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[“Europe Around the Borders – 2014/2016: un diario di viaggio sui confini in fiamme dell’Europa” – Reportage fotografico di Ivano Di Maria – L’intenzione era quella di  raccontare la lenta dissoluzione dei confini europei… e ci si è trovati a documentare la presenza sofferente di esseri umani prigionieri di questi confini – Pubblichiamo una selezione di fotografie dell’autore accompagnate da qualche nostra breve nota sul progetto – ght]

Fotografie di Ivano Di Maria

 

 

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Idomeni – Greece – border Greece/Macedonia

 

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Idomeni – Greece – border Greece/Macedonia

 

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Idomeni – Greece – border Greece/Macedonia

 

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Melilla – Spain – check point of Barrio Chino

 

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Melilla – Spain – check point of Barrio Chino

 

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Melilla – Spain – check point of Barrio Chino

 

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Calais – France – “The Jungle”

 

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Calais – France – “The Jungle”

 

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Ventimiglia – Italy – check point Italy/France

 

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Coccau – Tarvisio – border Italy/Austria

 

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Mikulow – border Czech Republic/Austria

 

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Granica – Border Poland/Slovakia

 

Link immagini con maggiore definizione


“Europe Around The Borders” è un progetto fotografico e narrativo, realizzato tra il 2014 ed il 2016, nato dalla collaborazione tra il fotografo Ivano Di Maria ed il giornalista Marco Truzzi. Prendendo spunto dall’imminente anniversario della Prima guerra mondiale, l’idea iniziale era quella di visitare e documentare i vecchi confini in abbandono tra i paesi europei, poi, strada facendo, le cose sono cambiate ed in diversi di quei luoghi che per tanto tempo avevano diviso i popoli europei e che parevano aver esaurito la loro funzione storica, ha fatto la sua comparsa un’umanità disperata proveniente da terre lontane in cerca di un futuro migliore. Un’umanità che si è trovata ad essere confinata proprio lungo questi spazi di divisione tra popoli che avrebbero dovuto essere documentati come lontano ricordo del passato.

Partiti per raccontare la lenta dissoluzione dei confini, i due si sono trovati a documentare la presenza sofferente di esseri umani sostanzialmente indesiderati da un’Europa costruita fittiziamente, come solo ora in molti iniziano ad accorgersi, pianificata delle grandi agenzie economiche e poi calata dall’alto su cittadini pensati e trattati come sudditi. Diversi di quei luoghi di confine che sembravano ormai cancellati dall’effetto domino provocato dalla caduta del Muro di Berlino si sono trasformati in spazi di reclusione per migranti alla disperata ricerca di un futuro. Le rotte dei migranti hanno improvvisamente fatto rinascere confini o ne hanno prodotto dei nuovi e quando si parla di confini non ci si riferisce soltanto a linee di demarcazione fisiche ma anche a dispositivi culturali, politici ed economici determinanti rapporti di esclusione.

Il lungo viaggio compiuto da Di Maria e Truzzi documenta situazioni molto diverse per quanto riguarda i vecchi confini all’interno dell’Europa. Se in località come Basilea, Copenaghen ed a maggior ragione nei territori svedesi e norvegesi, ove i vecchi confini si presentano sotto forma di natura silenziosa, è difficile percepire quanto accade presso altri confini europei, a Melilla, in un’Europa che è Africa, al checkpoint di Barrio Chino controllato dal governo spagnolo, una marea umana è intenta a trasportare enormi fagotti di merci al servizio di notabili marocchini per una forma di migrazione costante e tollerata. A Ventimiglia, alcune decine di giovani africani si ritrovano accampati sugli scogli in riva al mare. A Calais una vera propria marea umana è costretta a sopravvivere nel limbo della “jungle” mentre quotidianamente c’è chi muore tentando di attraversare la Manica aggrappato al ventre dei tir. A Röszke, in Ungheria, i militari sorvegliano un muro di fil di ferro per bloccare profughi siriani. A Seghedino, a Cracovia, a Belgrado, si vive una minacciosa atmosfera di attesa. A Idomeni, tra Grecia e Macedonia, si trova il maggiore campo profughi europeo. Imbattendosi in tutto ciò, quello che doveva essere racconto di confini abbandonati si è trasformato in racconto della disperazione di esseri umani.

L’Europa nata sotto il segno delle agenzie economiche volte a garantire gli interessi di una piccola fetta di suoi abitanti, dopo essersi a lungo raccontata per quello che non è, né potrà mai essere con tali premesse, si trova a fare i conti con una popolazione europea sempre meno propensa ad accettare le narrazioni ufficiali e sempre più incline a sentirsi minacciata da quanti, figli di secoli di colonialismo, bussano alle porte. In un’Europa che palesa sempre più i suoi cinici dispositivi di sfruttamento passato e presente, Ivano Di Maria e Marco Truzzi si sono trovati a documentare più che l’agonia dei vecchi confini, la loro trasformazione in luoghi tanto fisici quanto simbolici intenti a proteggere realtà economiche e sociali e ad affermare un’appartenenza geografica irrinunciabile e, soprattutto, non condivisibile con chi si ritiene non abbia i requisiti per farne parte.

L’occidente sembra davvero aver relegato il termine “condivisione” e “partecipazione” ad un idiota ludico simulacro da social media. Si condividono foto senza averle osservate, si condividono scritti di cui si è letto solo il titolo, si partecipa a reti sociali che vivono solo sui monitor, a distanza di sicurezza…

Gioacchino Toni

 

copertina-300x215“Europe Around the Borders – 2014/2016: un diario di viaggio sui confini in fiamme dell’Europa”- Mostra fotografica di Ivano Di Maria – Accademia di Belle Arti e Centro Arti Plastiche di Carrara – “con_vivere – Carrara Festival 8-11 settembre 2016”. Catalogo edito da Franco Cosimo Panini (2016)

www.aroundtheborders.eu  
www.ivanodimaria.com

 

 

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