertenti. Alcune sono terrificanti. Alcune tristi . Ma qualcuno muore in ognuna (in “Guts” è il bambino abortito, ritardato e con due teste). Per me, Questa è la base della ghost story: una relazione irrisolta che resterà tale perché qualcuno è morto. Prese insieme, tutte le storie, ti lasceranno…diverso…da com’eri prima di di decidere di leggerle. Più forte, più tollerante, guasto ma felice, stanco ma in pace.

Intervista tradotta come al solito dal pazientissimo e disponibilissimo ‘fratello_axx’. mandi mandi…

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