Tribunalreformatum.jpg

Ci scusiamo per il ritardo con cui pubblichiamo questa quarta parte del registro dell’Inquisizione siciliana, tanto più utile ora che, con l’elezione di un papa proveniente dall’ex Santo Uffizio, gli scritti di impostazione revisionista rischiano di crescere a dismisura. C’è anzi chi ha già cominciato: cfr. F. Cardini, M. Montesano, La lunga storia dell’Inquisizione. Luci e ombre della “leggenda nera”, ed. Città Nuova, 2005. Del resto, lo stesso Franco Cardini, nella sua introduzione a B. Gui, Il Manuale dell’Inquisitore, Claudio Gallone editore, Palermo, 1998, pp. XXI-XXII, aveva limitato a 29 le vittime degli inquisitori siciliani. Come si vedrà scorrendo il nostro elenco, si tratta di una bugia colossale. (V.E.)


Premessa. “Rilassati” sono i condannati “rilasciati”, cioè consegnati, al “braccio secolare”, vale a dire alla giustizia civile per l’esecuzione della sentenza pronunciata dagli inquisitori. “Rilassati in statua” vuole dire bruciati in effigie. “Rilassati in persona” significa bruciati vivi. I “morti rilassati” erano quegli accusati già deceduti di cui si riesumavano le salme per bruciarle. “Rilassi” (relapsi) erano gli accusati che avevano abiurato ed erano poi ricaduti nell’errore: il più delle volte, ebrei (e in misura minore protestanti o maomettani) costretti alla conversione al cattolicesimo, che seguitavano in segreto a seguire i precetti della loro fede.

350. Palermo. Maria la Biscaina, de Toledo, neofita, fuggitiva, giudaizante, fu per sentenza a 25 giugno 1520 rilassata in statua.
351. Naro. Mattiotta de Alagona, medico neofita giudaizante, morto,
fu per sentenza a 8 maggio 1521 rilassato in statua.
352. Siracusa. Matteo de Amodeo, alias lo Rufiano, luterano, insieme
con Antonio Iunta, costoriere, Pietro Trapani, Giorlamo di Amodeo abitante di Siracusa, luterani, fu insieme con li detti ammesso a riconciliazione, letta la sua sentenza nella Bocceria a i° maggio 1558. Poi Matteo de Amodeo e Girolamo de Amodeo per non aver voluto fare la penitenzaloro imposta, furono di nuovo presi dal S. Officio e compresi nell’Attopubblico celebrato nella Bocceria a 18 febbraro 1560, abiurando in forma. Il detto Matteo poi ricadendo ed essendo ostinato, fu per sentenza a 11 luglio 1565 rilassato in persona, letta nella piazza della Marina a 26 dicembre 1566.
353. Castroreale. Mase de Amico, neofito giudaizante, fu per sentenza
a 27 luglio 1524 rilasciato in persona, letta a 6 agosto 1524 nel piano
della Marina.
354. Mazzara. Margarita Lanzarotta, neofita fuggitiva nei tumulti, fu
per sentenza a 20 settembre 1525 rilassata in statua.
355. Naro. Michele di S. Martino, neofita, morto, fu per sentenza a
17 luglio 1524, rilassato in statua.
356. Mineo. Matteo de Santapao, neofito, assente, fuggitivo, fu per
sentenza a 13 maggio 1521 rilassato in statua.
357. Feria. Margarita Russo, moglie di Antonino Russo alias lo medico, morta luterana, fu per sentenza a 15 ottobre 1574 rilassata in statua, letta nella porta principale della Chiesa Maggiore di Palermo a 21 novembre 1574, e fu brugiata allo Ciardone.

Relaxados de la letra M n. 2.

358. Durda. Mariano Olivellis, francese, de Durda, luterano, fu per
sentenza a 17 maggio 1561 rilassato in persona, letta la sua sentenza nella
piazza della Bocceria a 8 giugno 1561, ma vedendosi la sua contrizione
fu sospesa la rilassazione.
359. Messina. Melchiorre Grasso, luterano, fuggitivo, fu per sentenza
a 6 luglio 1573 rilassato in statua, letta a 15 agosto 1573 nella piazza
delli Bologni, e fu brugiata allo Ciardone.
360. Bivona. Martino Scamella de Bivona, relassato en statua a 8 agosto 1522. Està col processo de Pietro Scamella.

Relaxados de la letra N n. 1.

361. Palermo. Nicolo La Mendola, medico di Palermo, relaxado in
statua a 7 agosto 1515. Està este processo iunto con el de Angelo For-
naia, n. 2.
362. Messina. Nicolo Argiropulo, greco, abitante di Messina, luterano,
fuggitivo, fu per sentenza a 11 maggio 1549 rilassato in statua, letta la
sentenza nella Loggia a 19 maggio 1549.
363. Palermo. Nicolò di Balsamo, neofita giudaizante, riconciliato nel
1511, poi ricaduto, fu per sentenza a 12 agosto 1513 rilassato in persona,
letta a 29 settembre 1513 nella Marina.
364. Castronovo. Nicolo Bonfiglio, candelaro, neoflto giudaizante, fu
per sentenza a 17 settembre 1513 rilassato in persona, letta a 29 settem
bre 1513 nel piano della Marina.
365. Adernò. Nicolò de Barberio, giornataro, neofilo, fuggitivo, giudaizante, fu per sentenza a 3 agosto 1526 rilassato in statua.
366. Catania. Nora lo Castello, neofita e morta, fu per sentenza a
3 agosto 1526 rilassata in statua, ed il suo cadavere…
367. Mazzara. Niccolo Tudisco, morto, neofito, giudaizante, fu per
sentenza a 22 giugno 1520 rilassato in statua.
368. leracì. Natale Cassar, maltese, luterano ostinato, fu rilassato in
persona nell’Atto fatto nella Loggia a 18 ottobre 1556.
369. Catania. Navarro de Taormina alias Grosso, abitante di Catania,
neofito giudaizante, fuggitivo, fu per sentenza a 29 agosto 1527 rilassato
in statua.
370. Bordonaro. Nardo de Mazeo, luterano predicante fuggitivo, fu
letta la sua sentenza nel piano delli Bologni a 10 d’agosto 1582 e rilassato
in statua con quella di Francesco Villafranca luterano.
Relaxados de la letra O n. 1.
371. Vizzini. Oliveri di Mauro, christiano renegato, rilassato in persona a 11 agosto 1506.
Relaxados de la letra P n. 1.
372. Mineo. Perna di Parisi, neofita giudaizante, impenitente, fu per sentenza a 6 maggio 1533 rilassata in persona.
373. Granada Pietro de Rodiglia, neofito giudaizante, fuggitivo nei tumulti, fu per sentenza a 3 giugno 1521 rilassato in statua, letta a 9 giugno 1521 nel piano della Marina.
374. Giuliana. Pietro de San Micheli, merciero, neofito fuggitivo nei
tumulti, fu per sentenza a 26 giugno 1520 rilassato in statua.
375. Naro. Paolo Russo, neofito, fuggitivo nei tumulti fu per sentenza
a 9 agosto 1522 rilassato in statua.
376. Palermo. Giacomo di Bologna, neofito, morto giudaizante, fu per
sentenza a 17 maggio 1511 rilassato in statua, letta a 6 giugno 1511 nel
piano della Marina.
377. Palermo. Perna de Alessio, neofita, morta, fuggitiva nei tumulti,
fu per sentenza a 3 agosto 1526 rilassata in statua.
378. Militello. Pietro la Biulilla di Militello, di Val di Noto, neofito,
morto, fu per sentenza a io dicembre 1530 rilassato in statua.
379. Sciacca. Pietro Siragusa, neofito giudaizante, fu per sentenza a
12 maggio 1533 rilassato in persona.
380. Militello. Polisena de Flore, neofita giudaizante, fu per sentenza
a 6 luglio 1529 rilassata in persona.
381. Girgenti. Pietro di Gloriando, potegaro neofita, fuggitivo, assente, fu per sentenza a 31 luglio rilassato in statua.
382. Mineo. Pietro Montemagno, ferraro, neofito giudaizante, fu per
sentenza a 10 maggio 1532, rilassato in persona.
383. Vizzini. D. Pietro de Giangrosso, sacerdote luterano, fuggitivo,
fu per sentenza a 10 maggio 1551 rilassato in statua.
384. Polizzi. Maestro Pietro di Polizzi, ferraro, neofita giudaizante, fu
per sentenza a 30 maggio 1519 ammesso a riconciliazione, a 21 giugno
1519 abiurò nel piano della Marina, poi ricaduto fu per sentenza a 28
settembre 1527 rilassato in persona, letta a 30 settembre 1527 nel piano
della Marina.
385. Bivona. Maestro Pietro la Oliva, neofito, giudaizante, fuggitivo
nei tumulti, fu per sentenza a 13 maggio 1521 rilassato in statua.
386. S. Marco. Maestro Paolo Spataro, neofito giudaizante, fu per
sentenza a 9 agosto 1513 rilassato in persona, letta a 29 …bre 1513 nel
piano della Marina.
387. Palermo. Paolo de Antilla, neofito, un tempo riconciliato nella
Cattedrale chiesa a 24 agosto 1513, poi come falso testimonio fu per
sentenza a 20 luglio 1515 rilassato in persona, letta a 10 agosto 1515
nel piano della Marina.
388. Segovia. Maestro Paolo Cimatore, neofito giudaizante, fu per
sentenza a 8 giugno 1512, rilassato in persona.
389. Castiglione. Pietro de Bologna, neofito giudaizante, fuggitivo,
fu a 28 luglio 1524 rilassato in statua.
390. Messina. Maestro Paolo Salicoti, neofito, fuggitivo nei tumulti,
fu per sentenza a 22 giugno 1520 rilassato in statua.
391. Messina. Fr. Petruccio Campagna alias di Giorgi, del terzo ordine
di S. Francesco di Paola, luterano, fu per sentenza a 22 dicembre 1542
rilassato in persona, letta a 30 maggio 1542.
392. Girgenti. Pace di Xurtino, neofita giudaizante, fu per sentenza
a 15 giugno 1516 ammessa a riconciliazione, poi ricaduta, fu per sentenza
a 23 settembre 1527 rilassata in persona, pronuntiata a 30 settembre 1527.
393. Condro. Petrucchio de Amico, un tempo riconciliato (neofito
giudaizante ricaduto) fu per sentenza a 20 settembre 1527 rilassato in
persona, letta a 30 settembre 1527 nel piano della Marina, insieme con
Gio. Amico de Castro, Angelo di Sassari, Antonino d’Alagona, e Pace di
Xortino neofiti olim reconciliati, or rilassati in persona.
394. Messina. Preste Pietro Gratalaro, alias de Candia, veneziano,
predicatore dell’ordine di S. Agostino, luterano, assente, fu per sentenza
a 7 agosto 1543 rilassato in statua, letta a 21 ottobre nella Chiesa della
Pinta.
395. Castroreale. Perna Buccheri, neofita giudaizante, fu per sentenza
a 8 agosto 1522 rilassata in statua.
396. Franza seu Goleta. Pietro Robert, francese, della Goletta di
Tunisi, ugonotto ostinato, fu nella Chiesa della Magione a 13 gennaro
1566 rilassato in persona.
397. Catania. Perna Palermo, neofita assente, fu per sentenza a 7 settembre 1525 rilassata in statua.
398. Noto. Maestro Piero Gio. Thomaso, scarparo, luterano pertinace,
impenitente, fu letta la sua sentenza di relassazione nel piano della Marina
a 26 dicembre 1566, fu rilassato in persona.
399. Polizzi. Perna Polizzi, neofita giudaizante, morta, fu per sentenza a 31 maggio 1519 rilassata in statua.
400. Bivona. Pietro Scantiglia, Martino Scantiglia, Francesco Scanti-
glia, neofiti giudaizanti, fuggitivi, furono per sentenza a 8 agosto 1522
relassati in statua.
401. Anger. Pietro Arnaldo, francese, nativo di Anger, merciero, lute
rano ostinato, fu letta la sentenza sua nel piano delli Bologni a 26 giugno 1569, e fu rilassato in persona e brugiato allo Ciardone.
402. Mirteo. Pietro Dexne, alias de Parisio, neofito giudaizante, fu per
sentenza a 14 gennaro 1516 relassato in persona, letta a 10 giugno 1519
nel piano della marina.
403. Sciacca. Pietro Caruso, neofita, giudaizante, fuggitivo, fu per sentenza a 8 maggio 1532 rilassato in statua.
404. Caccamo. Perna Messina, neofita giudaizante, impenitente, fu per
sentenza a 23 dicembre 1514 rilassata in persona, e a 10 agosto 1515
letta nel piano della marina.
405. Castroreale. Pietro Cefalù, alias Candia, neofito fuggitivo, assente
fu per sentenza a 23 agosto 1527 rilassato in statua.
406. Caltagirone. Perna la Carrubba, neofita fuggitiva, fu letta la sua
sentenza di relassazione in statua a io luglio 1537 inter portam ferream
et portam alteram istius castri S. Vetri.
407. Mazzara. Maestro Pietro Monteverde, neofito, morto giudaizante,
fu per sentenza a 25 settembre 1525 rilassato in statua.
408. Rixoles. Maestro Pietro Angelo Musco, argentaro, luterano ostinato, fu letta la sentenza di rilassazione in persona a 26 giugno 1569, fu afforcato, e poi brugiato allo Ciardone.
409. Naro. Pietro la Castellana, neofito, assente, fu per sentenza rilas
sato in statua a 27 luglio 1524.
410. Messina. Prete Pietro Granata, olim monaco di S. Agostino,
negava l’Inferno, il Paradiso, che morto il corpo, moriva l’anima etc. Fu
ammesso a riconciliazione a 21 gennaro 1547, letta nella piazza della
Loggia a 23 febbraro 1547, condannato a carcere ad arbitrio, degradato
verbalmente. Poi fuggito dalle carceri, e ricaduto, fu rilassato in statua
per sentenza a 11 maggio 1549.
411. Marsala. Perna de Ortuni, neofita, recidiva, fu nell’atto a 18 ottobre 1512 ammessa a riconciliazione, e condannata a carcere perpetua,
poi fuggendosene, e presa in fuga fu per sentenza a 11 settembre 1513
rilassata in persona, letta a 29 settembre 1513 nel piano della Marina.
412. Palermo. Pietro di Bologna, ferraro di Palermo, neofita giudaizante ostinato, fu per sentenza a 15 luglio 1513 rilassato in persona, letta a 29 settembre 1513 nel piano della Marina.

Relaxados de la letra R n.

413. Catania. Rosa moglie di Girolamo de Acugna, tintore, neofita giudaizante, fuggitiva nei tumulti, fu per sentenza a 2 agosto 1524 rilassata in statua.
414. Mirteo. Raffaele Buccheri, neofito giudaizante, morto, fu per sentenza a 13 maggio 1521 rilassato in statua.
415. Catania. Ramondetta la Valle, neofita giudaizante, fuggitiva nei
tumulti, fu per sentenza a 7 settembre 1525 rilassata in statua.
416. Messina. Rosa moglie di Antonello lo Casciaro, neofita giudaizante, fu per sentenza a 15 settembre 1513 ammessa a riconciliazione, ed a carcere perpetua. Abiurò a 16 ottobre 1513 nella Chiesa Maggiore di Palermo, poi ricaduta fu per sentenza lata a 6 aprile 1538 rilassata in persona.
417. Messina. Rosa vedova, moglie quandam Maestri Nardi Sartorii de Messina, neofita giudaizante ostinata, fu per sentenza a 16 settembre 1513 rilassata in persona, letta a 29 settembre 1513 nel piano della Marina.
418. Ragusa. Raineri Pastorella, neofito, morto giudaizante, fu per
sentenza a 10 dicembre 1530 rilassato in statua.
419. Castiglione. Rosa moglie di Andrea Crisi, neofita giudaizante,
morta, fu per sentenza lata a 9 agosto 1522 rilassata in statua.
420. Catania. D. Romano de Guesli, luterano, assente, fuggitivo, fu
per sentenza lata a 14 febbraro 1558 rilassato in statua.
Relaxados de la letra S n. 1.
421. Coniglione (Corleone). Salvatore Bruno, rilassato in statua a 29
settembre 1512. V. il processo di Antonino Gatto.
422. Marsala. Salvatore Chirri, rilassato in statua a 14 maggio 1522,
giunto col processo di Francesco Stabile.
423. Catania. Salvo de Nava, rilassato in statua a 12 marzo 1540,
giunto col processo di suo fratello Giacomo Nava.
424. Trapani. Simone di Simone, neofito giudaizante, fu per sentenza
a 15 luglio 1513, rilassato in statua, letta a 29 settembre 1513 nel piano
della Marina.
425. Palermo. Salvatore la Muta, neofito giudaizante, morto, fu per
sentenza a 6 luglio 1512, rilassato in statua, letta nel piano della marina
a 11 luglio 1512, e li soi ossa sepolte nella Chiesa di S. Agostino furono
disumati e brugiati fora la porta di Greci.
426. Nicosia. Sigismondo di Geraci, merciero neofita, giudaizante, fuggitivo, fu per sentenza a 6 maggio 1521 relassato in statua.
427. Petralia. Maestro Salvo Petralia, ferraro, neofito, morto giaudai-
zante, fu per sentenza a 21 maggio 1520 rilassato in statua.
428. Caltabellotta. Soprano Salariano, carpentere, neofito fuggitivo nei
tumulti, fu per sentenza a 19 maggio 1521 rilassato in statua.
429. Mazzara. Sicilia la Manuele, neofita giudaizante ostinata, ed Agata
la Maranguna di Mazzara dell’istessa maniera furono per sentenza a 20
settembre 1525 rilassate in persona, letta a 29 settembre 1525 nel piano
della marina.
430. Palermo. Soprana de Paterno, neofita giudaizante ostinata fu per
sentenza a 22 settembre 1511 rilassata in persona, letta a 11 luglio 1512
nel piano della marina, insieme col processo di Margaritella di Bausano,
neofita di Palermo.
431. Catania. Sebastiano Chirullo, bardaro, neofito fuggitivo, giudaizante, fu per sentenza a 12 febbraro 1540 rilassato in statua.
432. Palermo. Simone Marinaro, mezano, neofito giudaizante, fu per
sentenza a 21 luglio 1513 relassato in persona, letta a 29 settembre 1513
nel piano della marina. ……..
433. Iuclan. Sebastiano Chini, alemanno, abitante di Troina, eretico
luterano, fu per sentenza come ostinato a 10 novembre 1617 rilassato
in persona, letta la sentenza nel piano della madre Chiesa, domenica a
9 dicembre 1618 in forma di penitente con insegna di relassato. Assistevano li Bianchi a confortare questo reo, come per mandato a 11 dicembre 1618. Fu rilassato insieme con Fr. Arnaldo Tronces e furono affocati ad un palo ambidue per esser penitenti, e poi brugiati nel piano di S. Euno. Così dal libro del volume 2° di biglietti di Giustizia conservato nella cancelleria delli Bianchi.
434. Mandanici. Stefano Savoca, Grazzulla Mazzulla, Minichella Pel-
litteri, neofiti fuggitivi, furono per sentenza a 29 gennaro 1540 relassati
in statua.
435. Palermo. Simone de Elefante, neofito giudaizante, recidivo, fu
per sentenza a 3 giugno 1512, rilassato in persona, letta a 11 luglio 1512,
nel piano della marina, la sentenza insieme con quella di Gio. de Leofante.
436. Noto. Sebastiano Carunbeni luterano, morto, fu per sentenza a
16 settembre 1556 relassato in statua insieme con Presti Bastiano Carbeni,
Girolamo Citramo, Fr. Angelo Bonacolta rilassati in statua. Letta nel
piano della Loggia a 18 ottobre 1556.
437. Modica. Sozamo Cannata di Modica, relassato in statua a 13 dicembre 1607.
Relaxados de la letra T.
438. Catania. Tomaso Palermo, neofita assente, fuggitivo, contumace,
fu per sentenza a 7 settembre 1525 rilassato in statua.
439. Messina. Torretta de Bonanno, moglie di Angelo Bonanno, fer-raro, neofita, morta giudaizante, fu rilassata in statua a 31 gennaro 1540.
440. Modica. Thomas de lurato, neofito giudaizante, fuggitivo, fu per
sentenza a 14 agosto 1531 rilassato in statua.
441. Termini. Tomaso Biondo, olim frate di S. Domenico, diacono
maritato, fuggitivo, fu per sentenza a 11 maggio 1549 rilassato in statua,
letta nel piano della Logia a 19 maggio 1549.
Relaxados de la tetra V.
442. Marsala. Violante Gagliardo, moglie di maestro Alfonso Gagliardo sellare, neofita giudaizante, riconciliata nel 1512, poi relassa fu per sentenza a 15 luglio 1513 relassata in persona, letta a 29 settembre 1513 nel piano della marina.
443. Xaca. Vincenzo Maimone, neofito giudaizante, fu per sentenza
a 3 marzo 1513 rilassato in persona, letta a 29 settembre 1513 nella
marina.
444. Naro. Vittoria de Catania neofita giudaizante, fu per sentenza
a 3 giugno 1519 rilassata in persona, letta a 11 giugno 1519 nel piano
della marina.
445. Paterno. Vincenzo Bongiorno, neofito fuggitivo dalle carceri, fu
per sentenza a 15 febbraro 1535 rilassato in statua.
446. Palermo. Virgilio Aragonese, neofito, fuggitivo, fu per sentenza
a 25 giugno 1520 relassato in statua.
447. S. Lucia. Vito Galisi, neofito fuggitivo nei tumulti, fu per sen
tenza a 23 agosto 1527 rilassato in statua.
448. Xamixon. Fr. Vincenzo Giampietro, eremitano francese, fu per
sentenza lata a 27 agosto 1621 rilassato in persona, come eretico luterano,
letta a 12 dicembre, domenica, 1622, nel piano delli Bologni.

[Qui si interrompe il registro dell’Inquisizione siciliana un tempo contenuto nel Ms. Qq. F. 239 della Biblioteca Comunale di Palermo. Vito La Mantia volle aggiungervi i nomi di ulteriori vittime, reperiti in altri manoscritti, in diari e cronache dei contemporanei e negli opuscoli che venivano pubblicati in occasione degli autodafè più importanti. Non riportiamo i riferimenti, per i quali rimandiamo a V. La Mantia, Origine e vicende dell’Inquisizione in Sicilia, Sellerio, Palermo, 1977, pp. 204-208. NdR]

449. Saragozza (Spagna). Eulalia Tamarit, nativa della città di Sara-gozza d Aragona, la quale perché ebrea fu al braccio secolare rilasciata a 18 agosto 1487.
450. Firenze. Bernardo Moreto, fiorentino, abitator di Messina, eretico che dicea l’anima morire insieme al corpo, negava il Paradiso, il Purgatorio e l’Inferno, perché ostinato fu relassato in persona nell’Atto di fede celebrato nel piano delli Bologni a 5 agosto 1573.
451. Messina. D. Eliseo Monzè dell’Ordine di S. Benedetto nel monastero di S. Placido di Messina, messinese apostata, fuggitivo, accusato della setta luterana, fu rilassato in statua a 5 agosto 1573 nell’atto di fede celebrato nel Piano delli Bologni.
452. Francia. Bernardo Gardin naturale della città di Lezcar in Francia, abitatore di Xicli, soldato di galera, di 26 anni per eretico negativo. Dicea che non credeva la real presenza di Cristo nell’eucaristia, negava la potestà del Papa, e pubblicamente professava la setta di Luterò; non
credeva al Sacramento della penitenza, negava l’adorazione dei santi. Condannato con confiscazione di beni e relassato al braccio secolare. Questo mentre era nell’Atto pubblico del 12 dicembre 1621 dimandò audienza e confessò i suoi errori, e chiese perdono, e fu riconciliato e condannato a carcere perpetua.
453. .Metz. Geremia Rosselli di Mest (o Metz) di Francia, che era
stato (1621) riconciliato, poi come relapso « ricaduto calvinista fu relassato (13 febbraro 1628) alla giustizia secolare».
454. Racalmuto. Fra Diego Lamattina, da Racalmuto, di anni 37, diacono, religioso professo dei frati Agostiniani reformati, era stato, come fuoriscito e scorridore di campagna in abito secolaresco, dalla Corte laicale fatto prigione. Fu la prima volta di sé stesso spontaneo accusatore e fu penitente. Si sospettò che fosse stata finta la penitenza. Non furono baste-
voli a farlo buono e domarlo i disagi e i tormenti della galera. Fu egli
bestemmiatore ereticale, ingiurioso, dispregiatore delle sacre imagini e dei
sacramenti. Fu superstizioso, eretico e dommatista. L’Inquisitore del Tribunale del S. Officio, D. Giovanni Lopez de Cisneros, fu ucciso (a 4 aprile
1657) da Fra Diego Lamattina, reo inquisito esistente nelle carceri del
Tribunale, mentre era dentro nelle carceri segrete per visitare i carcerati
di esso Tribunale, il sudetto fra Diego rompendo le manette di ferro,
colle quali teneva legate le mani, diè coll’istessi ferri molte percosse nella
testa dell’Inquisitore, e due particolarmente mortali una nella fronte, e l’altra più grave nel cranio, per le quali morì. Per sentenza del 17 marzo 1658 Diego Lamattina fu condannato ad essere rilasciato al braccio secolare. Era già bruna l’aria, quando al luogo del supplicio pervenne; ed ivi attorno erasi e di carrozze e di gente indicibile moltitudine adunata. Alla vista del rogo non si alterò, non sbigottì, non mostrò segni di timore o spavento. Accomodato su la catasta delle legna, una o due volte si fece mostra di accendervi il fuoco. Per ultimo egli disse al P. Giuseppe Cicala, teatino, che voleva parlare. A grida di popolo fu richiamato il Padre, al quale avvicinatosegli in questo modo favellò: Io muterò sentenza e fede ed alla Chiesa Cattolica mi sottometterò, se vita corporale mi darete ». Risposegli il padre che non era più tempo di sperare e di sfuggir la morte, essendo ormai impermutabile la sentenza. Replicò fra Diego allora: A che dunque disse il Profeta: « Nolo mortem peccatoris, sed ut magis conver-tatur et vivai?». Ripigliò il Padre che della « vita spirituale » parlato il Profeta avesse. Concluse allora fra Diego con quest’ultima bestemmia, e disse: Dunque Dio è ingiusto! A queste sacrileghe parole dato fuoco alle legna ben tosto fu affogato, abbrugiato ed incenerito. Ordinò Mon-signor Arcivescovo Inquisitore che la mattina per tempo le sordide ceneri raccolte fossero, e disperse al vento.
454. Caltanissetta. Suor Geltrude Maria Cordovana, terziaria dell’Ordine di S. Benedetto, nel secolo chiamata Filippa Cordovana, naturale di Caltanissetta, diocesi di Girgenti, di età di anni 57, eretica formale, molinista e quietista impenitente ed ostinata, si rilassò al braccio secolare.
Fu bruciata viva in Palermo nel piano di S. Erasmo a 6 aprile 1724.
455. Caltanissetta. Fra Romualdo di S. Agostino, laico, dell’ordine di
S. Agostino, discalzo, nel secolo chiamato Ignazio Barberi naturale di
Caltanissetta, diocesi di Girgenti, di età di anni 58, eretico formale,
molinista e quietista, relasso, e settario di molt’altre eresie, impenitente,
e ostinato si rilassò al braccio secolare. Fu bruciato vivo in Palermo
nel piano di S. Erasmo a 6 aprile 1724.
456. Spaccaforno. Diacono Michele Rappino alias Porzio di Spacca-
furno, religioso professo d’una certa approvata religione col nome di Fra
Illuminato da Spaccafurno, d’anni 44, carcerato a 27 dicembre 1718, eretico formale ed apostata della S. Fede, il quale diede molti colpi di coltello ad una imagine del SS. Crocifisso, alii di cui piedi pose un suo scritto in cui dicea « maledetto chi fa la legge cristiana », quale dicea non essere vera, come ancora disse che le persone di Cristo siano due, una buona e l’altra mala, e che se Cristo fosse stato Dio non si sarebbe sottomesso alii flagelli e morte ignominiosa, che li miracoli dai Cristiani riferiti non sono motivi di nostra Fede, negando li santi e le Anime del Purgatorio, persuadendo a certe persone che Dio sia causa delli peccati, comandando agli uomini di peccare, di più disse che le Chiese sono molte, e non si sa qual sia la vera, che il nostro Dio è morto, e perciò la di lui legge è falsa, che le persone divine hanno tre distinte nature, che la persona di Cristo non ebbe anima razionale, ma l’umanità assunta fu come un cadavere assistito dalla natura divina e perciò era impassibile. Di più lacerò l’imagini di S. Lucia, di Maria Vergine, e di Gesù Cristo, facendo questa in mille pezzi. A 7 agosto 1723 fu condannato all’abjurazione de formali, come eretico formale ed apostata della S. Fede in forma di penitente, e pubblicamente con abito di due barre rosse, e che debba esser assoluto e riconciliato in forma, e consegnato alle galere per sette anni colle solite penitenze salutari. Prima però di devenire all’abjurazione, questo reo fuggì dalle carceri, rompendo una grata di ferro, e citato due volte a comparire come impenitente e contumace, fu a 27 gennaro sentenziato che Fra Illuminato come eretico fosse rilasciato al braccio secolare, precettando ad ognuno che l’incontrasse di carcerarlo, e darne notizia al S. Uffizio, e perché la persona di detto reo fuggì, e si nascose, comandò il Tribunale che invece della sua persona uscisse la Statua nel publico con abito ereticale, e fosse consegnato al braccio secolare con un tabellone in petto, in cui si leggessero scritti nome, cognome, patria e delitti del medesimo, e stasse presente alla lettura del processo. La sentenza fu approvata dall’Em. Cardinale Sigismondo de Kollonitz, Inquisitore Generale. La statua di Fra Illuminato fu verbalmente degradata degli ordini sagri il giorno avanti i1 1° ottobre dalli Inquisitori ed Ordinario, e fu bruciata nel piano di S. Erasmo a 2 Ottobre 1731.
457. Ciminna. Antonino Canzoneri, della terra di Ciminna, in qualità di procuratore, di anni 58, carcerato a 5 febbraro 1723, dichiarato eretico formale, eresiarca, apostata, e condannato per sentenza del 19 dicembre 1729 ad essere consegnato al braccio secolare colla confiscazione dei suoi beni. Il Card. Sigismondo Kollonitz, inquisitore generale, a 17 marzo 1731 ordinò l’esecuzione della sentenza. Nell’Atto Generale di Fede celebrato in Palermo a 2 Ottobre 1731, Canzoneri si protestò pentito e domandò perdono. Ricaduto poi nelle sue opinioni ereticali, fu rilasciato al braccio secolare, e fu bruciato nel piano di S. Erasmo nel giorno 22 marzo 1732 ad ore 19 e mezzo.
Fu questo l’ultimo degli eretici rilasciati al braccio secolare e bruciato vivo.

Share