Prima della morte di Massimo Morsello, era apparsa su Indymedia la seguente segnalazione. Più sotto, un articolo ripreso da questotrentino, firmato nel giugno 2001 da Michele Zacchi [gg]

logofn.giffiore.jpgDue neofascisti italiani, Roberto Fiore [nella foto] e Massimo Morsello, condannati per appartenenza ai Nuclei armati rivoluzionari (Nar) ma da anni riparati a Londra per sfuggire alla giustizia italiana, secondo il Guardian di ieri (12 marzo c.a.) sono agenti del servizio segreto MI6, l’equivalente britannico della Cia. I due, condannati nel 1985 per associazione sovversiva alla fine del processo per l’attentato alla stazione di Bologna – costato la vita nel 1980 a 85 persone -, secondo il Guardian arrivarono in Gran Bretagna dal Libano, dove erano stati reclutati nei primi anni ’80 dall’MI6. I britannici, in quel momento di guerra civile, eserciti mercenari e incursioni di frontiera, avevano disperato bisogno di informatori nelle file dei gruppi terroristi mediorientali dove agivano estremisti europei di varie tendenze. Il Guardian, sulla base di nuove informazioni di un ex agente della Cia in Europa, scrive che in Libano fu promesso a Fiore e ai suoi seguaci il trasferimento in Gran Bretagna in cambio della collaborazione con l’Mi6.

Le richieste di estradizione da parte italiana non furono mai esaudite nè dalla “Dama di Ferro”, Margaret Thatcher, che pure aveva promesso una lotta senza quartiere al terrorismo, nè dal suo successore John Major, anche se ora la nuova Convenzione europea sull’estradizione rende tutto più facile. Con l’arrivo del laburista Tony Blair al governo l’Italia ha chiesto di nuovo la consegna, afferma il Guardian, ma non è successo nulla. Fiore e Morsello, dopo i primi periodi a Londra dove hanno vissuto con ‘squatter’ e per mantenersi hanno fatto gli autisti di minicab, dal punto di vista politico si sono legati con un gruppo di giovani intellettuali del Fronte nazionale (Nf) britannico, e hanno dato vita a Terza Posizione Internazionale (Itp), nella quale Fiore è ancora coinvolto. Fiore, secondo l’inchiesta condotta da ‘Searchlight’ (mensile dell’antifascismo militante) e ripresa in parte dal Guardian, è anche a capo di “Nazi Hammerskins”, un movimento presente in vari paesi d’Europa che egli usa per controllare l’andamento degli affari messi in piedi nel frattempo. Dall’iniziale agenzia turistica ha avviato ora una serie di attività internazionali, tra le quali scuole di lingue, agenzie di viaggi, immobiliari e collocamento.
Nel 1989 interrogazioni parlamentari dei deputati laburisti David Winnick e Greville Janner furono respinte dall’allora governo conservatore con la spiegazione che “le rivelazioni non sarebbero state nell’interesse del pubblico”, formula usata ogni volta che l’argomento in questione riguarda operazioni dei servizi segreti. Recentemente Fiore ha rivelato di avere riavuto il suo passaporto dal ministero degli Esteri britannico.

Un fior Fiore d’affari

Sembra inarrestabile la foga imprenditoriale di Roberto Fiore e Massimo Morsello. Agli inizi dello scorso anno acquistarono alcune vecchie case in Spagna per fondare una comunità politica. Le 12.000 sterline (circa 40 milioni) necessarie per Los Pedriches (questo il nome della località) venivano da un conto della Barclays Bank intestato, fra l’altro, ad istituzioni caritatevoli.

Per il momento solo uno degli edifici è stato completato e i rapporti con la municipalità (a guida socialista) sono tutt’altro che buoni. E nonostante gli arrivi di un paio di inglesi, l’esperienza non sembra destinata a decollare.

Fiore è stato in Spagna anche per celebrare l’anniversario della morte del dittatore spagnolo Francisco Franco e in quell’occasione ha parlato davanti ad una platea che, a parere degli organizzatori, comprendeva medici, avvocati e membri delle forze armate.

Ma il leader di Forza Nuova non si è limitato a seguire convegni politici. Ha fondato, col nome di “Agenzia per la gioventù europea”, una struttura simile alle sue società inglesi (Easy London e Meeting Point).

Quando i giornali inglesi hanno cominciato ad occuparsi del suo giro d’affari miliardario, lui ha reagito con lettere alla Chiesa cattolica e alla comunità italiana, nelle quali lamentava la cattiva stampa nei suoi confronti e sottolineava le sue opere di carità.

Ma l’interesse inglese nei suoi confronti non è finito. La Charity Commissioners ha congelato i conti di due istituzioni benefiche fondate da Fiore e ha annunciato ulteriori indagini. Secondo la legge inglese, quel tipo di istituzioni non devono occuparsi di politica, ma secondo un volantino distribuito dagli ambienti neofascisti a Londra, nel quartier generale di Fiore – quello che ospita le Fondazioni – si tengono incontri organizzati da Forza Nuova.

Accanto all’attività politica esiste, per Roberto Fiore, la permanente attenzione verso gli affari. Uno dei suoi progetti è quello, per esempio, di ottenere biglietti scontati dalle compagnie aeree per le migliaia di giovani che si muovono in Europa grazie alle sue imprese commerciali; per alcuni osservatori, anzi, la sua Easy London è forse la più grande organizzazione europea in quel particolare segmento economico.

Un nuovo settore è quello agricolo: piccole aziende vengono comprate e trasformate in comunità rurali nelle quali affari e ideologia devono andare a braccetto. Questo progetto è una realtà in Italia, Inghilterra, Spagna e Polonia.

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