di Alessandra Daniele

Da quando esiste, il Ministero delle Riforme è stato utile quanto il famoso Ministry of Silly Walks dei Monty Python.
Le riforme italiane infatti sono sempre state concepite esattamente con la stessa logica di quelle camminate. Un passo avanti, due indietro, tre di lato, un saltello, una piroetta, un calcio, un inchino. Tortuose coreografie ridicole fatte per complicare le cose invece di semplificarle, creare problemi anziché risolverli.
L’unica cosa nella quale le riforme italiane si siano mai dimostrate efficienti è stata fottere i lavoratori.
In tutto questo le riforme renziano-boschive battono persino i precedenti record suini di Lega e PDL.
Diventata nazionalista per opportunismo, adesso la Lega preferisce dimenticare gli anni della devolution, anzi de-evolution. Anche il Senato renziano però è abbastanza involuto da poter essere stato davvero concepito dalla Boschi.
In autunno sulle camminate sceme del Cazzaro si preannuncia una battaglia all’ultimo sangue a colpi di generatori automatici di emendamenti, trappole per canguri, zombie del Nazareno, ricatti e trabocchetti.
La Montecristiana minoranza interna del PD si prepara a vendicarsi di tutti i fallimentari tentativi di schiacciarla, e Berlusconi si farà pagare carissimo il suo eventuale soccorso suino.
Se una qualche specie di Senato uscirà da questo calderone di merda ribollente, sarà sicuramente un mostriciattolo legislativo talmente demente e deforme da meritarsi una serie TV dedicata: “Italian Horror Story: Senato”.
La cosa più probabile però è che ancora una volta vada tutto a puttane, e dopo qualche pasticciato interregno, si ritorni a votare per entrambe le camere col semi proporzionale rimasto in vigore dopo la macellazione del Porcellum da parte della Consulta.
Tanto, come sappiamo il voto degli italiani non conta più un cazzo.
La camminata verso le urne è comunque la più scema che gli tocchi fare.

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