di Diego Leandro Genna

bancaC’è la fila. Prendo il biglietto dalla macchinetta e resto in attesa. Quattordici persone prima di me. Due soli sportelli. Il solito servizio scadente riservato ai poveracci del popolo. Le sedie sono piene. Rimango in piedi a osservare il tabellone con i numeri. Perderò l’intera mattina, come immaginavo.
C’è gente di tutte le età. Non guardo nessuno negli occhi. Nessuno guarda me. Le luci della sala sono di un bianco vuoto, inconsistente. L’ambiente è piatto, lineare. Però rassicurante. Mi avvicino alla bacheca degli opuscoli pubblicitari. Ci sono le offerte dei prestiti agevolati, i piani d’investimento e di previdenza. Ne prendo un paio e li leggo solo per ammazzare il tempo. Sono qui per un motivo preciso. Attendo.
Trascorso un tempo indefinito, sul tabellone, compare il numero precedente al mio. Mi avvicino restando dietro la linea gialla. Un po’ nervoso. Manca poco.
-A 23!
E’ il mio turno. Un paio di passi svelti e sono al cospetto dell’operatore.
-Eccomi!
-Prego.
-Salve…
-Come posso esserle utile?
La signorina dello sportello non è niente male, ma come tutti gli impiegati che hanno un posto fisso mostra un modo di fare freddo e affettato, un contegno quasi impertinente.
-Vorrei aprire un deposito bancario.
-Ha già fatto precedenti operazioni nella nostra banca?
-No. Mai.
-Quindi non è registrato?
-Vorrei farlo adesso. Ha davanti a lei un nuovo cliente.
Le sorrido, impacciato e nervoso. Così facendo rilascio parte della mia tensione e spero di strapparle quella che potrebbe essere un’eventuale espressione di cordialità ma che si manifesta in un leggero inarcamento delle sopracciglia. Non vado oltre. Ritiro immediatamente quello stupido sorriso dal mio viso.
-Mi occorre il suo documento e la tessera sanitaria.
Ho il portafoglio già in mano, lo apro, tiro fuori la carta d’identità e la tessera. Li passo sotto la fessura del vetro che ci separa.
-Tenga.
-Un minuto, prego.
La sua voce è senza inflessioni, calibrata su uno sgradevole tono convenzionale. Troppo alta.
Batte al computer con le dita sottili e veloci. Ha un paio di occhiali con la montatura trasparente. La fisso con insistenza. Sono serio, fermo, concentrato, ma lei non sembra nemmeno sfiorata dal mio sguardo.
-Inserisca il dito nel lettore digitale.
Metto l’indice dentro lo strumento poggiato sul banco, alla mia destra.
-Bene… Che tipo di deposito vuole aprire?
-Pensavo a un investimento di media durata.
-Un blocco di cinque anni?
-Sì, penso che faccia al caso mio.
-Conto deposito “Pro5”.
-Perfetto.
-Ok. Sa già come funziona?
-Più o meno…
-Le spiego: quello che lei verserà nella nostra banca rimarrà in giacenza per i prossimi cinque anni, non c’è alcun rischio e il suo deposito sarà congelato fino al quinto anno, quando, se lo desidera, potrà ritirarlo con l’accredito degli interessi oppure rinnovarlo. Se dovesse avere bisogno di una parte o dell’intero deposito prima della scadenza del contratto, in quell’ipotesi il prelievo sarà soggetto a una mora che varia in base al tempo di giacenza. Una piccola trattenuta. In ogni caso per i primi due anni il suo deposito è vincolato.
-Quindi non posso ritirarlo?
-No, salvo che non stipuli una polizza assicurativa legata al suo conto che le garantisca la disponibilità in caso d’incidente o di malattie gravi.
-Capisco…
-Abbiamo diversi prodotti. Può esaminare le varie offerte sul nostro sito internet, ed eventualmente acquistare una polizza anche on-line.
-D’accordo, intanto possiamo aprire il conto e versare il deposito?
-Certo. Procediamo.
E’ impassibile. Una discrezione robotica. Le osservo la scollatura. Sembra essere fatta di carne vera. Ha la pelle chiara. Tracce d’efelidi sbiadite sul viso.
-Posso fare altri versamenti in futuro?
-Assolutamente sì, ci sono i piani di accumulo e di previdenza. Troverà ogni dettaglio sempre sul nostro sito, adesso però non posso spiegarle tutto, c’è molta gente in attesa dopo di lei. Procediamo con ordine, una cosa per volta… Ecco, compili questo modulo.
Mi porge un tablet con il modulo sullo schermo. Leggo qua e là. A saltare. La solita informativa sulla privacy e il trattamento dei dati personali. Ci sono le caselle da spuntare e lo spazio per tre firme alla fine. E’ tutto scritto minuscolo. Tocco con la punta dell’indice i piccoli riquadri sotto la scritta “ACCETTO” e firmo senza leggere il resto, poggiando il polpastrello sull’apposito spazio. Per tre volte.
-Quanto è l’interesse sul deposito?
-Lo 0,07% annuo. Lordo.
-Così poco?
-Già! Deve sapere che con queste ripetute crisi epidemiche e le malattie infettive in inflazione sulla ricerca, il tasso d’interesse è sceso di molto. Poi ci sono le spese, i costi di gestione, l’imposta di bollo, l’aliquota sugli interessi…
-In pratica riavrò meno di quanto ho versato!
-Sì, proprio così. Vorrei ricordarle che le stiamo offrendo un servizio per la sicurezza del suo futuro. Non pensi solo al ricavo.
-Speravo di non rimetterci…
-Altrimenti, se desidera, possiamo optare per una formula “Change-and-Flow”. In quel caso il tasso d’interesse è un po’ maggiore ma si deve accontentare di liquidità che non è unicamente la sua. Flessibilità e rischio in cambio di un tasso favorevole.
-Scelgo il deposito fisso. Grazie.
-Come desidera, ero semplicemente tenuta a informarla delle possibilità offerta ai nostri clienti.
-La capisco. E’ il suo lavoro.
-Quanto desidera versare?
-Non saprei, un litro, uno e mezzo… Troppo?
-No, sta a lei scegliere. C’è chi versa anche due litri per volta.
-Vada per un litro e mezzo allora.
-Perfetto. Mi dia solo qualche istante per inviare la pratica.
-Sarà ancora buono tra cinque anni?
-…
Continua a battere a computer, distaccata. Poi solleva lo sguardo verso di me e sguaina un sorriso caustico:
-Esattamente lo stesso di quello che verserà oggi! Le analisi saranno inserite nei dati del suo conto. I miei colleghi le spiegheranno tutto, con me ha quasi finito. Qui ci sono i suoi documenti, la cartellina e il suo libretto.
-Grazie. Sa, con quello che si sente in giro…
-Non deve preoccuparsi, il fondo nazionale e il ministero della salute garantiranno la sua liquidità. La nostra banca è la prima nel settore. Il suo deposito sarà al sicuro. Usiamo le tecniche di crioconservazione più avanzate e offriamo i servizi migliori tra tutti gli istituti di emocredito sul mercato.
-Starò tranquillo!
-Bene. La mia collega la sta già aspettando. Si accomodi in ambulatorio per procedere al versamento del suo deposito. Seconda stanza a sinistra.
Quando mi allontano dall’amabile e rassicurante signorina, sento lo stomaco brontolare. Non ho ancora fatto colazione.

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