di Roberto De Caro

Persichetti2.jpg[Nella foto che correda questi aforismi di Roberto De Caro, anima della purtroppo cessata rivista Hortus Musicus, il compagno Paolo Persichetti. Per lui, come per Cesare Battisti e per altri detenuti e perseguitati politici, Carmilla non smetterà mai di battersi.]

Radicalismo sinistro
Studio da tempo il decennio ’90 nella ex Jugoslavia: tremendo e paradigmatico. Osservare la logica di potenza attraverso la frenesia diplomatica, così come storicamente si è data, illumina il futuro non meno del presente. Coloro che invocano la copertura giuridica e morale dell’ONU a giustificazione delle loro scelte politiche attingono al fondo della sentina. Forse non sanno quel che dicono, di sicuro non ci perdoneranno.

Teologia laica
Crollasse oggi pomeriggio, questa società ipocrita non ha affatto avuto vita breve, al contrario dei miliardi di esseri umani che si è divorata. Della fiducia diffido, e a maggior ragione di quella retroattiva. Anzi, c’è da interrogarsi a fondo sulla categoria, faccia della medesima moneta che sul retro ha inciso futuro. Moneta falsa, naturalmente, come ogni religione, senza nemmeno quella faccenda della vita eterna.

Valori progressisti
Se non riesci ad accettare l’idea che gli uomini sfruttino altri uomini, se non lasci neanche un varco alla possibilità dell’eccidio, allora sei tacciato di estremismo. In caso contrario sei accolto nell’irenica cerchia dei moderati. Dipende insomma dal tuo tasso di ferocia: più è alto più vieni considerato buono. Io ho sempre fatto la parte del cattivo: mi si rimprovera, senza se e senza ma, l’irragionevole rispetto della vita altrui.

Regimi sudamericani
Il tribunale di sorveglianza ha di nuovo respinto la richiesta di permesso di Paolo Persichetti. Il giudice ha letto il suo ultimo libro, Esilio e castigo, e si è convinto che non è il caso. Pur concedendo al detenuto il diritto «di manifestare il proprio pensiero con ogni mezzo», non ha dubbi che la sua «visione istituzionale» assuma «rilevanza nel giudizio […] sulla richiesta di accesso al beneficio penitenziario». E siccome — pur avendo il reo «sicuramente avviato […] un percorso di risocializzazione formale, esplicitato dalla pluriennale adesione alle regole della civile convivenza» — le sue «idee […] non si conciliano» con i «valori fondanti del sistema giuridico-democratico italiano» e con «l’assunzione di responsabilità e la valutazione esplicitamente negativa del commesso omicidio» (Persichetti fu condannato per concorso nell’attentato del 20 marzo 1987 contro il generale Licio Giorgieri), il magistrato ha ritenuto per il momento di soprassedere, lasciando tuttavia spazio alla speranza, allorché si avvii «una riflessione in termini di effettiva revisione critica dei commessi reati, eventualmente rilevabile nel prosieguo dell’osservazione».
Pèntiti!, raccomandava il Commendatore a Don Giovanni. Ma a parte le ascendenze letterarie, l’affaire richiama consolidate tradizioni giuridiche, sulle quali ognuno si interrogherà secondo inclinazione. A me viene in mente quella jueza di Buenos Aires che nell’agosto di due anni fa formalizzò accuse per pene dai 5 ai 10 anni di reclusione per «coacción agravada, privación ilegal de la libertad y daños» nei confronti di 15 piqueteros arrestati durante una manifestazione di fronte al parlamento portegno, e poi li rinviò ad ulteriore giudizio presso la corte federale per «incitación pública a la violencia contra las instituciones», ammonendo nella sentenza che i cittadini possono sì rivolgersi alle autorità in materia di «trabajo, educación, salud o alimentación», però i reclami «deben hacerse en forma pacífica, con profundo apego a la ley y sin colisionar con los derechos de terceros». È così che un regime democratico misura nel suddito il tasso socratico di «adesione alle regole della civile convivenza»: da quanto «profundo» risulta il suo «apego a la ley». In specie quando lo condanna a morire di fame.

Der Erwählte
La fregola dell’elettore durante l’atto elettorale sfocia nell’eiaculazione dell’eletto. È contro natura ma piace.

Filantropia
Il parlamento è il luogo dove i poveri si affidano al buon cuore dei ricchi.

Massa e potere
Constatare la pressoché totale acquiescenza dei dominati, che si sentono parte attiva del dominio e che per ciò stesso lo sono; misurarne il grado di complicità sottilmente entusiasta con cui collaborano alla guerra permanente, la compiaciuta partecipazione alle ragioni della propaganda bellica (immutata dal primo conflitto mondiale e sempre reiterata); osservarne la suprema indifferenza per le vittime. Questa la realtà. Se pure siamo stati, ora non più. È finita.

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