L'esercizio della lingua[E’ uscito per l’editore Le Lettere di Firenze un triplice “oggetto poetico”, libro + dual disc (cd + dvd video) che, nel raccogliere e ripercorrere la multiforme opera declamante di Lello Voce (poesie scritte dal 1991 al 2008), al contempo getta ponti in avanti, proseguendo nel lavorìo “ad alta voce” (versificatorio e musicabondo) che da anni contraddistingue il poeta/attivista/rapper/griot napoletano trapiantato nel Nord-est. Il libro si chiama L’esercizio della lingua, il disco allegato è Piccola cucina cannibale. Nel libro, tra i vari contributi, ce n’è uno in versi di Wu Ming 1.
In questo speciale proponiamo:
una scheda relativa al versante audio & musicale del progetto;
mp3 scaricabili e testi di due brani del cd (Il verbo essere e la title-track);
il video della canzone La buona fede di Luca Bassanese feat. Lello Voce
diversi link a video disponibili in rete (Lello Voce live);
la presentazione in versi di WM1;
una nota biografica su Lello Voce. Red.]

Dalla fin de siècle-et-millènaire alla cucina cannibale

La poesia ha camminato per mano con la musica per millenni e solo nella cosiddetta modernità sembra essersene staccata.
Da tempo però in tutto il mondo poesia e musica sono tornate a dialogare, e non solo in ambiti hip-hop, ma anche in territori di confine (si pensi a Lynton Kwesi Johnson, o a Saul Williams) e in ambiti spiccatamente poetici, si pensi all’attualissima spoken music newyorkese, o all’esperienza radicalmente innovativa di gruppi come i Last Poets.
Il pioniere italiano di questo genere di sperimentazioni in ambito poetico è il napoletano Lello Voce, che per primo ha iniziato un rigoroso percorso di sperimentazione, contaminando i suoi versi con la musica di importanti musicisti internazionali.

La prima esperienza di questo genere è infatti il suo Rap di fine secolo e millennio, realizzato con Paolo Fresu, uno dei nomi più noti e celebrati del jazz internazionale, e Frank Nemola, prima membro degli Aeroplani italiani e da anni al fianco di Vasco Rossi sul palco e in studio, già nel 1999 e contenuto nel CD accluso al suo Farfalle da combattimento, pubblicato quell’anno da Bompiani, con note introduttive di Jovanotti e Nanni Balestrini.
Il passo successivo nel 2004 è la produzione di un vero e proprio Cd di poesia e musica, Fast Blood, pubblicato da MRF5 e distribuito negli store musicali da SELF.
Si tratta di circa 40 minuti di registrazione a cui hanno collaborato, oltre ai già citati Fresu e Nemola, altri importanti musicisti, come Luca Sanzò (viola, Accademia di Santa Cecilia), Michael Gross (tromba e flicorno, già con Frank Zappa per il suo Yellow Shark) Luigi Cinque (sassofoni e clarinetti, uno dei nomi di punta della sperimentazione etnica internazionale).
[Approfondimenti e materiali su Fast Blood sono disponibili qui].

Innumerevoli i live realizzati in questi anni da Lello Voce in Italia (Roma, Milano, Napoli, Bolzano, Bologna, Bari, Torino, Parma, Firenze, Catania, Palermo, ecc.) e all’estero (Berlino, New York, Parigi, Barcellona, Tokyo, Brema, Palma di Maiorca, San Paolo, Marsiglia, Ginevra, ecc.)

Esce ora, accluso al suo nuovo libro di poesie L’esercizio della lingua (Le Lettere — Firenze), con il Patrocinio morale della Fondazione Fabrizio De André — ONLUS, il Dual disc (CD Audio + DVD) Piccola cucina cannibale, che contiene il suo nuovo CD di musica e poesia e un DVD con una serie di documenti video ed audio d’archivio tra cui numerose performance in italia e all’estero (Auditorium di Roma, CCCB Barcellona, ecc.) e tre video originali realizzati da Giacomo Verde, (che da anni realizza le video scenografie dei live di Voce) su disegni di Robert Rebotti.

Il CD audio contiene 7 tracce registrate a Bologna e a Berlino, che presentano atmosfere musicali che vanno dal ‘rock’ di La rosa e la voce e di La semplicità è il comunismo (composto in occasione della Brecht Fest e rappresentato per la prima volta presso il Berliner Ensamble con l’accompagnamento della Mutter Orchestra di Michail Gross) ad altre più spiccatamente jazz, come nel caso di Piccola cucina cannibale, con Paolo Fresu, o addirittura hip — hop o pop, come nel caso de Il verbo essere, realizzato insieme all’inconfondibile fisarmonica di Antonello Salis. Nel disco è contenuta anche una cover della celeberrima Canzone del Maggio di Fabrizio De Andrè, rivisitata e stravolta dagli arrangiamenti di Nemola e dalla fisarmonica di Salis e una bonus track, La buonafede, risultato della collaborazione del poeta napoletano con il cantautore veneto Luca Bassanese.
Il tutto assolutamente, e come sempre, in COPYLEFT.

***

slam_b.jpgIL VERBO ESSERE (mp3, 7’33”)
(Voce – Nemola)
Lello Voce — spoken word
Antonello Salis – fisarmonica
Frank Nemola — elettronica

Registrato e mixato a Bologna — LittleBird Street Studios — 2007 / 08

sono un osso innamorato un fosso strozzato un non posso
come la posa del caffè sul fondo della tazzina sono morfina
polverina scintillante sono una mosca che ronza e non si posa
sono il contrario di un io sono mio mi uccido da me da
solo come un trovarsi un ruolo o lo scolo dell’acqua da
stoviglie sporche come le ciglia sono un fegato infetto il
volo di un insetto il setto deviato che non sente odore sono
un dolore tra le costole un amore vicendevole sono un
muscolo adulterato un ircocervo narcotizzato un fiato uno iato)

e tu che pensi che queste mie parole siano chiare come un fare dimmi
se sei proprio sicura di capire
e tu che confondi semplicità e trasparenza voglia e indecenza dimmi
se senza parole non sembra di morire:

ero carne giovane nervi vivi ero tutto ciò che ancora scrivi il
fruscio del sole e gli ulivi liquidi quanto il mare come vapori
di benzina e automobili aggressivi o braccia e cosce da
bucare con amore da carezzare e scoprire ero quello seduto
di lato il più silenzioso e quello ciarliero ero tutto ciò che
già sono ero un suono acuto tra lingua e palato un amore
rivoluzionario un diario un fischio un botto un terno al lotto
ero futuro colmo di passato un mozzafiato ero la vittima
della storia ero gli anni di piombo e lo sguardo attonito sullo
strapiombo la morte nera il corpo di cera la sconfitta la ciminiera)

e tu che pensi che queste mie parole siano chiare come un fare dimmi
se sei proprio sicura di capire
e tu che confondi semplicità e trasparenza voglia e indecenza dimmi
se senza parole non sembra di morire:

sarò mio padre che ritorna sarò la sua vecchiaia e il primo per la
la mannaia sarò il pentimento del futuro l’ultimo muro senza più
cocci sarò la punta aguzza della fine una vita fatta strame e tumore
pietra aspra della lingua sarò il fiato che manca la memoria stanca
di guevara la mano avara la mandorla amara che avvelena e la lena
sarò figlio di mio figlio sarà lui a trascinarmi per l’ultimo miglio a
gridare l’ultimo grido a calcolare lo sfrido tra morte e sogno sarò
l’eco del suo dolore il salto acrobatico e l’abisso che lo contiene il
tempo che viene e che non passa più sarò solo un però un subisso
di vocali senza più consonanti sarò in piedi a occhi aperti gambe
larghe sarò di spalle supino in ginocchio sarò vivo come quando scrivo)

e tu che pensi che queste mie parole siano chiare come un fare dimmi
se sei proprio sicura di capire
e tu che confondi semplicità e trasparenza voglia e indecenza dimmi
se senza parole non sembra di morire:

***

lello_seicentesco.jpgPICCOLA CUCINA CANNIBALE (mp3, 5′ 58″)
(Testi di Lello Voce, musica di Paolo Fresu e Frank Nemola)
Lello Voce — spoken word
Paolo Fresu – tromba
Frank Nemola — elettronica

Registrato e mixato a Bologna — LittleBird Street Studios — 2008.

a J.

ho bisogno di una scorciatoia lenta e di una vita che mi menta
dove si senta il suono spento d’ogni sentimento io ho bisogno
di un sogno lasciato indietro di trovare un metro alla menzogna
di sfuggire alla gogna bisogno di silenzio di assenzio e mugugno
ho bisogno di tatto d’olfatto di dare di matto sfuggire allo scacco
bisogno di occhi e polpastrelli di lingua di narici di mitragliatrici
di un gorgo sordo che inghiotta il futuro di una vena delle tue radici

) strappami le pupille e masticale con tenerezza assapora il gusto
amaro dello sparo e la polvere che ho sparso sulle emozioni tagliami
la lingua e brucia la punta fino a che il fumo non si fa incenso,
fino trovare un senso)

se ancora esisto è per nutrirti per stupirti per sfuggirti e per tradirti
metterti spalle al muro all’angolo e chiederti di arrenderti al segno
ambiguo che ci separa all’aria rara che sta tra noi e ci unisce in
un soffio al vuoto d’ogni nostro moto se ancora esisto è per dirti
per favore continua a stupirti per dirti bada che amore non fa rima
con cuore ma con il rombo del dolore con i muscoli strappati che
carezzi a sera con l’unica cosa vera sangue versato che fa primavera

) divaricami le gambe e staccale dal tronco smonta le ginocchia
svuotale di liquidi e parole asciugale al fuoco lento del dubbio
affonda l’accetta alle natiche con un colpo secco e netto dividimi
fammi a pezzi divorami)

se ancora esisto è per dirti di non credere una sola parola di affilare
lo sguardo come lama puntata alla gola di continuare a credere che
anche il tacchino vola anche a costo di restare sola anche a costo di
essere tu a dire l’ultima parola se ancora esisto è per l’acrobazia
che mai non sazia per quest’ultima carezza un attimo prima del
respiro affannato che mi spezza è per leccarti le mani con dolcezza
per bere il tuo sale asciugarti il male è per amore o per quel che vale

) tagliami le orecchie con cura e ricucile ai lati delle labbra e le
palpebre i polpastrelli applicali alla lingua con spilli e virgole e
punti là dove batte là dove il dente duole e pulsa in grumi di dignità
il ritmo del dolore l’accento della libertà)

ho bisogno di dimenticare il futuro di immaginare il passato bisogno
di fiato caldo sul collo di minacce di ricatti di violenza di una lenza
avvelenata bisogno di un’unica durata liscia come uno specchio come
il ghiaccio che il filo dei pattini fende come fosse il taglio d’una storia
comune un percorso un morso di vita che stride di lame e uccide io
ho bisogno di pelle e d’olfatto ma tu guardami senza toccarmi e ora
rubami la vita con destrezza amor mio e poi spegnimi con dolcezza

***

***

Video disponibili in rete

LAI LENTO (video)

LELLO VOCE LIVE, Auditorium della musica, Roma (video)

LA BUONAFEDE (video)

RAP FINE MILLENNIO (video)

CANZONE DEL MAGGIO (video)

***

anfibio.jpgANTIPODE (Per Lello Voce)

di Wu Ming 1

Intervento letto alla presentazione di Fast Blood
al Mel Bookstore di Bologna, 9 marzo 2005

Versi
che ascolti a morsi
capoversi
controversi
controsensi
contro il senso di marcia
occhi dietro la testa
e capovolti
il punto di vista del pestello che pesta
nel mortaio
scende dall’alto come filo a piombo
e piedi in su
antìpode alla verità ufficiale
sgama le antifrasi l’antifona
atipica
carne e ossa di giornale murale
uomo-sandwich tramezzino di realtà
poesia che ascolti a morsi e finisce quando finirà
versi che mastichi biascichi
olio di vomito
riempie lo stomaco di contrazioni spastiche
e non c’è maalox
finisce quando finirà
nessuna scorciatoia né correttore di acidità
è un digerire un rimestare
il risultato non è garantito
è un indicare i mostri col dito ferito
l’unghia strappata
è parola che accende parola incendiata
sillaba di lunga gittata
parola che protubera e offende
che non si rende
favilla di pietra focaia scolpita limata
è il distacco dalla mano della pietra scagliata
che fende l’aria ed è l’aria che fende
parola che vilipende
crèpita di burro che fonde
su teflon di padella non aderente
parola demente
che osa
getta ponti tra nome e cosa
ti sequestra e non ti riporta a casa
ti mette la testa tra i piatti dell’orchestra
ti dice: non mangiare la minestra
dell’Italia che s’è destra
forca farina e festa
versi che sono voce
e intanto nelle scarpe il piede cuoce
poesia che è movimento
elogio della fuga l’ascolti
mentre scappi dal reggimento
fuga di versi con gambe calcagni piedi
e tanto di cattivo odore
roba che non ci credi
anfibi portati per quarantott’ore
e bagaglio leggero
tocca muoversi partire
dopo Marx viene aprile e dopo agosto
autunno caldo o settembre nero.

***

voce.jpgLello Voce è nato a Napoli nel 1957; vive e lavora a Treviso. È stato tra i fondatori del gruppo-rivista «Baldus» e ha fatto parte del Gruppo ’93; ha inventato e dirige i Cantieri Internazionali di Poesia Absolute Poetry, a Monfalcone; ha introdotto in Italia il Poetry Slam ed è il più noto EmCee italiano. Ha collaborato con artisti e musicisti come Paolo Fresu, Michael Gross, Frank Nemola, Giacomo Verde e Luigi Cinque. In versi ha pubblicato Singin’ Napoli cantare (prefazione di Giuliano Mesa, Ripostes 1985), (Musa!) (con audiocassetta, Mancosu 1991, introduzione di Romano Luperini), I segni i suoni le cose (con cd audio, Piero Manni 1995, presentazione di Niva Lorenzini), Farfalle da combattimento (con cd audio, prefazione di Nanni Balestrini e nota di Jovanotti, Bompiani 1999) e Fast Blood (cd audio Absolut Poetry/Self 2005, musiche di Paolo Fresu, Michael Gross e Frank Nemola). Ha inoltre pubblicato il romanzo Il Cristo Elettrico (Noreply 2006, QUI LA RECENSIONE DI WU MING 1) e curato il volume di Haroldo De Campos, L’educazione dei cinque sensi (Metauro 2005). Collabora a «l’Unità» e il suo sito è www.lellovoce.it.

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