di Alessandra Daniele

WinnersUn anno fa andava in onda Felina, l’intenso e sanguinoso terzo atto dell’epilogo di Breaking Bad, tragico, crepuscolare, eppure a suo modo trionfale.
Un mese fa la stagione 5.2 della serie ha meritatamente trionfato agli Emmy Awards. Fra i premiati, oltre agli strepitosi protagonisti, anche Moira Walley-Beckett, sceneggiatrice dello stupendo Ozymandias, primo atto dell’epilogo, la caduta di Heisenberg, il crollo del suo impero di cristallo.
Ma cosa sarebbe successo se Walter White non fosse mai stato smascherato?
Segue spoiler

Hank e il collega Gomez non sarebbero stati uccisi.
Marie non sarebbe rimasta vedova.
Jesse non sarebbe stato imprigionato, schiavizzato, e torturato per mesi.
Andrea non sarebbe stata uccisa, e Brock non sarebbe rimasto orfano.
Lydia, Todd e i suoi parenti neonazi non sarebbero stati uccisi, e avrebbero continuato a fare buoni affari. Non ottimi, ma buoni.
Saul avrebbe proseguito la sua brillante carriera di criminal lawyer.
Huell non avrebbe perso il lavoro.
Gretchen ed Elliot avrebbero evitato un grosso spavento e un’umiliante e rischosa incombenza illegale.
Skyler, Holly, e Walter Jr. si sarebbero potuti godere tranquillamente più di ottanta milioni di dollari.
Insomma, sarebbe stato molto meglio per tutti.
Tranne che per Walter White.
Walt sarebbe morto lo stesso, ma di cancro. Immobilizzato, svuotato e consunto dall’agonia. Avrebbe quindi dovuto affrontare la morte che più temeva: la stessa toccata a suo padre, della quale parla al figlio Walter Jr. nell’episodio Salud, Salute, sceneggiato da Gennifer Hutchison:

“My father fell very ill when I was 4 or 5. He spent a lot of time in the hospital.
The only thing I could remember is him breathing. This rattling sound, like if you were shaking an empty spray-paint can. Like there was nothing in him.
Anyway… that is the only real memory that I have of my father.
I don’t want you to think of me the way I was last night. I don’t want that to be the memory you have of me”.

Walt non sarebbe sfuggito a questo suo incubo: morire ed essere ricordato da vittima, da sconfitto.
Non avrebbe avuto l’epica uscita di scena che nel sangue ha consacrato il suo mito, il suo luciferino trionfo innanzitutto ai suoi stessi occhi.
Non sarebbe stato universalmente riconosciuto come l’autentico creatore e imperatore della Blue Meth.
Alla luce di Felina quindi la caduta di Walter White in Ozymandias si rivela la penultima indispensabile tappa della sua ascensione.
Della sua trasformazione alchemica da uomo in leggenda.
E il suo impero di cristallo si rivela un mandala costruito apposta per essere mandato in polvere. Distrutto come la crisalide dalla quale emerge la farfalla.

“You see, technically, chemistry is the study of matter, but I prefer to see it as the study of change: Electrons change their energy levels. Molecules change their bonds. Elements combine and change into compounds. But that’s all of life, right? It’s the constant, it’s the cycle. It’s solution, dissolution. Just over and over and over. It is growth, then decay, then transformation. It is fascinating, really.” – Walter White, da Pilot, di Vince Gilligan.

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