di Valerio Evangelisti

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Carmilla On Line ha già segnalato l’uscita, presso l’editore Nuovi Mondi Media, del volume Tutto quello che sai è falso. Manuale dei segreti e delle bugie: un’antologia tratta dal celebre sito di controinformazione www.disinformation.com.
Uso il termine “controinformazione” non a caso, ma in quanto antitetico alle “teorie della cospirazione” di moda in tempi in cui la storia sembra avere perso ogni senso, e lo scontro tra forze sociali, economiche e politiche trova succedanei presso “pensatori” dal peso culturale nullo, e presso un pubblico disarmato di ogni strumento interpretativo, in fantasiose lotte epocali condotte da sette di incappucciati (il che non significa che le sette non esistano o siano esistite; solo, è abbastanza arduo sostenere che sia stato Cagliostro a scatenare la Rivoluzione francese).


Se il sito Disinformation.com non è esente da queste cadute di intelligenza, l’antologia proposta da Nuovi Mondi Media (abbastanza diversa dall’edizione anglofona) se ne tiene alla larga. I testi, spesso notevoli — segnalo quelli di Thomas Szasz contro la psichiatria, di Wendy McElroy per una rilettura in chiave femminista di pornografia e prostituzione, di Douglas Valentine, Howard Zinn, William Blum e tanti altri sulle malefatte dell’impero americano — che compongono il volume, hanno per denominatore comune il rigore della documentazione. Fino a formare, non so se consapevolmente o meno, una specie di bibbia a uso del militante no-global.
Ma il merito vero dell’edizione Nuovi Mondi Media è di avere aggiunto all’originale alcuni contributi di autori italiani, che — fatto davvero insolito — risultano i più interessanti in assoluto. Così accade con il saggio di Roberto Quaglia — un brillante saggista e scrittore genovese — sui dubbi che suscitano le versioni ufficiali degli attacchi terroristici dell’11 settembre 2001. Con stile pacato, accumulando fatti documentati, Quaglia riesce a sollevare più interrogativi di quanti siano riusciti a suscitare teorici del complotto frettolosi di giungere a conclusioni predeterminate. Altrettanto importanti due saggi di Laura Malucelli, dedicati l’uno alla questione dell’uranio impoverito, l’altra a quella, molto più controversa, dell’Aids e del pericolo che effettivamente rappresenta.
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A Laura Malucelli dobbiamo studi, spesso condotti in sinergia con Jacopo Fo, sulla condizione femminile in Africa e sulla repressione sessuale, nonché uno scandaloso bestseller (anch’esso scritto con Jacopo Fo e Sergio Tomat) intitolato Il libro nero del cristianesimo.
Nel suo intervento sull’Aids, provocatorio fin dal titolo — Storia di un virus che non c’è — Laura Malucelli riassume in poche, implacabili pagine tutto ciò che non convince in uno spauracchio che, solo un decennio fa, pareva preannunciare a un’umanità caduta nel baratro del sesso liberato dai tabù un’imminente estinzione. Dimostra la fallacia delle previsioni (l’incidenza dell’Aids resta insignificante, anche entro le categorie a rischio), l’assurdità dello spostamento in extremis dell’epidemia in Africa (dove serve a mascherare tutti i mali della povertà e, complici test semplificati per rilevare il virus HIV, è spesso l’unico mezzo per ottenere aiuti occidentali), la tossicità letale dei medicinali destinati a combattere una malattia non dimostrata, l’arricchimento indebito delle industrie farmaceutiche e dei baroni della medicina.
Alle obiezioni, già piovute sull’autrice (come sui molti scienziati di prestigio che sull’Aids sollevano dubbi), di sospetta omofobia, è facile replicare che ben più omofobica è l’equazione tra Aids e sieropositività, senza che la correlazione tra l’ipotetico virus HIV e l’immunodeficienza sia mai stata dimostrata. Per non parlare delle disgraziate prostitute condannate ad anni di prigione per avere “contaminato” i clienti con un virus la cui pericolosità è da dimostrare.
Aids a parte, l’intero volume Tutto quello che sai è falso solleva dubbi. In fondo, non c’è scopo più nobile che un libro possa proporsi.

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