Piigs – Carmilla on line https://www.carmillaonline.com letteratura, immaginario e cultura di opposizione Thu, 26 Mar 2026 23:02:20 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.9.26 D’istruzione pubblica. Il film sul neoliberismo scolastico https://www.carmillaonline.com/2025/01/07/distruzione-pubblica-il-film-sul-neoliberismo-scolastico/ Mon, 06 Jan 2025 23:01:21 +0000 https://www.carmillaonline.com/?p=86293 di Luca Cangianti

La scuola neoliberista sta creando un nuovo tipo di essere umano, e non è una buona notizia. Questa potrebbe essere la sintesi di D’istruzione pubblica, il film documentario di Federico Greco e Mirko Melchiorre che, terminate le riprese, è adesso in fase di produzione.

Quando sarà possibile vedere il film in sala?

Melchiorre. Se tutto andrà bene nella primavera di quest’anno. Adesso, come per i nostri film precedenti, stiamo raccogliendo fondi, anche mediante crowdfunding. È una scelta politica che ci permette di essere completamente indipendenti.

Perché avete scelto la scuola come tema di questo nuovo lavoro?

Melchiorre. Per [...]]]> di Luca Cangianti

La scuola neoliberista sta creando un nuovo tipo di essere umano, e non è una buona notizia. Questa potrebbe essere la sintesi di D’istruzione pubblica, il film documentario di Federico Greco e Mirko Melchiorre che, terminate le riprese, è adesso in fase di produzione.

Quando sarà possibile vedere il film in sala?

Melchiorre. Se tutto andrà bene nella primavera di quest’anno. Adesso, come per i nostri film precedenti, stiamo raccogliendo fondi, anche mediante crowdfunding. È una scelta politica che ci permette di essere completamente indipendenti.

Perché avete scelto la scuola come tema di questo nuovo lavoro?

Melchiorre. Per completare la nostra trilogia sugli effetti devastanti del neoliberismo. Abbiamo iniziato nel 2017 con Piigs sull’austerità, nel 2022 con C’era una volta in Italia abbiamo poi affrontato la catastrofica situazione della sanità, e ora ci focalizziamo su un altro pezzo di stato sociale sottoposto a bombardamento.

Cinema ed economia non è un binomio intuitivo. Voi però vi siete caratterizzati proprio in questo modo.

Melchiorre. Ma certo! Senza economia non si capisce nulla.
Greco. Se non ti occupi di economia, essa si occuperà comunque di te. Per noi l’austerità è un problema, per il capitale una soluzione. La presunta scarsità economica permette allo stato di allocare risorse secondo i suoi interessi di classe superando facilmente le rivendicazioni popolari. L’austerità è un’arma affilata per contrastare il conflitto sociale, uno strumento formidabile per il ricatto salariale.

Anche in questo film usate una struttura narrativa a doppio binario: da una parte la storia fatta di persone comuni, e dall’altro un’inchiesta ad ampio respiro nella quale intervistate gli esperti del settore. Qual è l’obiettivo di questa scelta?

Greco. Rendere caldi, cinematografici, argomenti complessi, ma decisivi per la vita quotidiana della larga maggioranza della popolazione. Nel caso di D’istruzione pubblica al livello micro seguiamo la vita di Lorenzo Varaldo. Questo dirigente scolastico torinese si scontra con gli effetti delle varie riforme scolastiche seguite a quella Berlinguer del 1999 che inaugura l’autonomia scolastica. In sintesi, il compito dei dirigenti scolastici – che Varaldo rigetta – ormai non è più quello di aiutare gli insegnanti a svolgere il loro lavoro nel miglior modo, ma gestire montagne di burocrazia e trovare i soldi per mandare avanti la scuola, che invece dovrebbe essere un servizio pubblico garantito dall’articolo 3 della Costituzione.

Ma che c’è di strano che in una società capitalistica la scuola sia gestita capitalisticamente?

Greco. Niente! La scuola italiana è stata sempre una scuola borghese, nonostante alcune aperture democratiche fatte negli anni sessanta e settanta. Tuttavia con la Riforma Berlinguer assistiamo a un cambio di passo metodologico. La conoscenza viene ridotta a competenza: oggi la scuola deve insegnare «cose utili» piegando gli studenti alle dinamiche del mercato. Ma attenzione: questo non significa utilizzare solo un nuovo metodo di insegnamento, bensì fabbricare un essere umano nuovo, deprivato di capacità critica, di possibilità di ascensione sociale, e quindi di cittadinanza.

Lorenzo Varaldo, il protagonista di D’istruzione pubblica

Una riforma che funzionalizza la scuola al capitalismo contemporaneo è stata fatta dalla sinistra. Perché?

Greco. Come ci ha spiegato bene Massimo Bontempelli, la sinistra storica portava con sé due istanze: una modernizzatrice e l’altra emancipatrice. Con la nascita del neoliberismo (la periodizzazione può essere fissata nel 1979, nel 1989 o nel 1992 a seconda dei vari contesti tematici o geografici) la sinistra abbandona la seconda istanza. Tutto ciò che è nuovo è buono, ma il nuovo è proprio il neoliberismo, cioè il capitalismo non regolamentato. L’autonomia scolastica infatti altro non è che una sorta di autonomia differenziata applicata alla scuola. È l’aziendalizzazione dell’istruzione che trasforma i presidi in dirigenti scolastici, così come nella sanità ha trasformato le Usl (Unità sanitarie locali) in Asl (Aziende sanitarie locali). In questo modo quel po’ di otium che c’era nella scuola italiana si è trasformato in mero negotium. Ricordo infatti che la parola latina schŏla deriva dalla greca scholé, che in origine significava (come otium per i latini) tempo libero, piacevole uso delle proprie disposizioni intellettuali, indipendentemente da ogni bisogno o scopo pratico o profittevole. Negotium, cioè attività, occupazione, affare, era invece la negazione della scuola (nec otium).
Melchiorre. Insomma, per usare una metafora sportiva, la dialettica tra sinistra e destra politica con l’emergere del neoliberismo è che la sinistra alza la palla e la destra schiaccia.

Il vostro cinema mi sembra una piattaforma al servizio delle lotte sociali. Oltre a uscire nelle sale e a rimanerci a lungo, i vostri film vengono proiettati in centri sociali, associazioni culturali, sedi sindacali, e servono a introdurre dibattiti, a far riflettere insieme centinaia di persone.

Greco. Il nostro obiettivo è mettere insieme giornalismo e cinema per offrire ai movimenti strumenti di lotta. Le narrazioni hanno un sostrato mitico e aiutano a smuovere le coscienze. Il cinema inoltre è una riunione fisica di persone che rimanda a un’idea di comunità imprescindibile per chi voglia lottare contro l’ingiustizia e la disuguaglianza.
Melchiorre. Oltre a ciò noi ci auguriamo che i nostri film ispirino anche altri film-maker per generare un grande e inarrestabile onda d’immaginario d’opposizione.

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Piigs: maiali di carta https://www.carmillaonline.com/2020/12/29/piigs-maiali-di-carta/ Mon, 28 Dec 2020 23:01:31 +0000 https://www.carmillaonline.com/?p=64145 di Luca Cangianti

Adriano Cutraro, Federico Greco, Mirko Melchiorre, PIIGS. Ovvero come imparai a preoccuparmi e a combattere l’austerity, Gingko, 2020, pp. 230, € 16,00.

Uscito nel 2017, Piigs è un film sui disastri delle politiche neoliberiste in Europa. Adesso è uscito anche un libro omonimo, un backstage di carta che ci permette di capire come una pellicola indipendente, nata sulle panchine di Piazza Re di Roma, invece di durare per un fine settimana in tre sale, abbia raggiunto numeri sorprendenti: 3 mesi di tour di presentazione alla presenza dei registi, 9 [...]]]> di Luca Cangianti

Adriano Cutraro, Federico Greco, Mirko Melchiorre, PIIGS. Ovvero come imparai a preoccuparmi e a combattere l’austerity, Gingko, 2020, pp. 230, € 16,00.

Uscito nel 2017, Piigs è un film sui disastri delle politiche neoliberiste in Europa. Adesso è uscito anche un libro omonimo, un backstage di carta che ci permette di capire come una pellicola indipendente, nata sulle panchine di Piazza Re di Roma, invece di durare per un fine settimana in tre sale, abbia raggiunto numeri sorprendenti: 3 mesi di tour di presentazione alla presenza dei registi, 9 settimane di programmazione nel Circuito Cinema in circa 100 sale per un totale di quasi 100 mila spettatori, più altri 300 mila con la trasmissione sulla Rai e altri milioni stimabili grazie alla distribuzione all’estero e alla piattaforma Raiplay.

Il volume racconta di tre videomaker che decidono d’imbarcarsi in un’impresa impossibile: girare un film di economia. E così, come Thomas Kuhn mostrava che le scoperte scientifiche sono opera di pesci fuor d’acqua, Adriano Cutraro, Federico Greco, Mirko Melchiorre, che di economia sapevano poco o niente, si mettono a studiare Keynes, Minsky, Galbraith, Mitchell, Caffè e Gallino. Poi, scoperto il mostro dell’austerità che divora le nostre vite, s’industriano con i mezzi espressivi del cinema, ma senza un soldo in tasca, per comunicarci il pericolo che corriamo. È la parte più avvincente del libro in cui si collezionano una serie di case history di guerrilla cinema degne di un corso universitario: l’intervista rubata a Warren Mosler in un corridoio di facoltà, quella a Yanis Varoufakis con tanto di schizzi di pizza rossa, la missione teleguidata oltre oceano per girare la parte su Noam Chomsky, lo studio di Vladimiro Giacché e l’incubo della telecamera traballante, la gestione dell’imprevisto con Erri De Luca.

Piigs in versione cartacea è la storia incredibile di come produrre e distribuire un film partendo da meno di zero, di come organizzare un crowdfunding, risparmiare sui diritti d’autore del materiale d’archivio e trovare finanziamenti con metodologie degne dei Blues Brothers. Il volume dimostra inoltre che si può realizzare un prodotto di massa anche sposando una tesi teorica di peso. Nel caso specifico si tratta per lo più della Teoria monetaria moderna, che sta raccogliendo molti consensi nella sinistra radicale internazionale, ma che allo stesso tempo, a detta dei critici, non sembra dare risposte nuove ai problemi cui andò incontro il postkeynesismo negli anni settanta. Ciò, tuttavia, non toglie nulla all’incisività destruens di Piigs (film e libro), alla sua capacità di smascherare la natura di classe dell’Unione europea e delle sue politiche economiche. Alla fine del lungo viaggio dei tre registi, sia nei meandri macroeconomici del neoliberismo, che nei loro risvolti quotidiani – esemplificati dalla storia della cooperativa Il Pungiglione – l’elisir portato a casa è un dono di conoscenza. Federico Greco infatti conclude: “Non si tratta neppure… di un conflitto tra i Paesi del nord Europa e quelli del sud, come comprenderò col tempo, ma tra le élite di ogni singolo Paese e le loro classi dei lavoratori.”

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Piigs: critica dell’economia suina https://www.carmillaonline.com/2017/03/26/piigs-per-la-critica-delleconomia-suina/ Sat, 25 Mar 2017 23:01:34 +0000 https://www.carmillaonline.com/?p=37197 di Luca Cangianti

Il PungiglioneVeder scorrere una bibliografia di teoria economica nei titoli di coda non è qualcosa di comune, soprattutto se il documentario cui si è assistito aggancia l’attenzione dello spettatore su un tema ritenuto per soli addetti ai lavori: l’austerità europea e i suoi effetti nefasti sulla vita quotidiana di milioni di persone. Dopo cinque anni di studio sui testi, di riprese e di lavoro in post-produzione, Piigs – Ovvero come imparai a preoccuparmi e a combattere l’austerity sarà in sala il prossimo aprile. Realizzato anche grazie a un’azione di [...]]]> di Luca Cangianti

Il PungiglioneVeder scorrere una bibliografia di teoria economica nei titoli di coda non è qualcosa di comune, soprattutto se il documentario cui si è assistito aggancia l’attenzione dello spettatore su un tema ritenuto per soli addetti ai lavori: l’austerità europea e i suoi effetti nefasti sulla vita quotidiana di milioni di persone. Dopo cinque anni di studio sui testi, di riprese e di lavoro in post-produzione, Piigs – Ovvero come imparai a preoccuparmi e a combattere l’austerity sarà in sala il prossimo aprile. Realizzato anche grazie a un’azione di crowdfunding, il lungometraggio è diretto da Adriano Cutraro, Federico Greco e Mirko Melchiorre, mentre la voce narrante è quella di Claudio Santamaria.1
Intervistando alcuni noti economisti, saggisti e scrittori di orientamento eterodosso (tra cui Noam Chomsky, Yanis Varoufakis, Warren Mosler ed Erri De Luca) il film decostruisce il pensiero economico dominante e le sue applicazioni incorporate nella struttura istituzionale europea. Il montaggio è incalzante con molte sottolineature ironiche, l’esposizione è fluida e divulgativa anche grazie a grafici, animazioni e a una grande quantità di materiale audiovisivo d’archivio. Piigs si concentra sulla pars destruens, cioè sulla dimostrazione che le regole dei trattati europei sul deficit, sul debito e sull’inflazione sono frutto di casualità, pressapochismo e perfino di cialtroneschi errori di calcolo su file Excel. Ciò nonostante un effetto, e non di poco conto, tali regole finiscono per produrlo: Chomsky sostiene che la struttura dell’Ue sia stata un’arma fenomenale per distruggere lo stato sociale e riaffermare il più rigido comando sul lavoro; Vladimiro Giacché aggiunge che i trattati europei hanno finito per rappresentare una costituzione parallela in contrasto con molti dei diritti sociali sanciti da quella italiana.2 Nel frattempo, a causa delle politiche economiche previste dai trattati, i “paesi maiali”, i Piigs per l’appunto (Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia e Spagna), sono confinati in una condizione semicoloniale nei confronti delle economie centrali guidate dalla Germania, mentre aumentano disoccupazione, povertà e desertificazione industriale.

Tale versante teorico è intersecato dalla storia esemplare della cooperativa sociale Il Pungiglione e della sua combattiva presidente Claudia Bonfini. Questa organizzazione non profit si occupa di erogare servizi sociali impiegando anche persone disabili e in condizioni di disagio, ma a causa dei vincoli imposti dal patto di stabilità ha maturato un credito nei confronti degli enti locali che rischia di condurla alla chiusura. Le vicende della cooperativa, i dialoghi con un’amministrazione pubblica incapace di gestire la catastrofe umana in corso, le voci dei lavoratori rotte dalla commozione durante le assemblee, la musica e i balli di chi riscopre vita e dignità nella protesta, sono enzimi emotivi che accompagnano il ragionamento macroeconomico.
Cutraro, Greco e Melchiorre ci dimostrano che nei palazzi di vetro e acciaio a Bruxelles e a Francoforte c’è qualcuno che ci sta prendendo per i fondelli. Piigs è un dispositivo filmico fatto per scatenare il dibattito: quando in sala si accendono le luci non si torna a casa in silenzio, è impossibile non discutere, non sentirsi chiamati in causa, non arrabbiarsi, magari proprio con quei tre registi che ci sottraggono alle narrazioni consolidate, che sostengono che basterebbe uscire dall’euro e stampare moneta perché tutto andasse per il verso giusto… In verità non è questa la tesi del documentario, anche se alcuni interventi sembrano sostenerla, perché il film non ha una posizione precisa da difendere. Gli intervistati sono europeisti critici, sostenitori della necessità di uscire dall’Eurozona, liberali, keynesiani e marxisti. Sappiamo che ognuno di questi ha la sua pars construens, ma qui si tratta di smontare un dogma tossico, poi verrà il resto. Pur all’interno di quest’approccio principalmente decostruttivo è comunque innegabile che il taglio prevalente sia quello del sottoconsumismo keynesiano: lo si può vedere per esempio nel richiamo a Roosevelt omettendo di segnalare che le sue politiche di stimolo alla domanda aggregata funzionarono solo con la ripresa degli investimenti bellici e dunque con la guerra; oppure nell’affermazione che gli Usa grazie alla sovranità monetaria hanno saputo affrontare meglio la crisi rispetto ai giri di valzer fatti da una banca senza stato come quella europea e da uno stato senza moneta come quello italiano.

Infine va segnalata la scelta d’inserire nelle ultime battute del film una frase malinconica e provocatoria di Erri De Luca. Lo scrittore rivolgendosi a chi sta dietro la telecamera dice: “il problema è che siete pochi, mentre noi negli anni settanta eravamo molti“. Qui, una volta completata l’inchiesta di controinformazione, il documentario diventa autoriflessivo e s’interroga sul perché di fronte alla messa in chiaro della realtà non si scateni una reazione adeguata, non subentri la soggettività sociale e politica. Chissà che dopo realizzato un documentario originale e godibile di teoria economica gli autori di Piigs non vogliano cimentarsi anche con la sociologia della composizione di classe. Ce ne sarebbe altrettanto bisogno.

[Nell’immagine una manifestazione della cooperativa sociale Il Pungiglione di Monterotondo (Rm).]


  1. Cfr. anche l’intervista a due dei tre registi su Carmilla, 11.11.2016

  2. Cfr. anche Carmilla, 21.11.2015

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Al fianco dei maiali, contro l’austerità https://www.carmillaonline.com/2016/11/11/al-fianco-dei-maiali-contro-lausterita/ Fri, 11 Nov 2016 22:30:25 +0000 https://www.carmillaonline.com/?p=34344 di Luca Cangianti

piigs-jpgTre filmmaker italiani si sono messi a studiare economia politica e hanno realizzato dopo cinque anni di lavoro un documentario sulle politiche di austerità che stanno devastando le economie e le popolazioni dell’Europa periferica. Il titolo del lungometraggio, PIIGS – Ovvero come imparai a preoccuparmi e combattere l’austerity, è ripreso dall’acronimo usato per indicare i “paesi maiali” (Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia e Spagna) colpevoli agli occhi neoliberisti di aver accumulato debiti pubblici eccessivi. Il film contiene interviste a noti economisti, filosofi, scrittori e giornalisti che hanno espresso opinioni critiche nei [...]]]> di Luca Cangianti

piigs-jpgTre filmmaker italiani si sono messi a studiare economia politica e hanno realizzato dopo cinque anni di lavoro un documentario sulle politiche di austerità che stanno devastando le economie e le popolazioni dell’Europa periferica. Il titolo del lungometraggio, PIIGS – Ovvero come imparai a preoccuparmi e combattere l’austerity, è ripreso dall’acronimo usato per indicare i “paesi maiali” (Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia e Spagna) colpevoli agli occhi neoliberisti di aver accumulato debiti pubblici eccessivi. Il film contiene interviste a noti economisti, filosofi, scrittori e giornalisti che hanno espresso opinioni critiche nei confronti del progetto europeo basato sulla moneta unica e sul patto di stabilità. Allo stesso tempo racconta la storia della cooperativa sociale Il Pungiglione che ha un credito di un milione di euro dagli enti locali: 100 dipendenti perderanno il lavoro e 150 disabili rimarranno senza assistenza. I tre registi – Adriano Cutraro, Federico Greco e Mirko Melchiorre – si sono occupati precedentemente di immigrazione, povertà, politica, economia e anni settanta, ma anche di arti visive, letteratura e fantahorror. Ne ho intervistati due.

Il progetto di PIIGS si regge su una presa di posizione estremamente “forte”. Non avete paura di esser accusati di aver prodotto un’opera “a tesi”?
Federico Greco. La “tesi” c’è nella pars destruens. Si tratta di un documentario che si propone di confutare l’ideologia economica secondo la quale per contrastare la crisi serve l’austerità, cioè sempre meno spesa pubblica, il pareggio del bilancio e la riduzione del debito pubblico. È una tesi nata negli Stati Uniti che è spesso giustificata con un famoso studio di Carmen Reinhart e Kenneth Rogoff (“Growth in a Time of Debt”). Un altro economista, tuttavia, Thomas Herndon, ha dimostrato che la base empirica di quel contributo era viziata da molti errori di calcolo. Oggi perfino negli Stati Uniti c’è stupore per come sono seguiti ciecamente i dogmi neoliberisti dell’austerità.
Adriano Cutraro. PIIGS non è un film contro l’ideale di una casa comune europea, ma una denuncia documentata degli errori e degli orrori che si stanno commettendo in nome dell’Europa.
Federico Greco. È la strada della convergenza economica basata sullo strumento dell’euro a esser sbagliata. Lungi dal generare unità sta accrescendo la forbice sociale in tutta l’Unione e le differenze tra paesi europei centrali e periferici.

Se la strada è sbagliata perché continuiamo a percorrerla. Per interesse o per stupidità?
Adriano Cutraro. Chomsky, uno degli intervistati, dice che i meccanismi inaugurati con gli accordi di Maastricht sono un dispositivo formidabile per favorire le multinazionali. Tuttavia non escluderei nemmeno la stupidità.
Federico Greco. Le linee di potere e di gerarchia hanno assi sia transnazionali che nazionali. E comunque non dobbiamo dimenticare che paesi come l’Italia, grazie alle lotte degli anni sessanta e settanta, hanno ancora pezzi di welfare universalista, come la scuola e la sanità, che qualora privatizzati possono generare importanti volumi di profitto.
Adriano Cutraro. Da questo punto di vista l’austerità è estremamente funzionale perché crea una gabbia d’acciaio intorno al deficit spending dello stato, impedendo de facto qualsiasi politica sociale.
Federico Greco. Le politiche di austerità sono inoltre incapaci di bloccare la crescita del debito pubblico, ma ciò lungi da essere un male, per alcuni settori della finanza sono fonte di nuove entrate generate dagli interessi. Come abbiamo assistito nel caso della Grecia, a fronte di questo circolo vizioso le istituzioni dell’Unione impongono privatizzazioni di beni pubblici e riduzioni delle prestazioni sociali per erogare nuovi prestiti che non risolvono il problema, ma creano affari solo per le banche dei paesi europei centrali.

Alcuni dicono però che ciò avviene perché c’è “poca” Europa, ovvero perché manca una politica fiscale ed economica unificata.
Adriano Cutraro. Qualora ipotizzassimo la nascita degli Stati Uniti d’Europa senza riportare la banca centrale sotto controllo del governo, temo che la popolazione non avrebbe modo di poter incidere sull’economia per rivendicare un welfare di qualità.

Il film ha due linee narrative: lo svilupparsi della crisi economica e le peripezie di una cooperativa sociale. Perché avete scelto questa struttura?
Federico Greco. Perché tutto quello che succede al livello macro ha ricadute al livello micro. Il caso della cooperativa sociale Il Pungiglione è solo un esempio, ma ci ha aiutato a calare al livello di vita quotidiana le astrazioni dell’economia. Il presidente di questa realtà non profit alle prese con difficoltà enormi percorre un arco narrativo che lo porta a capire che sta lottando contro obiettivi sbagliati. I mostri che rischiano di far perdere il lavoro agli operatori e l’assistenza agli utenti non sono la buona o cattiva volontà degli interlocutori con i quali ha a che fare, ma una macchina infernale manovrata da Bruxelles.

Scorrendo l’elenco degli intervistati vedo postkeynesiani, marxisti, pensatori radicali di vario orientamento, ma anche sostenitori dell’economia di mercato. Come avete scelto gli intervistati?
Adriano Cutraro. Avevamo bisogno di persone conosciute che potessero aiutarci a scalfire il muro dell’ortodossia economica. Nel documentario intervengono, tra gli altri, il linguista Noam Chomsky, Stephanie Kelton (che è stata consulente economica di Bernie Sanders), Warren Mosler (un insider finanziario esperto di sistemi monetari), Paul De Grauwe (professore alla London School of Economics), l’ex ministro greco Yanis Varoufakis, Marshall Auerback del Levy Economics Institute, lo scrittore Erri De Luca, l’economista marxista Vladimiro Giacchè e i giornalisti Federico Rampini e Paolo Barnard.

Quanto tempo ci avete messo a realizzare il documentario?
Adriano Cutraro. Molto e ci è perfino toccato studiare economia! [dice ridendo] Il lavoro pratico è stato di due anni, ma in tutto ci abbiamo messo cinque anni. Adesso siamo nella fase della post-produzione, per finanziare la quale ci siamo avvalsi anche di una prima azione di crowdfunding conclusasi lo scorso ottobre. Ad inizio novembre ne abbiamo lanciata una seconda per coprire i costi di uscita in sala la cui data prevista per l’Italia è marzo 2017.

Cosa vi aspettate da questo film?
Adriano Cutraro. Un film non può certo cambiare il mondo, ma forse può creare dibattito. È questo che ci aspettiamo, è questo il nostro obiettivo.

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