pizzeriakamikaze.gifdi Giancarlo Macaluso

Un desiderio iperbolico di fuga è il sentimento dominante di questi racconti dell’israeliano Keret , il trampolino metafisico e allegorico dal quale i suoi personaggi spiccano il loro salto da irresistibili acrobati di un umorismo nero e scorticato dal quale non è esente uno spirito di irridente e fresca vitalità mentre eseguono le loro capriole da clown burloni e dissacratori. Basti dire che Haim, giovane protagonista del racconto più lungo e significativo di questa raccolta, trova lavoro nella pizzeria Kamikaze, due giorni dopo essersi suicidato. Haim vive con un coinquilino tedesco il quale sostiene che il luogo gli pare “Francoforte sputata”; c’è un pub niente male che si chiama Bar-A dove ci sono parecchie ragazze sole. Certo alcune hanno cicatrici sui polsi, o la pelle molliccia degli annegati, però non è detto che non ci stiano… È facile farsi nuovi amici, come Ari e tutta la sua famiglia di suicidi a vario titolo dai quali Haim va a cena una volta a settimana.

Ci troviamo nell’aldilà dei suicidi, un limbo contiguo al mondo reale, con le stesse consuetudini e le stesse seccature, i diversivi e gli svaghi che si possono trovare ovunque: non mancano talk show pallosissimi in Tv, pizzerie e catene di take away cinesi, e i giovani sono molto interessati a rimorchiare ragazze, scolarsi un buon numero di birre ascoltando musica nei locali giusti, fumare spinelli e girovagare in Printz scassate stando attenti a evitare l’ultima celebrità che si aggira frignando e guastando la festa a tutti: nientemeno che Kurt Cobain dei Nirvana. Nessuno lo sopporta. Una pura applicazione della legge del contrappasso: idolatrato in vita e in morte, la star del rock bella a dannatoa nel girone dei suicidi è invisa a tutti… Ad Haim accade anche di sventare, involontariamente, una rapina in un supermercato, di finire in seguito in un posto pieno zeppo di arabi, suicidi per le note ragioni ma con i quali si possono benissimo scambiare riflessioni e idee – “a questo punto cosa c’è da temere? Siamo già tutti morti…”.

Etgar Keret – Pizzeria Kamikaze – Edizioni E/O – € 14,00

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