di Alessandro Villari

Alan Woods, Storia del bolscevismo vol. 1 – Dalla nascita del marxismo russo alla rivoluzione del 1905, AC Editoriale, 2019, pp. 509, € 12,00; vol. 2 – Sconfitta, reazione e ripresa 1906-1914,  AC Editoriale. 2019, pp. 367 , € 10,00.

Egitto, Iraq, Catalogna, Ecuador, Libano, Cile, le decine di manifestazioni dei Fridays For Future: in forme diverse, accese da scintille differenti, in tutto il mondo oggi infiammano mobilitazioni di massa che scuotono dalle fondamenta il sistema economico e di potere dominante, ponendo in discussione da una parte la compatibilità del capitalismo con la sopravvivenza stessa del nostro pianeta, dall’altra, più canonicamente, la sua legittimità di fronte alla cronica e sempre più marcata incapacità di garantire alla maggioranza della popolazione condizioni di esistenza dignitose.

Milioni di persone si pongono in modo più o meno consapevole il problema di organizzarsi intorno a delle idee condivise che abbiano come scopo la trasformazione della società. Neppure l’Italia è estranea a questo fermento. Alla ricerca di un modello politico e ideologico, non pochi, soprattutto tra i più giovani alle prime esperienze militanti, riscoprono in questo periodo anche le idee del marxismo: negli USA i commentatori borghesi parlano esplicitamente e non senza una certa inquietudine di millennial socialism.

È una tendenza confusa, anche per l’assenza di forze politiche organizzate di massa con un chiaro programma socialista. Di fatto, definitivamente crollata l’eredità ideologica dello stalinismo, delle cui scorie questa è la prima generazione finalmente libera, siamo tornati a una sorta di anno zero del dibattito intorno al socialismo: un dibattito che per certi versi presenta somiglianze con quello tra le varie tendenze socialiste nella seconda metà dell’Ottocento e dei primi anni del Novecento.

È proprio per intervenire in questa arena che, con ottimo tempismo, la casa editrice militante A.C. Editoriale sta pubblicando in tre volumi la Storia del bolscevismo, traduzione italiana del testo di Alan Woods Boshevism: The Road to Revolution. L’opera racconta, in una prosa molto scorrevole e con buon equilibrio tra uno stile divulgativo e il doveroso riferimento alle fonti storiografiche, il percorso delle idee del marxismo all’interno del movimento rivoluzionario organizzato in Russia, dalla seconda metà dell’Ottocento fino alla rivoluzione del 1917. Un percorso tutt’altro che lineare e assai più tortuoso di quanto solitamente raccontato nella tradizione agiografica di stampo stalinista, tra gli ostacoli drammatici imposti dal regime zarista e gli scontri ideologici anche feroci all’interno delle diverse componenti della socialdemocrazia, non privo di errori tattici e di prospettiva, ma proprio per questo estremamente fecondo e ricco di spunti validi anche per i rivoluzionari di oggi.

I punti focali di questo percorso sono le due rivoluzioni del 1905, che chiude il primo dei tre volumi di questa edizione italiana, e del 1917, che costituirà il gran finale del terzo volume di prossima pubblicazione. Ma non meno importante è il periodo intermedio (un po’ come L’Impero colpisce ancora tra la distruzione della prima e della seconda Morte Nera!), che si apre con la sconfitta della prima rivoluzione e prosegue con il trionfo della reazione e della repressione poliziesca, e che insieme alla crisi economica porta alla quasi totale disgregazione dei partiti socialisti di tutte le tendenze. È proprio in questa fase che si intensifica il dibattito e si approfondisce la distanza tra le due tendenze principali della socialdemocrazia, quella rivoluzionaria dei bolscevichi e quella riformista dei menscevichi. Questo processo di chiarificazione ideologica è ciò che consentirà nel 1917 al bolscevismo di diventare la forza principale del movimento operaio organizzato e di guidare la rivoluzione fino al trionfo.

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