di Valerio Evangelisti ed Emanuela Zucchini

StoriaDelPSRMini

[Questa segnalazione non intende essere pubblicità al nostro libro Storia del Partito Socialista Rivoluzionario, 1881-1893, ed. Odoya, Bologna, 2013. Semplicemente, pensiamo che la sua prefazione sfiori temi di interesse comune a una parte dei lettori di Carmilla, che vanno oltre il volume in sé. La proponiamo integralmente.]

Questo libro è stato pubblicato nel 1981, frutto dell’ampliamento di due tesi di laurea, relatore il prof. Pierangelo Schiera. Da allora non ha avuto ristampe, fino alla presente, che riproduce l’originale con marginalissime correzioni. In effetti, gli autori sono convinti che, anche a un controllo rigoroso (cui hanno proceduto), ciò che scrissero allora non sia passibile di correzioni sul piano degli eventi narrati, e che le rare opere successive che si sono occupate del Partito socialista rivoluzionario – di Romagna e poi italiano – elencate più sotto, abbiano più che altro variato l’angolo interpretativo, e non i fatti. Questi semmai sono stati arricchiti, sulla base di nuova documentazione. Mai contraddetti, negli oltre trent’anni trascorsi dalla prima edizione.

Eppure questa Storia non figura a catalogo nella Bibioteca Comunale di Imola, con cui, pure, Valerio Evangelisti collaborò nel 1979 nell’allestimento della mostra Andrea Costa nella storia del socialismo italiano, assieme ad Aldo Berselli. Né in certe altre biblioteche romagnole e nazionali. Il fatto è che, all’epoca della pubblicazione, la storia del movimento operaio italiano era “presidiata” da studiosi del PCI e del PSI (craxiano). Gli uni vedevano Andrea Costa quale antitesi al socialismo democratico turatiano; gli altri come precursore di un riformismo pronto a scendere a compromessi con il liberalismo.

Gli autori del volume non si riconoscevano in nessuna delle due scuole di pensiero. Dovrebbe essere abbastanza evidente anche al lettore meno esperto. Erano inoltre in parte indifferenti al personaggio Costa, e interessati piuttosto all’organizzazione a cui diede vita e al contesto in cui questa si sviluppò, con alterne fortune. Simile agnosticismo lo pagarono, in certa misura. Il loro libro non ebbe recensioni significative, non fu adottato in corsi universitari, fu rifiutato, come detto, da alcune biblioteche. Peggio: uscirono riedizioni di opere precedenti in cui non si teneva minimamente conto delle correzioni, di data e contenutistiche, apportate dalla nostra povera Storia. Che pure aveva restituito qualche mattone mancante alla vicenda, eroica ma complessa, del movimento operaio in Italia.

Gli autori ebbero una fortuna: non avere una carriera accademica. Emanuela Zucchini approdò quasi subito alla pubblica amministrazione locale. Valerio Evangelisti, dopo una serie fallita di tentativi, diventò un narratore abbastanza noto. Questa riproposizione della Storia del partito socialista rivoluzionario è legata appunto alla sua attività di scrittore. Sta per uscire da Mondadori un suo romanzo: Il Sole dell’Avvenire. Vivere lavorando o morire combattendo, primo volume di una trilogia. Il saggio del 1981 può essere utile a chi voglia sapere di più di una vicenda che, nel romanzo, è narrata di straforo.

Per chi voglia approfondire la storia del PSR e del socialismo delle origini, ecco i testi essenziali usciti successivamente al nostro: Nazario Galassi, Vita di Andrea Costa, Feltrinelli, Milano, 1989; Renato Zangheri, Storia del socialismo italiano. Dalle prime lotte nella Valle Padana ai Fasci siciliani, Einaudi, Torino, 1997; e, penalizzato da un titolo criptico, Emilio Gianni, La parabola romagnola del “partito intermedio”. I congressi del Partito Socialista Rivoluzionario Romagnolo (1881-1893), Pantarei, Milano, 2010. Quest’ultimo, che ha per tema lo stesso argomento della nostra Storia, va considerato il testo attuale di riferimento sui socialisti rivoluzionari. Include un dizionario biografico di personaggi spesso oscuri o dimenticati, a volte con tanto di fotografia. La bibliografia è esaustiva. Viene da chiedersi chi abbia avuto la malaugurata idea di escogitare il titolo. La parabola romagnola del “partito intermedio”: scoraggerebbe il più volonteroso dei lettori non di nicchia. Eppure chi voglia andare oltre ciò che leggerà in queste pagine è a Emilio Gianni che dovrà rivolgersi.

Lo scomparso Nazario Galassi è stato un amico di Valerio Evangelisti, e ne condivideva una visione della storia del movimento operaio lontana dagli schieramenti dottrinari che hanno imperato a lungo. La sua eccellente Vita di Andrea Costa ne è una prova. Non sarebbe male se qualcuno pensasse a ristamparla.

Andrebbero poi citati molti saggi a dimensione locale o settoriale, che ricostruiscono episodi, biografie o momenti dell’attività di Costa e dei suoi compagni. Ci limitiamo a segnalarne alcuni incentrati non sulle persone, ma sull’ambito sociale in cui l’esperienza socialista rivoluzionaria ebbe il suo contraddittorio sviluppo. Anzitutto lo splendido volume, a cura di Giuseppe Lattanzi, Vito Lattanzi e Paolo Isaja, Pane e lavoro. Storia di una colonia cooperativa: i braccianti romagnoli e la bonifica di Ostia, Longo Editore, Ravenna, 2008 (ampliamento di una prima edizione pubblicata nel 1986 da Marsilio). Il corredo documentario e fotografico è impressionante. Poi gli studi brillanti sulle trasformazioni della mentalità bracciantile e contadina, col cambiare dello scenario economico, di Marco Fincardi: La terra disincantata. Trasformazioni dell’ambiente rurale e secolarizzazione della bassa padana, Unicopli, Milano, 2001, e Campagne emiliane in transizione, CLUEB, Bologna, 2008. Un tentativo simile a quello di Fincardi, ma meno approfondito e documentato, era stato azzardato in Valerio Evangelisti, Salvatore Sechi, Il galletto rosso. Precariato e conflitto di classe in Emilia-Romagna, 1880-1980, Marsilio, Venezia, 1982.

Tante altre segnalazioni sarebbero possibili. Chi fosse interessato alla ricerca troverà per conto proprio le piste da seguire. Dal canto nostro consigliamo caldamente solo un Dvd realizzato dal Museo Etnografico “Sgurì”, di Romano Segurini, via degli Orsini 4, Savarna, Ravenna. E’ la registrazione di un convegno: Precari di ieri. Il bracciantato agricolo di massa. Savarna, 5 giugno 2011. Ringraziamo il prof. Giorgio Gattei per avercelo fatto conoscere.

Questa Storia va considerata come introduttiva, per quanto non divulgativa, a una piccola epopea misconosciuta, salvo che a un ridotto manipolo di esperti. E’ esistito un partito socialista italiano relativamente di massa ben prima del 1892, data ufficiale di nascita del PSI. Aveva come base un proletariato mobile e precario di cui cercò (a tentoni, senza riuscirvi) di risolvere i problemi. Non si cerchino paralleli col presente: non era intenzione degli autori, e comunque non ne esistono. I socialisti rivoluzionari non hanno lasciato eredità fruibile. I problemi odierni magari il PSR li precorreva, però, come non seppe risolvere i propri, non fornì soluzioni utili al presente. Per forza. Parliamo della fine del diciannovesimo secolo.

Un’ultima notazione. Nell’edizione del 1981 di questo libro a ognuno dei due autori era attribuita una parte precisa del testo. Ciò rispondeva alle regole dei concorsi universitari, ma non rifletteva le circostanze vere della stesura. La presente edizione non persegue simili finalità, per cui la distinzione è stata soppressa.