di Mauro Baldrati

Spett. Comitato permanente interstellare di monitoraggio e analisi dei fatti – Sezione Uman SX 11-11

Da: Unità intermedia ricerca dati e sopralluoghi – Uman SX 11-6

Egregio Presidente, egregi colleghi,

dopo il ritrovamento del documento qui richiamato, le ricerche non hanno dato esito circa la presunta migrazione (su Alpha Centauri? Non risultano tracce in proposito) di gruppi di umani in fuga dal pianeta Terra. Dai recenti sopralluoghi peraltro, effettuati con droni, satelliti e squadre di esploratori, si conferma lo stato di neo-preistoria in cui è precipitato il pianeta. L’inquinamento ambientale, atmosferico, idrico, geologico è risultato irreversibile e insostenibile per le cellule viventi. Eppure diverse bande riescono a sopravvivere, nascoste in caverne o nei ruderi ancora in piedi. Si tratta di piccole comunità, spesso in guerra tra loro, con una prospettiva di vita molto limitata e decimate dalle malattie. Sono stati segnalati anche alcuni bambini, nati con gravi malformazioni che, secondo i loro modelli estetici, risultano dei mostri. Possiamo quindi confermare la diagnosi di “fine della civiltà umana”, già evidenziata dagli analisti dell’Unità Uman SX 11 – 9. L’estinzione della specie è un dato sicuro, riteniamo che il processo definitivo si attuerà al massimo entro una decina di anni. Infatti oltre ai sopravvissuti umani restano attive solo alcune specie di insetti, di licheni e di batteri. Poi, secondo le stime, occorreranno dai diecimila ai trentamila anni per il ritorno della vita sul pianeta. E il quesito posto dalla suddetta unità, ovvero se ricompariranno gli umani, allo stato attuale non può avere risposta. Una nuova evoluzione potrebbe prendere direzioni inaspettate. In ogni caso sarebbe indispensabile verificare l’esistenza di queste presunte colonie. Ma dove? Gli umani non possedevano la tecnologia per viaggi interstellari in modalità iperspazio. Per esempio, non avrebbero potuto raggiungere Alpha Centauri. Al massimo potevano sbarcare sulla Luna, o su Marte, ma i satelliti a onde termiche che per mesi hanno circumnavigato le superfici di quei pianeti non hanno trovato riscontri. Pertanto riteniamo che il documento citato sia l’opera di un autore isolato, scritto prima di morire. Sappiamo quanto amassero le opere di fantasia. Per cui l’unica possibilità è che siano rimasti sulla Terra, rifugiati nel sottosuolo, in attesa di tornare in superficie, mutati dalla permanenza in ambienti sotterranei senza luce naturale. Non è una prospettiva molto verosimile, ma neanche totalmente da escludere.

In questo caso è necessario valutare la nostra posizione. Continueremmo a essere neutrali? Continueremmo nell’opera di osservazione senza intervenire? Ovviamente non sta a noi entrare in queste tematiche. Noi siamo degli esploratori, dei semplici raccoglitori di dati. Ma il dibattito è serio, e importante. Dalle nostre ricerche sul campo abbiamo raccolto dati impressionanti, assistito a scene spaventose. Questa specie è davvero riuscita a distruggere un intero pianeta. Non si è trattato di un’invasione, di un attacco dall’esterno con armi nucleari-gamma, ma di una involuzione che l’ha portata all’autodistruzione. Pertanto è nostra convinzione che una sua rinascita costituirebbe un pericolo molto grave per l’intera comunità interstellare. Infatti gli umani, nonostante la continua ricerca scientifica che in breve tempo li ha portati a conquiste notevoli, sembrano conservare sempre e comunque una componente di estrema violenza che li porta, inevitabilmente, verso questa direzione. Sono dei predatori, dei guerrafondai; lo sono sempre stati, la loro è una storia di guerre e di massacri. Temiamo che, nonostante i buoni propositi evidenziati nel documento (una società più giusta, più rispettosa), finirebbero per prevalere questi sentimenti negativi. Dalle ricerche storiche infatti, basate su documenti scritti, audio e video, è emerso che i propositi positivi sembravano diffusi tra la popolazione, ma solo come possibilità virtuali, poiché finivano per prevalere l’egoismo, la paura, la falsità e l’aggressività. L’analisi storica per certi aspetti è stupefacente. Ci si è chiesti come sia possibile che masse enormi continuassero a ripetere gli stessi errori, a cadere negli stessi tranelli, uguali nei secoli, dei loro sfruttatori. E come mai tutti, dominatori, sfruttati, carnefici e vittime, nonostante le lotte e le speranze di alcuni, abbiano fatto la stessa fine. Forse si è trattato di una specie che si è sviluppata troppo in fretta, in maniera convulsa e al di fuori di ogni equilibrio naturale. Una specie maledetta, e ci si perdoni il linguaggio arcaico. Ma dopo uno studio durato decenni non possiamo non temere la loro esistenza, come una malattia contagiosa che può propagarsi attraverso gli spazi stellari e contaminare oppure distruggere in guerre senza fine altre specie viventi.

Per questo ci sentiamo di suggerire l’unica soluzione possibile. La soluzione finale. Ci rendiamo conto che è una prospettiva orribile, che va contro tutte le nostre etiche; una scelta atroce, che può generare molti conflitti al nostro interno, e sorprendentemente potrebbe configurare una sorta di “somiglianza” con loro. Se ciò fosse vero, allora veramente sorgerebbero dei dubbi devastanti sul concetto stesso di creazione, di evoluzione, di vita e di morte. Eppure riteniamo che non vi siano alternative. E’ indispensabile neutralizzare il pericolo. L’infestazione. Il veleno.

Dobbiamo portare a compimento il loro processo di autodistruzione, estirpando ogni sacca di sopravvivenza della specie umana. E cancellarne ogni traccia, ogni ricordo, come esortava a fare uno dei loro dei, quello del libro antico La Bibbia, quando chiamava il “suo” popolo a sterminare gli abitanti delle terre che Lui aveva scelto per loro.

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