peggy3.pngdi Domenico Gallo
[da Liberazione]

“Il mio intento era di prendere cose comuni e di immergerle in situazione che apparivano a prima vista inverosimili, ma rendendole ugualmente molto credibili, dunque un’operazione per certi versi estrema”. Se si legge la bibliografia italiana di Serge Brussolo, sei romanzi di fantascienza, due noir e quattro storie per ragazzi, si ha l’impressione che le operazioni di estrema immaginazione siano consuete nell’impressionante produzione di questo autore francese che vanta quasi 140 romanzi, pubblicati anche con gli pseudonimi di Kitty Doom, Akira Suzuko e D. Morlock, che vagano per tutti i generi della letteratura popolare. Un successo che in Francia è impressionante, un autore di culto per il pubblico, ma non altrettanto amato dai colleghi scrittori, che ne lamentano l’eccessiva invadenza. Purtroppo oggi nelle nostre librerie non troviamo che i due fortunati cicli pubblicati da Fanucci, Peggy Sue e gli Invisibili e Sigrid e i mondi perduti, romanzi per ragazzi che non mancano d’incuriosire e appassionare anche gli adulti.

brussolo.jpgNel panorama della letteratura popolare francese, Serge Brussolo, che ha da poco compiuto cinquant’anni, si è distinto per la forza con cui ha affrontato i generi, per la durezza e la crudeltà delle sue storie. Ne è un esempio I soldati di catrame, pubblicato su Urania nel 1988. Le acque hanno invaso la metropolitana di Parigi, provocando la morte di decine di migliaia di persone. A due anni di distanza uno speciale corpo di polizia è ancora in cerca degli ultimi superstiti, intrappolati in gallerie in cui sono rimaste delle scorte d’aria, sopravvissuti soggetti a inquietanti mutazioni. Le altre storie di fantascienza pubblicate in Italia (La collera delle tenebre, I seminatori di abissi, La notte del bombardiere, Terra di uragani, Sonno di sangue, tutti pubblicati su Urania tra il 1987 e il 1990) raccontano di pianeti che si autodivorano, di epidemie trasportate da tatuaggi mobili, di mondi carnevale, di incubi infantili, di carceri del futuro. Se oggi il panorama della fantascienza francese, anche così politicamente impegnata, è nettamente cambiato rispetto a una tradizione avventurosa e autoreferenziale come quella che caratterizzava gli anni Cinquanta, è grazie autori come Brussolo, Ligny, Dunyach e Lehman.
Brussolo è un amante dei libri di Stephen King e Howard Lovecraft, oscillando tra la capacità di scatenare l’insolito dalle situazioni più banali, come nel noir Il visitatore senza volto (pubblicato ne I romanzi neri del giallo Mondadori), o nelle creazioni barocche e assurde della sua fantascienza. Un suo romanzo inizia così: “La montagna cominciò a sanguinare all’alba del terzo giorno”. Ciò che colpisce il lettore dei suoi romanzi è la morbosa attenzione per la sensibilità dei suoi protagonisti, per come sono collocati in situazioni in cui tutto viene messo in gioco. Dalla catastrofe terrestre al pianeta alieno i suoi protagonisti sprigionano una forte umanità, una capacità di rappresentare la vita e tutti i suoi problemi quotidiani. Tradizionalmente la letteratura popolare non approfondisce l’identità del protagonista, svelandola piuttosto attraverso le vicende materiali del meccanismo narrativo, ma le persone che vivono nei romanzi di Brussolo ci impressionano immediatamente per l’ostentazione di tutti quegli aspetti umani del dolore, della paura, della solitudine. Si tratta di generi letterari usati con grande maestria, sempre flessi allo spasimo per offrire al lettore qualcosa di più di quello che ha già letto. Quando la protagonista de I soldati di catrame (Les foetus d’acier), Lise Sarella, si prepara per scendere nelle fogne e sceglie le proprie armi, abbiamo subito di fronte, senza veli, la descrizione di una vita difficile, complessa, in cui lo sfondo della Parigi del futuro, con il suo inquietante mondo sommerso, amplifica il dramma di un’esistenza che non trova una possibilità positiva di esprimersi.
Peggy Sue è un’adolescente di 14 anni che possiede una capacità straordinaria, è l’unica persona che è in grado di vedere gli Invisibili, creature che vivono a fianco degli umani. Gli Invisibili sono bugiardi e cattivi, tormentano gli umani con scherzi che spesso si concludono tragicamente. Nessuno crede a Peggy Sue, che è costretta a portare avanti la sua lotta tra l’assoluta incomprensione degli umani, che la considerano una ragazza stramba e la emarginano. Il confronto con Harry Potter è quasi scontato, ma le storie di Brussolo sono più tetre, meno rassicuranti, profonde e spesso tristi. Incomunicabilità ed emarginazione controbattono la strutturata scuola di magia di Hogwarts. Peggy non ha il fascino e la sicurezza della predestinazione che avvolge la figura mitica del signor Potter, è una ragazzina che non ha maestri né arcani segreti a cui ricorrere, molto più tragicamente è l’unica che conosce l’atroce realtà di cui nessuno si avvede, non è figlia di maghi ma di un semplice carpentiere…

“Finché si sta all’ombra della farfalla si vive in uno stato di gioia e di felicità senza paragoni. È indescrivibile… tutto diventa bello. Ci si mette ad amare tutto, l’oggetto più insignificante sembra un’opera d’arte”. Un’enorme farfalla trasparente sovrasta il territorio di Shaka-Kandarec e trasmette una gioia immensa ai suoi abitanti, ma una terribile minaccia incombe su di lei: creature capaci di lanciare dalle nuvole pezzi di stelle minacciano di ucciderla. La farfalla degli abissi (Fanucci, pp. 308, 14,50 euro) è il terzo episodio di Peggy Sue e gli Invisibili, la fortunata serie per ragazzi scritta da Serge Brussolo che si pone come una rivale del successo di Harry Potter. La ragazza, che unica al mondo è in grado di scorgere i “fantasmi” che abitano la Terra, aiutata dal suo cane telepatico e dal suo fidanzato che sopravvive sotto la forma di una statua di sabbia, è impegnata in una nuova fantastica avventura che la porterà fino al centro del pianeta. Un’avventura alla Jules Verne con tratti noir e propaggini nella fantascienza, un mondo sconvolto che si sviluppa a fianco al nostro dove la conoscenza della realtà e la responsabilità di salvare l’umanità grava totalmente su una ragazzina di 14 anni. Letteratura per ragazzi che parla della vita con crudezza e realismo.

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