di Marilù Oliva

Premessa (vera)

somaro bossi.jpgBrindiamo alla scuola del 2012 e degli anni a venire.
Prima, però, occorre fare una premessa.
Pare che ci saranno importanti cambiamenti.
Il primo, stando a quanto ha dichiarato nei giorni scorsi il ministro dell’Istruzione Francesco Profumo, è che verranno indetti dei concorsi per assoldare “giovani insegnanti”, perché, a suo avviso, è arrivato il momento di “svecchiare” questa classe docente ingrigita dai quarantenni e ultra.
Una precisazione.
A parte i professori di ruolo, chi insegna oggi? I precari. Da chi è composta la fascia dei precari, di cui tanto si sente parlare? Da oltre 240.000 persone iscritte nelle graduatorie ad esaurimento (si chiamano così perché, in teoria, dovrebbero esaurirsi man mano che gli insegnanti vengono convocati per essere stabilizzati, ovvero per passare di ruolo). Di questi, 30.000 sono abilitati Ssis.

Cosa sono le Ssis? Le Ssis oggi non esistono più, sono le Scuole di Specializzazione per l’Insegnamento Secondario, che fino a qualche anno fa hanno conferito l’abilitazione ad insegnare. Si chiamavano Scuole ma erano veri e propri corsi accademici di durata biennale — con tanto di tasse, lezioni in università, obbligo di frequenza, tirocinio, esami, tesi finale —, una sorta di seconda laurea, insomma, che richiedeva un concorso in entrata (per la selezione) e uno in uscita (per l’abilitazione).
I sissini sono dunque insegnanti che hanno svolto tirocinio, che hanno una formazione attestata e che ora si ritrovano con diversi anni di esperienza, spesso sbattuti a insegnare nelle scuole più lontane. Senza nulla togliere alla buona volontà del ministro nei confronti dei giovani appena laureati, l’augurio è che tra i docenti che ha annunciato di voler far regolarizzare, Profumo abbia intenzione di assumere prima i 30.000 abilitati Ssis delle graduatorie ad esaurimento, i quali hanno già concorso per la Ssis.
Ministro Profumo: è questione di giustizia.
I sissini è da anni che rincorrono le graduatorie inseguendo la promessa di un ruolo, che vengono spediti a casa di dio, che spendono soldi in corsi di formazione per un misero punto in più.
Altrimenti sarebbe una grandissima presa per i fondelli.
Ci pensi, Profumo, ci pensi.
È vero: oggi la classe docente è imbolsita da sissini di 35-40 anni e passa.
Individui decrepiti, certo.
Ma un capello bianco non ha mai fatto male alla cultura.
Dei capelli trapiantati, invece, sì.

Previsioni

La scuola del futuro sarà differente.
Avveniristica e divertente.
Profumo devolverà la poltrona ministeriale a Renzo Bossi, che, istigato dal padre, imporrà l’obbligo del grembiule verde e della foto della Padania accanto al crocifisso.
Ogni aula sarà dotata di un grande schermo, così si potrà accendere la televisione a piacimento.
Alle elementari verrà soppressa la figura del maestro, basterà un educatore: tanto quello che può insegnare un docente — alfabeto, numeri, insiemi — lo potrà ripetere qualsiasi individuo normodotato. Per divertire i bambini, l’unico requisito imprescindibile sarà che l’educatore sappia raccontare barzellette.
I libri non esisteranno più.
Ogni alunno avrà sul banco un iPad di ultima generazione che interagirà col suo cellulare, i contenuti didattici saranno trasferiti sui cd. Così i genitori non si lamenteranno più del costo dei testi scolastici e investiranno i soldi risparmiati nei più esorbitanti modelli di telefonini che, ovviamente, potranno squillare indisturbati in classe.

Chiunque verrà avvistato con un libro in mano, fosse anche un classico o un pezzo d’epoca, riceverà immediatamente due giorni di sospensione.
La figura dell’educatore sarà alternata, alle medie e alle superiori, da quella del neoprofessore. I neoprofessori dovranno superare un test di bellezza e giovinezza, non potranno avere più di ventinove anni, quelli coi capelli biondi acquisiranno due punti in più in graduatoria.
Ma i grandi cambiamenti avverranno negli istituti superiori.
Nelle classi-pollaio, composte — come oggi — anche da oltre 30 alunni, il neprofessore non dovrà occuparsi delle conoscenze e dell’educazione degli scolari, tutt’altro. Dovrà semplicemente intrattenerli, facendo trascorrere loro una piacevole mattinata. Le materie saranno rivoluzionate: aboliti storia, italiano e scienze (a che cazzo serve conoscere la lingua, il mondo e il passato?), l’ora di religione triplicherà (ma in quell’ora continueranno a vedersi film, come già accade oggi) e verranno aggiunte materie al passo coi tempi, quali: “televisione e tempo libero”, “gossip” e “opinionismo”.
Il sistema docimologico verrà ribaltato: non saranno più i docenti a esprimere un voto, ma gli allievi giudicheranno i prof con un sistema numerico che andrà dall’uno al dieci. Chi, tra i docenti, sarà sotto la sufficienza, ovvero chi riceverà un voto dal cinque in giù, vedrà tagliata una parte dello stipendio, devoluta nell’acquisto di merendine e bibite gassate, da consumarsi tranquillamente in classe.
Dimenticavo.
Prima di tutto ciò, quando sarà eletto ministro Renzo Bossi, l’obsoleta classe di insegnanti di ruolo e di sissini protesterà in piazza con una manifestazione pacifica. Loro passeranno come sovversivi, la manifestazione verrà soffocata nel sangue e i pochi sopravvissuti saranno spediti in un lager svizzero.
Attraverso il famoso tunnel dei neutrini, naturalmente.

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