di Toni Hendrix

mascheragiap1La platea era attenta. Al Campo di Rieducazione Roma-Ovest c’era lezione di storia. L’appuntamento del giovedì era divertente perché non si affrontavano le complesse dinamiche socio economiche globali, ma eventi e personaggi. Insomma, un che di divulgativo, di anedottica. La platea rideva quando si analizzavano le pagliacciate del Cavalier Burlesquetti, il satrapo carnevalesco che aveva tenuto in ostaggio l’Italia per un ventennio. Quando invece si affrontava lo spinoso problema del consenso popolare al capobanda di un coordinamento di mariuoli vari, iniziavano i dolori. Non si riusciva a condannare “la massa” in quanto tale, era politicamente scorretto. Così si analizzavano puntigliosamente i retroscena, le influenze dei media asserviti, la Paura Sociale, che veniva alimentata ad arte dal regime e così via. Ma questo avveniva il venerdì. Il giovedì era la serata delle favole, con tutti quei pazzi, quei bugiardi matricolati, così pittoreschi. Delle maschere tragicomiche.

La Pantera Rivoluzionaria, la giovane docente sempre vestita con la giacca maoista, che i pubblici funzionari della Nuova Repubblica Popolare Sandinista Italiana prediligevano, sedeva alla pesante scrivania di legno di mogano, uno dei mobili sequestrati dalle ville dei ricconi, confiscate e trasformate in uffici pubblici. Rick Pompilio, che stava scontando cinque anni di rieducazione full-time, era segretamente innamorato di lei. Si sentiva attratto dalla sua inaccessibilità, come una donna idealizzata che non poteva avere. Proprio lui, che nella sua passata vita di vicedirettore del personale, aveva avuto le donne ai suoi piedi, in fila per chiedere favori, promozioni. E lui ne approfittava, e come. Come tutti.

“Oggi parleremo di Luigi Salernitano, un personaggio che riveste un’enorme importanza nell’ultimo periodo della Vecchia Repubblica” esordì la Pantera, “quando la situazione era già ampiamente degenerata e si prospettava il tracollo finale. Costui ha avuto una lunghissima vita politica, tutta all’insegna del Male Sociale. Ha concluso la sua carriera al punto più alto della piramide del Potere, la Presidenza della Repubblica, dove ha portato a compimento la sua missione di rovina della vita sociale e politica del suo paese. Gli è stato dato un soprannome che si ispira agli antichi monarchi europei, diavoli scatenati che non esitavano a mandare a morte i loro stessi congiunti: Gigione Il Malvagio.”

Maschera_aztecaLa Pantera fece una pausa, fissando la platea. “Iniziamo con una breve narrazione storica, utile per inquadrare il personaggio. Fu un dirigente del PCI del dopoguerra, e come spesso avviene per questa tipologia di personaggi, la sua carriera non ebbe inceppi, né incrinature. Forse è proprio la loro natura funzionale al Potere a far sì che riescano sempre a schierarsi col più forte, nei tempi e nelle modalità giuste. Quando, nel 1956, l’URSS invase l’Ungheria, Gigione Il Malvagio si schierò immediatamente con l’invasore, cioè con la forza vincente, con questa dichiarazione: L’intervento sovietico in Ungheria, evitando che nel cuore d’Europa si creasse un focolaio di provocazioni e permettendo all’Urss di intervenire con decisione e con forza per fermare la aggressione imperialista nel Medio Oriente, ha contribuito, in misura decisiva, a salvare la pace nel mondo. Sappiamo che la repressione causò molte vittime, comunisti impiccati e fucilati, e fu oggetto di una profonda spaccatura all’interno del Partito. Poi, come Presidente della Repubblica, si rimangiò tutto, cinquant’anni dopo, proprio a Budapest: Ho reso questo omaggio sulla tomba di Imre Nagy a nome dell’Italia, di tutta l’Italia, e nel ricordo di quanti governavano l’Italia nel 1956 e assunsero una posizione risoluta, a sostegno dell’insurrezione ungherese e contro l’intervento militare sovietico. Si potrebbe dire che, oltre allo storico camaleontismo di molti politici italiani, abbia parlato dal suo ruolo di Presidente. Ma non una parola è uscita sulla sua vecchia posizione di stalinista duro e puro.

“Ma lo stalinista non poteva restare a lungo nel suo schieramento, quando questo si indeboliva. Così, dopo avere lavorato attivamente per reprimere ogni dissenso interno al partito, è entrato nell’estrema destra del PCI, quella schierata col capitalismo di cosiddetto ‘stampo socialdemocratico’, ovvero il falso capitalismo moderato in tempi di espansione e di conquista. Come leader dei cosiddetti Miglioristi ha lavorato con impegno per stemperare la protesta sociale, la conflittualità operaia, ridimensionando la libertà sindacale e isolando le frange del partito definite estreme.

“Tra la fine degli anni ’60 e circa la metà del 1970, in tempi di forte ricerca culturale, diventò responsabile della politica culturale del PCI. Rossana Rossanda, che aveva ricoperto l’incarico prima di lui, ha scritto nel suo libro La ragazza del secolo scorso: ‘Il risultato fu la completa scomparsa della cultura nel PCI.’ Forse la cultura era importante per la crescita, anche politica, e Gigione Il Malvagio deve avere fiutato che, in nome del Male che tutelava, era importante distruggerla. E così fu.

mascheratibet“Ci sono stati altri eventi, ma saltiamo direttamente al periodo ultimo, quello conclusivo, in cui Gigione Il Malvagio ha dato il meglio di se stesso. Come sappiamo la Repubblica Prerivoluzionaria Italiana è stata il teatro di scorrerie finanziarie senza limiti: il capitalismo liberista-anarco-insurrezionalista ha messo a ferro e fuoco l’impianto socio economico, mandando in rovina intere popolazioni, facendo fallire aziende (per poi comprarle a basso costo), creando disoccupazione, inquinamento, corruzione, in nome della distruzione di ogni diritto del lavoro e del profitto immediato. La politica imposta era quella del rigore: tasse al popolo contestualmente all’evasione fiscale legale dei padroni, soldi pubblici buttati in opere inutili o addirittura dannose.

“Bene, Gigione Il Malvagio è stato orgoglioso e felice di fare di se stesso il guardiano armato di questa procedura senza fine. La procedura eterna. Quando la crisi rischiava di diventare irreversibile ha imposto al paese un governo di zelanti “tecnici”, che hanno semidistrutto ciò che restava del sistema pensionistico, della sanità e scuola. Tutto in nome della ‘salvezza’ del paese, dovuta all’ignavia e alla politica di truffa privata del governo precedente, quello del Cavalier Burlesquetti, estromesso proprio dai padroni del vapore.”

Il tono tagliente, ma esente da enfasi verbale, della Pantera era musica per le orecchie di Rick Pompilio. Sapeva che l’avrebbe portato con sé prima di addormentarsi. Sapeva che sarebbe tornato nei suoi sogni.

mascheratibet2“Poi, la violenza del governo tecnico stava diventando controproducente. Così, dopo l’ennesima crisi, e una grottesca farsa per non eleggere un Presidente della Repubblica con qualche caratteristica di indipendenza, Gigione Il Malvagio è tornato, a finta richiesta, nel ruolo di Presidente, e ha proposto, di nuovo in maniera arbitraria, una nuova versione moderata del governo di rapina e di depauperamento dei valori costituzionali, formato da un’alleanza blindata tra Partito Democratico e il Partito del Cavalier Burlesquetti. Il suo modello era chiaro: dietro agli appelli strumentali all’unità si celava un progetto distruttivo di ogni opposizione, di ogni antagonismo. Proprio come ai tempi di Budapest! Il risultato è stato più scientifico, più curato: sono stati insabbiati scandali e comportamenti devastanti per l’etica e la buona politica, come una palese violazione dei diritti umani, consegnando di fatto due ostaggi, madre e figlia di 6 anni, a un regime dell’Europa dell’Est. E dietro la blindatura c’era di nuovo lui, Gigione Il Malvagio, che minacciava ritorsioni se il governo delle banche, degli aerei da guerra, della spartizione finanziaria, della TAV, fosse stato messo in crisi. Ma non era certo finita. Ha sponsorizzato l’entrata in guerra contro la Libia, una decisione arbitraria, da Repubblica già semipresidenziale. Per Gigione Il Malvagio, sedicente guardiano della Costituzione, la stessa era carta straccia.”

La Pantera tacque. A Rick Pompilio sembrò che un’ombra di tristezza calasse sui suoi occhi, dove di solito bruciava “la fiamma rivoluzionaria”.

mascherasicilia“Sappiamo com’è andata. L’avete studiato a lungo. Il governo dei giovani, cioè una banda di marionette rappresentate da Superbone, un nuovo populista che studieremo la settimana prossima, ha terminato l’opera di distruzione delle tutele del lavoro e ha di fatto eliminato le tasse alla casta dominante, alzandole a quella subalterna, mentre predicava il contrario sui media asserviti. Poi tutto è sprofondato, si è inabissato. E dalle macerie è nata la nostra Nuova Repubblica, efficiente e coraggiosa. Ma il pericolo, non dimentichiamolo, è sempre in agguato. Le creature negative come Gigione Il Malvagio non sono estinte. Covano nel buio, nella notte, aspettano il momento giusto per risorgere. Noi siamo laici, lo sapete, ma forse le creature come Gigione Il Malvagio hanno una natura demoniaca, rivolta totalmente alla prevaricazione, alla tutela dei poteri forti, allo sfruttamento dei deboli e alla difesa dei padroni. Questo è Il Male. Questo è Il Diavolo.”

Rick Pompilio era ispirato. Incantato. Stordito. Rapito. Eccitato. La Pantera sembrava esprimere il rifiuto di ogni servilismo. La Pantera non chiedeva nulla. Eppure mandava segnali. Potenti. Irresistibili. E Rick Pompilio non aveva dubbi.

L’amava.
E avrebbe voluto unirsi a lei.

[Le vicende qui narrate sono finzioni letterarie. In esse compaiono nomi e circostanze reali in qualità di pure occasioni narrative. I nomi di personaggi e di enti del mondo della politica e dell’economia vengono usati soltanto ai fini di denotare figure, immagini e sostanze dei sogni collettivi che sono stati formulati intorno ad essi, e si riferiscono quindi a un ambito mitologico che non ha nulla a che vedere con informazioni o opinioni circa la verità storica effettiva degli avvenimenti o delle persone su cui questo racconto elabora una pura fantasia]

[Le immagini: maschera giapponese, maschera azteca, maschera tibetana (2), maschera siciliana]

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