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di Nico Macce

Il 49% del 37,7% fa più o meno il 18%. Questa è la percentuale con la quale Bonaccini, candidato PD graziato da una magistratura compiacente, governerà la regione. Una percentuale di votanti così bassa in Emilia Romagna non c’era mai stata. Addirittura sotto il 50%!

Ecco perché Renzi & C vogliono l’Italicum, la “riforma” elettorale che consentirà a una forza al 35/37 di avere la maggioranza in Parlamento.
Il vero partito di maggioranza è l’astensione, ma le forze politiche non si chiedono il perché. Omologazione delle politiche (il patto del Nazareno docet), ruberie piccole e grandi, certezza che comunque chiunque vinca non cambi mai nulla.
Il modello statunitense si sta affermando: due campi che si autosostengono con poche differenze e poco rilevanti, che entrambi sostengono l’oligarchia totalitaria capitalista e neoliberale, per la quale anche in Italia stanno finendo di confezionare un vestito costituzionale perfetto.
L’astensionismo, tutto sommato, per questi signori è un male accettabile. E resterà tale, disaffezione amorfa alla politica, sfiducia, protesta soggettiva, se non saremo in grado di contrapporre alla democrazia parlamentare in decomposizione autoritaria la forza sociale della democrazia diretta, la partecipazione attiva alla politica dei settori popolari a partire da quelli più colpiti dalla crisi. Con un programma e un soggetto politico.
Un lavoro politico certosino che può essere affrontato solo da chi a sinistra ha capito che non si possono formare alleanze funzionali solo alle singole tornate elettorali, ma l’unità politica deve avvenire nei processi di lotta, nel territorio, nei luoghi di lavoro.
Ma c’è chi ha la testa dura e si accoderà a gridar vittoria per i miseri risultati ottenuti.

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