di Danilo Arona e Mister Tony

Sekhmet.jpgCaro Danilo,

in merito a una delle tue ultime “Luci oscure”, senza dubbio il riferimento a rettili e serpenti in relazione a entità spirituali, prevalentemente maligne, è comunissimo: dalla Genesi (il serpente che svia la prima coppia umana) all’Apocalisse (il Gran Dragone, l’originale serpente, colui chiamato Diavolo e Satana- 12:9). Esiste poi un riferimento molto intrigante in “Atti degli Apostoli” al capitolo 16, i versi da 16 a 19. Lì si parla di una ragazza che Paolo e Barnaba incontrano, che aveva “ …uno spirito, un demonio di divinazione…” che le permetteva di attuare il potere di predizione. Ebbene, nel greco originale, l’espressione “demonio di divinazione” è e’khou.san pneu’ma py’thona, letteralmente “uno spirito pitone”, senza contare poi il famoso serpente Kundalini, onnipresente come trait d’union con il reame spirituale in ogni riferimento yoga. Infine sono comunissime nelle credenze africane le storie di streghe e sciamani che si trasformano in serpenti. Il serpente è pericoloso e spesso sorprende la preda. Non a caso l’analogia è cercata.

Ma la forza di queste entità ha un limite? E’ possibile avere protezione? Ci sono parametri per capire come agiscono e quali canali usano per interferire?
Gerarchie. Gerarchie spirituali. 1977, il figlio di Sam, alias David Berkowitz, serial killer nella N.Y. del tempo, asseriva che un demone lo dirigeva negli omicidi. Jeffrey Dahmer il cannibale di Milwaukee, ha avuto frequentazioni occulte. Andrej Romanovic Chikatilo, il mostro di Rostov, idem. E troviamo quasi sempre un collegamento più o meno diretto nel caso dei serial killer con entità spirituali. Vaneggiamenti di menti malate? Può darsi. Ma in un’era di violenza efferata questo ci potrebbe fornire alcuni spunti di riflessione.
Ecco quel che mi ha riguardato sul piano personale. 1988. Grado. Tra l’altro zona pervasa da correnti sotterranee di occultismo radicate nella cultura molto “isolana” delle vecchie generazioni. Vengo in contatto con il signor G., e come di consueto lui si apre con me raccontandomi di frequentazioni occulte molto “pesanti”. Col procedere degli incontri, lui mi rivela quanto segue: “vedi, queste entità hanno una gerarchia, e all’inizio tu vieni in contatto con gli ultimi, i più deboli , i meno potenti. Ma costoro hanno una caratteristica: hanno sete di sangue. A me hanno chiesto di uccidere mia moglie e mio figlio. E ho percepito chiaramente una forza che cercava di entrarmi nel cervello. Ma le mie barriere mentali hanno resistito, e da quel momento mi hanno lasciato in pace. Ma poi mi hanno presentato le entità a loro superiori, e con loro ho un rapporto più rilassato…”
Interessante, no? I demoni più deboli vogliono il sangue, e riescono a penetrare nelle menti più deboli… questo spiegherebbe molte cose. Ancora rammento le parole di Gesù Cristo in Matteo 12:43-45. Lì si parla di uno spirito impuro che esce da una persona. Però poi torna. e trova la sua dimora precedente (l’ospite) “…non occupato, pulito e vuoto…”. Così porta con sé altri sette spiriti più maligni di lui, e tutti assieme si impossessano ancora più saldamente dell’ospite. Così queste entità maligne possono entrare in persone senza difese mentali, o con menti “vuote” o deboli.
In molti casi ne vediamo i risultati, come ha dimostrato tu con il tuo teorema di Renfield… Tutto bene dunque se siamo forti e in pieno possesso delle nostre facoltà mentali!
O no?

Mister Tony

Caro “Mister Tony”, come già successo, gli spunti che offri a questa rubrica sono molteplici. Il più interessante di questo tuo nuovo contributo — sospeso sul più bello, se così si può dire… – riguarda il rapporto con presunte entità demoniache nelle vicende di molti serial killer. Ovviamente, come ti sarà noto, la psichiatria con le dissociazioni e le sindromi da personalità multipla offre spiegazioni solide e “con i piedi per terra”, rammentandoci che in queste patologie mentali i soggetti avvertono quasi sempre “voci” che li spingono a compiere i delitti: nel dare corpo alle “voci”, il diavolo e i demoni in generale diventano soggetti privilegiati.
David Berkowitz sosteneva che un demone egiziano vecchio di seimila anni abitava nel cane nero di un vicino e gli ordinava di uccidere. Legami con il demoniaco emergono in tanti casi criminali dell’ultimo ventennio, dai delitti di Richard Ramirez, il night stalker di Los Angeles, dichiarante in tribunale nel 1985 che nella testa gli risuonavano le parole di Highway to Hell degli AC/DC , a quelli — terribili — del giapponese, giovanissimo. Kobe Killer, nel ’97. I demoni del Palo Mayombe sono alla base della nefanda narco-setta satanica di Matamoros, in Messico. Persino Donato Bilancia alluse, una volta sola, a un distinto signore, vestito di nero, “cui doveva rendere conto”.
Però, oltre agli assassini seriali, c’è anche chi uccide occasionalmente per servire Dio o perché è apparso in sogno il fantasma di un parente. I misteri della mente umana sono infiniti come lo spazio cosmico, ma è ovvio che, in un’epoca come la nostra (dove spesso serve connotare ideologicamente anche l’assassinio), i diavoli, immaginati o meno, vanno a braccetto spesso con gli assassini seriali e/o “occasionali”
Ogni corrente della psichiatria, della psicanalisi e dell’antropologia, ha da dire la sua su questi casi. In un’ottica cattolica militante il demonismo è con evidenza una comoda sponda d’appoggio a scopo promozionale. Se è stato il Maligno con le sue coorti ad armare la mano degli assassini, il tutto è leggibile anche come un grande spot a favore della controparte.
Queste considerazioni di carattere generale però non scalfiscono per niente le tue considerazioni che generano più di un dubbio su quello che potremmo definire il livello “energetico” di tante storie e altrettanti protagonisti. Troppi casi hanno evidenziato la presenza di mani invisibili “estranee”. Rievoco a questo proposito, senza voler dimostrare nulla, quello che per me resta ancora uno dei casi più enigmatici della storia italiana. Quello di Castelluccio dei Sauri (Puglia, 1998), al seguito del quale due ragazze allora ventenni, Anna Maria Botticelli e Mariena Sica, furono condannate all’ergastolo per avere assassinato in modo tanto premeditato quanto privo di motivazioni apparenti la loro amica del cuore. Come ricorderai, la prima spiegazione rilasciata dalle assassine ree confesse faceva riferimento a un sogno ricorrente, nel quale il padre di una delle due intimava di uccidere l’amica per “avere un futuro migliore”. Dopo dichiarazioni da parte delle indagate del tipo “eravamo in trance e qualcuno ci ha usate”, la stampa italiana — più o meno coralmente — disegnò per un certo tempo come sfondo dell’episodio una frammentaria mappa “satanica”, il cui fulcro si definì come “culto di Iside”, attorniato da un sottobosco, più alluso che riscontrato, di notturni convegni, graffiti diabolici e orge saffiche, il tutto immerso in un sentore di congrega tutta al femminile che talora si raccoglieva attorno all’evocazione del demone maschio (Lucifero, oggetto persino di una bizzarra intercettazione telefonica: “Lucifero è bello e sta in mezzo alle mutandine”), altre volte all’identificazione del demoniaco principio femminile che tutta la vicenda illumina con luce, appunto, “lunare”. La pista fu seguita, pare, con parecchio interesse per un certo tempo dalle forze dell’ordine e in seguito scomparve dalle ipotesi di causalità sino a giungere un verdetto che non fornì alcuna spiegazione logica alle ragioni dell’evento.
In realtà vicende del genere dimostrano che in più di un caso criminale, in Italia o nel mondo, accanto agli investigatori e agli psichiatri servirebbe la figura di un “esperto”, qualificato e patentato (nonché provvisto di salutari antenne non a tutti disponibili), in grado di decodificare i parecchi segnali criptati che restano spesso sul terreno d’indagine. L’omicidio della povera Nadia Roccia ne offre uno sconcertante campionario, che riassumo senza forzare la mano ad alcuna interpretazione.
1) Le dichiarazioni iniziali. Scusa o depistaggio, le dichiarazioni iniziali trovano un riscontro in vicende analoghe, anche americane, di “possessione”. Anna Maria Botticelli, tra le altre cose, dice nei giorni immediatamente susseguenti l’omicidio che tanto lei quanto l’amica complice sono state “usate” durante uno stato di “trance”, precisando anche che tutta la storia sarebbe nata quattro o cinque anni prima quando a lei, la Botticelli, sarebbe cominciato ad apparire in sogno il padre di Mariena, morto per incidente stradale il 27 ottobre 1980. Lo spirito avrebbe ordinato l’uccisione di Nadia per “procurare un futuro migliore”, “ricchezza e successo” alle due stesse ragazze. Ancora la Botticelli, pur dichiarandosi pentita, ammise nei primi giorni dopo l’arresto di “continuare a sognare in carcere chi ha impartito l’ordine di uccidere l’amica”. Per chi ci crede, naturalmente, ci sono tutti gli ingredienti delle più classiche storie diaboliche: il rito sacrificale in cambio di successi materiali, la possessione attraverso l’incubo, la sensazione di vivere in trance.
2) Di sicuro gli inquirenti hanno stabilito più di una stranezza nella condotta quotidiana delle due amiche assassine. Strambe frequentazioni cimiteriali (sono state viste camminare nel camposanto mano nella mano) con due loro fotografie ritrovate davanti a una fila di tombe e con evidenza lì “piazzate” da loro stesse. L’uso dell’energia cimiteriale, le affaturazioni negromantiche, sono ingredienti tipici del satanismo di quegli anni e la cronaca spicciola, spesso quella “invisibile”, di provincia, offre periodicamente decine di esempi. Altri graffiti satanici sulla base di un lampione verde alle spalle del municipio, nei pressi di un parco chiamato “Il Boschetto”, dove Anna Maria e Mariena incontravano i loro amici. Qui i carabinieri hanno fotografato una stella a cinque punte circondata da simboli come il Tao Orientale, il fuoco, la falce, il tridente e un teschio con le corna. Vicino la scritta “Io vivrò in eterno per vedere la vostra morte, Firmato “Dio”. Ogni buon investigatore dell’occulto sa che in storie come questa i muri delle città e dei paesi “parlano”. Occorre saperli ascoltare, in questo caso “leggerli”.
3) “Adulto, colto e abilissimo”, così titolava “La Repubblica” del 14 novembre 1998. E così continua: “Chi è l’uomo del mistero? Chi è il complice delle due assassine, anzi forse il mandante dell’omicidio o il suo ispiratore occulto? Gli investigatori stanno cercando di dare un volto e un nome al personaggio, contro il quale è stato emesso un provvedimento con l’accusa di omicidio premeditato. Lui è sicuramente alto, visto che potrebbe aver colpito Nadia Roccia con un corpo contundente sino a tramortirla mentre le due ragazze la strangolavano. E poi sicuramente intelligente, bella presenza, forse un raffinato. Certamente un uomo colto, adulto, attratto dalle giovanissime e inserito in un giro di altri uomini e di altre ragazze. Assolutamente astuto e abilissimo nell’irretire la studentesse con storie di satanismo. Forse le ha fatte entrare anche in una setta”.
4) Infine il nome di Iside, ed è questo sicuramente il riferimento più enigmatico. I giornali italiani hanno tendenzialmente interpretato il “culto di Iside”, come se fosse un normale tassello della pseudo-geografia satanica italiana. Ma così, dati alla mano, non è. Il culto di Iside, quello si fa per dire “ufficiale”, è qualcosa di diverso e di comunque alieno a pratiche cruente. Più interessante diventa scomporre il mito nelle sue molteplici forme, un’operazione che ci porta ad alcune notevoli analogie tra il mito stesso e alcuni aspetti della vicenda. Iside, nell’iconografia tradizionale, è una dea il cui culto, ancora oggi, non si limita al solo Egitto, ma a tutto il pianeta. Un mito che dalla terra dei Faraoni attraversa il mondo greco e quello romano, spingendosi sino al Rinascimento e concludendo apparentemente la propria parabola nell’Ottocento, ma tuttora vivo e presente. A tale enorme diffusione plurimillenaria, tanto in Oriente come in Occidente, corrispondono molteplici personificazioni che Iside ha rivestito nei secoli. Sposa devota, madre protettiva, sorella affettuosa, patrona del matrimonio e delle donne, dea della luna, dell’amore, della fecondità e della magia, signora del mare, trionfatrice sulla morte, Iside assume di volta in volta tutti gli attributi dell’universo femminile. In ciò consiste il suo fascino, immutato nei secoli. Nel medioevo l’Iside-maga diventa uno dei prototipi della figura della strega. Selvaggia dea madre che tutto racchiude, dalla luce all’oscurità. Ecco perché Iside è anche Ecate oppure Lilith, complici i processi di sincretismo tipici delle trasformazioni del mito durante i secoli. Così come la magia egiziana mantiene tutt’oggi numerosi ammiratori, persone che individuano in lei le tracce di una sapienza diabolica. In questo forse consiste l’incrocio, più che altro fortuito del nome di Iside con il nebuloso arcipelago satanico. Ciò peraltro non scoraggia le oltre tredicimila affiliate all’Isis Fellowship, in maggioranza donne, nato in Irlanda sotto la spinta di Olivia Robertson con un seguito che si conta in altre ottantacinque nazioni e ispirato testualmente all’amore, alla saggezza e alla fratellanza e che sta costruendo templi di Iside in parecchie zone del mondo.
Particolare curioso che conferma come a volte la fiction assomigli alla realtà, ecco che nel libro Bless the Child, di Cathy Cash Spellman, pubblicato in Italia con il titolo Salvate la mia bambina (da cui Hollywood trasse un pessimo film con Kim Basinger), una congrega planetaria votata al male che si chiama “Maa Kheru” sottrae una bambina ai legittimi genitori perché ritenuta la messaggera di Iside, colei che secondo un’antica leggenda egizia ha il potere di salvare la terra dalla distruzione finale e dalle grinfie di Sekhmet, equivalente femminile di Set. Il termine “Maa Kheru” si rifà a una particolare cerimonia chiamata “l’Apertura della Bocca”, che deriva il suo nome da una liturgia funeraria recitata prima di un’energica apertura della bocca della mummia, operazione attuata affinché il defunto avesse voce nel mondo dei morti. Il perdurare di questo vantaggio aiutava a sviluppare il potere del “Maa Kheru”, o del “parlare giusto”. L’Apertura della Bocca era tradizionalmente usata all’inizio di ogni cerimonia religiosa o magica. Secondo correnti investigative americane legate ai movimenti anti-sette, una pratica distorta del “Maa Kheru” potrebbe essere praticata in certi delitti satanici legate alla “mancanza d’aria”. E’ solo una coincidenza puramente casuale, ma proprio la mancanza d’aria è stata la causa della morte di Nadia Roccia, deceduta — come recita l’autopsia — per “asfissia meccanica violenta”.
Per completezza di cronaca, in secondo grado l’ergastolo alle due ragazze killer è stato ridotto a 25 anni, e poi in Cassazione a 21. Mariena Sica starebbe scontando la pena agli arresti domiciliari, mentre Anna Maria Botticelli vivrebbe nel nord Italia, in quanto scarcerata perché affetta da sclerosi a placche.

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