di Danilo Arona

Melissa

(Questo articolo è un sunto della relazione omonima pubblicata nel libro Dark Tales – Fiabe di paura e racconti del terrore – Atti del I convegno di studi sul folklore e il fantastico, Genova, 21-22 novembre 2009, a cura di Sonia Maura Barillari e Andrea Scibilia, Collana Autunno Nero, Aracne Editrice, Roma, 2013)

 

All’inizio dell’anno duemila in rete fece la sua comparsa il sito http://www.melissa1999/, dedicato a una sfortunata e anonima ragazza investita in autostrada alle 5,20 del mattino in data 29 dicembre 1999. La storia che vi si raccontava mi colpì molto per più di un motivo. Il mistero personale di una giovane creatura che barcollava dalle parti dell’uscita per Padova in quello stranissimo orario; la bizzarra componente, all’apparenza “parapsicologica”, che aveva fatto sì che l’immagine della ragazza fosse stata percepita da altri testimoni su altre autostrade alla stessa ora dell’investimento; la verosimile genuinità delle testimonianze; l’enigmatico “nome di battesimo” con il quale si era voluto dare alla ragazza, impossibile capire da parte di chi, una sorta di nickname identificativo.

Per la cronaca, non mi posi neppure per un momento l’ipotesi che quella storia non fosse vera, quanto meno l’episodio dell’investimento.

Il sito, curato da un webmaster di nome Francesco, era abbastanza semplice, dettagliato e di buona percorribilità. Nella pagina d’ingresso il dettaglio parziale di un volto sicuramente femminile con il dato temporale riportato sotto l’occhio destro “29 dicembre ore 5,20”. Sotto la seguente frase:  “Melissa è stata dimenticata. Un conducente assonnato ha messo fine alla sua giovane vita. Ma nella mente dei testimoni continua a vivere l’immagine di una giovane ragazza bionda impietrita al centro di una corsia autostradale. Il tempo di rendersene conto ed era già divenuta un ricordo. Ma chi è Melissa?”

Riuscii a scaricare quasi tutte le pagine del sito. Materiali che sono stati pubblicati quasi tutti nelle Cronache di Bassavilla, apparse su Carmilla On Line.

Uno stralcio che non pubblicai allora è il seguente, frutto di riflessioni del webmaster Francesco.

 

Questo sito è il frutto di un’accurata ricerca di documenti e testimonianze che possano ricondurci alla mattinata del 29 Dicembre 1999.

E’ importante sottolineare le motivazioni che spingono questo sito agli occhi del visitatore.

Com’è possibile che nell’arco di pochi minuti 5 persone si siano trovate di fronte la stessa persona in luoghi così distanti?

Com’è possibile che questi testimoni abbiano fornito una descrizione così vaga eppure così simile?

Com’è possibile che 5 persone siano state vittima della medesima apparizione?

 

Nel sito apparve anche questa lettera.

 

 

Ciao, mi chiamo Daniele.

Sarò sincero, ho letto e riletto i contenuti del tuo sito e mi trovo in perfetto disaccordo con le tue teorie e supposizioni. Non vorrei scadere in una semplice contestazione, mi limiterò soltanto a dirti che “Melissa” la conoscevo personalmente. Era una mia amica sin dall’infanzia e la mattina del 29 Dicembre l’abbiamo trovata nel prato antistante alla parrocchia di S. Pelagio, priva di vita. Non mi sento di rivelare la sua identità, proprio perché non voglio alzare un polverone sulla sua morte prematura. Penso che i morti meritino rispetto; mi fa inorridire il solo pensiero che tu ti sia inventato una storia su un incidente in autostrada. Ti assicuro che il cadavere è stato identificato dalla sua famiglia.

Paradossalmente, in un mare di fantasie, l’unica cosa che mi atterrisce è la perfetta descrizione di “Melissa”. A questo punto non faccio altro che chiedermi dove tu l’abbia incontrata e non venirmi a raccontare che sei un sensitivo perché per me sono tutte cazzate.

Spero che questo sito venga tolto al più presto dalla circolazione, se non altro il ricordo di questa persona non verrebbe intaccato da una storia alla X-Files.

Aspetto chiarimenti, Daniele

 

Francesco così rispose:

 

Innanzitutto ringrazio Daniele per avermi scritto e passo subito all’esposizione del mio punto di vista. Non credo che questo sito sia nato per diffamare la memoria di una ragazza. Tutto ciò che compare in queste pagine è il frutto di una lunga ricerca, condotta fra Milano e Bologna. Mi scrivi di aver conosciuto questa ragazza e io, francamente, rimango piuttosto sorpreso. Recandomi sul posto, ho chiesto a diverse persone chiarimenti su quest’incidente e sulla ragazza in questione. Forse per paura di parlare di fronte a un computer portatile, nessuno è stato in grado di dirmi nulla. Sembra che questa ragazza sia nata, esistita e deceduta nei nostri sogni. Mi dici che il suo corpo è stato rinvenuto sul prato antistante la parrocchia e a questo punto non posso fare a meno di pensare alle dichiarazioni del mio collega, che una volta giunto al casello di S.Pelagio all’ora dell’incidente, ha trovato questa povera ragazza con gli arti strappati dall’impatto con l’automobile. Qualora voleste ulteriori informazioni su questa vicenda oppure siete alla ricerca di uno scambio cordiale di opinioni, potete scrivermi una e-mail.

In questo sito non sono stati fatti nomi e cognomi per tutelare la privacy degli individui.

“Melissa” si riferisce a un episodio realmente accaduto la cui documentazione resta negli archivi delle autorità competenti. Il 16 ottobre abbiamo potuto constatare la segnalazione fra i “siti della settimana” di yahoo.it. Non trascendiamo dal nostro obiettivo principale: divulgare questa triste vicenda è un dovere che ci siamo posti, per non dimenticare che a volte la conoscenza sembra essere l’unica via di sopravvivenza in questo mondo così superficialmente “reale”.

A questo punto, sono sempre più convinto sull’irrazionalità di quest’evento. Ti posso assicurare che il mio collega non ha mai sofferto di allucinazioni. Ad aumentare le mie convinzioni si aggiunge l’identica descrizione della ragazza da ambo le parti. Senza sembrare troppo invadente, ti invito a riscrivermi sperando questa volta di trovare una foto che possa dare un volto a “Melissa”.Se non dovessi essere convinto della veridicità di questo caso, a maggior ragione ti invito a scrivermi. Farò il possibile per metterti in contatto con le autorità che si occuparono di questo caso (capisci bene che non sono autorizzato a scrivere i loro nomi su queste pagine).

 

 

Bene, questi i fatti. E’ una storia che coinvolge molto come penso coinvolgerebbe chiunque. La riporto un paio di volte in rete praticamente senza commento. Il tempo passa e le storie, com’è noto, una volta che sono entrate, dentro iniziano a germinare. Mi trovo ancora a credere che questa sia una vicenda autentica, al di là del suo aspetto paranormale; per “autentica” intendo ovviamente la faccenda della morte di Melissa.

Però, dopo qualche mese, mi accorgo che il sito è stato rimosso. Si riesce solo più a imbattersi nella pagina d’ingresso (lo si può fare tuttora), quello con il dettaglio parziale e la frase “Melissa è stata dimenticata…”. Non capisco bene il perché: quando si rimuovono i siti, di solito esistono motivazioni legali o, quanto meno, di “pesante” opportunità. Vorrei saperne di più: e ci tiro di mezzo un paio di amici carabinieri, gente che conosco a Padova, qualche collega giornalista. Il risultato d’assieme è sconfortante: nessuno ricorda qualcosa, nessuno ne sa niente. Sì, saranno passati un paio d’anni, ormai: siamo all’inizio del 2003. Ma possibile che non esista una traccia di una storia del genere da nessuna parte? Né in rete (dove tutto si accumula), neppure negli archivi dei giornali locali? Strano. Poi, gratta e gratta, capito in un forum dove si avanza il sospetto che il sito sia fasullo, che la storia vuol essere una specie di Blair Witch Project all’italiana e dove soprattutto si insiste sull’assoluta vaghezza dei riferimenti. Insomma, l’ipotesi di trovarsi di fronte a una strana tipologia di bufala comincia a formarsi nella mia mente. Manna per il ricercatore; ma io sono anche uno scrittore, di una stramba categoria, di quelli cioè che vampirizzano la realtà, o presunta tale, a proprio uso e consumo. Da quando sono nato, sostengo la preponderanza del verosimile per rendere più efficaci le cosiddette “storie di paura”.

Così inizio a scriverne. Dapprima in “Cronache di Bassavilla”. Partendo ovviamente dalle pagine di http://www.melissa1999, invitando persino a più riprese il webmaster Francesco a farsi vivo, senza nascondere al lettore che questo personaggio non mi appartiene; se mai, mi appartiene la sua elaborazione che, in ossequio alla sua originale natura “prismatica”, ne fa un fantasma con più identità, più facce e altrettante epoche di riferimento.

Dalla rubrica si arriva al primo libro nel 2006, Cronache di Bassavilla, edito da Dario Flaccovio. Al secondo nel 2007, Melissa Parker e l’incendio perfetto, edito da Dino Audino, più altre divagazioni in tempi più recenti. Quello che però è interessante segnalare in questo contesto è che, mentre si amplia una mitologia fictional alla quale collaborano e collaboreranno diversi scrittori di rango, fanno capolino qua e là, tra cronaca e folclore, le tracce “autentiche” di Melissa. E qui concedetemi di sottolineare, come nel più classico processo di “ostensione” (definizione che gli studiosi di folklore moderno applicano nei confronti di quelle notizie autentiche che, per qualche bizzarro motivo, vengono anticipate da altrettanto autentiche urban legend...), come quella che all’inizio altro non doveva essere che una leggenda metropolitana un po’ fuori dai canoni si sia rapidamente avviata a trasformarsi in una “notizia” alla quale si vuole sostanzialmente credere, nonostante sia facilmente negabile. Quei “rumour” che, più smentisci, più vengono – nel profondo – reputati veri.

Vi riporto alcuni esempi, che ci provengono dalla carta stampata.  Il primo, curioso quanto significativo, dal mensile di cultura e tradizioni venete “Quatro ciacoe”. Titolo dell’articolo, “Sbiansi de sagessa opolare – Spiriti e fantasmi”, redatto tutto in dialetto veneto e risalente all’ottobre del 2003. Saltando tutta la parte che tratta in modo ironico di molti fantasmi della tradizione veneta, ecco quanto leggiamo verso la fine del pezzo:

 

Fra i toriuni merlài del castelo de Valbona vien notà de tanto in tanto la presensa spetrale de la fiola de Germano Ghibelli, morta da la disperassion parché so pare el ghe gavéa proibìo de maridare el so spasimante pa’l quale la gavéa perso la testa. Pènsate che anca al castelo de San Pelagio, queste xe notissie fresche, i dise che l’ànema de Melissa, quela tosata copà soto na màchina qualche ano fa, in strada Batalia[1], la faga balare i sorzi in piviale a chi s’inbate de note drio quei saloni te i momenti che la se fa védare.

 

Il secondo arriva da un articolo pubblicato nel giugno 2001 dal “Corriere della Sera” e intitolato “I fantasmi dei castelli cadono nella rete”, a forma Giusi Fasano, che vuol essere una mappa virtuale degli spettri lombardi. E dove a un certo punto si afferma:

 

A Brescia tiene banco la misteriosa storia di Melissa, ragazza bionda sui 25 anni, morta per incidente stradale sulla A13, all’ altezza del casello di San Giacomo. La bella Melissa si trascina e poi rimane immobile al centro della corsia, in attesa di essere travolta. E mentre qualcuno la investe in quel punto, qualcun altro – hanno accertato i fantasmologi – la travolge altrove, lungo un’altra autostrada.

 

Terzo contributo, stavolta da una nota radio locale della provincia di Alessandria, Radio Gold. Diffuso in streaming e in cartaceo il 20 marzo 2006.

Ragazza sulla provinciale Novi-Pasturana: è mistero  E’ mistero su quanto accaduto nella notte tra venerdì e sabato lungo la provinciale Novi-Pasturana, nel tratto compreso tra il quartiere G3 e la zona residenziale Novi2. Un automobilista, mentre rincasava verso le 3, si è trovato in mezzo alla strada una giovane tra i 20 e 25 anni. Ha fermato l’auto e si è offerto di aiutarla, ma la giovane in evidente stato confusionale si è messa a urlare ed è fuggita per i campi. L’automobilista ha subito avvertito i carabinieri e i vigili del fuoco che hanno avviato le ricerche ma per ora non si è fatta chiarezza sull’accaduto. Della misteriosa donna sembra non esserci traccia. Stante la descrizione dell’automobilista, la ragazza indossava un paio di jeans, un giubbetto rosso, era scalza e sembrava bagnata dalla testa ai piedi. “Come se fosse appena uscita da un fosso”, ha detto l’uomo. Si stanno moltiplicando in provincia gli avvistamenti notturni di questa ragazza. Altre segnalazioni erano giunte nei giorni scorsi alla redazione di Radio Gold e alle forze dell’ordine. Da come si comporta, sembra quasi un fantasma.

 

Per essere partita da un sito “leggendario” alla fine del ’99, Melissa ha compiuto in pochissimo tempo un discreto salto di “materializzazione”, diventando nei primi due casi addirittura “un fantasma della tradizione locale” (di quelli che di solito vantano secoli di storia alle spalle) e nel terzo niente meno che un fatto “misterioso” di cronaca.  Ma ancora più intriganti sono due mail pervenutemi in tempi diversi tra loro e assai distanti. La prima risale all’agosto 2005 e mi piacque a tal punto che la pubblicai in Cronache di Bassavilla. Chi me la mandava si presentava come dottor Italo B., “cinquantenne professore di matematica in un liceo scientifico del nord Italia”. La potete trovare, facilmente leggibile nella Cronaca n° 26 pubblicata il 2 agosto 2005.

La seconda mail mi arrivò da tal Charles Marie Vidor, un evidente pseudonimo, il 7 agosto del  2009. L’uomo, abitante a Padova, mi comunicava:

 

Egregio Signor Arona, all’indomani dell’incidente che costò la vita a questa ragazza che venne chiamata DAI CARABINIERI “Melissa”, in quanto si dice venne ritrovata priva di documenti, appunto le forze dell’ordine aprirono un fascicolo sulla ventenne e questo si disse, è documentabile sui giornali locali, tipo Il Gazzettino, Il resto del Carlino. Questi dati me li ha forniti l’autore del sito, che ora non è più disponibile sul web. Si disse anche che nell’incidente la suicida riportò la frattura netta di entrambe le gambe, che il corpo, di notte, venne adagiato sul sagrato di una non ben specificata chiesa prima delle operazioni cimiteriali di rito. Poi nel sito venne pubblicata anche la mail di una persona che si disse essere il fratello della ragazza, e che se la prese con il webmaster in quanto aveva (disse) inventato la storia delle proiezioni mentali. Si disse che c’erano anche una dozzina di foto del cadavere, ma che per questioni di privacy non vennero mai pubblicate. Fino a qualche anno fa sulla carreggiata nord della A13, proprio in coincidenza dello svincolo per S.Pelagio, c’era un mazzo di fiori finti attaccato al guardrail, che però non feci in tempo a fotografare. Questa è la storia che conosce anche lei o no…?

 

Sostanzialmente il signor Vidor riportava materiali desunti dal sito http://www.melissa1999/, ma c’era un particolare in più che – se vero – faceva saltare sulla sedia. Ovvero, qualcuno depositava fiori – per quanto finti – sul luogo dell’investimento di un fantasma. E allora?

E allora… nulla. Ovvero, stiamo sempre qua, sul confine. Il confine tra il vero e il falso, tra il creduto vero e l’allucinazione (consensuale). Tra la Realtà e i Fantasmi. Ovvero tutto quel che nutre il gotico contemporaneo. Perché gli archetipi – i vampiri soprattutto – sono stati confinati in innocuo recinto “romantic dark”, dove la fantasia e il marketing non si pongono problemi di spazio. E perché oggi, per l’autentica paura, occorre un ambiguo dato supplementare: la possibile esistenza di una dimensione interfacciata alla nostra in cui poter esprimere una diversa e supplementare “percezione”. Non è un caso che la storia di Melissa si sia fusa con la più classica delle leggende, quella dell’autostoppista fantasma, che gli studiosi di folklore contemporaneo classificano senza ombra di dubbio tra le storie buone da raccontare accanto a un camino in aperta campagna, ma che invece per i seguaci del paranormale sono autentiche esperienze ai confini della realtà, suffragate da centinaia e centinaia di testimonianze da ogni parte del mondo. Non se ne esce, e il grande fascino della paura sta tutto qui.

Domanda finale: che Cosa è la realtà? Che Cosa è un fantasma? Che significa l’ossimoro “vero fantasma contemporaneo” con cui presumiamo d’intitolare il nostro intervento che qui chiudiamo?



[1]    La strada Battaglia è la statale 16 che da Padova porta al Castello di San Pelagio. Come riscontriamo, Melissa in quest’elaborazione si è già spostata dall’autostrada alla stratale, pur mantenedosi in zona.

 

 

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