di Collettivo redazionale di Agenzia X

research_copRe/search Milano. Mappa di una città a pezzi, è una guida ipertestuale fuori formato realizzata da un collettivo di oltre 120 cittadini milanesi che uscirà, per Agenzia X, a ridosso dell’apertura dell’Expo. Un progetto editoriale a più tappe che racconta la metropoli più sconosciuta e vivace, quella che si esprime nelle situazioni senza luce mediatica puntata addosso, estranea al mostrismo del grande evento.

Si può sostenere il crowdfunding per l’edizione in inglese e un sito bilingue su:
http://www.eppela.com/ita/projects/2640/research-milano

 Re/Search Milano

“Cartografare contrade a venire”, sostenevano Deleuze e Guattari. Mappare non per rendere fisse le situazioni, ma per creare linee di fuga, metterle in divenire, in evoluzione. Questo è il programma di Re/search Milano. Cartografia, ricerca, guida ipertestuale, mappatura di forme e stili di vita molteplici e distanti, eppure in sintonia sensibile tra di loro, in attesa di connessioni impreviste che producono nuove visioni e progetti, formule di socialità, partecipazione e divulgazione dei saperi.

joykix

Il progetto è partito nel giugno scorso da un gruppo di giovani nato all’interno della redazione di Agenzia X che ha mappato 800 luoghi di incontro, di produzione culturale e di aggregazione spontanea a Milano e nel suo hinterland, una panoramica sugli spazi pubblici che tentano di mettere in secondo piano i vincoli commerciali. L’idea ci era venuta per non subire passivamente il grande evento che ci attendeva, dopo aver tentato di opporci, volevamo ribaltare la visione della vetrina di Expo. Inizialmente le parole chiave erano: underground e ricerca. Ci chiedevamo se avesse ancora senso interrogarsi sul significato di questi due termini. Molti anni fa la critica al conformismo aveva trovato i suoi più irriducibili portavoce nelle controculture dell’underground, ma la lenta trasformazione della società dallo stato solido a quello liquido ha in seguito prodotto una seconda rapida mutazione: il liquido già inafferrabile è diventato improvvisamente vapore, gas, aria invisibile, senza nemmeno un colore. Sociologi, intellettuali, giornalisti sono tutti concordi nell’affermare che l’underground ha smesso di fornire elementi di appartenenza specifici in grado di catalizzare intorno a sé gruppi di oppositori o sognatori.

Eppure, gli 800 luoghi mappati ci raccontavano un’altra storia, nella lista appariva una moltitudine di laboratori creativi, piccole librerie, officine multimediali, macchine di produzione d’immaginari non omologati, scantinati che diventavano spazi espositivi, micro palchi calpestati da decine di band ogni settimana, centri di sperimentazione sociale che quotidianamente offrivano strumenti culturali, negozi che si trasformavano in luoghi di socialità, street art e poesia che tentavano l’invasione nelle strade, posti di lavoro ibridi dove finalmente ci si parlava, associazioni di quartiere che difendevano il territorio, sedi culturali di comunità etniche, gruppi informali che organizzavano iniziative temporanee nelle piazze.

“…la Milano profonda, quella che non ti aspetti, che ti tradisce, che ti lusinga, quella meno conosciuta ma che ancora esiste e che riesce a stupirti quando scavi un po’ di più. Quella Milano che funziona come dispositivo di racconto. Non c’è mai stata letteratura legata alla Milano da bere e del fashion, non è suggestiva né evocativa. I romanzi riusciti sono quelli che scavano nella metropoli, nella Milano underground”.

(Alessandro Bertante, uno dei primi scrittori che ha risposto al nostro appello per partecipare a Re/search Milano)

Brambilla

La redazione

Una città sommersa, attraversata ancora di più di un tempo da emarginati, bohemien, dissidenti, minoranze etniche, lgbt, senza casa, extralegali, squattrinati, avventurieri e libertari. Tutti questi soggetti erano i promotori dei luoghi da noi mappati e, anche se accomunati dalla negazione dei ritmi di vita e dei valori mainstream, in pochi si conoscevano tra loro. Erano pezzi di città divisi, a mille miglia uno dall’altro. A quel punto, sorpresi dal numero e dalla vivacità riscontrata abbiamo continuato a rifletterci, evidentemente serviva una ricerca più approfondita sui dati che avevamo raccolto. Così i redattori sono diventati ricercatori, passo dopo passo per le strade della città a raccogliere informazioni più dettagliate, coinvolgere amici, creare connessioni, sviluppare nuove topografie d’intesa. Lo schema era da smontare, una sorta di decostruzione per far saltare i codici d’accesso all’interazione, utilizzando la tecnica dell’esplorazione psicogeografica. Quando si è trattato di iniziare, si è deciso di chiedere a molti altri amici che da anni supportano il lavoro di Agenzia X, di partecipare alla ricerca tramite questa indicazione: “Camminate verso i luoghi prescelti lasciandosi trasportare da ciò che incontrate. Per esempio se siete colpiti dalla bellezza di una facciata di un particolare edificio, tentate in tutti modi di entrare all’interno per vedere come lo abitano i residenti. Oppure stimolate i racconti orali dei presenti e procedete il viaggio seguendo le tracce della storia appena ascoltata. Ricercate sul campo con il continuo supporto della critica radicale e della messa in atto di situazioni al di là dell’ordinario, come inventare momenti in cui le regole comportamentali non valgono più e si diventa, insieme alle altre persone coinvolte, protagonisti di una trasformazione nel tessuto relazionale in corso. Proprio come i situazionisti che teorizzavano l’andare in autostop durante gli scioperi dei trasporti, riempire i muri di schizzi di poliscrittura, oppure portare dei ragazzini di periferia in qualche atelier del centro per vendere a ingegneri e architetti semplici sassi spacciandoli come meteore”.

Le informazioni raccolte, elaborate in forma ipertestuale e narrativa, con il frequente utilizzo di riferimenti storici sulla storia dei movimenti politici e dell’underground, storytelling, percorsi a tappe, testi autoriali, cartine geopolitiche, cronologie sui luoghi esplorati, foto e piccoli schemi, sono andati a formare il volume Re/search Milano.

Benedetto

Mappa di una città a pezzi

Milano negli ultimi quarant’anni è cambiata completamente, era la capitale dell’industria pesante e ora è diventata centro nevralgico del terziario avanzato italiano. I petrolieri arabi si comprano i nuovi grattacieli di zona Garibaldi, la Pirelli se la divorano i cinesi, la grande editoria si raggruppa per vendersi meglio agli americani. Se il capitalismo si è molecolarizzato è anche vero che Milano è ancora un laboratorio paradigmatico di sperimentazioni, modelli produttivi sostenibili e stili di vita non conformi, un centro importante non solo per chi ci abita. Purtroppo Milano è una città a pezzi, divisa in una miriade di nicchie settoriali, a volte ermetiche per i non addetti ai lavori. Chi viene da fuori per un limitato periodo di tempo difficilmente trova il cammino che desidera, perciò rimane spesso ingabbiato in quello prestabilito dalla segnaletica turistica o dagli opuscoli pubblicitari.

Noi abbiamo provato a dare una scossa per provocare l’apertura dei lucchetti autoreferenziali, un gesto teso a “separarci dalle separazioni per allargare l’area della coscienza e assaltare il cielo”, come dicevano i vecchi hippie. Re/search Milano è uno strumento che raccoglie in una mappa piccoli frammenti di una città sensibile al ribaltamento del punto di vista dominate, un puzzle smontato e rimontato per associazioni, geografie e affinità, in un progetto editoriale che offre un viaggio controcorrente, erratico, denso di sorprese ed emozioni. Una topografia di percorsi tra psiche e territorio, itinerari narrativi scritti da cittadini e cittadine milanesi in un divertente gioco per indizi, collegamenti e casualità, ma anche di nuove connessioni in cui il lettore potrà diventare protagonista.

Il volume Re/search Milano. Mappa di una città a pezzi avrà una struttura in cui si concatenano, per associazioni, geografie e affinità, quattro elementi fondativi:

Schede descrittive. Realizzate da un collettivo editoriale creato ad hoc per seguire questo progetto, formato dai redattori di Agenzia X a cui si sono affiancati molti giovani ricercatori e appassionati che hanno in questi mesi individuato più di mille luoghi da esplorare, escludendo le grosse istituzioni culturali e le grandi catene commerciali. Dopo uno studio dettagliato hanno scelto circa 200 punti su cui proporre una breve narrazione. 200 manufatti di scrittura creativa prodotti grazie alle personali esplorazioni psicogeografiche degli stessi redattori o attraverso interviste o interventi dei gestori dei luoghi prescelti.

Sguardi d’autore. Brevi racconti realizzati appositamente dalle migliori penne milanesi, brani ideati per il piacere dei lettori più esigenti, in cui l’arte dello scrivere diventa protagonista mentre viene messa in luce una particolare porzione di tessuto urbano. I testi saranno a carattere autobiografico: l’autore ci illustrerà aneddoti personali, fatti storici, pietre miliari e notizie riguardanti il passato o il presente, accompagnandoci negli angoli prescelti di Milano. Scrittori, storici, poeti, musicisti ed esperti dei vari settori offriranno uno sguardo inedito su una zona o un aspetto particolare della città.

Testi di Giorgio Fontana, Aldo Nove, Gabriella Kuruvilla, Paolo Cognetti, Alessandro Bertante, Biagio Autieri, Ivan Carozzi, Vincenzo Latronico, Federico Dragogna, Enrico Gabrielli, Mauro Pagani, Marina Spada, Giulia Cavaliere, Alessandro Beretta, Gianni Biondillo, Matteo Guarnaccia, Max Guareschi, Chiara Moscardelli, Andrea Scarabelli, Matteo Speroni, Sergio Bologna, Arturo Del Corno, Giovanni Bai, Bruna Orlandi, Francesco Mendini, Mauro Novelli, Salvatore Gregorietti e molti altri.

Percorsi. Tragitti narrativi a tappe prestabilite a cura di esperti conoscitori dei diversi ambiti di studio e appartenenza. Ciceroni visionari muniti di strumenti esperienziali riconosciuti e animati dalla passione per le scienze sociali e umanistiche. Percorsi pedonali erratici in cui gli autori potranno esprimersi sull’attualità della città proponendo le proprie tesi avvalorate da specifici luoghi visitati.

Bambini: Elisa Massoni • Skate: Chef Family • Ciclofficine: Cauz • Street Art: Vandalo • Hacker: Giacomo Di Carlantonio e Rosario Grieco • Architettura: Lucia Tozzi • Musica live: Fiz (Rockit) • Teatro: Gigi Gherzi • Cinema: Francesco Ballo • Anni settanta: Andrea Bellini • Resistenza: Maurizio Guerri • Negozi di dischi ed etichette discografiche: Livia Satriano • Cucina e alimentazione naturale: Olga Mascolo • Centri sociali: Marco Philopat • Arte: Rossella Moratto • LGBT friendly: Marco Geremia • Femminismo: Lea Melandri e Viviana Nicolazzo • Hip Hop: Luca Gricinella • Moda: Maurizio Modica (Frankie Morello) • Poesia: Tempi diVersi • Milano Swing: Martina Fragale • Droghe: Pablito el Drito • Archeologia industriale, periferia nord: Massimo Bunny, e molti altri.

Metix. Più di un quarto dell’odierna popolazione milanese proviene da altri paesi del mondo, perciò abbiamo voluto dedicare una sessione della guida a brevi racconti orali di giovani ragazzi dell’underground cittadino di prima o seconda generazione migrante. Ciascuno di loro realizzerà una mappa abbozzata della Milano che conosce e attraversa ogni giorno, il disegno verrà poi inserito a margine della propria testimonianza. Inoltre in questa sezione che abbiamo voluto chiamare Metix, ci saranno dei focus sui luoghi di aggregazione del meticciato, laddove le diverse comunità etniche s’incontrano e interagiscono tra loro, come il parco Trotter durante i week end estivi, i concerti, gli angoli delle strade dove si suona rap e si esprime la cultura hip hop, i campetti di calcio o basket, gli spot di skateboard, i luoghi di lavoro e così via (questa sezione è a cura di Claudia Galal, in collaborazione con Andrea Staid.

Milano Upsidedown: esposizione di una città ribaltata

Un’esposizione di 25 quadri della metropoli a testa in giù, disegnati appositamente da 25 illustratori milanesi. La città è capovolta, il cielo al contrario, Milano a testa in giù, dove si attraversano tempi intimi e spazi psichici per percepire nuovi scenari. Sotterranei, scantinati e specchi ricevono luce solare generando tsunami, fiori mutanti, mostri spaziali, grattacieli che si scontrano, prospettive iperrealistiche, intensità atmosferiche, campi magnetici, pulsazioni ritmiche, nuclei di condensazione iridata, fulmini, stelle comete, nuvole mutanti. (Alcuni quadri di Milano Upsidedown illustrano quest’articolo)

Il piano editoriale:

1) Un libro che sarà pubblicato nel maggio 2015, realizzato grazie alla partecipazione di oltre 120 amici di Agenzia X, tra ricercatori, artisti, studiosi e professionisti dei diversi settori.

2) Un’esposizione di 25 quadri della metropoli a testa in giù, disegnati appositamente da 25 illustratori milanesi. È intitolata Milano Upsidedown e viene presentata in questi giorni in librerie, bar, gallerie e centri sociali.

3) Una mostra fotografica di sguardi d’autrice, una serie di scatti realizzati da fotografe milanesi per accompagnare il testo di Re/Search Milano.

4) La pubblicazione di un secondo volume con la traduzione in inglese.

5) La realizzazione di un sito e un’app bilingue a mappe interattive.

Gli due ultimi passaggi sono da finanziare con il crowdfunding, http://www.eppela.com/ita/projects/2640/research-milano

 

 

 

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