di Alessandra Daniele

Il supermarket è blindato. Al posto delle vetrine, paratie di titanio, coperte da oloschermi antiproiettile.
Nessun altro negozio è sopravvissuto alla crisi.
Per entrare, si deve passare dalla capsula di riconoscimento: un tubo metallico che ti inghiotte e ti esamina. Se il tuo genoma corrisponde a quello registrato dalla tua banca, e il tuo conto è di livello A, puoi entrare. Se sei sceso al livello B, il tubo ti risputa fuori. Puoi rifornirti solo all’Inframarket sotterraneo, e solo di quello che riesci a strappare agli altri come te.
Se il tuo genoma non corrisponde a nessun conto, sei considerato una minaccia: il tubo si auto-sigilla, e si riempie di gas.

Il ragazzino dà un’occhiata alla vetrina. Poi entra nel tubo. Lo scanner lo esamina. Parte l’allarme. Poi il gas.
Il ragazzino si copre naso e bocca con una mascherina. Arriva la polizia. La zona viene rapidamente evacuata. Il ragazzino risulta schedato come minaccia di primo livello.
Categoria che include i kamikaze.
A circondare la capsula sono gli AnT, nuclei Antiterrorismo. Nelle loro armature biomeccaniche sembrano grosse formiche di metallo nero. Rimuovono lentamente la capsula, e l’agganciano all’imbragatura pendente da un elicottero, poi si allontanano in fretta. La zona rimane deserta.
L’elicottero comincia a sollevare la capsula. Da una delle entrate della sotterranea, sbuca un gruppo di persone a volto coperto. S’infila di corsa nel supermarket attraverso l’ingresso lasciato aperto dalla rimozione della capsula, e comincia a svuotare i banconi alimentari, e le casse.
L’AnT sull’elicottero se ne accorge. Chiede ordini via radio: qual è la priorità? Allontanare la minaccia, o sventare il saccheggio?
Intanto che alla base operativa si discute, il saccheggio si conclude. Il gruppo sparisce da dove era venuto. Solo uno di loro resta indietro. Si piazza proprio sotto la capsula, che ancora ondeggia a mezz’aria.
L’AnT riceve l’ordine di priorità: allontanare la minaccia di primo livello, perché potenzialmente in grado di provocare un danno maggiore alla proprietà. L’elicottero ricomincia a sollevare la capsula, un tassello del fondo scricchiola, e si stacca.
Il ragazzino precipita nel vuoto, col seghetto laser ancora in mano. Dopo una breve caduta, atterra sull’airbag che l’ultimo del gruppo ha lasciato aperto per lui. Insieme seguono gli altri nella sotterranea. L’elicottero s’allontana con la capsula vuota.
La refurtiva viene rapidamente distribuita alla gente in attesa nella sotterranea.
– Com’è che sei schedato fra le minacce di primo livello? – Chiede una donna dai lunghi capelli grigi.
Il ragazzino le porge una pagnotta ancora chiusa nel cellophane.
– Sono uno degli ultimi immigrati sopravvissuti ai filtri frontalieri. Mia madre m’ha partorito sulla spiaggia su cui siamo sbarcati, la notte del satellite.
– Ah sì, quel satellite guardacoste che fu abbattuto. Precipitò con una scia luminosa. come quella di una cometa.
Il ragazzino sorride.

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