garywebbra.jpgE’ successo: Gary Webb, il giornalista di cui Carmilla ha pubblicato un’intervista, è stato trovato morto. Gary Webb era l’autore del celeberrimo The Dark Alliance, con cui ha denunciato il sistema americano e la CIA come produttori e distributori di droghe di massa, mirate al controllo della popolazione. La sua inchiesta, pubblicata sul San José Mercury News, gli meritò il premio Pulitzer.
Le autorità americane parlano di suicidio.
Pubblichiamo un articolo di Fabrizio Casari [www.reporterassociati.org], alla fine della cui lettura la ricostruzione della polizia Usa sembra riciola oltre che tragica.

garywebb2.jpgTROVATO MORTO IL REPORTER GARY WEBB. SUICIDIO?
di Fabrizio Casari

Gary Webb, giornalista investigativo vincitore di un premio Pulitzer, è stato trovato senza vita nella sua abitazione a Sacramento County, e il suo caso è stato subito definito un suicidio. Nel 1996 Gary Webb era stato l’autore di una serie di articoli pubblicati sul San Jose Mercury News intitolati “Dark Alliance” (La Scura Alleanza), rivelando che per anni, tonnellate di cocaina, poi vendute alle varie gangs di Los Angeles, avevano fornito degli ottimi profitti alla CIA
Quarantanove anni, tante inchieste, due premi Pulitzer. Gary Webb apparteneva a quella categoria di giornalisti per i quali la notizia non è conveniente o sconveniente, ma semplicemente vera o falsa. Trovato morto a casa sua con due pallottole in corpo, aveva ripetutamente denunciato minacce ed incursioni notturne nel suo appartamento. L’informazione ufficiale, che risponde agli editori che a loro volta rispondono agli inserzionisti, che a loro volta finanziano i politici che quell’informazione controllano, non lo ha mai amato. Anzi, fatto raro in verità, lo ha osteggiato, combattuto e discreditato quando pubblicava le sue inchieste, ignorato quando ha ricevuto i due prestigiosi riconoscimenti. Gary Webb era quel che si dice un giornalista scomodo.
Renitente alla guerra al comunismo voluta da Reagan, decise di guardare dal di dentro il ruolo della Cia in America centrale.
Erano gli anni ’80, quelli dell’impero del male. Quelli dei muchachos sandinisti e dei guerriglieri salvadoregni o guatemaltechi per i grandi media statunitensi, che lanciavano allarmi sulla penetrazione comunista nel “patio trasero” giustificando metodi, uomini e dollari impiegati a tenere lontane le orde guerrigliere. Anche Holliwood ci metteva del suo e la produzione di immondizia su pellicola sfornava rambi, seals, agenti spericolati e improbabili combattenti per la libertà da spacciare sugli schermi e sugli home video. Visti dagli States, gli anni ’80 erano questo e poco più. Visti dall’America centrale, erano gli anni delle nuove dottrine militari statunitensi, quali la guerra a bassa intensità.
Una sorta di rivoluzione della dottrina militare classica che s’insegnava a West Point; controguerriglia, popolazione locale direttamente coinvolta, finanziamenti ridotti e, soprattutto, clandestini. Già, perché l’allora Costituzione vigente negli Usa, obbligava il Presidente a dare notizia al Congresso di qualunque iniziativa militare fuori dai confini nazionali. Reagan scopre l’uovo di Colombo: fare la guerra, farla fare ad altri in nome e per proprio conto, aggirando il Congresso, che poneva veti alla guerra contro il Nicaragua culminati nell’Emendamento Boland nel 1984. Nessuna copertura finanziaria dunque, visto che il Congresso ignorava o proibiva.
E allora, come finanziarla? Ci pensò la Cia, organizzando su scala internazionale un traffico di stupefacenti ed armi i cui proventi vennero destinati alla guerra sporca in Nicaragua.
I Contras, definiti da Reagan “combattenti per la libertà”, erano gestiti da alcuni personaggi principalmente legati agli esuli anticastristi della Florida al comando di Felix Rodriguez e Luis Posada Carriles, agli ex appartenenti alla Guardia Nazionale di Somoza guidati dal maggiore Enrique Bermudez e a mercenari di varia nazionalità arruolati in ogni dove del mondo. Erano addestrati da uomini dell’intelligence israeliana, argentina e cilena. La supervisione del tutto era affidata alla Cia e il collegamento tra questa santa alleanza e la Casa Bianca era rappresentato dal colonnello Oliver North e dal maggiore Pointexder e il garante della copertura presidenziale era il Vice presidente George Bush, ex capo della Cia.
Su tutto questo Gary Webb aveva deciso di ficcare il naso.
Aveva documentato, con dovizia di particolari, l’irruzione massiccia del crack nei sobborghi neri di Los Angeles quale fonte tra le più importanti del finanziamento ai contras. Aveva intervistato decine di persone, investigatori della polizia locale e uomini che avevano scelto di parlare pur restando nell’anonimato, eccezion fatta per Michael Levine, ex poliziotto della narcotici; ma si era basato soprattutto sulle carte giudiziarie pubblicate riguardanti procedimenti passati e pendenti. Aveva quindi scoperto che una rete di trafficanti nicaraguesi che faceva arrivare la cocaina dalla Colombia a Los Angeles, agiva protetta e coperta dalla Cia.
Il grande pusher era Freeway Rick, che fece fortuna con il boom del crack, trasformando la cocaina da vizio dei ricchi a tragedia dei poveri. Un affare dalle dimensioni spaventose, un enorme mercato conquistato a passo di carica.
Anche altri grandi giornali avevano fatto cenno a possibili traffici di droga per finanziare la guerra sucia in Nicaragua, ma solo Gary Webb e il San Josè Mercury News, quotidiano della Silicon Valley, decisero di vedere come, quando, e grazie a chi arrivava la droga negli Stati Uniti. Scoprì il ruolo dell’aviazione militare salvadoregna, vera e propria agenzia di viaggi della coca proveniente dalla Colombia. Dalla base di Ilopango, in El Salvador, fino in Texas, la coca viaggiava ben custodita e non sorvegliata. La Commissione Kerry del Senato americano, appurò poi che anche l’aereoporto militare della Florida era una delle destinazioni previste di questi viaggi a basso rischio ed alto profitto.
Enrique Bermudez, ex alto ufficiale della guardia nazionale di Anastacio Somoza, noto torturatore ed assassino, era nella versione Contra il comandante della Fdn (Fuerza democratica nicaraguese), una delle tante sigle partorite dalla fantasia di Langley era il responsabile diretto del progetto. Era l’uomo che si riuniva due volte al mese con emissari della Cia e del Dipartimento di Stato. Alla fine della guerra, nel 1990, il gruppo di lavoro per l’America Centrale venne formalmente sciolto.
Bermudez venne poi ucciso alcuni anni dopo da due colpi di pistola sparatigli a bruciapelo nel centro di Managua e la responsabilità venne attribuita ad un commando segreto sandinista, mentre Luis Posada Carriles divenne istruttore dei servizi segreti salvadoregni.
Di tutto questo scriveva Gary Webb, che ha prodotto una documentazione estesa sui rapporti tra la Cia, il Dipartimento di Stato e la Dea con i cartelli colombiani. Il suo libro “Alleanza oscura” è una miniera inesauribile di documenti e testimonianze da non lasciare dubbi al riguardo. Il traffico di armi con l’Iran (da cui è sorto l’Irangate, presto insabbiato e ridotto a meccanismo deviato di un corpo sano) ha garantito l’armamento dei contras, mentre quello della droga con i cartelli colombiani ha garantito i finanziamenti per l’intera operazione.
Gli attori, da Felix Rodriguez a Luis Posada Carriles, da Otto Reich a Oliver North, fino a Luis Zuniga, si sono rifatti un’immagine consona.
Cosa fanno oggi? Felix Rodriguez, agente Cia, divenuto famoso per essere l’organizzatore della cattura e dell’assassinio di Ernesto Guevara, è ancora al suo posto, pare si occupi infatti del collegamento tra i gruppi paramilitari degli anticastristi e la Cia. Luis Posada Carriles, veterano della Baia dei Porci, il più noto dei terroristi anticastristi, autore dell’esplosione in volo di un aereo della Cubana de Aviacion sui cieli delle Barbados nel 1976, con un saldo di 73 morti, è stato appena scarcerato con un indulto su misura della ex-Presidente di Panama, Mireya Moscoso, intima amica del Governatore della Florida Jeb Bush, fratello del Presidente ed eletto con i voti della comunità cubana e nicaraguese di Miami.
Si trovava in carcere insieme ad altri 3 compari della Fnca (Fundacìòn Nacional Cubano-Americana) di Miami per aver tentato di far esplodere un ordigno con decine di chili di C4 durante una conferenza di Fidel Castro all’università di Panama City. Il processo era ancora in corso e l’aspettava una probabile, pesantissima condanna. Ora è libero ed ha ripreso i suoi contatti con l’Fnca.
Otto Reich, dopo aver organizzato il fallito colpo di Stato contro Chavez di un anno fa, dirige il gruppo di lavoro del Dipartimento di Stato Usa su Cuba. Lo stesso impiego (solo meno declamato) di Oliver North. Luis Zuniga, dopo aver rappresentato il Nicaragua di Aleman alla Commissione diritti umani dell’Onu a Ginevra (!!), opera di nuovo con la Fnca.
Le pedine sono tornate al loro posto. Gary Webb, reporter coraggioso, armato solo dell’amore per la sua professione, è stato trovato morto nel suo appartamento con due colpi di fucile sulla faccia. Le autorità parlano di suicidio.
Chi vuole può crederci.

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