di Alessandra Daniele

Change25 maggio 1992: durante i funerali delle vittime della Strage di Capaci Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, e gli agenti della scorta, Rosaria Schifani, una delle loro vedove prende la parola.
Il cugino prete ha preparato con lei un intervento pieno di appelli generici alla conversione e al perdono, Rosaria Schifani però non lo segue alla lettera, e più d’una volta va fuori copione.
“Rivolgendomi agli uomini della mafia” legge, e con un’occhiata sbieca alla chiesa gremita di autorità aggiunge “perché ci sono qua dentro”.
E dopo aver letto la richiesta agli uomini della mafia d’avere “il coraggio di cambiare” aggiunge “ma loro non cambiano”.
All’uscita dalla chiesa la folla assiepata all’esterno tenta di aggredire il corteo delle autorità, che solo fortunosamente evita il linciaggio.
Meno di due mesi dopo, il 19 luglio, nella strage di Via D’Amelio anche Paolo Borsellino e la sua scorta vengono massacrati.
“Destabilizzare per stabilizzare”.

Di tutte le false promesse degli uomini di potere il Cambiamento è la più frequente, e la più falsa.
Chi è al potere non vuole il cambiamento, ma il mantenimento dello status quo, e tutte le modifiche alla struttura della società e dello Stato che apporta in realtà non sono che manovre compensative per mantenerlo.
Esattamente come la “Riforma” renziana, che non fa altro che sottrarre potere decisionale ai cittadini, e ridurre la democrazia trasformando gli eletti in nominati, e consegnando la maggioranza assoluta in Parlamento a chi nel paese non avrebbe neanche quella relativa.
Chi è al potere è capace di utilizzare qualsiasi manovra compensativa per mantenerlo ed accrescerlo.
Il tentato golpe turco è stato un fallimento di grande successo, che rafforza Erdogan e gli consente un’ulteriore giro di vite totalitario e repressivo, mentre convoca la gente in piazza a difendere la “democrazia” che gli aveva promesso.
Anche Erdogan prepara una “Riforma” presidenziale.
E al presidente USA tocca sostenerlo, quel Barack Obama che dopo aver vinto con lo slogan “Change” elezioni e premio Nobel per la Pace, ha proseguito tutte le campagne neocoloniali dei suoi predecessori, invasioni, occupazioni, bombardamenti, allargando sempre di più il teatro di guerra.

Loro non cambiano.
Nel 1994, passata l’ondata di indignazione popolare, la classe dirigente reduce da Tangentopoli s’è riciclata con Berlusconi.
E con Berlusconi oggi sostiene Renzi.
La sua militarizzazione della Val di Susa per un progetto ferroviario grottesco, utile soltanto alla speculazione mafiosa.
La sua “Riforma” dettatagli da banche e multinazionali.
Loro non cambiano.
Devono essere cambiati.

Share