I MISTIFICATORI – VOL. I PARTE TERZA (I)

di Biagio M. Catalano

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I brani in corsivo sono tratti da Rino Cammilleri, Fregati dalla scuola – Breve guida di liberazione ad uso degli studenti (da affiancare al normale manuale scolastico di storia), il cui testo integrale è disponibile on line

Nascita della Massoneria
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Il 24 giugno 1717, festa di san Giovanni Battista nonché equinozio estivo,

> Mi rendo conto che non sia elegante – e forse potrebbe apparire prevenuto o pignoleggiante, esordire immediatamente con un appunto su una sola riga di un nuovo blocco -, ma qual è il motivo dello specificare che si tratti dell’equinozio dell’estate? Rigurgiti astrologici “caldei”, reminiscenze della paganissima astralità dei festivals cattolici, semplice enciclopedismo di riflesso o inconscia allusione subliminale – che scarterei, poiché, con tutto il rispetto, stenterei a riconoscere al Cammilleri una capacità di sintesi del genere – al culto del Baphomet?


a Londra veniva creata la Massoneria moderna o “speculativa”. Si tratta di un fenomeno della più grande importanza per il mondo moderno: merita un cenno a parte. Il termine si rifà alle corporazioni dei costruttori medievali, muratori in italiano, maçons in francese e masons in inglese. Tali corporazioni erano quelle che avevano edificato le cattedrali, monumenti “unitari” del Medioevo (“unitari” perché in essi tutte le discipline confluivano: l’architettura, la scultura, la pittura, la musica, e anche l’astrologia, l’alchimia, la matematica, oltre naturalmente alla religione: insomma si trattava di vere e proprie “summae” del sapere); perciò erano considerate un po’ l’élite dei lavoratori.

> Quindi, si tratta dei discendenti di coloro i quali, sottoponendosi a “problemi pazzeschi”, edificarono le tanto decantate catedrali gotiche? Mi pareva strano che si fosse trattato di pii cristiani.

(!SNIP!) Per avere le spalle coperte da ingerenze governative, man mano che le monarchie diventavano assolute, tali corporazioni presero l’abitudine di ammettere nel loro seno personaggi altolocati come “muratori onorari”. Molti nobili e letterati di corte ottennero questo onore, in cambio della loro protezione. Finì che essi stessi chiesero di far parte della corporazione, specialmente quando la magia rinascimentale divenne lo sport preferito dalle classi colte.

> Fra le quali “maghi” – in “closet” – moltissimi pontefici ed alti prelati.

Si sparse la voce che il segreto alchemico della Pietra Filosofale, dell’Elisir di Lunga Vita, del Graal e della possibilità di fabbricare oro era detenuto dalle corporazioni muratorie. Non era vero, ma i “segreti” del mestiere finirono con l’essere interpretati così.

> Concordiamo che ogni tanto Camilleri pare mostrare un pò di buonsenso.

All’inizio del Settecento le corporazioni muratorie avevano ormai perso ogni carattere “operativo”, e vi restavano solo gli “speculativi”, cioè quelli che col mestiere muratorio non avevano proprio nulla a che fare. Nel 1717 le quattro principali logge inglesi si unificarono nella Gran Loggia di Londra e si diedero degli statuti. Il ricordo dei massacri delle guerre di religione e il positivismo scettico ormai imperante fece sì che la Massoneria moderna si venisse a configurare come una specie di nuova religione, una “religione dell’umanità” di tipo deista. Cioè: esiste un Grande Architetto dell’Universo al di sopra delle religioni e delle chiese; basta riconoscerlo e, a qualsivoglia religione si appartenga, si può operare per il bene dell’umanità sotto la guida di alcuni saggi. Nasce qui il moderno concetto di “tolleranza”, che non ha nulla a che vedere col significato etimologico del termine.

> Vuol dire, col concetto di “tolleranza” in base al quale a partire da Innocenzo III vennero massacrati tanti innocenti?

In sé significa infatti “sopportazione”, e così era inteso in precedenza. Ogni credo religioso ha la pretesa di essere “la verità” e al massimo “sopporta” chi la pensa diversamente, sperando di convincerlo a convertirsi. Ora invece si parlava di “relativismo”: ogni credo era relativamente vero, essendo in realtà solo parte di una verità più alta. Questa verità era posseduta dalla Massoneria, di cui chiunque poteva far parte, a patto che abbandonasse la pretesa alla verità assoluta delle sue credenze. Pochi anni dopo la sua nascita la Massoneria ricevette la prima delle quasi seicento condanne da parte della Chiesa Cattolica, la quale vi vide subito una pericolosa religione alternativa e concorrente.

> Non è un caso isolato…

D’altra parte la Massoneria si rivestì immediatamente di riti e di miti fondanti, come quello di Hiram (il leggendario costruttore del Tempio di Salomone) e dei Templari (supposti antesignani della Massoneria speculativa).

> Ma se non vado errato, Hiram non dovrebbe avere nulla di leggendario, a meno che la Bibbia, nella quale vi si accenna, non sia magna cum parte leggenda anch’essa.

(!SNIP!)

L’illuminismo e la cosiddetta Rivoluzione americana
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Abbiamo detto la “cosiddetta” Rivoluzione americana, culminata nella Dichiarazione d’Indipendenza del 4 luglio 1776, perché si trattò in realtà di una guerra d’indipendenza delle colonie d’America contro l’Inghilterra, guerra scoppiata soprattutto per motivi fiscali. Le colonie chiedevano semmai una “restaurazione” dei loro antichi diritti.

> Cammilleri, al suo solito, tenta di usare “sottili” tecniche sofistiche, ma vi rimane miserabilmente impantanato. Dunque, occorre rivedere la storia datosi che la rivoluzione americana (“cosiddetta”), mirata all’indipendenza delle colonie americane dall’Inghilterra (altrimenti culla dell’anglicanesimo), per Cammilleri tale non è; anzi è “cosiddetta” poiché in verità, si tratto di una… per l’appunto, guerra d’indipendenza delle colonie americane dall’Inghilterra (in fondo, scoppiata per “semplici motivi fiscali”…).

Poiché, però, Franklin, Washington, Jefferson e gli altri “padri” degli Stati Uniti erano tutti massoni (infatti erano in stretto collegamento con i “fratelli” francesi: la Francia, per motivi coloniali, appoggiava gli insorti contro l’Inghilterra), e poiché le colonie erano popolate di emigrati europei appartenenti a tutte le varianti del Cristianesimo, il credo massonico fu scelto dai “padri della patria” come l’unico capace di tenere insieme la nuova realtà politica.

> Fu vera gloria?

Tutti i presidenti degli Usa da quel momento furono massoni (il capo onorario della Massoneria mondiale è, per tradizione, il fratello del re d’Inghilterra, il duca di Kent). I simboli massonici (come la stella a cinque punte) entrarono a far parte della bandiera americana e della moneta (il dollaro, sulle cui facce campeggiano ancora oggi quasi tutti i simboli massonici: dal colore verde alla piramide tronca, dal triangolo all'”occhio” divino). La pianta della capitale fu disegnata appositamente a forma di squadre e compassi e molte istituzioni filantropiche di carattere internazionale presero impulso da “fratelli” americani.

> Quindi, il loro filantropismo è chiaramente farisaico, mi pare d’arguire.

L’atteggiamento elitario tipico delle logge si trasfuse nella filosofia illuminista. Coloro che capivano i “lumi” (che consistevano nel razionalismo “liberatore” dalle “superstizioni” del passato, cioè dal Cattolicesimo “papista”; il Protestantesimo e l’Ebraismo non ebbero affatto a soffrire dalla successiva Rivoluzione Francese)

> Per ragioni note non solo a tutti gli storici – seri -, bensì a qualsiasi uomo di buona volontà – vera -.

avevano il dovere di ”illuminare” gli altri e guidarli sulla via del Progresso. Tutte queste idee vennero divinizzate ed esasperate, cominciando con lo scriverle maiuscole: Progresso, Ragione, Scienza, Libertà, Eguaglianza, Nazione, Popolo.

> Così come Cammilleri e soci scrivono Papa, Re, Fede, Dio, Cristo?

Chi aderiva ai Lumi era nel giusto; chi non voleva aderirvi si condannava alla cecità. Gli illuministi cominciarono così a dividere l’umanità in due: se stessi, gli “intelligenti” o “illuminati”, e gli “oscurantisti”. Poiché i secondi erano dannosi per l’Umanità andavano neutralizzati.

> “Neutralizzati”? Perché non dire “eliminati”? Forse perché, come sa Cammilleri, non fu così? E perché non dire che a richiedere la soppressione di pensioni e benefici economici, fino alla depotazione in Guyana, per tutti i preti ostili al giuramento, fu il vescovo Fouchet? E perché non aggiungere che buona parte dei 25000 fuoriusciti che non vollero piegarsi a questi provvedimenti, trovarono asilo nella “perfida Albione”?

La Rivoluzione francese, diversamente da quella americana, fu una vera rivoluzione, nel senso che cambiò completamente il volto della Francia, poi dell’Europa. Solo chi la pensava come gli illuministi era provvisto di Ragione e operava per il bene e il progresso dell’Umanità. Per la prima volta nella storia l’ideologia faceva il suo ingresso sanguinoso. Per la prima volta, cioè, una filosofia si armava e distruggeva tutto per riedificare secondo la sua visuale. Gli illuministi accusarono la religione (cattolica) di essere causa di discordia e di guerre, e finirono per fare la stessa cosa in peggio.

> Il problema, che il nostro eccelso novello “Gorgia” – senza offesa per quest’ultimo – travisa, è che questo “bagno di sangue”, già ampiamente sperimentato nei recessi cattolici sin dai tempi di Ursino e Damaso, venne provocato dai reazionarii, come tutti (forse quei “pochi” pilotati da una storiografia “giacobina”) ben sanno.

I Sanculotti prima e i Giacobini poi, definiti da uno storico contemporaneo “banda di fanatici armati”,

> Sa dirci, il Cammilleri, chi fosse quello storico? Senza chiederlo a coloro dai quali sta scopiazzando queste “dichiarazioni”, beninteso.

non si limitarono a prendere il potere in Francia, ma pretesero di fare tabula rasa della concezione cattolica (o di quel che ne restava) per costruire un mondo pensato a tavolino secondo le loro idee.

> Oh, ma che birbanti!

Per questo usarono la ghigliottina e il Terrore organizzato.

> Il Terrore di quel Robespierre armato da un bagaglio ideologico e “morale” di tipo cattolico “puritano”, e oppositore della scristianizzazione, forse? Quella stessa ghigliottina poi usata nei territorii papali? Quando si dice che la chiesa non è restìa ad accettare nuove forme di progresso!

In più, come nel caso della Vandea, inventarono il primo genocidio “scientifico” della storia. Dalla Rivoluzione francese nascono tutti gli “ismi” che hanno sconvolto i due secoli successivi: il nazionalismo, il liberalismo, il comunismo.

> È estremamente curioso come certuni diventino “ecumenicamente preoccupati” anche nei confronti di problemi – marginali, ma qui chiaramente unica pezza d’appoggio mistificata ed ingigantita – scaturiti in terra straniera, probabilmente per il fatto che ivi mancava l’apporto della santa ideologia cattolica. Ma il Cammilleri ecumenico non farà fatica (o si?) a ricordare da dove avesse avuto origine – da quali “preti scellerati che sobillano il popolo, predicando il massacro in nome del cielo”, per dirla con le parole del vescovo Gregoire – il problema della Vandea.

(!SNIP!) Essa distrusse il Cattolicesimo (ma, come si è detto, lasciò in pace i Protestanti e gli Ebrei), inventò la carta moneta,

> Ma non dice, la critica reazionaria, che gli illuministi furono anche “antisemiti? Comunque sia, a parte il fatto che la carta moneta venne semplicemente riscoperta – poiché nei secoli precedenti i lungimiranti papi preferivano il soldo pesante al “virtuale”… -, forse sarà “esecrabile” poiché fu “inventata” dagli illuministi? In che modo ricevono i loro guiderdoni, oggi, gli apologeti di santa madre chiesa cattolica apostolica romana? Forse in polli ruspanti e indulgenze? O ancora in baiocchi?

la prima inflazione cartacea e la prima carestia artificiale della storia. Reintroducendo il concetto romano di “proprietà privata”, abolì tutti gli antichi diritti feudali e consuetudinari, le corporazioni operaie, col risultato di trasformare in salariati i contadini e gli artigiani.

> Non capiamo: quello stesso Diritto di quel popolo prededentemente decantato come esempio seguìto dai cristiani?

I beni dei nobili e della Chiesa, incamerati dallo stato, vennero svenduti ai ricchi borghesi (gli unici che potevano pagarli). Questi recintarono le loro proprietà (la Dichiarazione “universale” dei diritti dell’Uomo e del Cittadino, dice che la proprietà privata è “sacra e inviolabile”;)

> Capisco che il nostro aneli ai bei tempi in cui, armati di “maschia prevaricazione”, vigeva la legge del più forte, ma press’appoco così dice anche il diritto odierno.

(!SNIP!)

Effetti della Rivoluzione Francese
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Servendosi del segreto delle logge massoniche, nonché della loro efficiente rete di collegamenti su tutto il territorio, i club riuscirono a prendere il potere in Francia. Si trattò di un vero e proprio colpo di Stato operato da soli seimilacinquecento uomini circa. Avendo ormai la monarchia accentrato tutti i suoi pur scarsi poteri a Parigi bastò loro impadronirsi della capitale. Dal centro la rete clandestina dei club eseguiva immediatamente gli ordini in tutto il paese. I primi ad accorgersi che la Rivoluzione li metteva alla fame furono gli operai.

> No: piuttosto, a parte il fatto che dichiarazioni del genere non tengono conto di “problemi marginali” come le carestie e le incette dei preti e dei nobili – così come accadrà nelle campagne dell’Italia meridionale -, gli “uomini di dio” facevano credere loro questo.

Vietate per legge le loro associazioni non ebbero più alcuna difesa contro lo sfruttamento. A Lione ed altrove le manifestazioni spontanee furono represse a cannonate.

> Che tipo di “manifestazioni spontanee”? Promosse e composte da quali personaggi? Represse da quali altri per quali motivi?

Il “mito di fondazione” fu creato con la cosiddetta Presa della Bastiglia. Una settantina di insorti, tra delinquenti comuni, disertori e prostitute, si recarono alla fortezza, sperando di trovarvi armi.

> No: la attaccarono in primo luogo perché costituiva un simbolo reazionario. Ma questo – è noto – lo propaganda solo la storiografia giacobina. Non parla, il Cammilleri, della morte di molti “pezzenti” caduti sotto il fuoco reazionario di Launay alle 17 di quel giorno.

Essa era presidiata da invalidi svizzeri, e deteneva alcuni falsari, un giovane depravato (fatto internare dalla famiglia) e due pazzi.

> Aurea ambiguitas? Un “giovane depravato”, internato dalla famiglia: famiglia di credo gallicano o cattolico? Nobile o plebea? Poco importante se fosse l’uno o l’altro; basta che si mistifichi la prospettiva. Falsari (quattro, di documenti)? Due “pazzi” (non era meglio dire, cristianamente, “malati di mente”), ossia proprio il giovane depravato di cui sopra, di nobile famiglia, e un altro nobile, anch’egli internato per via delle famigerate lettres de cachet, poi abolite? Che fine fanno, costoro? I falsari in galera, dopo equo giudizio; il “folle” in sanatorio; l’incestuoso riaffidato alla famiglia, sotto la custodia del padre. Si pensa anche ve ne fosse un ottavo, un suddito del cattolico Regno di Napoli, ivi fatto rinchiudere dal cattolico Luigi XVI, per motivi abbastanza inquietanti. La Bastiglia, fatta costruire dal cattolicissimo Carlo V, presidiata da “invalidi svizzeri” (o meglio, per la precisione trenta svizzeri e un’ottantina di invalidi…), era quindi una prigione più schifosa e brutale delle galere papali e filo-papali perché si trovava sul suolo francese, o perché conteneva solamente pochi prigionieri? Camilleri pretende forse di fare sottile eristica in questo modo, cadendo sotto i colpi della decostruzione dei suoi miseri contorsionismi “ad usum Delphini”?

Poiché l’autorità monarchica era ormai paralizzata (Luigi XVI era massone, e davvero credeva nei Lumi), il governatore della Bastiglia invitò a pranzo gli assedianti, ma finì decapitato.

> Lo stesso Launay che mezz’ora prima aveva aperto il fuoco, talmente umano e fidato da essere stato ucciso un suo ex attendente? Il problema non era che il debole Luigi XVI fosse massone, o “credeva davvero nei Lumi”, bensì nelle pressioni che i ceti privilegiati esercitavano su di lui.

Il pittore David fu incaricato di dipingere un quadro che creasse il mito della Bastiglia. Da quel momento la prima superpotenza del mondo finì travolta dalla follia, con la ghigliottina che lavorava a tempo pieno contro i “sospetti”, i “traditori”, i preti.

> Notasi che in questo caso, essendo basata sul connubio demagogico di stampo post-mazzariniano, è possibile dire che la Francia regale di allora, fosse prima potenza del mondo!

Senza il golpe che a un certo punto eliminò Robespierre nessun francese sarebbe rimasto vivo.

> Poffarbacco! Il Robespierre (filo-cristiano), di sinistra, era peggio di un virus, a quanto pare!

Liberté: e mai le galere di Francia furono così piene;

> Piene di chi? Di innocenti? O di reazionarii?

anzi venne inventato il penitenziario, cioè il carcere come pena, cosa che prima non esisteva.

> E difatti, i criminali cristiani dei “bei tempi” godevano di piede libero, salvo che quando si eliminava “l’errore” alla radice…

Egalité: tutti divennero “cittadini”, ma si inaugurò l’ineguaglianza più odiosa, quella tra ricchi e poveri.

> I “ricchi” e i “poveri”… Come nel caso del Comitato della mendicità? Può il Cammilleri essere un pò più specifico?

Fraternité: ma solo per gli appartenenti ai club; gli altri non erano nemmeno considerati uomini. La canzone La Marseillaise (oggi inno nazionale francese) era tutto un’invito ad ammazzare quelli che non la pensavano come i giacobini.

> A me pare, invece, a leggere simili scempi di parvenza enfatica, che il Cammilleri non possa credere di puntare sul “pathos” onde camuffare la conoscenza men che approssimativa che ha della storia, Illuminismo inter pares. Quanto alla Marsigliese (scritta da un simpatizzante della monarchia), credo che Cammilleri debba evitare di considerare di visitare la Francia, a questo punto…

Lo sfacelo delle finanze statali francesi era cominciato con ministri illuministi come Say, Necker, Turgot, Condorcet, i quali erano infatuati delle nuove teorie economiche inglesi (Smith, Stuart Mill, Ricardo).

> Ma guarda! Quello stesso Necker che denunziò lo sfacelo cui avevano portato le spese ingiustificate della corte reale e i benefici clericali?

Solo che queste teorie “del libero mercato” erano calibrate sulle necessità commerciali britanniche (l’Inghilterra aveva un’economia fondata sullo scambio con l’oltremare, e teneva come essenziale appunto la libertà di commercio).

> Sacrosanto; ma il nostro “storico” dimentica che molto speso i momenti problematici sono direttamente proporzionali ai problemi creati sotto le “ammistrazioni” precedenti; e nella fattispecie, non è che la Francia luigina fosse poi così florida.

Un’economia di terraferma, però, era altra cosa. E’ un errore pensare che il capitalismo sia nato dalle teorie liberiste inglesi, anche se i manuali fanno cominciare da esse la cosiddetta economia politica. In realtà il capitalismo nacque in Italia nel Medioevo, epoca in cui i banchieri italiani e le repubbliche marinare dominavano economicamente tutta l’Europa.

> Quindi, quel medesimo capitalismo contro cui si scagliano gli “illuministi” clericali, è chiaramente valido sin quando si tratta di “scoprirlo” a partire dal Medioevo, inventato a quel tempo per iniziativa dei soliti monaci imprenditori.

La potenza economica si spostò al Nord quando i capitalisti italiani cessarono di produrre “cose” per dedicarsi alla più proficua speculazione finanziaria.

> Sia ben chiaro, in quel caso i “capitalisti” sono si ancora italiani, ma non si specifica se fossero ancora cattolici, ebrei, “eretici” o che altro…

Così l’Italia, che aveva inventato le assicurazioni, i noli, i contratti, l’assegno, la cambiale, la banca moderna, vide emigrare la ricchezza verso i luoghi dove il lavoro costava meno e gli imprenditori investivano in produzioni e non in titoli.

> Specifichi il Cammilleri, se queste “invenzioni” erano state inventate da cristiani (potrei capire i mercanti giudei, ma i “cristiani”…), o se devono ricevere lustro semplicemente per il fatto che possono essere state inventate “dall’Italia”…

La nuova teoria economica partiva dalla “razionalità” del comportamento economico, definendo tale solo “il massimo risultato ottenuto col minimo sforzo”;.

> Beh, quanto a questo, la chiesa da millenni riesce proprio a corroborare la validità di tale assunto in maniera egregia!

Va da sé che chi non cerca di arricchirsi, chi cerca solo la gloria o, peggio, la santità tramite la carità, non si comporta “economicamente”. Di fatto era solo la razionalizzazione dell’egoismo e la teorizzazione dello sfruttamento.

> Cammilleri è semplicemente patetico, e demerita persino l’assecondamento. Inutile discutere seriamente di necessità progressive di un mondo oramai molto più vasto rispetto al Mediterraneo in cui l’aveva confinato una chiesa sin troppo pavida della vastità, per poter parlare di controllo diretto.

No ai monopòli che intralciavano la “libertà”: dunque no al monopòlio del lavoro rappresentato dalle corporazioni. No alla beneficenza, no al clero, “inutile” perché non produttivo.

> Indichi, il Cammilleri, cosa produce il clero; forse benedizioni? È estremamente facile parlare di “irriverenza” (nei confronti di cosa?) provocando il buonsenso di chi il cervello riesce ad usarlo…

Ma l’uomo non vive di soli beni, né vive solo per i beni.

> Specialmente quando non li condivide coi “ministri dell’anima”.

E quando si accorge di essere considerato solo una cosa, un’unità di produzione e consumo, si disaffeziona al lavoro.

> Ovvero, lavora male, quindi rende poco… Come quei poveracci del Medioevo, cui toccava una parte irrisoria dei beni da loro prodotti a vantaggio dei soliti noti cari al Cammilleri, che glissa peraltro sulla rivoluzione industriale (quella vera) iniziata proprio durante l’Illuminismo grazie all’incremento della ricerca tecnologica?

Tuttavia è tipico di tutti gli utopisti, cioè di quelli che “ri-creano” la società a tavolino secondo le loro idee, cercare di adattare i fatti alle loro teorie, perfette sulla carta. Chi non ci sta è un “nemico del popolo e del progresso”.

> Pare che Cammilleri ventili pure delle velleità autobiografiche; ed è anche tipico dei massimi utopisti, come i papi, credersi infallibili e di dover essere mantenuti a spese altrui in virtù dell’essere vicarii di una mera proiezione della debolezza umana.

Insomma la Francia si impoverì, e fu necessario convocare i famosi Stati Generali.

> Orbene, questo fu un po’ prima della Rivoluzione, vale a dire ancora al tempo di re (e che re!) Luigi… Cammilleri fa forse parte di quegli utopisti ricreativi che tentano di ri-creare la storia a tavolino?

I cahiers de doléances contenevano sì lamentele (come sempre, quando le cose vanno male e si chiedono riduzioni fiscali) ma non richieste rivoluzionarie.

> Io credo che Cammilleri, onde poter presentare simili baggianate con una parvenza di credibilità perlomeno inconscia, debba ricercare meglio fra i suoi “cahiers”, e soprattutto fra le righe delle tecniche dei retori, qualche altro sistema più sottile, ma non tanto, di modo che non cadano con un filo di vento. Innanzitutto, addossare la premessa della protasi su un’apodosi tale per cui i cahiers avrebbero dovuto implicare “premesse rivoluzionarie”, costituisce un sillogismo assai balzano, dato che essi non furono di certo il motivo per cui la controparte scatenò una reazione (semmai ci fu a medio termine…). Due di questi, quello di Vallerague e Aigues-Vives, chiedevano sgravii d’imposta e una ricompensa per i parroci, pur se richiedevano l’abolizione della decima. Quindi, non vedo dove voglia “parare” Cammilleri. Forse, invece, vuole tentare di minimizzare che qualche provocazione ci fu comunque?

Anzi si chiedeva semmai di tornare all’epoca in cui si stava meglio, prima cioè delle “novità” introdotte da ministri scriteriati.

> Tanto meglio che 150 rappresentanti del basso clero si unirono ai 600 del Terzo Stato nella sala della Pallacorda? Tanto meglio che fu il curato Du Mont, a guidare i fatti della notte del 13 luglio? Come mai questi sacerdoti popolani non vengono decantati alla stregua dei vari “missionari” “martirizzati” da governi “atei” perché furono a favore del popolo? O forse a Cammilleri rincresce che l’incameramento dei beni ecclesiastici venne effettuato in data del suo genetliaco?

Ma i rappresentanti agli Stati Generali, a Parigi, erano, in gran parte e logicamente, gente di penna e di lingua, cioè avvocatuzzi di provincia (come Robespierre) e letterati senza arte né parte ma in cerca di fortuna.

> Come il nobile doppiogiochista “Philippe Egalitè” o Thomas de May?

Costoro, imbevuti di idee illuministiche, discutevano nelle “società di pensiero” ogni notte fino all’alba, per settimane.

> Quale spreco di tempo, quale contrasto, con i nobili asceti che digiunavano e vegliavano pregando per settimane (almeno, così dice l’agiografia di certuni di loro)!

I più, stufi dell’inconcludenza demagogica, a un certo punto se ne tornarono alle loro case e al loro lavoro. Restarono solo gli “arrabbiati”, che avevano tutto da guadagnare in un sommovimento sociale. Abbiamo visto qualcosa del genere nell’assemblearismo permanente e parolaio del Sessantotto (anche qui gli slogan iniziali poco a poco si trasformarono in “lotta armata”).

> Su questo gradiremmo che il reazionario nostalgico di destra Camilleri rivedesse le sue, di radici, anziché parlare a vanvera.

Ridotta, con il Terrore, la Francia ai minimi termini, si sostenne che la Dichiarazione dei Diritti era “universale”. Si inventò -letteralmente- la “patria in pericolo” e si aggredì, per depredarlo, il resto d’Europa.

> Ma non mi pare… Forse attribuisce alla riannessione di Avignone e Venassino, tolti al Vaticano, la vera causa scatenante delle dichiarazioni di guerra da parte di Prussia e Austria?

Avendo introdotto la leva di massa e obbligatoria (il mito del Popolo in Armi, così come facevano i Romani),

> Ah, i bei tempi in cui i placidi e pacifici cristiani impinguavano (dice il nostro) “spontanamente” gli eserciti dell’Urbe!

la Francia scatenò sull’Europa milioni di uomini armati, controllati allo spasimo da “commissari politici”. In un’economia essenzialmente agricola la leva di massa toglieva le braccia migliori alla terra. Per questo la Vandea si sollevò.

> Ripetiamo: la Vandea si sollevò perché i preti – come loro uso – istigarono il popolo a farlo, ingigantendo i problemi socio-economici.

Non solo. Gli stati europei, invasi,

> Cammilleri vuol dare prova dell’ennesima sconcezza perpetrativa, o avrebbe preferito tacere anziché attirarsi lo sdegno di chi la storia la conosce bene?

(!SNIP!)

(CONTINUA)

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