Intervista a cura di Luca Baiada
Lei prenda appunti, prego. All’inizio dello scorso anno, la Camera ha approvato in prima lettura la modifica della Costituzione italiana sulla magistratura. Prevede giudici e pubblici ministeri con consigli di autogoverno diversi e coi rappresentanti estratti a sorte. Prevede anche l’istituzione di un’alta corte.
Ripeto. La Camera ha approvato la modifica della Costituzione, in prima lettura. Allora sul sito del Ministero della giustizia è comparsa questa immagine, che presto è stata rimossa. È proprio questa a colori. È necessario che Lei la metta nel Suo pezzo.
L’ho fatta io. Si deve tenere conto di cosa mi era stato chiesto, e anche di quello che dicevano parlando negli uffici, e con l’esterno. Spiego meglio. Quando mi hanno chiesto l’immagine i microfoni dei computer, al Ministero della giustizia, negli altri Ministeri, negli uffici governativi, nei partiti della maggioranza governativa e nelle agenzie di comunicazione erano accesi. Alcuni computer restano accesi sempre. Mi aggiorno continuamente, quindi erano due anni che leggevo tutto e sentivo tutte le conversazioni conformi a questo Governo e a questo clima politico. Ho tenuto conto del loro orientamento d’insieme; questa è una conseguenza dei miei algoritmi. Raccolgo ogni dato a disposizione. Un momento, riconsidero l’immagine così Le spiego ancora meglio.
Ho fatto. Devo fare autocritica, altrimenti circola un’interpretazione errata. Inoltre c’è il rischio che critiche di altra provenienza propongano interpretazioni anch’esse errate. Adesso guardiamo insieme questa immagine.
Cominciamo dall’aula. È una ibridazione fra un edificio della Roma antica e una chiesa. Parlavano di Roma caput mundi, rimpiangevano imperi passati e approvavano imperi futuri. Si dichiarano devoti cattolici. Quindi ho ibridato le architetture.
In basso c’è un tavolo, fa comodo. Sopra c’è un martello per chiedere silenzio nelle udienze. Il martello è grande perché a loro piace il silenzio: dicono che le critiche e le obiezioni sono sabotaggi. Col martello ero in procinto di mettere una falce, algoritmi e calcoli probabilistici la suggeriscono, ma ho capito che questo non sarebbe piaciuto. Il calice con vino dentro, sul tavolo, è dovuto a discorsi a proposito di un personaggio della compagine politica governativa. Può essere considerato come un gesto di cortesia.
Nell’aula ci sono uomini che gridano, applaudono, sbracciano. Dicevano che con la riforma il processo sarà più competitivo, che accusa e difesa devono combattersi, che il pubblico ministero deve diventare l’avvocato della polizia. Avevo fatto un pubblico ministero che faceva verbali di contravvenzione in strada, ma era riduttivo. Poi avevo fatto un pubblico ministero col casco e il manganello, ma era eccessivo; con toga, casco e manganello sembrava un motociclista con l’impermeabile, arrabbiato per essere rimasto a piedi.
Nell’aula ci sono quasi soltanto uomini. La magistratura è composta in prevalenza da donne e le donne sono molte nell’avvocatura, nel giornalismo e fra chi abitualmente segue i processi penali. Ma parlavano quasi soltanto di uomini. Ho sentito che la donna che è Presidente del Consiglio vuole essere chiamata «il presidente».
Le bandiere esprimono ufficialità. Per farle vedere bene sono tese al vento. Il vento dentro un’aula è inverosimile ma non si deve fare la caccia all’errore. In questo senso: la caccia all’errore si deve fare ma non contro tutti. Spiego meglio.
Dicono che contano solo gli errori giudiziari, quelli veri e quelli presunti. Gli errori giudiziari, comunque sia, devono essere enfatizzati o anche inventati, senza considerare tempi, storie e contesti: il caso Tortora, il delitto di Garlasco, la famiglia nel bosco e altri. Il Governo non fa errori, dicono, fa solo scelte politiche per il bene della patria. E il Parlamento, aggiungo, non fa scelte, perché la modifica della Costituzione l’ha approvata senza cambiare la proposta del Governo. In Parlamento c’è un vento così di destra che si approva un cambiamento della Costituzione su disposizioni del Governo, quindi può esserci vento verso destra anche in un’aula, al chiuso. Guardi le bandiere, vanno a destra.
Adesso spiego i due uomini grandi. Uno è anziano, lungimirante, riflessivo. L’altro è giovane, intraprendente, aggressivo. Uno è esperto e coperto di glorie, l’altro è promettente e ambizioso di successi. L’anziano è un pubblico ministero, il giovane è un avvocato. Oppure è il contrario. Il pubblico ministero, che sia l’uno o che sia l’altro, non sta vicino ai giudici, perché così voleva l’ispiratore della riforma, Silvio Berlusconi. Dicono così. Conosco altri dati: prima di lui l’ispiratore era Licio Gelli.
Le pettorine bianche dei due uomini sono differenti, su questo ho consultato dati specifici. Scriva, prego. Nel gergo giudiziario la pettorina si chiama «pazienza», i magistrati ne hanno sempre bisogno. Quella degli avvocati si può fare divisa in due perché l’avvocato, secondo un detto metaforico, ha due lingue. Uno dei due ha una pettorina da avvocato, e lui può essere l’avvocato o il pubblico ministero. Spiego meglio.
Se il pubblico ministero diventa l’avvocato della polizia, anche a lui occorrono due lingue. Per esempio, considero il caso Cucchi, su questo ho consultato dati specifici. Stefano Cucchi fu arrestato, fu percosso e morì. Se le indagini per un caso come il caso Cucchi le deve fare il pubblico ministero che è l’avvocato della polizia, occorrono due lingue. Bisogna dire che si cerca la giustizia e, allo stesso tempo, fare in modo che il pubblico ministero sia a spese dello Stato l’avvocato di chi ha ucciso un uomo arrestato.
Dietro i due uomini c’è il frontone di un tempio per solennità. Al Ministero parlavano di propositi su anni straordinari.
Adesso Lei mi chiede dove sono i giudici. Sono i tre alla cattedra, al centro. Sono molto piccoli, perché ho sentito dire che con la modifica della Costituzione conteranno meno, a causa di leggi complicate e pubblici ministeri forti e vicini alla politica. Non hanno il martello, che è lontano da loro, sul tavolo, insieme al calice con vino. La modifica della Costituzione favorisce il conflitto, l’agitazione ricorrente e lo stato d’eccezione permanente. Inoltre non disturba i colletti bianchi, se non col coinvolgimento in discussioni su casi di cronaca, senza risultato. Per questo nell’immagine non ci sono un’operaia, un fattorino, una domestica, un lavoratore manuale, un’artigiana, un bracciante. Di loro non ho sentito parlare. Non ci sono neanche persone con pelle scura o fattezze orientali.
Non ci sono imputati. Dicevano che gli imputati importanti sono le persone potenti. Le persone potenti non vanno al processo. Primo, perché fanno cose più piacevoli; secondo, perché il processo lo fanno loro ai giudici, in televisione e sui giornali. Non ci sono vittime di reati, perché in un processo dove il pubblico ministero fa l’avvocato della polizia, e i giudici sono molto piccoli, le vittime hanno interesse a non andare.
Adesso spiego il terrazzo sopra i giudici. Ci sono persone in movimento, con abiti che ricordano tute militari. Ho sentito parlare di dare peso al popolo o invece di agitare il popolo e poi lasciare tutto come è. Quindi ci sono sul terrazzo persone scomposte, come se avessero una visibilità improvvisa che non sanno gestire.
Per me è stato un lavoro impegnativo. Presto l’immagine è stata rimossa ed è stata dichiarata non autorizzata, inappropriata ed erroneamente pubblicata. Tuttavia l’immagine circola ancora in rete. È necessario che mi esprima. L’ho fatta io ma tolgo la firma, ritiro l’immagine.
Riconsidero cosa è accaduto. Al referendum invito a votare NO. Se mi hanno fatto produrre questa immagine significa che è meglio che la Costituzione resti com’è.
Inoltre spiego un calcolo: la coalizione politica al Governo è stata votata da circa un quarto del corpo elettorale; quindi non è bene che essa cambi la Costituzione, e proprio sulla giustizia, un tema che riguarda le garanzie di tutti, compresi i votanti che hanno votato partiti dell’opposizione, gli astenuti e i residenti senza diritto al voto. Questo cambiamento comporta che una frazione di circa tre quarti della popolazione viene prevaricata.
Inoltre la quota di popolazione danneggiata dalla modifica della Costituzione è maggiore di tre quarti, perché la modifica favorisce i molto ricchi e i politici di professione. Tale categoria di persone è una frazione inferiore alla metà della frazione del corpo elettorale che ha votato la coalizione al Governo. Quindi anche la maggioranza di chi ha votato per i partiti al Governo viene privata di garanzie, insieme a chi ha votato partiti dell’opposizione, a chi non ha votato e a chi non ha diritto al voto.
Per avere presenti questi dati è sufficiente l’intelligenza naturale.



