di Alessandra Daniele

RaZOr.jpgÈ stato scoperto di recente un inedito dell’impareggiabile Ed Wood.
Il film risale agli anni ’70, e mescola porno, splatter e sf con sgangherata visionaria follia in anticipo sui suoi tempi. Gli effetti speciali sono tecnicamente miserrimi, e gli interpreti, specialmente il protagonista, cialtroni ben oltre il ridicolo, ma ciò che fa ascendere questo film alle più alte vette del trash è soprattutto la trama.

Un vecchio porco miliardario, spocchioso satrapo d’uno staterello immaginario, decide di farsi costruire un’enorme villa dove organizzare le sue orge, alle quali partecipano altri vecchi porci miliardari, politici corrotti, generali golpisti, puttane di carriera e di leva.
Durante i lavori però si scopre che il luogo scelto per la magione ospita nel sottosuolo una necropoli fenicia zeppa di mummie dal sonno leggero. Ignorando gli avvertimenti delle tre zie suore, il maiale fa ultimare ugualmente la costruzione della villa, e ci fa trasportare anche la sua personale collezione di frammenti di meteorite. L’avvocato del porco (un Bela Lugosi ricavato dal riciclaggio d’un vecchio spezzone) si occupa di far sparire ogni traccia dagli archivi, e la villa si riempie di ospiti ignari.

Durante l’orgia inaugurale però, la radioattività presente nelle rocce aliene risveglia le mummie, che irrompono nella villa, aggredendo gli ospiti per sbranarli vivi, e trasformando in zombie le vittime del loro morso. Le escort presenti cominciano così ad affondare i denti in quello che stavano succhiando, staccandolo a morsi fra urla belluine e getti di sangue degni d’un idrante. La villa si trasforma in un inferno di mutilati ululanti, in agonia, o appena rianimati che danno la caccia ai pochi superstiti per spartirsene le frattaglie.
Terrorizzato, il padrone di casa si rifugia nella cripta antiatomica, ma lo attende una pessima sorpresa: anche il cadavere della moglie, da lui assassinata e nascosta, s’è appena rianimato, e la sua vendetta sarà terrificante.

Com’è facile intuire, Radioactive Zombie Orgy è un autentico gioiello del cinema di serie Z. La cosa più esilarante del film risulta però la dicitura standard al termine dei titoli di coda: ”Ogni riferimento a fatti o persone realmente esistenti è puramente casuale”, come se qualcuno di tali grotteschi personaggi in così demenziali situazioni potesse mai davvero esistere nella realtà.

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