di Giuseppe Spanu

Un investigatore suo malgrado si trova ad affrontare una serie di casi fuori dal comune: uno scienziato in grado di aumentare le capacità del cervello delle scimmie, un inventore di pozioni miracolose, un altro capace di volare senza ali… Si sta parlando del dottor Maggioli, medico siciliano che nella raccolta di racconti La voluttà di creare è spettatore di venti casi ai confini della realtà. Maggioli è un personaggio creato da Luigi Capuana (1839-1915), uno dei padri del Verismo, amico di Verga e De Roberto e spiritista o, come si definiva lui stesso, “studioso dilettante del mondo occulto”1.

Profondamente influenzato dal positivismo e dal naturalismo francese, come altri intellettuali Capuana fu coinvolto dalla crisi di quel sistema filosofico alla fine dell’Ottocento. Per molti critici aveva perso fiducia nel positivismo e nella scienza, ma forse la spiegazione è diversa: Capuana fu sempre attratto da quello che potremmo dire il soprannaturale, sin dai tempi del liceo a Bronte (quando evocò un demone leggendo un vecchio manoscritto, buscandosi un raffreddore per aver lasciato la finestra aperta). Nel 1864 lo troviamo a Firenze far esperimenti di spiritismo con la figlia dei suoi padroni di casa, evocando nientemeno che lo spirito di Foscolo.2 In ogni caso fin dall’adolescenza a Mineo coltivò sia interessi letterari che studi di magia e occultismo3 e questa duplicità di percorso perseguì serenamente per tutta la vita. Si può anzi affermare che nel corso del tempo egli sviluppasse l’idea che oltre il nostro esista un mondo arcano, un prolungamento inesplorato del creato, le cui leggi ancora dovevano essere analizzate e catalogate, ma non in contrapposizione alle leggi della natura conosciute. Questa idea emersa saltuariamente in qualche racconto come Un caso di sonnambulismo del 1881 divenne predominante nelle raccolte Il Decameroncino e La voluttà di creare.

Capuana creò la figura del dottor Maggioli solo nel 1901 (cioè nello stesso anno in cui pubblica Il marchese di Roccaverdina). Nel 1902 Maggioli ricomparve in un’altra raccolta di racconti, Il benefattore; e le due raccolte Il Decameroncino e Il benefattore confluirono ne La voluttà di creare. Possiamo definire il dottor Maggioli un occult detective, oltreché alter-ego ironico e scanzonato del Capuana, perché affronta casi che aprono le porte su una realtà ultraterrena, sebbene delle venti avventure in cui è coinvolto solo sei rientrino nell’ambito del soprannaturale. Negli altri racconti possiamo dire che Maggioli appare come un investigatore dell’impossibile e del bizzarro, ma anzitutto un testimone oculare come lui stesso si definisce: “non si vive, bene o male, ottant’anni come me, senza aver avuto occasione di vedere uomini e cose straordinari, specialmente quando le circostanze ci sbalestrano di qua e di là, in mezzo a gente sempre nuova, e quando i casi della vita hanno sviluppato in noi quel che chiamo il fiuto delle cose strane, singolari, e la curiosità di osservarle e di studiarle. Disgraziatamente o fortunatamente (non so giudicarlo) sono stato uno di questi.”4

Per Maggioli (e Capuana) però non esiste il fantastico, il soprannaturale, semmai il possibile, lo strano (anche se lo stupore e il turbamento che si provano sono i medesimi di fronte a un evento sovrumano e weird)5. Come il dottor Hesselius di  Sheridan Le Fanu (1814-1873), anche Maggioli è un medico, ormai ottuagenario, le cui avventure ci vengono rese note da un intermediario/curatore, il Capuana stesso che ci assicura di aver trascritto ciò che l’anziano medico narrava nel salotto della baronessa Lanari; mentre nel caso di Hesselius si trattava del suo segretario, presente nella cornice dei racconti.

Esaminiamo brevemente gli episodi in cui Maggioli è coinvolto come occult detective. Anzitutto La maga, unico caso in cui il dottore partecipa a una seduta spiritica. La sensitiva non è però la classica medium ottocentesca alla Eusapia Palladino (1854-1918) ma una vecchina, una negromante di paese che adopera sale, olio e orcio per evocare i morti, che però Maggioli (Questo signore è un incredulo6, gli dice la maga) non vedrà mentre il suo amico sì, ribaltando i canoni dell’evocazione spiritica ottocentesca.

Ne La redenzione dei capilavori il dottore assisterà al tentativo del suo professore di fisiologia di infondere la vita a un dipinto attraverso il fluido magnetico umano, ma la fine prematura del docente interromperà il prodigio.

In Presentimento la voce interiore che predice a un collega del Maggioli l’ora esatta della morte sarà ineluttabile nonostante gli sforzi per combatterla. Ancora una volta una voce, o meglio un suono proveniente da un’altra dimensione, ne Il sogno d’un musicista sarà fatale per il protagonista, nel suo faustiano tentativo di riprodurlo.

Nei racconti Creazione e L’invisibile sono più forti e chiari i riferimenti di Capuana all’occultismo. In Creazione, un amico di Maggioli, Enrico Strizzi, lo rivede dopo esser stato in India, attratto dalla teosofia, dove aveva “fatto il suo noviziato mistico, di sette anni, nelle solitudini dell’Imalaia, aveva ricevuto la comunicazione dei grandi poteri dell’antica occulta scienza indiana posseduta dai Mahatma del Tibet”7. Egli userà queste conoscenze per creare una donna perfetta con gli elementali: “granuli, atomi viventi, sparsi nell’aria”8, meravigliando il Maggioli, ma sarà profondamente deluso dal risultato. Ne L’invisibile un paziente si rivolge a Maggioli per farsi curare dai postumi dei suoi esperimenti d’invisibilità, ancora una volta possibili grazie agli studi teosofici9.

Sono tutti casi che costringeranno Maggioli ad ammettere l’esistenza di qualcosa al di là delle leggi naturali, e tali esperienze lo renderanno duplice ma non credente (come il Capuana): “materialista e spiritualista, secondo le occasioni, per modo di dire”10. Manca un caso di vampirismo fra le avventure del dottor Maggioli, in cui spesso si trova ad aver a che fare con mad doctor, fanatici devoti della Scienza, forse più terrificanti di qualsiasi mostro. Al vampirismo Capuana aveva dedicato un racconto lungo pubblicato nel 1907 in volume, tra la prima versione dei racconti di Maggioli del 1901 e la definitiva del 1911. Il racconto Un vampiro vede protagonista un vero e proprio Van Helsing, il fisiologo Mongeri, altro occult detective partorito dalla meravigliosa fantasia di Capuana. Ma di Mongeri si potrà parlare in un’altra occasione.

 

1   Luigi Capuana, Novelle del mondo occulto, Pendragon, Bologna 2007, p. 7.

2   Corrado Di Blasi, Capuana originale e segreto, Giannotta, Catania 1968, p. 118.

3   Corrado Di Blasi, Capuana originale e segreto, cit., p. 113.

4   Luigi Capuana, La voluttà di creare, Treves, Milano 1911, pp. 218-219.

5   Luigi Capuana, Novelle del mondo occulto, cit., p. 10.

6   Luigi Capuana, op. cit., p. 271.

7   Luigi Capuana, op. cit., p. 4.

8  Luigi Capuana, op. cit., p. 6.

9  Luigi Capuana, op. cit., p. 252.

10 Luigi Capuana, op. cit., p. 275.

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