di Marilù Oliva

polipo.jpgFonte di ispirazione: “Lo show dei record”, Canale 5.
Gli orrori catodici generano mostri.

La presentatrice ha i capelli lunghi, i pantaloni lucidi e una scollatura profonda. La platea esulta quando lei annuncia il nuovo animale da circo:
«Ed ora, carissimi telespettatori, abbiamo l’onore di presentarvi la ragazza più piccola del mondo!»
La telecamera inquadra l’interno di un mobile, le ante sono aperte. Scorre su scansie disseminate di bambole, si ferma sull’ultima. Un ohhhh! stupito si alza dal pubblico quando capisce che non si tratta di una bambola, ma di una ragazzina indiana di quaranta centimetri, vestita di pizzo rosa, con gli occhioni spaventati, una perla in fronte e le manine grandi come un’amarena.


La presentatrice, Paola Pegg, si avvicina con aria materna alla bambolina vivente e la solleva tendendola alla telecamera. «Guardate che carina!» Poi la appoggia sul pavimento. La piccola ha il batticuore, il petto si alza e si abbassa in respiri frenetici.
«Ma questa bellissima gnometta sa fare anche la pallina, ci credereste?»
La ragazza obbedisce e si raggomitola: ora è una pagnotta confusa di capelli scuri e merletto, la Pegg prende qualche passo di rincorsa e le sferza un calcio poderoso. La palla umana rotola verso i sedili della prima fila, fermandosi contro allo stivale di una signorina del pubblico. Qui si schiude e la ragazza più piccola del mondo riprende le sue forme in miniatura. Applausi.

Il notaio, occhiali in viso e cronometro in mano, è così serio che pare di ritorno da esequie funebri.
Su due tavoli viene appoggiato un tegame, l’aria si impregna di odore di olio fritto.
Il notaio annuncia:
«Bene signori e signore, ora affronteremo un nuovo, difficilissimo record. Il campione ucraino Dmitri sfiderà il campione di Avellino, Tonino Scavo. Vincerà chi dei due contendenti riuscirà a grattare, con l’unghia del dito mignolo, tutti i residui di uovo al tegamino bruciacchiati rimasti attaccati al fondo della padella. Tempo disponibile: un minuto. Uno, due, tre, via!»
I due impugnano ciascuno il manico della propria padella. Chiudono l’altra mano, tenendo teso solo il dito mignolo. Con l’unghia cominciano a grattare. Lo stridio dell’unghia contro l’acciaio del tegame è insopportabile, i telespettatori si tappano le orecchie. La Pegg tifa Italia perché dice che è italiana, Dmitri si impegna con furia, si rompe l’unghia ma continua a grattare e gratta gratta gratta finché comincia a staccarsi il pezzo di unghia residua e la punta del mignolo sanguina. Il bianco dell’uovo si impregna di rosso ma lui non desiste, sfrega sfrega e stacca per primo tutto l’albume incollato al fondo.
L’applauso è di rigore mentre il notaio appunta e la Pegg rivela, con sguardo accattivante, il prossimo fenomeno da baraccone.
«Ci credete all’uomo-calamaro? Lo tengono nascosto nei sotteranei dell’acquario di Miami. Ma lui è qui, stasera, per The Record-Show!» Sorride e abbassa la voce: «Qui con noi, dopo la pubblicità.»

Dopo venti minuti di merendine kinder, yogurt vitasnella, somatoline fianchi e altri prodotti che rimpinguano il mercato, il programma riprende. Tutti puntano gli occhi su un enorme scatolone —due metri per due— posizionato al centro del palco. Giunge un verso gutturale. Poi si sentono delle pacche: i quattro lati dello scatolone vengono abbattuti dall’interno e la creatura compare. Il corpo è adagiato dentro un catino da cui sbuca solo un dorso umano maschile. Da ciascuna spalla partono tre arti che non hanno niente di simile alle braccia ma sono sottili e cedevoli come i tentacoli di un mollusco. La testa è bianca e lunga, al posto della bocca compare un’apertura senza labbra dove le poliposi si sono raggruppate in riccioli pallidi di carne.
L’essere è immobile, la Pegg commenta: «Il suo soprannome è Kimkirì, è nato così. Gli arti sono proprio come quelli di un calamaro: senza ossa ma potentissimi. Kimkirì mangia solo crostacei e piccoli insetti.» La conduttrice fa una smorfia disgustata: «E delle volte anche qualche topolino…»
L’uomo-animale comincia a muovere i tentacoli e lo scroscio di applausi gli provoca forse un sorriso: le volute di poliposi lattee attorno alle labbra si tendono e si arricciano a più riprese.

Il notaio dà ordine che la catinella venga spostata vicino al pubblico, proprio accanto all’indiana di quaranta centimetri. Poi, sempre impettito, passa al numero seguente, mentre avanzano due uomini in jeans e maglietta:
«Ora Paola, abbiamo due contendenti speciali. Uno di Treviso, Galderoli, e uno di Birmingham, Mr Down.»
«E vuoi dirci su cosa si sfideranno?»
«Una sfida di peti.»
La presentatrice ride sotto i baffi: «Cosa dici, notaio?»
Lui, mento in alto, spiega: «Il peto è gas, quindi prende fuoco. I due sfidanti dovranno fare la scoreggia più potente del mondo. La dimostrazione della potenza sarà data dalla fiamma che partirà da ciascun deretano, una volta azionato l’accendino.»
«Cioè, notaio, mi stai dicendo che daremo fuoco alle scoregge del signor Galderoli e di Mr Down?»
Il cancelliere non scompone nemmeno un muscolo facciale: «Sì, Paola. Ricordo ai telespettatori che la preparazione è stata molto dura. Hanno mangiato, ogni giorno per una settimana, tre chili di fagioli borlotti.»
Mr Down alza una gamba e al via fa partire dal sedere un modesto pprrrrr che subito prende fuoco in una nuvoletta timida.
Poi è la volta del signor Galderoli. Si posiziona, si piega leggermente e dà il via alla più rumorosa performance petale che si sia mai sentita.
Un boato invade la sala, mentre dalla camicia verde partono i bottoni. Il viso del concorrente è rosso per la concentrazione e lo sforzo. È un attimo, il tempo dell’accensione e agli operatori sfugge il controllo della situazione.
Lingue di fuoco divampano nello studio, attecchiscono sui cartelloni della regia, sul materiale incendiabile che riveste i sedili, colpiscono i capelli della Pegg che prendono subito fuoco, si avventano sugli spettatori, l’Uomo-Calamaro si spaventa e, nel tentativo di uscire dalla bacinella per scappare, casca addosso alla ragazza più piccola del mondo schiacciandola. Quando rialza i tentacoli, vede una poltiglia di sangue, budelle e pizzo rosa. Intorno, le vampate del peto terribile devastano gli spazi. Le persone coi vestiti in fuoco gridano correndo come pazze.
Nel delirio totale il notaio è riuscito a nascondersi dietro a un pannello di metallo. Tra poco arriveranno i vigili del fuoco, pensa. Fa un sospiro di sollievo, è salvo. Qualcuno ci avrà pure rimesso le penne.
E subito si anima riflettendo che, in tutto lo studio, sarà probabilmente uno dei pochi sopravvissuti a un programma sui primati senza ustioni nè gravi ferite.
Da non crederci.
Un record assoluto.

Share