jfkchomsky.jpgMentre da Repubblica al Corriere ad altri media si assiste a una corsa alla celebrazione di Jack Kennedy, di cui ricorreva il quarantesimo dell’omicidio, vorrei dire tre paroline tre in proposito: era uno stronzo. Per chi non si fosse letto la controstoria che ne fa Noam Chomsky in Alla corte di re Artù (Eleuthera), la prendo larga e rendo un omaggio anch’io: a James Ellroy, non a JFK. Ellroy ci ha regalato una delle icone letterarie più clamorose dell’umanesimo contemporaneo, dipingendo il Presidente nel capolavoro American Tabloid. Quel pluriromanzo è anche una storia vera: questa che pubblico qui sotto.

LA CIA E IL TERRORISMO
Finchè ci saranno fantasmi biondi
[Di Jean-Guy Allard – speciale per Granma Internacional]

jfk.jpgI suoi amici lo chiamavano Il Fantasma Biondo, per la sua reticenza a farsi fotografare, come afferma il suo biografo ufficiale, David Corn, autore di Blond Ghost, Ted Shackley and the CIA’s Crusades, un’apologia dei crimini del “maestro spia” (va sottolineato come la stampa dell’impero onora le sue più rinomate spie conferendo loro il titolo di Master Spy). Si devono fare grandi sforzi per trovare nella vita del personaggio un poco di romanticismo. Il Fantasma Biondo diresse, con la diabolica volontà di distruggere la Rivoluzione Cubana, la famigerata Stazione CIA di Miami, nota con il codice JM/Wave. Poi si dedicò a torturare prigionieri e trafficare eroina all’ingrosso durante la guerra in Viet Nam. Inoltre fu caporione nelle operazioni di narcotraffico attuate in America Centrale con la coppia di terroristi Félix Rodríguez e Luis Posada Carriles. In quei tempi si trovava a Berlino, dove utilizzava la sua conoscenza della lingua tedesca per tentare di reclutare agenti nel campo socialista.
Ted Shackley venne scelto nei primi giorni del 1962 per dirigere a Miami i piani dell’Operazione Mangosta, ordinata dal presidente John F. Kennedy contro Cuba, un’attività di priorità assoluta dell’Agenzia Centrale di Spionaggio, la quale gli assegnava annualmente oltre 500 milioni di dollari, una cifra eccessiva anche in quell’epoca.


In sordide baracche costruite nel mezzo di un terreno di 1 571 acri, pattugliato da guardie e affittate all’Università di Miami, Shackley dirigeva le operazioni terroristiche contro Cuba con la copertura di una ditta chiamata Zenith Technological Enterprises.
Lo stesso David Corn ha rivelato che “i suoi ufficiali creavano là imprese di facciata – affari di navi, touroperatori, agenzie immobiliari, di detective – con lo scopo di ottenere servizi per la “stazione” e copertura per i suoi impiegati. Oltre un centinaio di veicoli venivano affittati così a JM/Wave.
I magazzini della CIA nascondevano le armi di vario tipo e marca e tutto il materiale necessario, includendo le bare. Personale medico, psicologi, e addirittura esperti in crittografia venivano assegnati a JM/Wave.
Tra e proprietà erano inclusi decine di immobili, dai piccoli appartamenti fino a veri palazzi, utilizzati per attività segrete. In tutta la regione si trovavano siti di operazioni. Esistevano campi di addestramento per terroristi in vari isolotti della costa e nelle paludi dei Everglades, uno di questi era camuffato come un club privato per la caccia.

UN VERO VIVAIO DI ASSASSINI
Basta identificare alcuni personaggi addestrati da Shackley nella sua proprietà terroristica di Miami per misurare la categoria di delinquenti, assassini e narcotrafficanti che egli incoraggiò e orientò.
Il Fantasma Biondo reclutò Félix Rodríguez, che si allenò con Luis Posada Carriles e poi venne scelto come membro di un team “speciale di assassini”. Nel 1967 Rodríguez organizzò in Bolivia le operazioni contro Che Guevara e fu a capo della sua esecuzione. Fino a oggi si è vantato di questi atti nella sua milionaria dimora di Miami. Nel 1970 Rodríguez lavorò nuovamente con il “maestro” Shackley in Viet Nam e in Laos, prima di essere inviato in America Centrale accanto a, ancora una volta, Posada Carriles , fuggito da un carcere in Venezuela, dove lo avevano rinchiuso per il criminale attentato a un aereo della Cubana.
A Miami Shackley fu il maestro di Chi Chi Quintero, futuro comandante dei Contras, Frank Sturgis e Rolando Martínez, due “idraulici” cubano – americani dello scandalo Water-Gate insieme a E. Howard Hunt, e altri “elementi” fra i più sanguinari della Guerra Fredda.

TORTURATORE E NARCOTRAFFICANTE
In Asia, a partire dal 1970, il personaggio scrisse alcune delle pagine più schifose della sua vera storia. Là il Fantasma Biondo diresse, nella sede della Cia a Saigon, il programma assassino Phoenix, incaricato di eliminare e torturare patrioti vietnamiti; organizzò l’impresa aerea celata della CIA, Air America e dalla banca Nugan Hand, specializzata nel riciclaggio di denaro sporco.
Simultaneamente egli orientava le milionarie operazioni del traffico di eroina, condotte in Laos da personaggi così poco raccomandabili come il colonnello Oliver North e Richard Secord.
Incredibilmente la droga si vendeva in due mercati: quello della numerosa truppa dei generali Infantry, tossicodipendenti del potente stupefacente e negli Stati Uniti tramite i Santos Trafficante, padre e figlio, soci del ex padrino mafioso dell’Avana, Meyer Lansky.
Nel 1973, Shackley diresse tutte le operazione della CIA in America Latina, quando il governo democraticamente eletto di Salvador Allende venne schiacciato dal sanguinoso colpo di stato del generale fascista Augusto Pinochet.
Da maggio del 1976 fino a dicembre dell’anno seguente, Shackley occupò il posto di direttore aggiunto della CIA, incaricato di tutte le operazioni segrete su richiesta del nuovo direttore della compagnia, nientemeno che George Bush, il futuro presidente, e poi sotto Stansfield Turner, chi lo eliminò in una purga selettiva dei servizi segreti, ordinata dall’amministrazione di Jimmy Carter.
Infastidito, Ted Shackley andò in pensione ufficialmente nel 1979 per creare una ditta di consulenti, la Research Associates International, suppostamente dedicata a fornire “strategia di sicurezza ad esecutivi delle corporazioni”. Senza dubbio continuò a realizzare, sempre nell’ombra, le sue attività.
Ted Shackley ricevette in tre opportunità la Distinguished Intelligence Medal, massima decorazione conferita dall’Agenzia Centrale di Spionaggio.
Il Fantasma Biondo è morto il 9 dicembre, vittima di un cancro.
Nelle ore successive alla sua morte, nella residenza al numero 4907 Sangamore Road, della località di Bethesda, nello stato del Maryland, la memoria del “maestro” è stata ricordata dal Miami Herald in un articolo che dà carattere patriottico e glorioso alle più ripugnanti attività di Shackley.
“Lui era, in certo modo, l’archetipo del burocrate segreto della Guerra Fredda. Riceveva ordini dai capi come “fare guerre segrete, destabilizzare governi democraticamente scelti, impegnare giornalisti e fautori dell’opposizione politica all’estero” e le faceva divenire realtà”, ha commentato Corn, il suo biografo sull’ Herald.
“Shackley non era il cervello delle operazioni clandestine dei presidenti e della CIA Era il suo esecutore. Cosicché evitava le questioni morali che accompagnavano simili azioni e utilizzava la filosofia ‘il fine giustifica i mezzi, dell’ establishment nazionale di sicurezza”.

QUANTI MORTI?
Quanti morti ha lasciato Shackley sulla strada che percorse dai marciapiedi di Berlino fino alla selva del Laos? Solo a Cuba, durante l’Operazione Mangosta (quella ordinata da JFK), le vittime delle sue ciniche decisioni, prese nella sua sinistra baracca di JM/Wave, si possono contare a migliaia. Ancora peggio nel caso di Viet Nam. Fonti nordamericane calcolano che l’operazione Phoenix provocò oltre 70 mila morti, nella maggioranza collaboratori e militanti del patriottico Fronte di Liberazione Nazionale. In Laos, gli uomini di Shackley misero fine al loro traffico con la tribù dei Hmong massacrando più di 20 mila indigeni.
Quando i Cinque patrioti cubani , attualmente detenuti nei carceri dell’impero, lottavano ponendo a repentaglio la propria vita, per ostacolare i piani assassini della mafia di Miami, fronteggiavano gli eredi di Ted Shackley, individui mossi dalla stessa mentalità criminale, secondo la quale “il fine giustifica i mezzi”.
Fino a che ci saranno a Miami Fantasmi Biondi, Cuba non ha altro rimedio che proteggersi da quei terroristi che non hanno mai esitato un momento nell’ attaccare con qualsiasi mezzo la Rivoluzione Cubana.

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