di Biagio M. Catalano

Gli ultimi sussulti di una TV di stato oramai votata al viale del tramonto, da organo d’informazione nazionale a strumento di propaganda conto-terzi.

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Mala tempora currunt!
E se il crocefisso era “solo un simbolo”, avreste fatto tanto rumore per nulla? Com’è che questi due pezzi di legno, d’origine cultologica pagana millenni prima che quattro scalzacani parvenu sortissero fuori dalle nebbie dell’ignoto, diventano magicamente tutto, in determinate circostanze? Non sapete forse, voi, che le grandi problematiche nascono da fesserie? Ma il crocefisso non è una fesseria, rispondono i meno lassisti! Appunto…
Se è chiaro che, non tanto da un punto di vista di diplomazia spicciola, bensì di quadratura delle parti, personaggi come Smith, in tutta la loro “buona volontà” e pur volendo concedere il beneficio della buona fede, provocano i provocatori (mi riferisco a coloro i quali, con strumenti diretti o meno, stimolano la reazione del buonsenso utilizzando canali di diffusione di nozioni e dogmi falsi più del loro Giuda), è anche vero che dall’altra parte della barricata si tende ad arroccarsi su posizioni che, ad osservare i temi, le modalità espressive, gli atteggiamenti dei portavoce, contibuiscono vieppiù a cristallizzare l’opinione del fatto che, in sostanza, la mentalità basata su presupposti religiosi non possa far altro che sortire effetti devastanti o quantomeno risibili.


Adel Smith sembra, piuttosto, il classico bastiancontrario prezzolato, l’agit-prop dell’ultim’ora, inviato non si sa da chi, ma inviato. Certamente, ce l’hanno mandato; per provocare, per fomentare l’odio già serpeggiante proprio grazie ai vari interventi inondati sul medesimo simposio vespiano, di personaggi ameni come Allam, suo connazionale sive chrestianus, o Luttwak, maccheronico maccartista spicciolo d’oltreoceano. A meno che non sia un fanatico autoconvinto, ce l’hanno mandato per provocare. E riceve pure l’attestato di solidarietà dell’UAAR, e lo mostra pure! Chi ha abboccato? Gli atei, i musulmani, i cristiani, o tutti?
Vieni al cinema insieme a me? C’è l’attore che piace a te… Ma chi è, ma chi è mai, questo Adel Smith? Carneade: chi è mai costui?
E dobbiamo sorbirci trasmissioni come quelle vespiane, per stare all’erta… Nessundorma, fratelli d’Italia…

Res sunt umquam…
Porta a Porta è oramai un programma abbastanza seguìto, evidentemente a cagione del suo chiaro imprinting filo-clericale, meta-buonista, a tratti melenso e, in caso di eccessi (ovvero, la regola), decisamente rivoltante. L’effetto di certi programmi impostati su un filo conduttore allegedly a carattere moderato, può essere a tratti controproducente, oltreché indiziario; in fondo, non è un caso isolato. Ultimamente, abbiamo assistito a una vera e propria inflazione (solo questa, ci mancava…) di retrò coartato, dalle trasmissioni pippobaudiane, alle Buone Domeniche, ai vari talk-shows e salottini a conduzione familiare; films sui santi, giubilei, pontefici ricoverati; interventi di “esperti” a spiegarci com’è nato il cristianesimo e le feroci persecuzioni delle fantasie eusebiane cui vennero sottoposti gli innocenti testimoni di un dio lungi da qualsiasi dimostrabilità. Come qualunque altro, d’altronde.
Tutto il palinsesto RAI, prevalentemente quello del primo canale, trasmette soprattutto questo. Tutto ciò onde moderare con una ventata di salutare bigottismo cromwelliano-toniniano, la peniciosa china che sta prendendo la TV delle ballerine scosciate, dei tacchi a spillo e dei reggicalze, dei cazzi vernacolari (mi scuso per l’eufemismo), dei vari Santori e Luttazzi; la TV cosiddetta “spazzatura”. Quella
Diplomatici gessati, anzi fossilizzati, emblema della repubblichetta perbenista, vecchioni dai gelidi occhi da faina socchiusi su un sorriso lattanziano, attenti a parlare quando conviene e a tacere quando non conviene, con la loro aria di persone corrette infondono nello spettatore, nel “comune ignaro” digiuno di realpolitik e dietrologia, l’impressione che l’Italia sia veramente il migliore dei mondi possibili, con il suo vicario di dio installato al centro del buon vecchio scarpone, obsolescente reliquia bimillenaria di un fantasma imperiale incartapecorito ma comunque vitale. Saranno di certo persone corrette, prese in sé per sé, ma è arbitrario correlare aprioristicamente la correttezza e la rispettabilità all’involucro, nel caso in cui la sostanza è chiaramente il prodotto di una serie di mutazioni palingenetiche del revanscismo pre-tangentopolitano, materiato fino alla più intima molecola di democrazie cristiane e genuflessioni papaline. Sarà un caso che si tratti tutti di personaggi della destra? No: è un mistero che la sinistra sia bolscevica e atea? Perlomeno, non tutti: fortunatamente intervengono personaggi come Angius e Castagnetti, con il suo bel quadro d’autore; “Paterno!”, avrebbe esclamato la buonanima di Tognazzi ne Il Vizietto.
Il Vaticano, piccolo staterello d’ubiqua longa manus, dall’influenza politica devastante, non può essere concepito come un organismo prevalentemente politico, dacché si tende sempre a pensare che la “spiritualità” non possa ripercuotere collusioni con la mondana demagogia; non vi stupiate, poiché, d’altronde, dei semplici è il regno dei cieli. Revanscisti imbevuti fino alle midolla di “cultura” cristiana, manovrano l’opinione pubblica indisturbati e plauditi, smascellando impuniti improperii contro chiunque pecca d’insubordinazione, in virtù dell’autoconvinzione d’essere retti e seri che deriva loro dalla formazione cui sono stati sottoposti, avvalendosi anche e soprattutto dei mezzi dialettici più cortigiani e triviali; li vediamo costantemente dinnanzi ai monitors, personaggi di mezz’età avanzata, segnacolo di sicura autorevolezza e saggezza (si crede), a pontificare nozioni e assiomi di “buonsenso”. Tutti a dire sempre le stesse cose, a blaterare sul buonsenso, sulla “tradizione”; è normale che dopo trasmissioni del genere, i sondaggi passino dal 60% a favore dell’abolizione, al 49%!

… Ma lo sappiamo, che la religione è uno strumento!
Quale tradizione? Dimentichiamo che la chiesa è stata il principale motivo dell’arretratezza, delle stesse invasioni straniere usate a fini strumentali, della distruzione, della frammentazione dell’unità d’Italia sin dalle sue origini? Dimentichiamo che si tratta di un corpuscolo estraneo innestato da due millenni sul sacro (questo si) suolo italiano, che non solo lo mantiene, ma sta anche cercando di obliterare la propria dignità eliminando qualsiasi maxima injuria, tranne il vilipendio alla “religione di stato”? Dimentichiamo che i suoi propagandisti furono principalmente dei retori ex pagani , relapsi, eretici (Tertulliano, Origene, etc.), stranieri, allettati con il miraggio di postazioni d’alto bordo, il cui unico scopo era quello di distruggere l’unità del più civile e glorioso impero di tutti i tempi, incistando al suo interno lo stile di vita reprobo delle province aduse ai più bassi sistemi di superstizione? Ma già, non tutti conoscono la storia: occorre “documentazione specializzata”, per esserne al corrente… Occorre sapere che il cristianesimo ha origini ebraiche solo sulla carta, mentre le ideologie sono completamente stravolte rispetto al messianesimo ebraico, che infatti non ha mai riconosciuto e continua a disconoscere quel fantomatico symbolon mitografico che risponde al nome di “Gesù di Nazareth”; occorre sapere che il cristianesimo è stato creato così com’è da Costantino, inviso alla romanità anche e soprattutto per i suoi crimini e il suo evidente squilibrio mentale. Ce lo dice in special modo quel rinnegato di suo nipote Giuliano, la cui testimonianza, però, è partigiana: non lo chiamavano forse “l’Apostata”? Non si salvò forse per puro caso uno dei più illuminati imperatori della storia, per poi morire di diffamazione? Occorre sapere, infine, che nella storia della chiesa gli eventi luttuosi necessiterebbero ben più di tutti gli affreschi e le pietà michelangiolesche messe assieme, per poter continuare a passare al di sopra di ogni commento.
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Chi ha distrutto il più grande sistema civile della storia, e deviato il corso dell’evoluzione socio-politica di oltre mezzo millennio, inaugurando un’èra di malessere, tormenti, terrore, impostura? Questa è quell’istituzione che, dopo aver estorto beneficia inimmaginabili tramite documenti spurii, dopo essersi salvata la pelle migliaia di volte grazie ad imboniture e collusioni col primo potente di turno, ora pretende d’essere considerata nella Carta europea? Questo è quell’eroe, tuonerebbe Isaia, che ha distrutto il mondo, e non ha liberato i prigionieri, che diceva in cuor suo: “Salirò sul trono dell’altissimo”… Sarai scaraventato nel profondo del tuo stesso Sceòl!

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